Nel silenzio assordante il Siena continua a cadere

Non è bastata una prova leggermente migliore per evitare la terza sconfitta consecutiva, qualche segno di ripresa e la solita sfortuna, hanno condannato il Siena. Da quando Gilardino è stato costretto a lasciare la sua squadra, nonostante il lodevole impegno e la capacità di Argilli, la squadra ha perso ogni certezza, è entrata in confusione e non riesce più ad esprimersi ai suoi livelli. Da quel momento sono iniziati i guai del Siena, che dall’ultima vittoria di Cannara, ha raccolto due pareggi e tre sconfitte, tra le quali quella con il Badesse, la più cocente, la più umiliante. L’arrivo di Mr. Pahars, non ha migliorato le cose anche perché il suo ruolo è subordinato a  quello di Mr. Gazzaev, il vero allenatore del Siena, almeno stando alle sue parole rilasciate ad un sito russo. Se c’era un modo di complicarsi le cose, è stato subito trovato e messo in atto. Ciò che preoccupa di più è che la società va avanti imperterrita per la sua strada, con i suoi programmi, senza nemmeno provare ad ascoltare le rimostranze che si sollevano da più parti. Se è vero che ogni proprietà fa ciò che vuole delle sue aziende, è altrettanto vero che quando si parla di calcio entrano in campo altri fattori, affettivi e storici e il coinvolgimento emozionale di tanti sportivi. Quello che da fastidio è questa sensazione di essere al centro di una colonizzazione, cosa che né la storia della nostra città né tantomeno quella della Robur, possono accettare. Non si tratta di essere pro o contro alla nuova proprietà, ma solo di analizzare con serenità e distacco quanto sta succedendo e ci meraviglia che nessuno, almeno pubblicamente, ad eccezione dei tifosi, alzi la voce in merito. Il campionato è ancora lungo, le possibilità di rialzare la testa ed arrivare al traguardo ci sono ancora, ma non certo seguendo una strada che, in tutta sincerità, ci appare molto ma molto contorta.

Fonte: FOL