Lettere

14/05/19 17:01 | Ci scrive Alfio Cortonesi

Caro Mulinacci, cari Fedelissimi,

conclusosi - viene da dire ‘finalmente’ - un campionato mal cominciato e peggio finito (fortemente  condizionato -non lo si dimentichi- dai comportamenti indegni degli organismi federali), non intendo, lo dico subito, partecipare alla caccia ai ‘colpevoli’ di casa nostra, sia perché non ho le competenze tecniche per farlo sia perché la situazione mi sembra, al riguardo, già piuttosto chiara e trovo disdicevole ‘sparare sull’autoambulanza’. Mi permetto, però, alcune (poche) osservazioni sinteticamente espresse:

1-    sento dire da più parti che la squadra di quest’anno era migliore di quella messa in campo l’anno passato: può essere, a patto però che ci si limiti a valutare in via teorica il potenziale tecnico dei singoli.  Ma il potenziale tecnico acquista una sua effettività, ovvero si concretizza, sul campo, tanto nel gioco individuale che in quello di squadra, e mi pare che sul campo di questa superiorità si sia visto ben poco (forse con la sola eccezione dell’apporto di Guberti).

2-    Mi sento di concordare con l’impietosa descrizione della Robur proposta da Federico Castellani in relazione alla partita con il Novara: “Una squadra senz’anima. A tratti bellina ma senza forza, senza carattere, senza lotta”. Di più, trovo che tale descrizione possa essere appropriatamente riferita al campionato disputato nel suo insieme. D’altra parte, con la concentrazione, la determinazione e l’intensità di gioco necessarie (ma spesso invocate solo in proclami alla fine stucchevoli) partite come quelle con l’Arzachena, l’Albissola, la Pistoiese non avrebbero avuto un esito per noi così umiliante.

3-    A questo punto, senza indugiare più del dovuto nella disamina del passato, è il caso di pensare risolutamente, senza fuorvianti timidezze, al futuro (l’intervista rilasciata dal vice-presidente Federico Trani mi sembra andare nella direzione giusta). Le premesse essenziali per poter svolgere un buon lavoro fortunatamente ci sono: a) una società solida e sana (guai a dimenticare che presidenti della serietà e dell’affidabilità di Anna Durio se ne vedono in giro assai pochi); b) una tifoseria appassionata e ambiziosa, capace -come, purtroppo, abbiamo già sperimentato- di metabolizzare delusioni di portata ben maggiore che questa.

Auguri alla Robur e a tutti quelli che le vogliono bene.

Alfio Cortonesi


 

 

Tosoni Auto