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12/10/19 15:40 | 21 gennaio 1968 fa il suo esordio il “rospo in gabbia”

Ormai fa parte della tradizione, della componente goliardica che dovrebbe sempre accompagnare il derby con l’Arezzo. La storia del rospo in gabbia portato sul campo inizia alla fine del 1967 e inizi dell’anno successivo. Tutto nacque da quel gruppo di tifosi che frequentavano  la parrocchia dell’Alberino e il Bar Ravacciano. Quel quartiere di Siena è sempre stato un covo agguerrito e numeroso di tifosi bianconeri, gente comune animata da una grande passione che riusciva a coinvolgere tantissime persone. C’era uno schema fisso che veniva applicato ogni domenica. Dal Bar Ravacciano partiva il primo nucleo a cui si aggiungevano tutti i ragazzi della parrocchia con alla testa, molto spesso, Don Francesco Lorenzini. Arrivati all’intersezione con viale Mazzini si univano al gruppo i tifosi che abitavano nello stesso viale e così fino all’inizio di Via Garibaldi dove, il gruppo si ingrossava raccogliendo gli abitanti di Via Camollia, Pignattello e di Via dei Montanini. All’ingresso del Rastrello il gruppo aveva raggiunto quasi sempre le 250-300 presenze, tutti con bandiere e trombe varie. Ma ritorniamo al rospo in gabbia. Quella domenica dal Bar Ravacciano oltre ai soliti tifosi, in testa al corteo c’era una gabbia con all’interno un rospo di coccio. Il clima, già eccitato per l’incontro in programma, raggiunse livelli di entusiasmo incredibile e il top si raggiunse nel momento che, dopo averlo depositato a centrocampo, fu portato da due giocatori del Siena, Mariotto e Vezzani, sotto la gradinata gremita. Fu l’esordio del Rospo in gabbia. (Nicnat)

Fonte: FOL