Padalino… il normalizzatore

Il grande Danilo Nannini, presidente indimenticato e indimenticabile, era convinto che gli allenatori si dividessero in due categorie: quelli “normali” e quelli che “fanno danni”. Per normali Nannini intendeva coloro che avevano le capacità e le qualità per capire le caratteristiche dei giocatori e la sensibilità per farli rendere al meglio. Nella seconda categoria inseriva tutti gli altri. Pasquale Padalino fa parte della prima, un allenatore equilibrato, che fin dal primo giorno ha iniziato a lavorare su gambe e testa dei giocatori e questo nonostante le voci di probabili addii che hanno tormentato il suo primo mese di lavoro. Il suo approccio è stato molto apprezzato dalla squadra che il lui ha, finalmente visto, un tecnico molto disponibile al dialogo e propenso a lavorare, come se fosse il primo giorno di ritiro, su un gruppo dimesso, psicologicamente a terra, fragile e sfiduciato. L’obiettivo era la normalizzazione e, al di là dei pur importantissimi risultati già ottenuti, dobbiamo dire che ci è riuscito. Le due vittorie, ma soprattutto le due prestazioni – al netto di qualche problemino che ancora sussiste – con Teramo e Montevarchi (ma anche a Reggio Emilia), sono la prova provata di quanto affermiamo. A parte l’ottimo inserimento di Laverone, chi ha giocato non è arrivato con il mercato invernale, sono gli stessi che  hanno perso sei partite consecutive, con prestazioni balbettanti e spesso impalpabili, ad ulteriore dimostrazione che nel calcio non c’è niente da inventarsi, ma servono solo le qualità per capire e le capacità per applicare. Padalino ci è riuscito in pieno, non inventandosi alchimie tattiche o altre diavolerie tanto di moda, ma solo normalizzando un ambiente depresso. Ci voleva proprio! (NN)

Fonte: FOL