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10/09/19 16:41 | Bulevardi: "Per me Siena è stata una seconda casa"

“Per me Siena è stata una seconda casa, la gente mi ha sempre apprezzato e applaudito”. Parla così della sua esperienza in bianconero Danilo Bulevardi. 62 presenze nell'arco di due stagioni, quelle 2017-18 e 18-19, diverse tra loro. “Il primo anno mi sono trovato bene – spiega a Il Fedelissimo Online -, mentre nel secondo ho avuto degli infortuni che hanno limitato la mia presenza in campo”.

In questi due anni si è creato un rapporto speciale con i tifosi, i quali hanno sempre apprezzato la sua grinta in campo. C'è un qualcosa che vuole dir loro?

“Nel calcio quando le ambizioni sono alte e non si parte nel migliore dei modi succede che l'ambiente inizi a mugugnare. I tifosi, quelli veri, saranno pure arrabbiati, eppure non diranno mai le frasi e le brutte parole che ho letto ultimamente. In questi momenti i giocatori hanno bisogno di sostegno, piano piano le cose verranno fuori: chi ne capisce di calcio lo sa. Se una squadra ha carattere e orgoglio col tempo si vedrà. Ai sostenitori bianconeri faccio un grande saluto, ringraziandoli inoltre per come mi hanno sempre trattato”.

Le capita mai di ripensare a quella finale di Pescara?

“Il mio rimpianto è non aver potuto disputarla. Se non ci fossero state tutte quelle assenze ce la saremmo potuti giocare in un altro modo, eravamo nettamente superiori al Cosenza. Vincere un campionato e avere l'occasione di giocare in Serie B avrebbe, calcisticamente parlando, cambiato la vita a tutti. Ci penso ancora oggi, ma devo archiviare questo ricordo. La mia speranza futura è quella di avanzare di categoria, magari vincendo i playoff o il campionato”.

Quest'anno sul campo è chiaro come ci siano delle difficoltà non nuove in fase difensiva. Che succede?

“Su quest'aspetto devono lavorarci il mister e lo staff. Gli errori individuali purtroppo succedono, ma col tempo ognuno deve far sì che non accadono più mettendo attenzione e dedizione in ogni singolo pallone: ci vuole più convinzione e meno timore di sbagliare”.

In queste categorie a fare la differenza è spesso la grinta.

“La Serie C è un campionato particolare e nel quale c'è più fame e cattiveria rispetto alla B. Quando si gioca bisogna dare tutto se stessi, oltre che per gli obiettivi della squadra anche per quelli personali. Mancando quella giusta cattiveria agonistica si arriva a situazioni poco piacevoli”.

L'anno scorso ci fu un inizio al rilento, ma con il tempo la squadra riuscì a carburare e trovare la quadratura ideale. Che sia una necessaria fase di rodaggio questa?

“Cambiando tanto ci vuole del tempo per conoscersi e trovare l'amalgama tra compagni, magari superato questo periodo riusciranno a dimostrare il loro valore. E' vero che partendo col piede giusto si possono fare grandi cose, però il calcio è imprevedibile e non è detto che vada in quel modo”.

Stanno circolando alcune voci sul suo futuro, c'è la possibilità di rivederla in campo tra poco?

“Me lo auguro con tutto il cuore, non mi sarei mai aspettato di restare fermo fino al 10 settembre. Al momento sto valutando 3-4 proposte, spero di accasarmi a breve in una squadra in cui poter dimostrare quello che a causa degli infortuni l'anno scorso non sono riuscito a fare”.

(Giacomo Principato)

Fonte: FOL