Vai avanti tu che mi vien da ridere

Per chi se lo ricorda e non serve un cinefilo fissato come chi scrive, il titolo di questo mio intervento è preso da un film del 1982 con Lino Banfi protagonista e tante battute divertenti che ti fanno apprezzare la pellicola dall’inizio alla fine. Nel nostro caso però il sorriso è amarissimo per il tunnel in cui si è infilata la nostra Robur e la cosa che mi preoccupa di più è il futuro perché la sensazione fortissima è che sarà difficile rialzare la testa. Anzi. Credo che l’obiettivo più volte sbandierato della promozione in Serie C sia già in parte compromesso. Il mezzo secolo sfondato ormai da tempo mi consente di dire che una situazione come quella attuale non l’avevo mai vista in vita mia e appunto le stagioni prese in esame sono già numerose. Si può perdere ok, si può fare schifo, capita, possono essere sbagliate le scelte di giocatori, tecnici e chi più ne ha più ne metta. Ma a qualcosa senza capo né coda come adesso non avevo mai assistito. Trastevere e Lornano Badesse ci hanno preso a pallonate e questa è una realtà ormai consolidata che resterà a far parte della nostra storia. La Robur che perde alle Badesse. Sì, senza togliere niente all’ottima squadra biancoazzurra, è una macchia che ci porteremo dietro per anni, probabilmente per sempre. Possiamo perdere anche a Montevarchi? Spero proprio di no, ma credo proprio di sì. Purtroppo. Non sono però le sconfitte, nemmeno quelle più fragorose, a preoccuparmi. A preoccuparmi è l’assoluta mancanza di prospettive, a breve e a lungo termine. Non vedo competenza, non vedo qualità nelle scelte, non vedo nemmeno la rabbia che dopo sconfitte come quella di mercoledì dovrebbe pungolare non solo i tifosi ma soprattutto la società, dal primo all’ultimo dirigente. La squadra, onestamente, mi sembra la meno responsabile della situazione attuale. Via Gilardino, via Argilli e Voria, dentro un lettone che non parla italiano in panchina e un russo, anche lui a digiuno della nostra lingua, in tribuna a urlare ‘press’ e ‘control’. Sul campo poi non vedi un 4-4-2 ma un 4-2-4, ma non hanno capito niente lui aveva chiesto il rombo e loro non hanno compreso. E non lo hanno fatto per novanta minuti, non per i primi cinque. Poi entra Mahmudov e nessuno se ne accorge, Bani fa il terzino e i ragazzi del Lornano Badesse, tra i quali ce ne sono cresciuti con la maglia bianconera addosso, ci scherzano, non ce la fanno vedere mai. In tribuna si levano le solite voci contro l’arbitro o contro chi, peraltro a casa sua, osa incitare la squadra biancoazzurra, poi per fortuna arriva il triplice fischio e a questo punto mio vorrei svegliarmi dall’incubo, magari spero che esca il cartello ‘Siamo su scherzi a parte’ e invece niente, lo scherzo continua. Conferenza stampa quasi surreale con un volenteroso ragazzino che traduce come può gli appunti severi che vengono fatti alla squadra, le giustificazioni per il poco tempo che c’è stato per lavorare. Intanto dal fondo della sala l’amico Gianni Di Ferdinando mi guarda, ride e mi fa il classico segnale con la mano a significare ma che c… dice? Fuori monta la giusta rabbia dei tifosi e a prendersi i ‘berci’ sono la squadra e il buon Grammatica. Gli alti dirigenti si sono ritirati prima della fine, magari a cercare qualche altro campione dal nome pirotecnico. Non esce ancora il famoso cartello ‘Siamo su scherzi a parte’ e nemmeno mi sveglio dall’incubo. Poi alla sera sento dire che in fondo avevamo perso anche con Gilardino in panchina e che la squadra all’indomani non si allenerà. Ma non era poco il tempo per lavorare?

In una sono parola disarmante. Ragazzi spero di sbagliarmi, ma io vedo tutto nero. Da dove ripartiamo con una partita ogni tre giorni? Ma soprattutto noto grande presunzione e zero ripensamenti. Gilardino dovrebbe essere richiamato all’istante, ma figurati te. E poi magari nemmeno tornerebbe. I giocatori sarebbero da scegliere tra quelli pronti e di categoria, invece che pescare illustri sconosciuti che non conoscono il campionato, fuori condizione e dalle qualità discutibili. Tre o quattro di Trastevere e Badesse, per esempio, io li prenderei a corsa. Ma scordatevelo. L’idea è che si va avanti così e chissà con quale alchimia la rotta tornerà sicura, imponente e decisa verso l’obiettivo. A dire che ho poca fiducia mi sembra superfluo.

Intanto il fronte dei ‘filogovernativi’ si assottiglia, andando a rinforzare quello dei ‘contestatori’ e tra le due parti la tensione sale. Da una parte il classico <io l’avevo detto>, dall’altra <godete per le sconfitte del Siena, vergogna>. Botta e risposta nauseante. Perché non voglio credere che qualche bischero possa tifare contro il Siena ed esultare per le sue sconfitte. Se davvero il cuore è bianconero. Le critiche sono poi un’altra cosa e vanno accettate senza prendersela. Figuriamoci se la situazione è quella che stiamo vivendo. In Serie D e bastonati da certi avversari. Con tutto il rispetto per realtà volenterose, organizzate e che sanno bene dopo vogliono e dove possono arrivare. Dopo essere andato per anni al Meazza all’Olimpico, a Torino, sapendo bene cosa poteva aspettarmi, affronto con molta più apprensione la prossima trasferta di Montevarchi. Sì, temo di dover vivere un’altra domenica di incazzatura. E sicuramente il cartello ‘Siamo su scherzi a parte’ non uscirà nemmeno lì. Si, è proprio il caso di dire vai avanti tu che a me vien da ridere. Anzi da piangere.

Comunque Forza Robur. Ora più che mai. Mi voglio anestetizzare, e servono sostanze pesanti, e credere che alla fine il carro bianconero possa davvero essere vittorioso e dopo tanta burrasca possa tornare a splendere il sole. In fondo sperare non costa niente. Ci vuole un coraggio da leoni ma non costa niente. (Paolo Brogi – paolo.brogi@lanazione.net)

Fonte: FOL