90’ di contestazione, prima la società poi i giocatori

L’ennesima sconfitta della Robur, questa volta contro una compagine di Lega Pro Prima Divisione (la vecchia serie C1, ndr) ha fatto esplodere ancora di più la rabbia dei tifosi. Al Franchi un pubblico non certo delle grandi occasioni, ma forse fin troppo numeroso visto il momento che il Siena sta attraversando, ha iniziato a contestare la proprietà già dalle prime battute di gioco. Principale bersaglio dei cori partiti dalla Curva Robur il presidente Lombardi Stronati. Con il passare dei minuti, però, vista la prova incolore della squadra, incapace di costruire una limpida occasione da rete per tutto il primo tempo e costretta a capitolare di fronte al contropiede del Novara, anche la squadra ha iniziato ad essere raggiunta da cori, insulti e fischi levatisi da ogni settore dello stadio. «Andate a lavorare» è stato l’esplicito invito che la Curva ha rivolto a più riprese agli uomini in maglia bianconera, mentre ogni singolo errore veniva sottolineato da grida e gesti di disappunto che, a causa della frequenza degli svarioni del Siena, si sono susseguiti per buona parte della gara. Gli unici ad applaudire e gioire sono stati i sostenitori del Novara che, a tratti, è sembrato il Real Madrid, considerando la totale impotenza della Robur, capace di accennare un’insufficiente reazione soltanto nella ripresa. Dopo la rete del definitivo 0-2, l’uscita delle squadre dal terreno di gioco è stata accompagnata dalla crescente contestazione dei tifosi verso i giocatori del Siena. Addirittura Ghezzal, dopo aver ricevuto pesanti offese dalla tribuna coperta (musulmano di m…), ha reagito cercando di scagliarsi verso il vetro che delimita il campo, prima di essere allontanato da compagni e componenti dello staff tecnico. Un clima molto pesante, insomma, quello che si respira attorno al Siena e anche dopo la gara di ieri i tifosi hanno raggiunto il Garden per contestare la squadra.

Fonte: La Nazione