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14/03/20 15:31 | Attesa per il decreto del Governo. Pres. Rimini: “Serve cassa integrazione per i calciatori”

Nel calcio al tempo del Covid-10 c’è un tema sanitario, un tema sportivo e poi un tema economico. La sospensione delle partite è infatti una seria minaccia per la sostenibilità delle società che vedono sparire gli introiti da stadio. Sono in tanti ad aver alzato la voce su questo fronte, su tutti il presidente del Rimini Giorgio Grassi, che ha proposto la cassa integrazione per tutti i calciatori e la sospensione di tasse e contributi. “Per quasi tutti i lavoratori, in Italia, esiste lo strumento della Cassa integrazione ordinaria – racconta Grassi in una lunga intervista su Graffisulpallone.com - naturalmente non si è mai pensato di estenderla ai calciatori perchè si tratta di professionisti inquadrati, a livello fiscale, come lavoratori dipendenti. Credo che su questo occorrerà aprirsi a una riflessione molto seria. A parte la Cig, ci sono strumenti predisposti di Cassa integrazione in deroga che potrebbe benissimo essere applicata anche al sistema calcio”. “Ora, assodato che si tratta di lavoratori dipendenti a tutti gli effetti, che le società di calcio sopportano oneri contributivi e costi vari del personale pari al 130 per cento (del netto percepito), credo che il governo possa estendere questi benefici anche ai calciatori”, ha aggiunto Grassi, che ha ammesso di aver pagato per il Rimini tasse pari a 740.000 euro lo scorso anno e quasi 500.000 euro nella stagione corrente.

“Cassa integrazione in deroga per il calcio? Discutiamone”, ha risposto Ghirelli sul Corriere dello Sport-Stadio. “Abbiamo sospeso i pagamenti fiscali e contributivi del 16 marzo spostandoli al 16 aprile in attesa del decreto del governo che dovrebbe sospendere tali pagamenti al 30 giugno – ha spiegato il n. 1 della Lega Pro - noi dobbiamo concludere il campionato in ogni modo affinché non ci sia contenzioso per promozioni e retrocessioni”.

Grande attesa allora per il “decretone” del Governo per fronteggiare la crisi economica. Una manovra da 15-20 miliardi che dovrebbe interessare anche il mondo dello sport. (G.I.)

Fonte: FOL