2016-2020

Il 2 febbraio, nel corso di un’assemblea, Ponte versa quasi 2 milioni di euro per coprire le perdite e smentisce ogni trattativa. Cinque giorni dopo, in una lettera aperta, confessa chi c’è dietro all’operazione. Si tratta dell’imprenditrice ligure Anna Durio, presidente del Rapallo Bogliasco in Serie D, con cui firma un accordo preliminare che prevede l’entrata di quest’ultima a stagione conclusa.
Sul campo la squadra alterna vittorie a pesanti sconfitte. Durissime le contestazioni dei tifosi dopo i k.o. con Santarcangelo, Maceratese e Lupa Roma, con l’apice raggiunto a Foggia, per la gara di ritorno della semifinale di Coppa Italia di Serie C. Nonostante il 5-2 dell’andata, il Siena perde clamorosamente 6-1 e viene eliminato.
Mentre la Robur chiude la stagione 15-16 tra i fischi perdendo in casa con l’Ancona, si apre un’estenuante querelle per la cessione societaria. Da una parte Anna Durio, che prova a chiudere in anticipo la trattativa per programmare la nuova stagione sportiva, dall’altra Antonio Ponte che tenta di alzare il prezzo. Nel mezzo i soci senesi, ridotti dopo l’aumento di capitale di febbraio al 2%, che inizialmente appoggiano l’acquirente assicurando che non opereremo nessun ostacolo.
I tifosi non hanno dubbi sul come schierarsi. Quando salta un primo accordo, a metà maggio, il Siena Club Fedelissimi invita Antonio Ponte a non tirare troppo la corda ed evitare di rimettere in scena quello squallido teatrino a cui abbiamo assistito circa 15 anni fa.
“Vattene o sarò il tuo incubo”, rincara la dose Lorenzo Mulinacci su Facebook, con Ponte che replica chiedendo le dimissioni di Mulinacci dalla carica di presidente del club.

La notte tra il 27 e il 28 giugno 2016 i Fedelissimi insieme ad un gruppo di tifosi si reca a casa di Ponte, per spingerlo ad accettare il passaggio societario. Una contestazione aspra, minatoria ed ingiuriosa con il dichiarato scopo di obbligarmi e condizionarmi nell’affrettare i tempi per il trasferimento delle quote della Robur Siena, scrive l’imprenditore italosvizzero, che a fine ottobre presenterà una denuncia-querela verso alcuni tifosi per violazione di domicilio e violenza privata, poi archiviata dal gip.
La controversia non si sblocca e l’11 i Fedelissimi e gli Ultras, su tutte le furie, occupano pacificamente la sede della società.
Il 21 luglio 2016, grazie alla mediazione di Valentini, un accordo di massima sembra finalmente raggiunto. Presso il notaio Mandarini si ritrovano Durio, Ponte e i rispettivi avvocati Amato e Sallustio, collegato telefonicamente da Londra. La situazione è surreale: Ponte tenta di scappare, ma viene riportato dentro dai tifosi. Alle 3.15, in piena notte, Anna Durio ottiene la procura per tesserate staff e giocator
i. Ma la vicenda è tutt’altro che conclusa con i soci di minoranza che si oppongono e rischiano di far saltare tutto ma alla fine fra polemiche infinite parte il campionato. Anche questa vicenda i Fedelissimi recitano un ruolo da protagonisti e si stringono attorno a ad Anna Durio che alla fine riesce a diventare la proprietaria della Robur. Come promesso la presidente si esibisce in cucina. Dopo un campionato travagliato nell’estate 2016 la svolta con l’arrivo in panchina di Miche Mignani.
Ad inizio del campionato 2016-2017 la curva viene intitolata a Lorenzo Guasparri.
I tifosi e i Fedelissimi riacquistano il gusto della trasferta, animando gli stadi di Pisa, Grosseto e Carrara. Un brusco stop casalingo e un paio di partite rinviate fanno scappare via il Livorno, che viene però rimontato nei primi mesi del 2018. Il 20 marzo scontro diretto a Livorno con mille tifosi al seguito che però ci vede sconfitti. Sette giorni dopo, ad Arezzo, tra pullman, treno e auto, 818 supporter bianconeri si presentano in una curva ospiti esaurita. Ma il Siena esce sconfitto, mentre il Livorno batte il Pisa nell’altro derby e balza al comando, restandoci fino alla fine. Si va ai play off.
La prima avversaria è la Reggiana, che vince all’andata a Reggio Emilia per 2-1 di fronte a 400 tifosi bianconeri. Nel ritorno, il 3 giugno, succede l’inverosimile: la Robur segna il gol decisivo al 100° minuto grazie a un calcio di rigore. Al fischio finale si registra l’invasione dei tifosi avversari, che danneggiano il loro settore e per poco non entrano in contatto con i nostri Ultras a loro volta entrati in campo.
