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La storia del Club

30/06/13 00:00 | 2011...........
2011...........

Il 2010 è un anno importante per il Siena Club Fedelissimi perché festeggiamo i 40 anni di attività, obbiettivo che pochi gruppi di tifosi possono vantare in Italia e per questo siamo impegnati al massimo per celebrare degnamente la ricorrenza. Il programma prevede di organizzare quattro serate dedicare ad ogni decennio di vita del nostro Club con ospiti giocatori e dirigenti di quel periodo. Il clou dei Festeggiamenti è il 7 dicembre all’Hotel Garden con oltre 400 commensali e tanti ex bianconeri che hanno scritto la storia della Robur. Ma la mattina dopo tutti in pulman verso Vicenza…………e la storia continua

 

 
30/06/10 00:00 | 2005-2010
2005-2010

Con il Siena in serie A la nostre sede non riesce a contenere tutti i tifosi ed in occasione delle serate più importanti come le cene degli auguri ci spostiamo al circolo di Sovicille.

Nel 2005 e nel 2006 nel corso della cena degli auguri organizziamo anche una corrida aperta a tutti, il divertimento è assicurato.
Nel 2005 festeggiamo con una grande cena il nostro 35° anniversario.
Mitiche sono le cene salvezza organizzate insieme al Siena Club Val D’Arbia e alla squadra.

Questi anni di serie A non sono tutte rose. Nonostante che stiamo vivendo un sogno che tante altre tifoserie anche più importati ci invidiano in città divampano le polemiche tra chi vuole contestare De Luca e chi come noi e molti altri tifosi lo sostengono. Anche noi abbiamo avuto divergenze con il presidente ma sempre corrette nei modi e nell’amore verso l’uomo che ci ha regalato la serie A.

Venerdì 30 marzo 2007 De Luca minato da una malattia incurabile firma la cessione della società.

Il giorno dopo il mitico Presidente muore.

La notizia ci raggiunge mentre siamo in viaggio verso Reggio Calabria. La commozione è tanta, la tristezza prende il sopravvento. Il giorno seguente si svolgono i funerali a Napoli alla presenza anche di una nostra delegazione. Si chiude una pagina, la più importante della storia bianconera. Il futuro si chiama Giovanni Lombardi Stronati che nomina il Professor Pierluigi Fabrizi presidente, e centrano la quinta salvezza in serie A battendo la Lazio a 5 minuti dalla fine del campionato.

Stronati fa piazza pulita in società, allontana Perinetti ed i suoi collaboratori arrivano Gerolin e Zanzi rivoluzionano la squadra e cambiano il modo di gestire la società acquistando giocatori giovani di proprietà per poi poterli rivendere e finanziarsi.
Il primi due anni sono grandi campionati 44 punti finali e salvezza tranquilla con grandi cortei salvezza e cene di oltre 500 tifosi. Poi complice anche i problemi giudiziari di Stronati comincia il declino.

Dopo poco dall’inizio del campionato 09-10 si capisce che il destino è segnato e che il sogno dopo sette campionati e destinato a finire. Esplode forte la contestazione verso Stronati che non era stato mai amato da molti tifosi e con un corteo di un migliaio di tifosi chiediamo alle istituzioni di cercare un una alternativa per garantire un futuro alla Robur.

La banca MPS individua in Massimo Mezzaroma il nuovo presidente ed il 15 dicembre viene presentato alla città. Purtroppo non riuscirà a salvare la Robur che dopo 7 anni di serie A torna mestamente in serie B.

 

 
30/06/05 00:00 | 2000-2005
2000-2005

Il 3 settembre 2000 battendo il Treviso il Siena comincia la sua nuova avventura in serie B. Entusiasmo alle stelle con gli ottimi risultati della squadra e cene memorabili nella sede di Vico Alto che comincia a stare stretta. Tanti tifosi presi dalla libidine fanno tutte le trasferte ed il presidente Salvietti li premia con un abbonamento omaggio.

Il Siena fa un campionato tranquillo e si salva senza problemi.

I Fedelissimi non dimenticano il sociale è raccolgono 10 mila euro per AMREF.

A fine anno viene organizzato un torneo tra club per ricordare Francesco Vattimo tifoso della curva tragicamente scomparso.

