Rassegna Stampa

02/01/19 08:35 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
31/12/18 13:09 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
31/12/18 13:09 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
30/12/18 09:06 | Partita alle 12.30 l’Entella offre focaccia ai tifosi
Partita alle 12.30 l’Entella offre focaccia ai tifosi

Entella-Gozzano è il lunch match di oggi. E così la società ligure ha preso sul serio la collocazione dell’incontro in un orario particolare — specie per la Serie C, anche se la partita sarà trasmessa in diretta da RaiSport — a cui il calcio italiano forse non si è ancora abituato del tutto. E così oggi l’Entella penserà al pranzo di tutti coloro che saranno presenti sugli spalti del Comunale di Chiavari. A tutti, infatti, sarà offerta la focaccia, cioè uno dei must della cucina ligure, buona anche da consumare nella versione street food. La focaccia sarà distribuita dalla società del presidente Antonio Gozzi in tutti i settori del Comunale, anche nella Gradinata Nord, riservata agli ospiti, dove è atteso un gruppetto di sostenitori del Gozzano.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

 

 

 
30/12/18 09:05 | GDS - Crisi Lucchese tecnico e d.s. pronti all’addio
GDS - Crisi Lucchese tecnico e d.s. pronti all’addio

Tutta la città è unita nel dire no ai nuovi proprietari della Lucchese. Il patron è Aldo Castelli, a capo di una cordata di imprenditori dei quali però non sono stati rivelati nomi, settore lavorativo, consistenza patrimoniale. Un gruppo misterioso, che non convince nessuno. Il sindaco Alessandro Tambellini annuncia la volontà di «tenere lontano dalla Lucchese alleanze imprenditoriali che non esplicitino in modo chiaro e netto il loro progetto e che non diano evidenti segni di alta affidabilità». Il Comune inoltre minaccia di revocare la concessione dello stadio se non verrà pagato l’affitto arretrato. Se Castelli e soci non faranno un passo indietro è probabile che molti dei giocatori chiedano la cessione a gennaio, e anche che entro pochi giorni l’allenatore Favarin e il d.s. Obbedio rassegnino le dimissioni. La situazione è drammatica. 

Fonte: La Gazzetta dello Sport

 

 
30/12/18 09:02 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
30/12/18 09:02 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
29/12/18 17:34 | La Nazione – Mulinacci: “La Robur si dimostra all'altezza”
La Nazione – Mulinacci: “La Robur si dimostra all'altezza”

Era il 16 dicembre 1988 quando Lorenzo Mulinacci ha assunto la presidenza dei Fedelissimi. Per non lasciarla più: con il rinnovo del mandato per il biennio 2019/2020 saranno 32 le primavere alla guida del Club, sulle 50 dalla nascita. Sempre con la solita, grande, passione.

Un bilancio del 2018?
«E’ stato un anno in cui non ci siamo fatti mancare davvero niente. Che, nel bene e nel male, è stato bello vivere. E’ iniziato con il Siena in lotta per il primo posto, una lotta durata fino all’ultima giornata. Ai play off ce la siamo giocata, anche se non è finita come volevamo. Una bella avventura: tante le presenze allo stadio, anche in trasferte dal sapore della serie A come Livorno, Arezzo, Pescara. Durante l’estate abbiamo subito tutti i torti possibili e inimmaginabili, con conseguenze che si stanno ripercuotendo anche sul presente: se l’amato Fabbricini, per esempio, avesse stoppato i club a rischio, almeno la triste parentesi Pro Piacenza l’avremmo evitata. E domani saremmo andati a viverci una bella giornata al Franchi».

Cosa pensa della Robur?
«All’inizio ero dubbioso. Invece la squadra sta dimostrando di essere all’altezza. Avevano ragione Mignani e la dirigenza a dire che questi ragazzi avevano bisogno di tempo per smaltire la mazzata estiva. Sono felice di essermi ricreduto».

