Gilardino: “Protocollo? Ci hanno rinviato le partite ma non è cambiato nulla, dalla Serie D solo tanto silenzio”

Alberto Gilardino, tecnico del Siena, è intervenuto telefonicamente durante la trasmissione ‘Minuto per minuto’ su RadioSienaTV. Di seguito le sue dichiarazioni:

Giorni di stop – “Li ho vissuti con sofferenza. Ho comunque avuto la possibilità di vedere i ragazzi perché ci siamo “allenati” su zoom con il nostro preparatore, però il desiderio è quello di tornare in campo il prima possibile; io e i ragazzi abbiamo voglia di tornare a giocare a calcio”.

Gestione del gruppo – “Intanto domani (oggi, ndr) sarà una giornata fondamentale per l’esito dei tamponi. Gibilterra è il giocatore risultato positivo, adesso vediamo la risposta degli altri. Ci auguriamo che siano negativi e che la maggior parte possa tornare all’attività. Abbiamo necessità di tornare a saggiare il campo e tornare a fare quello che sappiamo”.

Ripresa – “Lo dissi due settimane fa, se la Serie D non trova un protocollo adeguato diventa difficile far proseguire il campionato. Adesso hanno rinviato le gare del 15 e del 18 ma i protocolli non sono stati adeguati, di cosa parliamo? Per tre settimane siamo arrivati al sabato e poi non abbiamo giocato; io lo farei altre 10000 volte perché amo il mio lavoro, però dopo un po’ la situazione inizia a diventare surreale. O si prende in considerazione la stesura di un protocollo apposito altrimenti è molto difficile andare avanti. Per ora non abbiamo avuto nessuna risposta dai vertici, solo tanto silenzio”.

Nuovi arrivi – “Mamhudov si deve ancora inserire al meglio ma questi dieci giorni di quasi inattività ci penalizzano. Nonostante questo, a livello di entusiasmo e voglia stiamo alla grande. I ragazzi me lo dimostrano ogni giorno”.

Attaccanti – “Se gli ho insegnato qualche trucco? Da calciatore io andavo molto di istinto, dipende anche da quello. Io posso contare su un ottimo reparto, i vari Guidone e Sartor sono giocatori forti ma anche duttili. Tutti però possono e devono crescere. Loro sono fondamentali perché il lavoro complessivo della squadra parte dalla fase offensiva: se gli attaccanti lavorano bene, l’equilibrio della squadra ne risente positivamente”.

Crescita – “Siamo ancora in costruzione e questi dieci giorni di stop non hanno aiutato. Potevano essere dieci giorni di crescita, invece non abbiamo potuto allenarci. Siamo costretti a ripartire ancor più velocemente”. (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol