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05/11/19 15:08 | Dal Canto: Vogliamo passare il turno: 'facce nuove' e personalità

Riecco l’Arezzo. Questa volta per la Coppa Italia. Una sfida a cui la Robur, che l’allenatore bianconero Alessandro dal Canto cambierà “parecchio” negli uomini, tiene. E alla quale si presenta ad appena tre giorni dal pareggio in campionato con il Renate: una grande partita macchiata dall’erroraccio dell’arbitro Rutella. Che ancora brucia.

RENATE-SIENA. “Abbiamo giocato una buona gara, complicata, per il valore dell’avversario e per le condizioni del terreno di gioco. Eppure ricca di occasioni. La squadra ha fatto bene sotto il profilo del palleggio anche se difficoltoso, ha creato diverse situazioni, qualcuna clamorosa, qualcuna potenzialmente pericolosa. Avevo detto che non potevamo vincerle tutte in trasferta, ma c’è stato un episodio che avrebbe potuto allungare la striscia…”.

SI E’ VISTA PERSONALITA’. “Come canovaccio le nostre partite sono tutte molto simili. Siamo una squadra votata al palleggio, quando l’avversario ce lo consente a imporci. Non sapevamo che tipo di terreno avremmo trovato: era pesante ma non ci ha impedito di fraseggiare. Dopo 20 minuti di fasi alterne abbiamo preso campo e sicurezza. Ho detto alla squadra che deve sempre sapere adeguarsi a quello che trova. Già in B trovi squadre che tentano di fare quello che va per le loro caratteristiche. Poche lesinano su qualcosa. In C invece è diverso: affronti il Monza che viene dentro la tua area, un’altra squadra che rimane dentro la propria. Un giorno trovi il pantano, un altro un caldo della Madonna. Dobbiamo riuscire sempre a ad adeguarci a quello che offre la partita”.

I CAMBI RITARDATI. “Non avevo, dal campo, la sensazione che stessimo dominando così tanto da poter azzardare qualcosa di più: loro quando ripartivano davano il sentore di essere pericolosi. Non c’era la necessità di andare all’arma bianca. E il terreno di gioco non era adatto a giocatori di pura tecnica e brevilinei. Ci sono gare in cui hai la percezione di poter forzare per vincere, in altre no. E a conti fatti, soprattutto in campionati tanto equilibrati, anche un punto ha la sua importanza. Inoltre venivamo da una sconfitta in casa, meglio evitare di fare una frittata”.

SIENA-AREZZO. “Una partita importante che può farci andare avanti in Coppa Italia, una competizione che in caso di vittoria, può dare dei vantaggi ai play off. Un trofeo bello. Daremo spazio a chi ha giocato di meno perché è la soluzione più conveniente per tutti. E non ne sono preoccupato. L’Arezzo? E’ un derby, sì, ma resta una partita di calcio, come altre. Cercheremo di fare il meglio che possiamo. Loro sono una squadra di alto livello, l’ultima, con il Pontedera, hanno disputato una grande partita. Ho l’impressione che qualche valutazione sia sbagliata: se in una rosa ci sono giocatori come Luciani, Borghini, Foglia, Belloni, Caso, Cutulo, non mi sembra così disastrosa”.

LOMBARDO E IL CENTROCAMPO. “Rispetto a quando l’ho schierato un tempo con la Pro Vercelli ha guadagnato 10 giorni: un pezzo di partita la farà, se riusciamo dall’inizio è meglio. Poi nessuno pretende niente di clamoroso. Sì, è vero, gli esterni hanno tirato la carretta, qualche giocatore necessità di respirare. Anche in mezzo al campo. Poi domenica c’è un’altra partita importante”.

GUBERTI. “Faremo insieme una valutazione serena. E’ rientrato ieri dopo 40 giorni. L’ultima volta che ha ripreso si è subito fermato. E’ un giocatore importante, recuperato, ma vogliamo tenerlo integro perché possa darci una mano. D’Auria? Fondamentalmente è una punta. Può giocare da trequarti, da mezzala in qualche partita. Ma costringere un giocatore a fare un lavoro che lo penalizza no. Contro una difesa a tre è marginale il lavoro che farebbe da mezzala. Ma se l’Arezzo dovesse giocare a 4 rischio di farlo correre e fargli perdere lucidità”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fol