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17/01/20 16:31 | Dal Canto: Per il salto di qualità non siamo pronti, avanti di gara in gara


Una lunga conferenza stampa, quella tenuta oggi da Alessandro Dal Canto. Tanti i temi affrontati, dal pareggio con la Juventus Under 23 alla sfida di Carrara, dalle condizioni della squadra al mercato.

JUVENTUS E CARRARESE AVVERSARIE SIMILI. “Nel modulo si assomigliano, nelle caratteristiche anche ma con la differenza che la Carrarese ha un pacchetto offensivo più incisivo. Siamo pure fuori casa, sarà dura, ma  andremo a fare la nostra partita, come lunedì scorso: secondo me la squadra nel complesso avrebbe meritato la vittoria, ci riproviamo. La Juventus U23 a tratti è stata passiva, a tratti ci ha aggredito, sia nel primo che nel secondo tempo. La differenza sta nel fatto che mentre nel primo tempo quando noi abbiamo provato a bucare ci siamo riusciti, nel secondo no, magari perché è subentrata un po’ di stanchezza. Mentre loro non hanno accusato cali fisici. Ma non ho visto dal campo presupposti per prendere gol, se non una mezza girata di Portanova spalle alla porta che ci può pure stare. Nel secondo tempo siamo mancati negli ultimi trenta metri, siamo calati molto nei due attaccanti. Abbiamo perso due punti che dobbiamo tentare di prenderci in un altro modo”.

IL MANCATO BALZO IN CLASSIFICA. “Abbiamo avuto tante volte la possibilità di farlo. Se abbiamo sempre fallito significa che non siamo in condizione di poterlo fare. Ne abbiamo parlato anche con i giocatori in modo disteso: se la squadra lesinasse impegno o avesse lacune sarei preoccupato. Se dà il massimo delle sue possibilità e non riesce a fare quel saltino… Il saltino può passare attraverso tanti aspetti, condizione, personalità, qualità, si vede che in uno di questi o in più di uno di questi non siamo ancora pronti. Ma l’anno scorso con l’Arezzo abbiamo conquistato il quarto posto negli ultimi minuti di Olbia-Pro Vercelli: credo che anche questo campionato si deciderà di nuovo nelle ultime giornate. Se dopo un girone siamo ancora tutte lì vuol dire che abbiamo la stessa levatura. Poi ci può stare che la molla scatti, ma a questo punto meglio pensare una partita alla volta, sennò commettiamo l’errore di arrivare alla partita con l’ansia per quello che dobbiamo fare”.

D’AURIA SECONDA PUNTA PENALIZZATO? “Io con il doppio trequartista ci ho giocato una volta sola, venti minuti con la Giana Erminio, poi quando loro hanno cambiato modulo, ci siamo messi con il 4-3-1-2. Ma cambia poco: Gianluca, in fase di possesso, se vuole si abbassa tra le linee e io non ho rigidità nei confronti dei giocatori che hanno quelle caratteristiche. Vale anche per Cesarini. A volte può sembrare che si giochi con il doppio trequarti perché loro vanno a cercarsi una posizione che è più consona a quello che sanno fare. Le prestazioni di D’Auria sono sempre state più o meno simili, non ha fatto vedere numeri o giocate nel corso della gara, è balzato all’occhio perché è diventato uno stoccatore. Ci sta pure che alla ripresa del campionato non fosse in grande condizione. Non sono preoccupato. Lui più che un rifinitore è uno che va ad attaccare gli spazi”.

CESARINI E LE EVENTUALI STAFFETTE. “Alessandro sta bene, anche se non va dimenticato che arriva da 35 giorni di stop. Ma se voglio fargli recuperare la condizione, devo farlo giocare. Sarà in campo dall’inizio? Il problema è che abbiamo tre incontri ravvicinati: ho necessità spiccia che sia più in condizione possibile, quindi è probabile che possa fare, almeno finché regge, una parte di gara consistente. Poi penseremo a quella dopo, perché ci sta che nei tempi di recupero non ce la faccia. Per quanto riguarda la difesa, lì non abbiamo nessun problema, ma non è escluso che in queste partite trovino tutti spazio. E non dimentichiamo che Serrotti e Guidone hanno 34 anni. Mercoledì qualcosa potrei cambiare, anche perché Olbia è una trasferta scomoda. Ci sono Campagnacci e Ortolini: anche Raffaele, se ce ne è bisogno, può giocare dal primo minuto, anche se finora l’ho impiegato poco”.

L’ARRIVO DI UN ATTACCANTE. “Se ne occupa la società. Se troveremo quello che ci serve ci muoveremo, altrimenti farò con quelli che ho. Le caratteristiche che deve avere visto che si era parlato di Cianci? Sì, ‘era’ perché è andato al Carpi… Dipende come un giocatore viene adoperato. Cianci l’ho incontrato circa 50 volte, può fare quello che gli pare e quando troverà una squadra in cui sarà l’attaccante principe, potrà fare benissimo. Non gli manca niente: ha forza, cattiveria, una discreta tecnica, è un mancino. Quando corre corre. La nostra situazione, a oggi, è che Cesarini è più rifinitore, D’Auria lo stesso, Guidone ogni tanto attacca la profondità, ma non è la sua qualità principale. Anche per stazza è una punta più di manovra. Ci servirebbe un attaccante che allunghi le linee, poi dipende quanto la squadra è brava a procurarsi quello che deve procurarsi. In ogni caso non paso le mie giornate a sperare che la società mi compri qualcuno, perché non ho tempo. Facciamo con quello che abbiamo, al meglio delle nostre possibilità, sapendo che siamo una delle sei-sette squadre che a gomitate cercheranno di guadagnare la miglior posizione possibile”.

LA NEW ENTRY SIMONE ICARDI. “Verrà a darci una mano: è un profilo che conosciamo, rispetto ad Arrigoni, Vassallo e Gerli ha caratteristiche diverse, è più simile a Da Silva. Ci può far comodo”. (Angela Gorellini)


Fonte: Fol