Nell’estate 2001 i Fedelissimi coronano il sogno di una nuova sede:
Viene individuato un locale di 250 m2 su due piani in Via Mencattelli (San Prospero) a due passi dallo stadio. Dopo un’estate di lavori a settembre inauguriamo la sede alla presenza del nuovo allenatore Giuseppe Papadopulo che aveva sostituito Sala volato a Cagliari.
Ci trasformiamo in circolo e rimaniamo aperti tutte le sere con frequenze altissime e cene fino a 130 persone. La domenica il Club è aperto per far vedere le partite in pay Tv su grande schermo ai tifosi che non possono andare in trasferta.

Ma già alla metà del secondo campionato la nostra avventura in serie B sembra destinata a finire, il Siena è ultimo, riemergono le contestazioni, ma arriva l’uomo della provvidenza: PAOLO DE LUCA.

I Fedelissimi iniziano un’altra battaglia: quella dello sponsor.

Il Siena è stato promosso ed ha disputato il primo campionato di B con lo sponsor Romagest, portato dalla SNAI, e non ricevendo nemmeno una lira dalla Banca MPS che invece elargisce miliardi alla Mens Sana. Per questo motivo tutte le domeniche esponiamo in gradinata uno striscione, sempre diverso, per rivendicare pari diritti tra le due maggiori realtà sportive cittadine.

De Luca, tra lo scetticismo generale, a gennaio rafforza la squadra e il Siena con il ritorno di Papadopulo in panchina centra una salvezza miracolosa conclusasi con la vittoria in casa della Sampdoria all’ultima giornata.

La Robur va avanti in Coppa Italia viene eliminato dalla Lazio agli ottavi ma mitica la trasferta di 3.300 tifosi che mettono piede per la prima volta all’Olimpico. I Fedelissimi organizzano per l'occasione 25 pulman.

Al ritorno dalla mega trasferta di Genova (Sampdoria), nella grande festa organizzata in piazza Indipendenza, il presidente De Luca portato in trionfo nel corso della serata fa un proclama: Il Siena festeggerà i 100 anni in serie A.

Inizia il terzo campionato di B, il primo nel segno di De Luca. Il presidente ed il DS Nelso Ricci allestiscono una grande squadra ma nulla lascia presagire cosa ci aspetterà.

Il Fedelissimo sotto la direzione di Nicola Natili rinnova la sua veste e passa a 16 pagine tutte a colori.

E’ il 24 maggio 2003, e dopo un campionato trionfale, battendo il Genoa allo stadio Marassi si realizza un sogno con la promozione in serie A. In quel momento tutti noi Fedelissimi di vecchia data usciamo con le lacrime agli occhi rivedendo in un attimo il film dei 33 anni passati accanto alla Robur.

Tutti godiamo di questa promozione, ma solo chi ha masticato amaro per 30 anni senza mai mollare se la può gustare forse più di tutti.
La serie A ce la siamo meritata e non la molleremo cosi facilmente, anzi........"la serie non ci basta più vogliamo la Champions League per fare il culo al Real Madrid" (cit. Paolo de Luca). 

Per festeggiare la storica promozione viene organizzata insieme alla Società una cena per 6.000 commensali in Piazza del Campo, poi annullata per l’incidente a Pinga e Taddei.

I Fedelissimi sono cresciuti molto la nuova sede tutte le sere è gremita di tifosi, vengono organizzate tante iniziative, cene, feste e incontri. L’attività è frenetica anche nei mesi estivi perché nel frattempo siamo diventati punto vendita ufficiale di abbonamenti e biglietti e veniamo  letteralmente presi d’assalto.

Nessuno vuole perdere il Siena in serie A.

Ci avviciniamo titubanti ma decisi all'esame dell'esordio in serie A che per noi significa la trasferta a Perugia.
Lo superiamo alla grande: 3.500 senesi e 15 pulman organizzati solo dal nostro club. I tifosi senesi si dimostreranno un pubblico da trasferta seguendo la Robur in tutti i campi. 
I Fedelissimi organizzano numerosi pulman per tutte le trasferte (120 in totale). Un campionato memorabile che solo la vicenda del calcio scommesse ci fa strozzare in gola l'urlo di gioia per la salvezza raggiunta a Modena con una giornata di anticipo ma finalmente il 24 agosto (giorno della prestazione della squadra in una Fortezza gremita) arriva l'assoluzione gli avvoltoi di Perugia e Empoli ed i gufi di Siena si devono rassegnare.
Inizia tra incertezza e polemiche il secondo campionato di serie A, quello che vedrà tornare la partita più attesa: Siena-Fiorentina.

