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16/10/20 09:52 | Facciamolo strano.

In origine era ‘Lo famo strano’, battuta romanesca dell’esilarante ‘Viaggi di Nozze’ con Verdone e la super Gerini, ma 250 chilometri più a nord diventa ‘Facciamolo strano’ e di esilarante non c'è più niente. Eh sì cari amici, è la nostra amata Robur a fare tutto strano, per certi versi addirittura incomprensibile. Sullo stemma non torno ma è senza dubbio una roba diciamo pure singolare. Le stranezze arrivano dai contratti firmati oppure non firmati, nei tagli al budget, ventilati poi smentiti e poi... vediamo, dallo sbolognare l’addetto stampa il giorno prima della partita con conferenza stampa saltata, dal non far parlare Gilardino dopo la vittoria di Scandicci, annunciarlo per il giorno dopo e poi negarlo il giorno dopo (E’ incazzato? Non ha voglia? E' strategia? Barrare la risposta giusta) e ci sarebbe anche proporre e poi ritirare il ‘parlato’ di Narduzzo. Strano è ‘ costringere’ i giornalisti presenti a Scandicci, peraltro dopo una vittoria, ad accalappiare il buon Grammatica per poter avere qualcosa da scrivere e mi fermo qui perché la lista sarebbe ancora lunga.

Per prima cosa un in bocca al lupo a Edoardo Brunetti, sedotto e poi abbandonato dal progetto Acn Siena, per il resto rimango con tanti punti di domanda e chissà se mai avrò qualche risposta. Sono nel calcio da tanti anni, sponda giornalisti, ma tutto adesso mi suona appunto strano. «Siamo concentrati solo sul campo», ha detto Grammatica dopo la vittoria di Scandicci e per carità le vittorie sono quelle che vogliamo tutti. Però dai, ci sono tante cose che almeno io faccio fatica a capire e probabilmente non solo io. Quando mercoledì nella tribunetta stampa del ‘Turri’ di Scandicci il responsabile della comunicazione della squadra fiorentina mi ha chiesto quando arrivava il suo pari del Siena ho avuto qualche istante di imbarazzo. Poi gli ho spiegato che al momento non c’era un addetto stampa in carica e la sua faccia, non ve la posso descrivere qui, ma provate ad immaginarla. A proposito con i tanti bravi e soprattutto giovani giornalisti che ci sono a Siena non dovrebbe essere difficile compiere la scelta post-Brunetti, perché l’addetto alla comunicazione è una figura a dir poco fondamentale e solo un giornalista comprende fino in fondo di cosa hanno bisogno i giornalisti. Non vorrei che anche questa nomina alla fine fosse strana come tante altre cose e cadesse sull’amico del cugino, con articoli scritti zero.

Della partita del ‘Turri’ ho scritto tutto su La Nazione e quindi inutile dilungarsi ulteriormente, mi ha fatto però immenso piacere assegnare il voto a Guglielmo Mignani, dopo aver giudicato per tanti anni il padre Michele. E’ stata una cosa che ho fatto con una certa emozione, anche se è il segno del tempo che passa inesorabile. 

A Scandicci ho visto la prima partita stagionale del Siena perché nelle gare in casa non sono stato accreditato come già spiegato su queste colonne. Dispiace perché ho saputo che nel post della ‘tragica’ partita con il Tiferno Lerchi, c’era un amico che mi aspettava e ha parlato del sottoscritto e di quanto avevo scritto nel Fedelissimo della settimana scorsa. L’allenatore Federico voleva incontrare il giornalista Paolo e non avrei nessun problema a prendere un caffé insieme. Ho detto forse che mi è antipatico? Dite davvero? Sì e almeno un paio di volte con decisione ma facevo riferimento ad un’antipatia prettamente sportiva. Il mister tutte le volte che incrocia il Siena lo castiga e lo fa sempre con squadre nettamente inferiori rispetto ai bianconeri. Da qui una certa e normale avversione, che ho manifestato su queste colonne dove con la licenza che mi hanno concesso uso sempre toni piccanti e qualche volta piccati.

Perché si tratta in fondo di articoli per intrattenere e magari strappare il sorriso a chi legge, senza offendere nessuno, è chiaro, ma senza nemmeno mandarle a dire. Ho fatto per tanti anni l’inviato da tutti gli stadi d’Italia della massima serie ed è ovviamente un’altra cosa rispetto a quello che produco per Il Fedelissimo. Detto questo, voglio aggiungere che mister Federico nel suo lavoro è sicuramente molto più bravo che simpatico e questo alla fine può essere anche un pregio perché come diceva il grande Mou nemmeno Lui, quello che sta più in alto, piace a tutti. Magari al ritorno se vince il Tiferno Lerchi il caffè lo paga il giornalista Paolo, altrimenti tocca a mister Federico con qualche battuta del sottoscritto. Andata?

Ragazzi ora però pensiamo alla Flaminia, sperando in qualche modo, anche nel più strano possibile, tanto ci stiamo abituando, di portare a casa i tre punti. Avanti vecchia Robur! 

Paolo Brogi (paolo.brogi@lanazione.net)

Fonte: FOL