Vaccinate anche la Robur

Vaccinate anche la Robur

Natale è già passato (a proposito ancora auguri a tutti i voi) ma se dovessi inserire in una letterina ritardataria con richiesta di regalo all’omone con la barba vorrei avere, un vaccino per la nostra Robur. Niente a che vedere, ovviamente, con il Covid e con quello che accadrà in Italia da domenica 27 in poi. Il vaccino per il Sienone dovrebbe servire a proteggerlo dalla critiche gratuite, dalla scontentezza a prescindere e da tanti falsi estimatori che non aspettano altro che a puntare il dito contro tutto e tutti. Insomma dai distruttori del ‘via tutti’ a cui basta o basterà un passo falso per cominciare a spalare cacca sul mondo bianconero. Eh sì, sono tra noi, sono anche nostri amici, ma a differenza nostra amano picconare senza guardare troppo per il sottile. Secondo me la vera passione è un’altra cosa, ossia l’idea di poter amare qualcosa senza legare questo amore ai risultati, alle vittorie o ai punti conquistati. Ragazzi è difficile lo so, perché poi quando perdiamo ci incazziamo tutti, quando tocca ripartire dalla Serie D per la seconda volta in pochi anni diventiamo tutti delle iene, quando una società ci lascia in braghe di tela tutti gli mandiamo la nostra pirotecnica maledizione. L’ultima frase che mi viene da pronunciare però è <io l’avevo detto>. Anzi. Se qualcuno me lo dice <te l’avevi detto> allora sì che mi girano i coglioni. Perché? Perché non serve a niente è solo un inutile rigirare il coltello in una ferita già bella aperta e sanguinante che non ha bisogno di ulteriori torture. L’avevi detto? Bene e allora? C’era modo di evitare tutto questo? No. Sono stati ingenui quelli che si sono fidati? Magari sì ma guardiamo avanti, accade ovunque e non c’è modo di evitare un bel niente. L’amore, quello puro, è più importante del successo o del periodo d’oro dove tutti sono bravi a salire <su quel cazzo di carro> di contiana memoria. Le due squadre della mia vita sono ovviamente la Robur e poi l’Inter. Il Siena l’ho vissuto prima da tifoso e poi da giornalista e delle volte questa seconda parte mi è pesata molto in certe tribune stampa ad alta tensione negli anni della massima serie e non solo. Quando provi a fare il professionista e il distaccato con uno sforzo ‘autorepressivo’ immane e accanto a te un collega sfrutta quel posto privilegiato per urlare e inveire come il più becero dei tifosi diventa durissima mantenere la calma. Io di solito resisto dai trenta ai cinquanta secondi poi parte il classico <Oh!!! Stai boncitto oppure vai a fare il tifoso in tribuna>, un po’ il primo avvertimento a cui segue il ‘cartellino giallo’ ossia il classico <mi hai rotto davvero i coglioni>, senza per fortuna mai arrivare al ‘cartellino rosso’ anche se qualche anno fa con un ragazzone napoletano e più avanti con un famoso e celebrato giornalista che ancora scorrazza nei salotti famosi di certe emittenti nazionali siamo arrivati sicuramente all’arancione. Più facile fare il tifoso dell’Inter senza avere lati professionali della questione. Due battute su Facebook a prendersi in giro con amici come il grande Paolo Saracini e con qualcuno che immancabilmente non capisce lo spirito e entra con considerazioni a sproposito. E ovviamente ce lo mandiamo. Quando le cose vanno male e come capirete dalle mie due passioni ce ne sono stati e ce ne saranno di periodi neri il pensiero unico è quello di assorbire e ripartire provando a ritrovare un pizzico di entusiasmo.

E’ quello che è accaduto alla Robur alla fine della scorsa estate. Una società nuova, con programmi interessanti e che per adesso ha fatto ampiamente la sua parte. Provate a tornare indietro di un anno e provate a ricordare quali ambizioni avevate in questo esatto periodo per la nostra Robur. Non solo, provate a pensare anche dove immaginavate di essere adesso. Se mi dite in serie B, viste le premesse, faccio fatica a credervi. In testa al campionato di C? Ecco sì quella poteva essere un’ambizione condivisibile e legittima. Primi in Serie D? No. Se ve lo avessi predetto come una Cassandra moderna mi avreste offeso e condito con una lunga serie di pesanti ‘vaffa’. Nessuno se lo immaginava di dover ripartire ancora una volta dalla quarta serie e invece, purtroppo, è accaduto e dobbiamo farcelo piacere. <Ma come il Siena ha pareggiato con il Follonica?> mi ha detto l’altro giorno un conoscente con un sorriso beffardo. Tradotto: il Siena è ridotto a giocare con il Follonica e nemmeno vince? Eh sì caro amico (e cari amici), ora siamo questi, facciamo la quarta serie e dobbiamo confrontarci con certe realtà per provare a rivedere uno spicchio di sole. Per quanto mi riguarda, e qui parla il tifoso, ho goduto per il trionfo di Cannara e ho accettato di buon grado il pareggio di mercoledì scorso. La Robur è prima, ha immensi margini di miglioramento e può davvero puntare a tornare in Serie C, proprio dove eravamo un anno fa e, parliamoci chiaro, all’epoca con poche prospettive.

La strada da fare è lunga e impegnativa, dove ci porterà veramente non lo sappiamo, ma intanto viviamola intensamente questa storia, tappa dopo tappa, speriamo vittoria dopo vittoria, tornando ad esaltarci per i tre punti strappati ad un avversario che magari non sarà la Fiorentina ma che adesso, dicembre 2020 o gennaio 2021 rappresenta quello che siamo noi. Le maglie, quando finalmente arriveranno, sono sempre bianconere, la palla che gonfia la rete deve emozionarci per forza e allora prendiamoci queste gioie parziali in attesa di quello che verrà. Si riparte il 6 gennaio dalle Badesse, quindi lasciamoci scivolare addosso le battute sull’avversario e pensiamo a prenderci i tre punti che non sono per niente scontati. Ma come non vuoi vincere nemmeno con le Badesse? Il battutone del simpaticone di turno sarà sicuramente questo, ma questo Pieraccioni dei poveri dimostrerà la sua ignoranza in fatto di conoscenza dei valori tecnici di questa Serie D. Pazienza e peggio per lui. Dispiace solo che la ‘zona rossa’ impedirà a tante persone di farla questa brevissima trasferta, magari per assistere alla partita dalla strada dietro alla porta. Poi per carità se qualcuno si presenterà lo stesso conquisterà la mia incondizionata stima. Perché senza i tifosi questo calcio proprio non va e meno male ora arriva il vaccino, non quello contro le negatività intorno alla Robur, ma quello anti Covid che dovrebbe riportarci un po’ di normalità. Io non lo farò per motivi miei, voi sieti liberi di scegliere, ragionando con la vostra testa. Quindi vi auguro di finire bene un anno davvero schifoso e di cominciare un 2021 con fiducia, perché peggio di così non può andare. Ci sentiamo tra una settimana e scusatemi se sono stato poco natalizio scrivendo una lunga serie di parolacce. Capita. Forza Robur. (Paolo Brogi – email: paolo.brogi@lanazione.net)

Fonte: FOL