I risultati non arrivano, la riconoscenza non esiste e con la Roma scoppia la contestazione degli UFS contro De Luca. I Fedelissimi sono contrari e seguiti anche dagli altri gruppi di tifosi stoppano la protesta concedendo fiducia al Presidente. Ancora una volta abbiamo ragione, De Luca ripaga la nostra fiducia, rinforza la squadra e centriamo la seconda salvezza, togliendoci nella seconda parte del campionato la soddisfazione di battere Fiorentina, Roma in trasferta e Milan.

 

 
30/06/00 00:00 | 1995-2000
1995-2000

La battaglia iniziata nostro malgrado, va avanti tra momenti di calma ed altri di contestazione nonostante che nel frattempo vengono messi in atto vari tentativi di mediazione.

Ci prova prima Mesesport, che con il suo direttore Mario Ciani organizza un incontro tra Paganini e i Fedelissimi, ci prova lo stesso Paganini convocando il nostro Club e gli Ultras che nel frattempo ci hanno affiancato nella contestazione, ci prova infine la squadra e l’allenatore Baldini, ma i risultati sono nulli, ormai si è raggiunto il punto di non ritorno, ma soprattutto aumentano quegli sportivi che ritengono giusto cercare un’alternativa alla attuale proprietà.

Le stesse istituzioni cittadine cominciano a storcere lo bocca e mandano segnali ben precisi in via dei Mille cercando di far capire che difficilmente possono seguitare a sostenere una dirigenza che non ha più lo fiducia della massa degli sportivi che vive la sua storia isolata dal resto della città.

Paganini, che stupido non è, tutt’altro, capisce il messaggio e tenta la sua ultima carta: una squadra che possa entrare nei play off e possibilmente andare in B.

E un tentativo che lo impegna al massimo e su cui scommette tutte le sue residue speranze di recuperare il terreno perduto in termini di popolarità.

I Fedelissimi capiscono il momento e mettono da parte ogni polemica, concentrandosi sul tifo per incitare una squadra che guidata da Orrico sembra avere il piglio necessario per centrare l’obbiettivo prefissato.

Finalmente si riparla di tifo e di trasferte, finalmente ci riappropriamo in termini di affetto di una squadra che da tanto tempo non sentivamo più nostra, lasciando finalmente da parte polemiche e contestazioni.

In fin dei conti è quello che vogliamo: meno parole e qualche fatto in più

Ma da qualche parte è scritto che anche i sogni del Siena muoiono all’alba, ed ecco che dopo un inizio scoppiettante il pallone…..si gonfia e il campionato del Siena viene definitivamente ridimensionato.

Lo contestazione, coperta dalla cenere di illusori risultati, riprende ad ardere e Paganini riassume l’incomodo ruolo di bersaglio, anche se per questo fallimento ha colpe minori di altri.

Forse è giunto veramente il momento di mollare tutto, ma ciò non accade.

I Fedelissimi nominano una commissione con l’incarico di sondare la città istituzionale ed imprenditoriale per capire se c'è la disponibilità a rilevare il pacchetto azionario del Siena, sperando cosi di trovare una alternativa a Paganini.

Ma nemmeno con l’impegno di Rabizzi, presidente del CONI, Carignani Massimo, Luca Luchini e fabio Cannoni si riesce a trovare una vera alternativa e mentre lo sconforto attanaglia i più si riparte per un nuovo campionato che non promette nella di buono.

 E cosi è. Alla seconda di campionato il Siena perde in casa con la Carrarese e il pubblico insorge.

Viene assalita (a parole sia ben chiaro) la tribuna d’onore e la tribuna stampa ed alcuni tifosi si impossessano della cabina radio enunciando il proprio…..pensiero, mentre tutti i tifosi presenti manifestano il loro consenso ai contestatori, con uno scrosciante applauso.

Paganini è costretto a lasciare lo stadio in fretta e furia.

