Robur nel mirino di Paolo Brogi

C’è poco da fare tutti vogliono farci piangere. Dai ‘vicini’ scomodi’ del Badesse ai fiorentini risentiti di Grassina e per fortuna al momento non ci riescono. La Robur, a certi livelli, si porta dietro il suo blasone costruito nell’ultimo ventennio e quando vai a Ponte a Niccheri questo fa un certo effetto. Se poi ci metti che in panchina c’è un ex giocatore di livello assoluto che in carriera qualcosina ha vinto e che magari entra uno del calibro di Guberti ecco che il risentimento, speriamo solo sportivo, dilaga. Ma andiamo per ordine con le due partite giocate nell’ultima settimana. Prima il Lornano Badesse, avversario tosto di questa stagione e molto  probabilmente anche della prossima, che tra andata e ritorno ci ha lasciato un punto. Le altre partite del periodo le ha perse o giù di lì, contro la Robur invece meritava la vittoria, inutile dire il contrario e invece l’ha rattoppata alla fine.

Niente di strano, niente da segnalare, quando una squadra ha qualità e sul campo la dimostra diventa complicato metterla sotto, inutile farsi sangue amaro. Sangue amaro se lo sono fatto, invece, a Ponte a Niccheri, quando la Robur è uscita dal campo con uno striminzito 1-0 ma con in saccoccia tre punti pesanti. No, non l’hanno presa bene e chi come il sottoscritto era seduto su quei gradoni lo ha visto in diretta. Il Palio, le scommesse (?) tirate in ballo ad alta voce da un infuriato tifoso in maniera così inattesa che anche i nostri ‘litigatori’ di professione sono rimasti spiazzati senza abbozzare una reazione. Perché poi dai quando non si trascende, quando ci si limita alla battuta, anche alla parolina di troppo o al ‘sano’ vaffa ci si può stare. Fa parte del gioco, del clima respirato dall’inizio alla fine sul rettangolo di gioco dove il Grassina ha dimostrato tutta la sua ferocia, fino a che le energie dei fiorentini sono un po’ calate. E qui eccola la nostra Robur in versione grande squadra, che ha atteso l’attenuarsi della tempesta, ha messo dentro un paio di giocatori giusti e ha vinto, non senza soffrire, per carità, la sua partita. D’altra parte gli ingredienti della Serie D ce li ripetiamo da inizio stagione, come ci ripetiamo che certi giocatori tecnici e di categoria superiore fanno la differenza, anche con un piede solo. Come quando Guberti si avvia sulla fascia leggero, sfiora appena il pallone, qualche movimento con il corpo e chi sta davanti è in bambola e può arrivare il cross oppure il tiro, insomma tutte cose mai banali.

E’ chiaro che non sono qui a gonfiare il petto per aver battuto, con tutto il rispetto. il Grassina, ma solo a soffermarmi per sfizio su certi aspetti delle nostre partite che mi colpiscono. In tutta sincerità preferivo di gran lunga il periodo dove noi eravamo Davide alla prese con Golia. Anche quando Golia ci faceva il culo perché era scontato che ce lo facesse e che bello quando certi colossi si dovevano inchinare. Purtroppo acqua passata non macina più e chissà se un giorno tornerà a ‘macinare’ e vuoi sapere a quale livello. Vivere il presente è l’unica cosa da fare, e il presente si chiama Sangiovannese, sì quelli che vogliono rigiocare anche la partita di andata. Sarà un’altra gara complicata in un periodo intenso figlio di tutto quello che ci è capitato addosso ormai da oltre un anno. Vediamo che succede senza enfasi, perché come si dice a Siena questa stagione l’abbiamo ormai ‘sciattata’ con le nostre mani. Anzi, con le mani di chi si è voluto leggere un libro tutto tuo, che probabilmente solo lui riusciva a leggere. Non pensiamoci più, tanto è inutile. Sotto invece con questo finale di campionato e poi, se ci saremo, con i play-off che a regola non porteranno da nessuna parte. Vediamola come stagione propedeutica a quello che verrà dopo. Forza Robur. (Paolo Brogi)

Fonte: FOL