E se fosse la squadra a chiedere un ritorno sulla terra?

E’ difficile digerire quanto abbiamo visto mercoledi, una situazione che anche a mente fredda ha del paradossale. Tutti siamo coscienti che la vecchia Robur ha toccato il punto più basso della sua storia più che centenaria, anche se temiamo che ci dobbiamo aspettare ancora qualche altra incomprensibile decisione. Onestamente non vediamo come uscire dal tunnel dove ci hanno infilato e questo a quarantotto ore dall’impegno di Montevarchi. Da tifosi ci auguriamo di rivedere la squadra di qualche settimana fa, ma rimanendo con i piedi per terra questa trasferta ci fa paura, molta paura. Come uscirne fuori? Una soluzione potrebbe essere quella che la società ritornasse sui propri passi e rispedisse a casa i tecnici e i supervisori arrivati in queste ultime settimane, abbandonando per ora, ma anche per sempre, il modello di calcio che hanno in mente. Non fa per noi, per il calcio italiano, per la serie D. Lasciamo stare Gilardino che proprio oggi è in città per rescindere il contratto, il richiamo di Argilli e Voria potrebbe essere la soluzione migliore, oppure se non si vuole seguire questa strada, individuare un altro allenatore italiano. Questo percorso però ci pare molto arduo da percorrere, perché nessuno ci toglie dalla testa che il progetto di fare arrivare dall’estero giocatori e tecnici era il vero piano A della società, fermato sul nascere, probabilmente, dalle pressioni che gli sono state fatte. Non crediamo che la società farà passi indietro di sua spontanea volontà e allora una chiave per ricondurre il tutto verso la normalità, potrebbe essere la stessa squadra – lasciata da sola nella contestazione – non solo cercando di difendere l’onore sul campo, ma mettendo una sorta di pressione sui vertici. Non un ammutinamento, ma una presa di posizione dura. Si, probabilmente è solo utopia, ma quando stai scivolando verso il baratro, quando l’istinto di sopravvivenza ti spinge all’impossibile, tutto può succedere. La rosa ha giocatori esperti e navigati che se tirassero fuori la loro voce, troverebbero l’appoggio di molti, se non di tutti. C’è da salvare una stagione, ma anche l’onore e tutti dobbiamo recitare la nostra parte.

Fonte: FOL