E’ un triste epilogo per un uomo che tanto a dato al Siena nei suoi primi anni di presidenza, quando era sollecitato nel suo agire, dalla voglia di emergere, ma che non ha saputo cogliere al volo che, dopo anni di anonimato e delusione, era giunto il momento di mollare tutto e passare la mano.
Lo capisce ora, ed in pochi giorni, grazie all’interessamento del sindaco Piccini, il Siena è di una nuova proprietà: la SNAI Servizi, un colosso nel campo delle agenzie ippiche che fa subito sognare la tifoseria senese con i suoi programmi che parlano di serie B.

Il Siena Club Fedelissimi vince la sua battaglia e si schiera subito con la nuova proprietà e con il nuovo presidente Claudio Corradini, con cui instaura subito un rapporto profondo e di stima reciproca. Viene organizzato una settimana di festeggiamenti ed un carosello rievocativo per le vie della città.

Il Siena si salva nonostante l’handicap iniziale e nonostante che il Livorno cerchi rovinarci la festa, e subito si comincia a parlare della nuova squadra e dei giocatori che ne faranno parte.
Arrivano nomi roboanti e la presentazione in Piazza del campo raccoglie 4.000 sportivi danti al palco.

Tutti siamo convinti di andare in serie B, e i 1.400 abbonati, sono li a dimostrare la fiducia della città.
La sede dei Fedelissimi ritorna a popolarsi come ai bei tempi diventando punto di riferimento di tutti i tifosi nella speranza di sapere qualche anticipazione.

Nasce in questo periodo il sito internet ufficiale del Siena Club Fedelissimi, ideato e curato da Maurizio Spedaletti, un romano con sangue senese, che già da anni fa parte del nostro club e che vive le sue domeniche sempre in trasferta: o a Siena o in qualche altra parte d’Italia, sempre fedele, anzi fedelissimo.
Quindi si parte accreditati per la vittoria finale da tutti i massimi esperti di calcio di serie C, convinti se non di fare una passeggiata, quasi.

Ma siccome siamo del Siena e per definizione da qualche parte c’è scritto che non dobbiamo avere pace, ben presto la passeggiata si trasforma in calvario.

Lo squadra non gioca, i giocatori non rendono per la loro fama, vengono cambiati ben quattro allenatori e alla fine, grazie a Di Chiara, si raggiunge l’ultimo obbiettivo utile per non retrocedere: i play-out, tra mille polemiche e interpretazioni.

Due pareggi sono sufficienti per salvarsi e cosi accade, ma quello che ancora una volta preoccupa di più è che la SNAI è costretta a lasciare la proprietà per una legge sull’incompatibilità. Sono passati diciotto mesi e siamo ancora una volta nel caos.

Il Siena che nel frattempo è passato nelle mani di Castagni è in vendita e il Sindaco Piccini è costretto nuovamente a riassumere il ruolo di regista delle operazioni.

Il suo lavoro ben presto lo porta a mettere insieme un gruppo molto eterogenea di persone, che dopo un’estenuante trattativa conclusasi ad agosto, con la squadra già in ritiro acquista il Siena.

Pastorello e Ponte detengono l’80% delle azioni, mentre il restante 20%, dopo 25 anni, ritorna in mani senesi essendo acquistato da Mangiavacchi, Pianigiani e Verdiani.

Finalmente ritorna la tranquillità ma soprattutto, inaspettatamente, la squadra che l’anno prima si è salvata ai ply-out, ingrana una marcia irresistibile che distrugge in breve tempo tutte le ambizioni delle concorrenti.

Sala è l’artefice principale di questi risultati, ma non è da trascurare la serenità con cui la società è riuscita a circondare il lavoro del mister di Saronno. Ma soprattutto dal grande lavoro dello storico DS Nelso Ricci

Nel trentennale della sua fondazione il Siena Club Fedelissimi ritorna a svolgere il suo ruolo fondamentale in termini di organizzazione e tifo.

Il Siena che strabilia non è mai solo, accompagnato in trasferta da migliaia di tifosi e accolto in casa da coreografie da sballo. Memorabili le trasferte di Montevarchi, Ferrara, Lucca, Livorno e Pisa, cosi come resterà indelebile il grande spettacolo offerto dal nostro Club e dagli amici della Curva in occasione delle partite con Como, Pisa e Livorno, per non parlare della gara con il San Donà.