Il 2018 è stato un anno complicato per la tifoseria…
«Dall’esaltazione dei play off alla batosta è stato un attimo. La partita con la Reggiana ha portato a una quantità industriale di denunce e diffide. Sono stati commessi reati, ma per reazione, eppure i nostri sono stati trattati allo stesso modo dei reggiani. Un disastro che però, guardando al positivo, ha visto l’affermarsi dei Figli di Siena, ragazzi giovani e giovanissimi che con passione, impegno e spirito stanno facendo grandi cose. Tutti dobbiamo sostenerli, pur nel rispetto delle loro idee e della loro autonomia».

Cosa chiede, per il 2019, alla tifoseria, alla squadra e alla società?
«Alla tifoseria di seguire sempre più numerosa la Robur, perché ci stiamo divertendo. E’ bello sostenere una squadra che in campo dà tutto. A Mignani e ai suoi ragazzi di fare un grande girone di ritorno e riprendersi ciò che è stato loro tolto. Per quanto riguarda la società, non finirò mai di ringraziarla. La presidente Anna Durio da quando è arrivata ci sta mettendo passione e soldi. Paga ogni scadenza anticipatamente, ha costruito per la prima volta un centro sportivo, ha ottenuto risultati. Mi auguro che continui con questo impegno. L’aspetto sportivo ha poco senso senza una stabilità societaria». (Angela Gorellini)

Fonte: La Nazione

 

 
29/12/18 09:59 | Rivolta di popolo alla Lucchese Squadra smaschera i nuovi soci
Rivolta di popolo alla Lucchese Squadra smaschera i nuovi soci

I tifosi e i giocatori esonerano i nuovi proprietari della Lucchese. Zittiti da urla, offese e cori, i tre personaggi che con quasi due ore di ritardo rispetto al previsto si presentano nella sala stampa dello stadio Porta Elisa, affermano di essere i rappresentanti di un gruppo, cercano di illustrare i loro progetti. Ma senza svelare chi siano i loro compagni di avventura: i tifosi non lo accettano ed è il caos.

I NOMI Aldo Castelli, 60 anni, socio di aziende dei settori alimentare, del commercio e del comparto odontotecnico, dice di essere diventato il patron della Lucchese: «Ci siamo fatti carico dei debiti (1,25 milioni di euro, ndr) e abbiamo preso la società pagandola 1 euro». Con lui l’ex bancario romano Umberto Ottaviani, 70 anni, nominato amministratore unico al posto del dimissionario Carlo Bini, e il commercialista romano ed ex guardalinee Enrico Ceniccola, coinvolto in Calciopoli e poi assolto, che a Savona aveva collezionato 6 mesi di inibizione e 30 mila euro di multa. Il suo ruolo? Consulente finanziario.

IL CONFRONTO Durante un durissimo confronto il terzetto è stato contestato e sommerso dai fischi della gente perché non ha voluto chiarire i nomi di chi poche ore prima aveva rilevato il 98 per cento del capitale sociale da Arnaldo Moriconi, a capo di un’azienda leader nel settore delle telecomunicazioni. «Rappresentiamo una compagine di imprenditori romani e di stranieri, siamo qui per investire» sostiene Castelli. Incalzato dalle domande dei giornalisti perché indicasse da chi è formata la cordata, ha opposto un secco rifiuto: «Al momento non posso dirlo». I 150 presenti allo stadio hanno perso la pazienza. Già esasperati dalle vicende estive, quando il senese Lorenzo Grassini aveva acquisito il club salvo non pagare stipendi e contributi facendo così prendere 11 punti di penalizzazione alla squadra per poi far mesto ritorno a casa, stavolta sono insorti. Chiedendo ai nuovi di lasciare la città. Ultras, spettatori di tribuna e gradinata, giovani e anziani, nessuno ora si fida. Si teme anche l’entrata in scena di Pietro Belardelli, che in passato aveva cercato di acquisire il club ed era stato stoppato dai cittadini.