In semifinale il Siena batte all’andata la corazzata Catania e si prepara ad affrontare una trasferta senza tifosi.
Il 10 giugno, davanti a 20.000 spettatori, la Robur centra una delle sue imprese più epiche, resistendo in nove uomini ai supplementari e vincendo ai calci di rigore. Il prezzo però è salatissimo: anche a causa di un arbitraggio decisamente severo e di alcuni atteggiamenti oscuri nel tunnel degli spogliatoi, cinque giocatori vengono squalificati e saltano la finale. I tifosi salutano calorosamente la squadra alla partenza per Catania. I tifosi bianconeri seguono la partita attraverso un grande schermo montato allo stadio. Tifo da stadio festa per avere raggiunto ala finale. Il giorno seguente viene festeggiata la squadra di ritorno da Catania. Il 16 giugno oltre 2.000 tifosi (13 pulman organizzati dai Fedelissimi) raggiungono lo stadio Adriatico per inseguire la Serie B, ma ancora una volta il sogno sfuma sul più bello. Un Siena decimato da squalifiche e infortuni cede al Cosenza e chiude così una pur esaltante annata.
Sarà un’estate travagliata con il Siena che spera nel ripescaggio in B essendo prima nella speciale classifica ma il sogno sarà spento dal commissario FIGC Fabbricini che bloccherà le riammissioni facendo partire il campionato con 19 squadre.
Il 28 gennaio 2018 muore in un tragico incidente stradale Arturo Pratelli
I Fedelissimi gli consegneranno il Premio Robur 2019 e doneranno 600 euro all’ Associazione Arturo Pratelli
Nel gennaio 2019 i Fedelissimi ospitano in sede il presidente della Lega di Serie C Francesco Ghirelli in un incontro organizzato per sensibilizzare la Lega alle problematiche dei tifosi.
A fine 2019 iniziano i preparativi per festeggiare degnamente i 50 anni dalla fondazione del club con la presentazione del calendario 2020 interamente dedicato allo storico anniversario.
Nel mercato di gennaio arrivano i primi segnali di difficolta della società di Anna Durio. Il 22 febbraio 2020 dopo Siena-Albinoleffe a causa della pandemia, che cambierà le nostre vite, vengono sospesi tutti i campionati. Sempre a causa covid siamo costretti a chiudere la sede. Anche i preparativi per i festeggiamenti del cinquantesimo si fermano. La vita dei tifosi si sposta inevitabilmente sui social.
Iniziano le contestazioni verso la presidente e come spesso accade i Fedelissimi vengono immediatamente tirati in ballo per la loro vicinanza alla società. A marzo salta il pagamento degli stipendi che porteranno a 4 punti di penalizzazione.
Durante la pandemia il cuore dei Fedelissimi non smette di battere e si impegna in opere di beneficenza e donano dieci ruter al comune per le famiglie più bisognose.
Cominciando ad avere dubbi sull’iscrizione al prossimo campionato sul sito iniziamo un preoccupato conto alla rovescia attaccando la società di Anna Durio, colpevole di avere nascosto le problematiche economiche anche a quei tifosi, che come noi gli erano sempre stati vicino.
A maggio vengono finalmente pagati gli stipendi, si riapre la speranza, I Fedelissimi escono con un comunicato.
La Durio inizia delle estenuanti trattative per cedere la società, tra i probabili acquirenti c’è anche un gruppo armeno, ma la possibilità non si concretizza. Il Siena non è iscritto e dovrà ancora una volta ripartire dai dilettanti.
Gli Ultras ne approfittano per fare un comunicato in cui attaccano pesantemente il Siena Club Fedelissimi ritenendolo corresponsabile della mancata iscrizione in quanto negli anni abbiamo sostenuto la Durio. I Fedelissimi non ci stanno e dopo un’assemblea generale rispondono con un altro comunicato.
Dopo l’ennesima estate travagliata il Sindaco De Mossi decide di dare la società al gruppo armeno che promette subito investimenti nel calcio, nello stadio, nel centro sportivo e in altri asset della città.
Ad ottobre viene nominata la commissione elettorale per il rinnovo delle cariche sociali per il biennio 2021-2022 con un’importate novità. Lorenzo Mulinacci lascia capire che non sarà più disponibile a proseguire come presidente ma rimarrà in carica fino alle elezioni.
A fine ottobre siamo di nuovo costretti a chiudere la sede a causa della pandemia e decidiamo di rinviare i festeggiamenti per il cinquantesimo al 2021.