I Fedelissimi alla lunga, hanno vinto una grande battaglia, dimostrando a tutti che per il bene del Siena si deve a volte vedere al di lì del proprio naso e al di là dei propri interessi.

Il Siena va in serie B e lo fa proprio nell’anno in cui si festeggiano due avvenimenti importanti il trentennale dei Fedelissimi e il ventennale degli UFS 79.

 

 
30/06/95 00:00 | 1990-1995
1990-1995

Con il festeggiamento del ventennale, il nostro Club ha raggiunto un obbiettivo prestigioso ma, come ama dire “l’immenso” (in tutti i sensi..) Groppone, gli anniversari debbono essere considerati punti di partenza e non d’arrivo in questo periodo il Siena Club Fedelissimi cambia nuovamente sede fissando il proprio punto di ritrovo a Vico Alto, in alcuni locali molto più ampi e accoglienti di quelli di Via Follonica, ma cosa più importante, si avvale del consistente aiuto di un gruppo di signore che ci permetti di organizzare le prime cene, consentendo casi al Club un ulteriore importante posso avanti.

Margherita Capperucci, Carla, Lina Cannoni, Michela Piattellini, Silvia Panti, Roberta Pistolesi e tante altre spopolano in cucina e il gran numero di presenze che si registrano alle nostre cene è il miglior riconoscimento che possono ricevere.

Il campionato 90-91 ci fa sognare per lunghi periodi la tanta agognata promozione in serie B.

I Fedelissimi la seguono in tutte le trasferte da Andria a Siracusa e tale sogno mantiene concretezza fino a pochissime domeniche dalla fine, quando la sconfitta di Terni fa tramontare tutti i sogni.

Resta la consolazione di poter disputare, grazie al quasi scontato sesto posto, la Coppa Italia maggiore con conseguenti soddisfazione per i tifosi ed incassi per la società.

Ma qualcosa non va per il verso giusto, e la sconfitta interna, nell’ultima giornata, con il Catanzaro vanifica tutti gli sforzi fino allora compiuti.

I tifosi si arrabbiano di brutto, Paganini insorge contro la squadra attaccandola in una storica trasmissione post partita a Canale 3 Toscana, promettendo un repulisti generale, che trova il consenso di tutti.

E cosi viene fatto. Della vecchia guardia restano in pochi e tantissimi sono gli arrivi in maglia bianconera.

Qualche tifoso avanza il dubbio che la squadra ha offerto su un piatto d’argento o Paganini la possibilità di concretizzare la sua idea di vendere i migliori, ma il nostro Club, condividendo lo scelta, mantiene ottimali i rapporti con il presidente non condividendo l’accusa

Il nuovo campionato parte in sordina, un pareggio in casa, una scoppola sonora a Vicenza, un sconfitta a Como. Alla fine di questa partita alcuni Fedelissimi avvicinano, in virtù dei rapporti esistenti, il massimo esponente bianconero chiedendo un intervento sul mercato, provocando una sarcastica risposta di Paganini che tira avanti evitando dialogo con coloro che fino o quel momento erano sempre stati al sua fianco.

La reazione di Paganini resta incomprensibile per tutti, ma è chiaro che da quel momento si interrompe il feeling con il nostro club anche se saranno altri i fatti che porteranno alla rottura definitiva e all’inizio di uno contestazione che ci vedrà impegnati per anni.

Ma vediamo i fatti.

Il campionato successivo è ancora più disastroso di quello appena terminato, e la tensione fra il nostro Club la Società diventa sempre più forte.

Se ne accorge Nicola Natili, che da Fedelissimo ed ex collaboratore di Paganini cerca una mediazione, organizzando un incontro chiarificatore, a cui rispondono affermativamente sia i tifosi che Paganini.

L’incontro inizialmente non promette niente di buono, facendo registrare il rigido atteggiamento delle due parti, ma allo fine dopo ore di confronto, viene raggiunta una sorta di armistizio, con la promessa di ritrovarsi a breve per una verifica.

I più contenti sono i Fedelissimi, che possono finalmente ritornare a fare tifo e ad organizzare la loro vita sociale, ma ancora una volta incomprensibilmente e a distanza di soli tre giorni dall’incontro, si trovano davanti ad un fatto molto increscioso e soprattutto molto poco intelligente.

