Siena, Bellandi: “Tre strade per l’allenatore”

Andrea Bellandi, vicepresidente del Siena, è intervenuto ai microfoni di Radio Epicentro. Questo un estratto delle sue dichiarazioni:

RECUPERI – “Il San Donato Tavarnelle ha giocato soltanto cinque partite, la media di una al mese. È un’annata complicata, si scopre il sabato di non giocare la domenica. Non c’è linearità dalla Serie A alla D. Nei dilettanti hanno pesato anche le difficoltà nel provvedere la categoria di un protocollo fino a metà dicembre. Adesso ci sono i tamponi rapidi, poco affidabili se vengono usati prodotti non idonei. A febbraio avremo in programma sei partite in 28 giorni. La mancata regolarità non aiuta a comprendere i valori del campo”.

SAN DONATO TAVARNELLE – “La preparazione, la nostra in modo particolare, è falsata da programmi che saltano il sabato. Non è programmabile. Viviamo una situazione particolare, si nota anche in Serie A. Rose ampie? Va in difficoltà anche chi, come noi, ne ha una, per noi in questo momento sostituire un difensore è un problema. Nell’arco di un campionato i valori emergeranno, finora non si è giocato nemmeno un terzo del torneo ed è difficile capire chi lotterà con noi per la promozione. L’intenzione della Lega è quella di terminare i recuperi entro marzo, arrivando ad aprile e maggio con una condizione di equilibrio e regolarità”.

RIVALI PER IL TITOLO – “Delle avversarie il gioco migliore lo hanno Follonica Gavorrano e Trastevere. Il Tiferno Lerchi da noi ha giocato di rimessa e puntato su un grande attaccante. Vedremo come andrà più avanti”.

ROSA – “È stata composta dal DS e da Gilardino, era qua dal primo giorno. La definizione della rosa è stata resa più complicata dal poco tempo a disposizione, vedremo in seguito quali ritocchi fare”.

GILARDINO – “È un uomo eccezionale, una persona straordinaria che si è confrontata con una realtà calcistica differente da quella che ha vissuto. Ci siamo lasciati nella maniera migliore, evitando che in seguito nascessero incomprensioni nel gestire il futuro. I discorsi sono partiti a dicembre, dalla sconfitta contro il Grassina, da lì è iniziato un confronto all’interno dello staff tecnico. Sono state richieste informazioni su strategie di gioco, infortunati e formazioni: necessitavano delle risposte che da parte di Gilardino non sono arrivate. Comprendere questo tipo di ragionamento sarà più facile per chi l’ha vissuto di riflesso, la conoscenza del meccanismo aiuterà parecchio Argilli e Voria. I giocatori sono molto legati a Gilardino, è stato bello il saluto. Ha caricato la squadra e dato ad Argilli alcune indicazioni. Il rapporto tra noi è sano”.

HOLDING – “La nostra è una proprietà estera, una holding che gestisce quattro club e che, in tre anni, ha portato gli armeni del Noah ai preliminari di Europa League. Le aspettative sono, prima di tutto, di carattere organizzativo: è una società con venticinque tecnici, di cui uno a capo per l’Italia. Serve un grande dialogo: all’interno di un’azienda, non una società di calcio come la intendiamo comunemente, nessuno esce dalla propria casella. È necessario il dialogo tra i soggetti interessati, in questo caso i tecnici. Si tratta di un’azienda internazionale, una holding di proprietà di un fondo. Il sistema organizzativo è lo stesso della proprietà dell’Udinese che segue squadre in più campionati”.

CALCIOMERCATO – “Ci sono dei giocatori contattati dalle categorie superiori, uno dalla Serie B. Il mercato finisce il 28 febbraio, il 1 marzo parte la contrattualizzazione in vista dell’anno prossimo. Con qualcuno servirà parlare prima, la Serie D non ha garanzie contrattuali e la categoria superiore ha gioco facile. Noi dobbiamo iniziare a pensare alla Serie C, ma senza presunzione: la D la vinci se sei umile e ti metti al livello delle altre. Ti devi mettere nelle stesse condizioni mentali delle altre, altrimenti diventa un campionato di delusioni. Ma questo lo sapevamo già dal 2014, l’esperienza di quell’anno è presente nel nostro stato d’animo. Ci vuole umiltà e capacità di adeguarsi alla categoria”.

ALLENATORE – “Argilli ha totale autonomia nelle prossime partite. In questo momento lui e Voria hanno semplicemente cambiato scrivania. L’augurio, ovviamente, è che non ci ritornino mai, ma dipenderà anche dai risultati. Si stanno valutando altri due profili: esperti della Serie D ed esteri legati alla holding. Al momento però bisogna pensare al campo, partita dopo partita. Le difficoltà di un profilo internazionale? L’immediatezza del calcio non ti consente di aspettare una traduzione. L’opzione più auspicabile è la permanenza di Argilli e Voria, ma vedremo. Al momento è una delle opzioni, così come le altre due”.

INVESTIMENTI – “Abbiamo investito tanto e in tre anni vogliamo costruire uno stadio per la Serie B. Al momento programmare la C è un dovere, la B è più complicato. Il calcio post Covid-19, soprattutto in Serie C, uscirà disastrato sotto l’aspetto economico, è complicato prevedere che campionato sarà. La società ha messo tanti soldi in Serie D per riempire il prima possibile lo stadio che vuole costruire”.

RINFORZI – “In cinque partite faremo maggiore chiarezza sul cosa ci manca, finora non abbiamo avuto indicazioni precise. Guardiamo in Serie C per individuare giocatori pronti, non abbiamo il tempo di aspettare. Il direttore sportivo Grammatica si relaziona continuamente con la proprietà, in tal senso il DS del Noah è a Siena da domenica e stanno lavorando sul mercato”.

CONFERME – “Abbiamo quattro prestiti che stiamo valorizzando e giocatori di proprietà che stanno crescendo di giorno in giorno, ad esempio Martina e Gibilterra. Ma è tutto da vedere, sono passate giusto nove partite. La sensazione è di avere un gruppo straordinario. Gli over vengono tutti da categoria superiore, non credo li lasceremo in D”.

MAHMUDOV – “Ha dei piedi estremamente buoni, può essere un soggetto di categoria superiore nella fase offensiva”.

Fonte: Fol