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09/09/19 12:42 | Calma e sangue di serpente, ma meglio vipere che bisce

C'è qualcosa che non va in questo Siena nuovo negli interpreti e non negli errori. Contrasti persi con troppa facilità, palloni a metà strada e conclusioni fiacche: non una novità per una squadra che mostra evidenti lacune pregresse. Serve una sterzata forte e decisa e unione di intenti – non solo da parte di chi scende in campo – se si vuole uscire al più presto da un periodo in cui se qualcosa può girare storto, statene certi che lo farà. Basta una rete subita per andare in bambola e intimorirsi, soprattutto se il pubblico finisce per spaccarsi in due fazioni totalmente opposte e in contrasto perenne. Se da un lato c'è chi canta e mostra il proprio attaccamento alla maglia, dall'altra parte ci sono quegli elementi che danno sfogo alla loro insoddisfazione in maniera becera. Il malumore con annessi fischi e la critica – sottolineiamo costruttiva - dopo una partita sottotono sono più che leciti, ma se la frustrazione per un evento sportivo porta a elargire minacce di morte allora si ha gravi problemi. Augurare a un altro essere umano di bruciare o perdere un membro della propria famiglia denota inciviltà e incapacità di stare in mezzo alla gente.

 

Tornando al campo, la squadra ha dei seri problemi strutturali. Come uscirne? Mosse giuste e tanto lavoro sul campo e sulla testa. Soprattutto su quest'ultima. Alcune scelte a livello tecnico-tattico hanno le loro motivazioni, ma in alcuni casi sono forzate e non permettono ai giocatori di esprimersi al meglio delle proprie potenzialità. In tal senso bene il ritorno di Gerli davanti alla difesa, ieri travolto anche lui dal malessere generale, meno il Romagnoli terzino che ti dà più in fase di contenimento e molto meno in quella di spinta. Tutte cose che possono essere risolte con il passare del tempo tramite applicazione, intelligenza e duro lavoro, non con la bacchetta magica o le stregonerie.

 

Pensiamo adesso al futuro. Il prossimo impegno vedrà i bianconeri in campo a Lecco, una trasferta in cui è assolutamente vietato sbagliare e che precederà quella di Monza. La sensazione è che questo doppio incontro lontano da delle mura amiche solo in parte – per fortuna la maggioranza – potrebbe portare il cambio di tendenza tanto atteso. Non è un caso che questa squadra giochi con più leggerezza e efficacia fuori e che le migliori prestazioni al Rastrello siano arrivate quando ogni componente ha dato il proprio necessario e doveroso apporto. Dal Canto ripete spesso che serve sangue di serpente, meglio se quello di una vipera scaltra e che sappia attaccare al momento giusto. Il doppio impegno in Lombardia dovrà essere terreno di caccia per un animale affamato di punti e certezze.

(Giacomo Principato)

Fonte: FOL