LA SQUADRA Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata quando il capitano, l’attaccante Mattia Bortolussi, presente con gli altri calciatori alla conferenza e di ritorno da un lungo faccia a faccia con Castelli & C. ha spiegato: «Abbiamo chiesto certezze, ma certezze non ce ne sono». Un duro colpo per chi aveva sollecitato a Castelli garanzie sul pagamento degli stipendi futuri. A quel punto, alle 18,33, è saltato il banco. Castelli, Ceniccola e Ottaviani travolti dai cori («Buffoni, andate via») non sono più riusciti a spiccicare parola, e hanno lasciato la conferenza. Non è da escludere che alcuni giocatori chiedano la cessione a gennaio mentre il destino della Lucchese è più che mai incerto.


Fonte: La Gazzetta dello Sport

 

 
29/12/18 09:56 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
29/12/18 09:55 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
28/12/18 08:57 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
28/12/18 08:56 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
27/12/18 17:16 | La Nazione - QualitĂ  e carattere: La Robur fa paura
La Nazione - QualitĂ  e carattere: La Robur fa paura

Carattere e qualità. Sono queste le due parole fondamentali che emergono dalla battaglia del ‘Garilli’, dove la squadra di Mignani ha superato un esame complicatissimo, lanciando un segnale preciso al campionato. Dopo un inizio di stagione di pura sofferenza, anche perché con quanto successo in estate non poteva essere altrimenti, la Robur ha finalmente imboccato la sua strada. Vincere a Carrara e poi a Piacenza, ossia in casa di due formazioni fino a qui quasi perfette, è il marchio a fuoco di un Siena che fa sul serio e che da qui fino alla tarda primavera potrà gettare sul tavolo carte pesanti, in grado di fare la differenza. La prima cosa da sottolineare è il carattere. Perché il Piacenza non ha certo fatto i complimenti, soprattutto dopo che le cose si sono messe male. Interventi spesso al limite, proteste di massa intorno all’arbitro, senza mai farsi mancare la spintarella superflua e adatta ad innervosire l’avversario. Ebbene i bianconeri hanno risposto per le rime dimostrando quella ‘garra’ fondamentale per emergere. E poi la qualità. Gliozzi è un attaccante raro per la categoria, Aramu dà sempre la sensazione di poter inventare qualcosa di importante e poi stiamo scoprendo le qualità di un Di Livio che nell’uno contro uno e nelle ripartenze in velocità può fare davvero male. A questi bisogna aggiungere un centrocampo che fa sempre bene la sua parte, una difesa affidabile, degli esterni in crescita e un portiere spesso stratosferico. Senza dimenticare il contributo che garantisce Cianci, l’esperienza di Guberti, la vivacità di Fabbro e le ‘magie’, quando sarà disponibile, di Cesarini. Insomma è una Robur che ha davvero tutto per poter disputare una stagione da grande protagonista. Un difetto? Beh, proviamo a trovarlo. Forse in certe partite bisognerebbe sforzarsi a non farsi assediare, producendo magari qualche ripartenza che potrebbe risultare letale evitanto così certi finali vietati a cuori deboli. Ma su questo si può lavorare e bene da qui alla ripresa, considerando che domenica difficilmente potremo ammirare la Robur al ‘Franchi’. Nel caso buon 2019 a tutti. (Paolo Brogi)

Fonte: La Nazione

 

 
27/12/18 17:11 | Eliofanali - Il 2018, l’anno della farsa della Lega Pro
Eliofanali - Il 2018, l’anno della farsa della Lega Pro

Interessante articolo del giornalista Alessandro Lorenzini sul suo blog che riassune l'anno orribile della Lega Pro.

https://eliofanali.wordpress.com/2018/12/27/il-2018-lanno-della-farsa-della-lega-pro/?fbclid=IwAR179Cybqdoot6h3lIL9aL-tS_hiYOA-JIjo8GMr8erEO5sXHwWoMZ27nSE

 
27/12/18 10:04 | Gazzetta-Piacenza battuto ma col titolo d'inverno. Siena basta un rigore
 
27/12/18 10:04 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
27/12/18 10:03 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
26/12/18 21:21 | Piacenza - Franzini, Gatti e Fumagalli: "E' stato un furto, un vergogna mai vista"
Piacenza - Franzini, Gatti e Fumagalli: "E' stato un furto, un vergogna mai vista"

Post partita letteralmente infiammato sul campo e in sala stampa. Ognuno ha il suo modo di esporre le critiche verso la terna arbitrale ma il concetto che passa è uguale per tutti: il Piacenza è stato vittima di una direzione di gara che ha pesantemente influenzato l’andamento della partita.

