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11/10/19 15:42 | Dal Canto: Con l'Arezzo gara particolare, da vincere per crescere ancora

Se c’è un grande ex, nel derby Siena-Arezzo, è il mister bianconero Alessandro Dal Canto. Un ex fresco fresco, visto l’approdo sulla panchina della Robur la scorsa estate, con il disappunto della tifoseria amaranto. Ma c’è di più, per il Siena, dietro la partita di domenica. La rivalità, il campanilismo, tre punti da conquistare per impreziosire la classifica e dare, chissà, una bella spinta al suo campionato.

IL DERBY DI DAL CANTO. “E’ normale che non sia una gara come le altre. Già è sentita dalle due tifoserie, il fatto che io, il mio staff e alcuni giocatori siamo degli ex, la rende particolarmente attesa. Poi resta una partita di calcio importante, per il momento in cui arriva. Non sono un tipo molto emotivo su queste cose, sono riconoscente a chi mi ha trattato bene, come nello specifico l’Arezzo. E’ stato un dare avere di alta qualità, è stata una stagione bella per tutti, poi il lavoro porta a compiere delle scelte. Il tifoso non ragiona come un allenatore ed è normale e giusto che sia così. Ogni tifoso è attaccato alla propria squadra e non concepisce un passaggio del genere”.

IL TRASFERIMENTO. “Io ho detto pubblicamente che non sarei mai venuto a Siena? E’ tutta una questione di tempistiche. Quelle dichiarazioni le ho fatte durante la premiazione del Timone d’Oro, intorno al 10 giugno e in quel momento non avevo avuto contatti con la Robur. Tanto che l’accelerazione è avvenuta perché i tempi della rescissione non c’erano più. Su questa storia, comunque, se ne sono dette fin troppe, ognuno pensa di avere la verità. La verità l’ho detta io, poi se uno mi vuole credere bene, altrimenti non è un problema mio, dormo uguale. Mi può venir detto che non sono un bravo allenatore, che sono una persona scorretta no. Il resto sono fregnacce in cui è inutile tornare sopra. Verrò offeso? Fa parte del gioco. Oggi sono concentrato su quello che devo fare con il Siena come lo scorso anno lo ero con l’Arezzo”.

IL 3-3. “E’ stata pure una delle più belle partite che abbiamo fatto noi dell’Arezzo. Nel calcio può succedere di essere ripresi nei minuti finali… Oggi vedevo il possibile approdo alla Sampdoria di Ranieri che si dimise proprio in una partita a Genova in cui la Roma vinceva 3-0 e perse 4-3 in 25 minuti. Quando succede in un derby è eclatante, quando succede in pochi minuti è ancora più eclatante”.

L’AREZZO DI OGGI. “La squadra la conosco benissimo, perché molti dei giocatori che la compongono sono rimasti dall’anno scorso. Sono schierati in maniera diversa perché magari qualcuno si è aggiunto. Non mi sembra che abbia cannato prestazioni, ora fa scalpore lo 0-4 che ha incassato con il Monza, ma guardando le partite dei brianzoli, hanno sempre o quasi avuto la possibilità di segnare 7-8 gol. Quindi non vedo tutta questa catastrofe. So di incontrare una squadra che è stata costruita per disputare un buon campionato, che ha avuto un inizio difficile, ma non è stato semplicissimo neanche il nostro, quindi non credo proprio che vengano qua disarmati”.

LE CONDIZIONI DELLA ROBUR. “Non recuperiamo nessuno degli infortunati, saremo lo stesso gruppo delle ultime uscite. Vediamo poi chi partirà dall’inizio: non voglio cambiare, quantomeno nel grosso, tutte le domeniche. Sarebbe pure grave che di settimana in settimana non avessi dubbi, perché significherebbe che i giocatori non me ne mettono e invece non è così. Anche contro l’Arezzo, infatti, non escludo che possa cambiare qualche interprete rispetto all’undici che ha vinto con l’Albinoleffe”.  

PARTITA BOA? “No, perché siamo alla nona giornata e ce ne sono ancora 29 da giocare e sono tantissime. Una vittoria potrebbe aiutarci nel processo di crescita che stiamo facendo, perché è comunque una gara importante contro una squadra forte. Una partita che ci mette alla frusta, che arriva in un momento in cui la squadra sta prendendo una linea diversa da quella con cui era partita: un risultato positivo potrebbe cementare quello che stiamo facendo. Niente di più, niente di meno, è troppo presto”. (Angela Gorellini)


Fonte: Fol