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14/04/19 12:02 | Adesso arrivano i pesci grossi

No, proprio non ci voleva. Una bruciante sconfitta che sa di doccia gelata. Cade la pioggia sulla Robur Siena, così come sul 'Comunale' di Chiavari teatro di una prova a due facce da parte dei bianconeri. Se nel primo tempo, complicI le buone combinazioni e la rete di Gliozzi, le cose vanno per il verso giusto, nel secondo non è così. La reazione dell'Albissola, squadra vivace, era da mettere in conto, eppure quanto visto supera ogni più negativa aspettativa. E' vero i demeriti da parte senese ci sono, vedi l'errore che ha portato al pareggio, ma un pizzico di fortuna avrebbe aiutato. Se quel tiro di Gliozzi giusto qualche minuto prima del pareggio ceramista si fosse insaccato si sarebbe andati sul 2-0. La partita avrebbe preso un'altra piega, sarebbero successe altre cose. Ciò nonostante le gare non si vincono né con i se né con i ma. Inutile parlare ancora una volta di cosa sarebbe dovuto succedere, accettiamo il duro verdetto del campo.

 

A primo impatto è chiaro come si vivano attimi di bipolarità: da freschi e pronti al raddoppio a intimoriti e bassi. Fin troppo. Un errore della difesa su campo scivoloso, un contropiede subito da calcio d'angolo e infine una buona punizione abbinata a una disposizione non perfetta della barriera: ecco le tre reti di una formazione, quella di casa, che ha saputo viaggiare sulle ali dell'entusiasmo. Maggiori stimoli? Possibile, considerando come i liguri siano in piena lotta per non retrocedere. La Robur è appagata? Questo no. Saranno playoff, bisognerà soltanto vedere quando entrare in scena. Adesso tre scontri diretti per decidere il tutto, di cui due in casa. Una doppia occasione per dimostrare, così come a Chiavari, l'affetto per i colori bianconeri. Un applauso ai tifosi sotto la pioggia, non avrebbero meritato di assistere a questa sconfitta.

 

Le piccole squadre si confermano un grosso scoglio per la Robur Siena, chiamata adesso al riscatto contro le grandi Carrarese, Novara e Piacenza. Questione di attenzione, voglia e soprattutto grinta. Più delle gambe, per Michele Mignani e il suo staff servirà lavorare sulla testa dei giocatori. Su di un gruppo che deve aumentare i ritmi e capire il vero potenziale che ha. Chiudersi dentro quelle quattro mura, capire cosa va e cosa meno e trovare una soluzione. Facile a dirsi, più difficile a farsi. La fiducia alla squadra però non deve mancare, nemmeno in momenti come questi. Un'altra difficoltà in un cammino impervio, ma da cui bisognerà rialzarsi con la consapevolezza che restano 270 minuti per far sentire la propria voce. Questo campionato è una gara di pesca in cui bisognerà avere pazienza e pesare il bottino soltanto alla fine, non sarà una lenza spezzata a decretare la resa. Adesso arrivano i pesci grossi, è ora di rinforzare l'attrezzatura e scegliere una buona esca. 

(Giacomo Principato)

Fonte: FOL

 

 

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