I have a Dream di Federico Castellani

The dream

E’ da pochissimi minuti che è finita la partita fra Venezia e Cittadella per definire la terza promossa in serie A. Per inciso una bellissima partita, avvincente, drammatica, sofferta. Un aspetto dello sport che il Calcio, un certo tipo di tipo di Calcio provinciale, fuori da circuiti del Circo Barnum delle grandi squadre di Serie A riesce a trasmettere. Fuori da quel Calcio Barnum dai risvolti grotteschi e da cifre che non riesco nemmeno a dire quando sento di mirabolanti milioni di Euro dati a questo o quell’altro solo per farsi da parte. Il mio calcio però non è questo. Il mio calcio è differente. Ha ancora il sapore dello sport, del sudore, della sofferenza fuori da Jet privati, sequenze di auto alle quali cambiare l’olio per la personalissima scuderia del campione di turno.

Mi ha fatto piacere, senza nulla togliere al Cittadella che rappresenta una splendida realtà consolidata, che il Venezia sia tornato in serie A. Una storia che mi ricorda un po’ il mio Siena. Una splendida città come la nostra, una storia calcistica simile, tifosi non numerosissimi ma affezionati. Tifoseria che ha sofferto, gioito e poi di nuovo sofferto fino quasi a scomparire. C’è qualcosa che mi lega a tutto a questo. Ora vedo, con invidia, che dopo quasi 20 anni sono tornati dove erano. Forza Venezia. Spero tanto che la storia possa ripetersi anche qui.

La riflessione

Ma se uno riflette e analizza, il sogno che si è concretizzato stasera viene da lontano. Dalla serie D. Una serie D che fu vinta da uno che a Siena conosciamo molto bene. Un uomo di calcio a 360 gradi. Dalla serie A alla B fino appunto alla serie D. Sto parlando di Giorgio Perinetti che non esitò a tuffarsi e  vincere la serie D con un allenatore di nome Favarin ( ex allenatore del Follonica Gavorrano) per poi ripetersi in serie C ma con Pippo Inzaghi e salvezza in serie B. Poi lasciò il timone. Ma il grosso era fatto. Aveva gettato le basi per la rinascita. E’ il segno tangibile che il calcio come molto nella vita non si può improvvisare se si vuole arrivare a concretizzare gli sforzi di energia ed economici. Il resto poi, quando si sono gettate le basi solide da personalità che certi ambienti li conoscono e bene, il resto appunto viene da se.

Il Mantra

Capacità di persone adeguate e che abbiano le famose ore di volo, organizzazione societaria, quattrini di budget e un po’ di fortuna che però va aiutata a mettersi in moto. Il gioco è fatto. Quest’anno è andato ma il prossimo non dovrà essere così. Spero che questo silenzio sia foriero di riflessione e contatti importanti. I have a dream.

Fonte: FOL