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18/11/20 12:28 | Esclusiva Fol – Ruggeri: “Che emozione il mio primo gol tra i grandi”

Il primo marcatore del Siena nato nel 21° secolo simpatizza per la Juve, ha giocato nel vivaio del Milan, da piccolo sceglieva Maccarone alla playstation e sogna di calcare i campi di Serie A come ha fatto, per molti anni, suo zio. Samuele Ruggeri, classe 2001 di Molteno, provincia di Lecco, si racconta al Fedelissimo Online dopo il gol del 3-1 a Civita Castellana, con la Flaminia. “Una rete importante, perché ha chiuso una partita complicata, su un campo difficile. E poi perché è il mio primo tra i grandi, è come se valesse di più. Ed è arrivato, tra l’altro, mentre occupavo un ruolo nuovo”.

Mai fatto l’esterno di centrocampo prima di domenica scorsa?

Io sarei un difensore centrale, sono cresciuto nella difesa a quattro. Poi ho fatto anche il terzo di difesa e molte volte il terzino, al Como, al Milan e al Genoa. Diciamo che nasco centrale ma mi spostano sempre sull’esterno (ride, ndr). Nel calcio si deve essere pronti a cambiare ruolo da un momento all’altro, e così è stato con la Flaminia.

Sei di Molteno, paesino in provincia di Lecco. Hai iniziato lì a giocare a calcio?

Sì, ho incominciato grazie a un vecchio mister, amico di famiglia. Ho giocato un anno a Lecco e quattro anni a Como, dove ho vinto il campionato Under 17 di Lega Pro. Poi due anni al Milan, negli Allievi e in Primavera, e la scorsa stagione in prestito al Genoa. Quest’anno mi sono svincolato ed eccomi qui.

In tutti gli anni delle giovanili ti sei allontanato da casa soltanto una volta (Genova). Casualità o scelta?

A me è sempre piaciuto stare in giro. Quando ho vinto il campionato a Como ho ricevuto diverse richieste. Ho scelto il Milan non per la vicinanza a casa, ma perché è una società importante e mi è sempre piaciuta per il modo in cui lavora. Parlai con mio zio, Lorenzo D’Anna, e mi disse di non perdere questo treno.

Tifi Milan?

No, sono juventino di famiglia. Ma non sono un grande tifoso.

Perché la scelta Siena?

Potevo fare un provino in C, avevo qualche altro interessamento. Ma Siena era un’opportunità troppo grande da poter rifiutare. Ho accettato subito per la piazza, per il progetto, per il mister con un nome così prestigioso.

Hai qualche ricordo del Siena in Serie A?

Ero molto piccolo, però ricordo che era sempre una squadra difficile da battere. Con giocatori importanti, come bomber Maccarone che usavo a Fifa.

Che ne pensi della città?

Ho potuto vederla poco, ma confermo quello che mi hanno detto tutti: le mura medievali e la posizione la rendono molto caratteristica. E poi che dire della bellezza di Piazza del Campo e del Duomo…

Con chi vivi?

Con due compagni, Carminati e Agnello. Anche a casa mi aiutano tanto: sia suggerimenti calcistici che consigli di vita.

Il Siena ha una rosa giovanissima. Questo fattore aiuta ad ammorbidire il salto dalle giovanili al mondo dei grandi?

Per un giovane che non ha mai vissuto in prima squadra forse sì, è più facile adattarsi. In più gli esperti ci aiutano perfettamente, a cominciare dal capitano.

Le aspettative sul campionato, sia collettive che individuali?

È dura, non si può sottovalutare nessuna partita e il Tiferno ne è la conferma. Forse non abbiamo ancora incontrato le cosiddette big ma siamo consapevoli di essere un grande gruppo. Spero di aiutare al massimo delle mie potenzialità la squadra, qualunque ruolo mi sarà affidato. E di raggiungere l’obiettivo finale.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: FOL