Parte il presidente Stefano Gatti, sanguigno come carattere impone: «Vergognoso, non ho capito se oggi ha arbitrato o ha fatto dell’altro. Queste cose ti fanno passare la voglia, è evidente che diamo fastidio lì davanti. A conti fatti ci manca un gol annullato e non se ne capisce il motivo, altri tre episodi in area a nostro favore non sanzionati, e la chicca del giocatore del Siena a terra che fa entrare il massaggiatore dopodiché il gioco riprende senza che lo stesso giocatore esca dal campo, come prevede il regolamento».
Più compassato Marco Gatti: «Non è tanto l’arbitro a essere scandaloso ma il collaboratore guardalinee, decisamente scarso da un punto di vista tecnico e il direttore di gara gli è andato dietro. Non voglio togliere nulla al Siena che ha fatto la sua partita, ma gli errori visti oggi sono inqualificabili».

Arriva Franzini che parla di «furto». «Il Siena non ha fatto nulla se non trovare un rigore, noi abbiamo avuto una bella reazione, li abbiamo messi lì senza mai sfilacciarci nella ripresa e meritavamo non solo di pareggiare ma di vincere». Ma questo fa parte del calcio. «Esatto, non fa parte del calcio l’altro furto, quello della conduzione di gara. Ho visto cose che in 30 anni non avevo mai visto a partire dal gol annullato a Pesenti: il guardalinee al posto di alzare la bandierina ha alzato il braccio. Inspiegabile. Il Siena ha fatto quattro giorni a lamentarsi per la designazione arbitrale, adesso credo che le lamentele siano sparite». Franzini si prende una piccola pausa e poi affonda il colpo. «Se dobbiamo pagare noi il conto dei torti, o presunti torti, che alcune società di Serie C hanno subito in estate ce lo dicano subito».

Conclude Fumagalli. «Se pensano di farci fuori arbitrando partite del genere si sbagliano di grosso, abbiamo attributi più grossi dello stadio Garilli e partite come oggi non fanno altro che caricarci».
Difesa d’ufficio affidata al tecnico del Siena, Mignani. «A noi manca una rete annullata nel primo tempo, il resto non lo giudico, sono qui solo per parlare della partita e della mia squadra che ha offerto una prova robusta e significativa. Non era facile giocare qui, non l’abbiamo fatto proponendo il nostro gioco».  

Fonte: Sportpiacenza.it

 

 
24/12/18 08:14 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
24/12/18 08:14 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
23/12/18 11:20 | La Nazione - Fedelissimi: Mulinacci al vertice
La Nazione - Fedelissimi: Mulinacci al vertice

Lorenzo Mulinacci guiderà i Fedelissimi anche nel biennio 2019-2020. Le elezioni che si sono svolte venerdì nella sede hanno confermato la sua presidenza. Il vice, ancora, Alessandro Silvestri. I soci hanno votato nel corso della bella serata organizzata in occasione della cena degli auguri, alla presenza di 100 tifosi e una bella delegazione della Robur: la presidente Durio, il vice Trani, i direttori Vaira e Dolci e il loro collaboratore Guerri, il segretario generale Stefano Osti, l’addetto alle infrastrutture Fulvio Muzzi e l’addetto stampa Tommaso Salomoni. «Grazie a tutti – ha detto Anna Durio -: spero che il prossimo anno riusciremo ad arrivare dove in quello scorso ci è stato proibito». «Si chiude un anno in cui abbiamo visto di tutto – dice Mulinacci -, ma anche bello, perché si è rivista tanta gente allo stadio. Dovrà essere un punto di partenza. Risultati fondamentali ma non serve vincere se non c’è una solidità societaria. Per questo ringrazio Anna Durio e Federico Trani».