All’ingresso della stadio non ci sono più le cassette che contengono il nastro foglio ufficiale” Il Fedelissimo” gettato in terra lungo scarpata, senza che nessuno ci abbia detto di levarlo o di non metterlo affatto, anche se resta indecifrabile il percorso seguito per giungere a tale decisione.

Eppure quando serviva qualcosa la società sapeva sempre dove traviarci!

Chi ha avuto questa bello pensata? Chi ha tentato di mettere a tacere lo voce di una porte dei tifosi?

Ma soprattutto che significato dobbiamo dare a tutto ciò?

Fatto sta che la cosa viene presa, e non poteva essere altrimenti, molto male dai Fedelissimi che davanti alle affermazioni dei collaboratori del presidente che lo stadio è del Siena e che sola il Siena può decidere cosa autorizzare o meno rompono definitivamente con Paganini.

La tifoseria si spezza in due e mentre una parte si schiera con I Fedelissimi, un’altra, impaurita dal fatto che non ci sarebbero alternative valide all’attuale proprietà resta sulla sue prendendo posizione a seconda delle situazioni che si presentano.

La stampa cittadina è tutta con Paganini, anche quella porte che fino a poco tempo prima lo ha sbertucciato in ogni occasione, ma, riguardo o quest’ultima notazione, la cosa non ci meraviglia più di tanto.

Nonostante tutto cerchiamo ancora un incontro chiarificatore pubblico, che la società respinge, per poi riproporlo essa stessa dopo un paio di mesi.

 

 

 
30/06/90 00:00 | 1985-1990
1985-1990

Con il campionato 1985-86 inizia la presidenza di Max Paganini, un periodo molto contrastato che ci vede schierati su posizioni diametralmente opposte: prima o favore e poi contro.

L’inizio della sua avventura è sicuramente positivo e tutta la tifoseria, sia organizzata che non, è schierata con lui.

Per la prima volta nella storia recente del Siena, prima si compra e poi si vende, rispettando un budget che però è ricco come mai in passato.

Mazzola ha a disposizione una grande squadra che ben presto si trova a combattere per la serie B, evento questo che nessuno di noi riusciva a sognare e che mette a dura prova la società e la tifoseria senese, I Fedelissimi in testa.

Organizzare il tifo per le gare casalinghe o le lunghe trasferte nel sud, ci assorbono in pratica tutta la settimana ma è troppo grande la soddisfazione nel vedere che la squadra ho il supporto dei suoi tifosi, anche su campi che, almeno sulla carta, sembrano proibitivi.

La sede viene trasferita in Via Follonica in un locale più ampio e con due stanze.

Mozzala non ce la fa a vincere, ed emigra per altri lidi più ambiziosi, portando comunque il Siena ad un onorevole piazzamento che gli consente di disputare la coppa Italia con le squadre di A e B.

Lo sostituisce Lippi, tecnico emergente, e molto quotato che viene subito messo alla prova con la Coppa Italia.

Il Club vive con molta emozione questo momento e si impegna allo spasimo per seguire la squadra. La soddisfazione più grossa, che poi sarà l’unica di tutta la stagione, resta la trasferta al Comunale di Torino contro i granata.

Grande gara e grande entusiasmo, che non viene scalfito nemmeno dalla immeritata sconfitta, su rigore di Kieft, rimediata nel finale.

Nell’immenso stadio piemontese, è apparso per la prima volta uno striscione bianconero che non inneggia alla Juve: era quello del Siena Club Fedelissimi, il nostro club!

Ben presto però le cose cambiano e lo squadra comincia a deludere di brutto.

Parte della stampo, inspiegabilmente attacca Poganini in maniera anche pesante (basti pensare alla vignette io cui ne rappresentato come un pallone gonfiato!), e Lippi, contestato duramente, viene esonerato e sostituito con un Giorgio Sereni che ormai al calcio aveva dato tutto. La retrocessione è inevitabile ma il Siena Club Fedelissimi si schiera con Paganini e cerca in tutti i modi aiutarlo.

Memorabile una trasmissione creata ad hoc, con telefonate in diretta che permettono a tutti di dire la proprio sul Siena, ma soprattutto su Paganini, abilmente bloccata dal nostro club, con una organizzazione degna della Cia.