Fonte: La Nazione

 

 
23/12/18 11:17 | Tuttosport: "Siena infinito. Il Novara si butta via"
Tuttosport: "Siena infinito. Il Novara si butta via"

Tre espulsi e tensioni: piemontesi avanti con Schiavi, poi sprecano e alla fine rischiano. Finisce con un pari, un risultato abituale per il Novara che ne ha rastrellati dieci, ma è un punto importante soprattutto per il Siena che, sotto di un gol e con un uomo in meno per oltre metà partita, è riuscito a evitare la beffarda sconfitta quando ormai sembrava maturata


Fonte: Tuttosport

 

 
23/12/18 11:17 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
23/12/18 11:16 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
22/12/18 08:53 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
22/12/18 08:53 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
21/12/18 10:34 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
21/12/18 10:34 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
20/12/18 08:20 | GDS-La B ritorna a 22? La rabbia di Balata Gravina risponde: «Basta deroghe»
GDS-La B ritorna a 22? La rabbia di Balata Gravina risponde: «Basta deroghe»

Dunque il Consiglio federale, in assenza di un accordo tra le componenti per portare la B a 20 squadre, ha deciso di ripristinare per la prossima stagione il format a 22. Una decisione che la Lega B non ha preso bene e che ieri dopo aver approvato il bilancio - ha affrontato in assemblea.

LEGA B Le società all’unanimità hanno espresso il loro sconcerto, ribadendo che la loro volontà estiva di scendere a 19 (e magari in futuro a 18, come chiede Lotito) era propedeutica a una riforma dei campionati necessaria per dare più sostenibilità ai club. Il presidente Mauro Balata ha voluto bacchettare Gravina dicendo: «Sta facendo ottime cose, ma deve essere coerente con le promesse di riforma che l’hanno portato all’elezione: le squadre di B devono essere ridotte, non aumentate. In Consiglio federale questo tema non era all’ordine del giorno, pensavo che fosse delegato alla commissione per la riforma». La B si ritroverà il 10 gennaio per stabilire la posizione da tenere con la Figc. Che farà tre ripescaggi per riportare la B a 22. «Noi siamo da sempre contrari ai ripescaggi - ha concluso Balata - e una volta decise le riforme, se servisse reintegrare gli organici, servono criteri precostituiti e non valutazioni discrezionali».

FIGC La risposta non si è fatta attendere. Gravina respinge le posizioni di contrasto che hanno portato al caos dell’ultima estate ribadendo che «l’unica strada per attuare le riforme è quella del confronto politico in Consiglio Federale, dopo una ampia riflessione di cui si sta occupando il tavolo di lavoro creato a novembre». Il presidente Figc ha replicato così a Balata: «L’oggetto della discussione in Consiglio verteva sulla modifica degli articoli 49 e 50 delle Noif, quindi era all’ordine del giorno al punto “modifiche regolamentari”. E visto che non c’è stato accordo per la modifica di quegli articoli, nel rispetto delle norme e dei regolamenti vigenti la Serie B deve avere 22 squadre e non sono ammesse deroghe». Stop.

LEGA PRO Invece a Firenze la Lega Pro non ha perso tempo e ha scritto alla Figc l’ennesima proposta di regolamento per il campionato in corso. Nei prossimi giorni la proposta verrà ratificata e finalmente sapremo il meccanismo di promozioni e retrocessioni. Visto che in B andranno ancora 4 squadre e che in D ne scenderanno 8 (a fronte di 9 promozioni per riportare l’organico da 59 a 60), non ci saranno grandi novità. In B vanno dirette le prime tre di ogni girone più la vincente dei playoff, ai quali partecipano ancora 28 squadre (9 per girone più la vincente della Coppa Italia): identica la formula, con la sola novità relativa alla finale che - per volontà di Ghirelli, nell’ottica di restituire il calcio di C alle loro città - sarà con andata e ritorno (a sorteggio). Le retrocessioni saranno tre nei gironi A e B (una diretta, due ai playout), quelli a 20 squadre, e due nel girone C (entrambe dopo i playout), che di squadre ne ha solo 19.

Fonte: La Gazzetta dello Sport