Pochissimi riescono a telefonare e l’iniziativa registra un flop clamoroso, che forse solo oggi, leggendo queste righe qualcuno riuscirà a spiegarsi.

Il programma triennale presentato da Pagonini viene condiviso dal nostro Club, dalla maggior porte della tifoseria quasi tutti gli organi di stampa, ad eccezione dei soliti bastian contrari che, in attesa di trasferirsi con armi e bagagli alla corte del presidente, seguitano goffamente ed attaccano, e cosi la società messa nelle condizioni di lavorare tranquillamente, allo scadere del terzo anno, con Attilio Perotti alla guida della squadra, centra alla grande l’obbiettivo prefissato. La C1.

Ogni partita è una gioia, ogni trasferta una festa, al punto che la tranquillità che ci infonde lo squadra ci porta a organizzare trasferte memorabili, come quella a Vercelli, dove lungo il percorso viene allestito per tutti i tifosi al seguito un punto di ristoro con cacio, baccelli salame e vino, che riscuote un consenso plebiscitario.

Notevole fu anche “l’invasione” di Poggibonsi, che fa registrare un numero incredibile di tifosi bianconeri al seguito che la squadra ripaga con un 4-0 da manicomio.

A distanza di anni, nel paese valdelsano, qualcuno ancora non si è ripreso dallo choc.

In questo periodo il Club registra altre adesioni fondamentali e importantissime, come quelle di Alessandro Silvestri, Carlo Fiorenzani, Luciano e Margherita Capperucci, i fratelli Marco e Carlo Cognacci, Pennello, Giannino Franci, Gianni Liberati, Francesco Betti e Andrea Rosseti.

Il Siena va dunque in serie C e già questo è un grande motivo di soddisfazione, ma I Fedelissimi sono chiamati a festeggiare un altro grande traguardo te loro prime 20 primavere.

La festa per il ventennale è l’occasione per ritrovarsi tutti assieme dopo tanti anni e vede il coinvolgimento di tutti i personaggi che animarono i nostri primi anni di vita.

La squadra che vinse il campionato 75-76 è presente quasi al completo, cosi come i dirigenti di allora e l’allenatore Manucci chiamato insieme al suo predecessore, Silvano Grassi, a dirigere dalla panchina la su vecchia squadra, impegnata contro le vecchie glorie del Bologna.

 

 
30/06/85 00:00 | 1980-1985
1980-1985

Con gli inizi degli anni 80, il Siena Club Fedelissimi muta sostanzialmente la sua linea di condotta, abbandonando quel ruolo, che eventi e i personaggi del momento gli avevano assegnato e che lo avevano visto coinvolto sempre di più nei fatti societari.

Finalmente a dieci anni dalla Fondazione iniziamo un il nastro ruolo effettivo che è quello di tifosi organizzati nel vero della parola: accanto come sempre alla società ma lontani da tutto ciò che istituzionalmente non è di nostra competenza. In gradinata comincia a perdere forma il primo gruppo ultras. Grazie all’impegno di alcuni ragazzi tra cui Paolo Bartalucci, Simone Taddei e Francesco Rustici nascono gli UFS 79 con tanto di striscione accanto a quello nostro.

Importante è l’apporto dato per le campagne abbonamenti, ma soprattutto molto determinato quello per la vendita delle azioni del neonato AC Siena Spa.

E non poteva essere altrimenti alla luce della battaglia da noi combattuta per anni a favore dello nuova denominazione sociale.

Divisi in tanti gruppi, viene battuta a tappeto tutta la città, avvicinando con la nostra azione, discreta ma insistente, sia il tifoso comune che l’esercente di attività commerciale o professionale.

Il nostro lavoro viene premiato dai numeri su 3.000 azioni che costituiscono il capitale sociale, ben 1050 vengono acquistate o piazzate dal Siena Club Fedelissimi, ed è legittima la soddisfazione del presidente Nannini, che non sperava in un tale successo.

Anche in termini di  tifo, qualcosa cambia.

Confortati dai risultati ottenuti della squadra di Mammi, che vince a mani basse il campionato 81-82, il tifo dello Gradinata, ritrovo storico dei Fedelissimi, cresce sempre dì più.

Non più striscioni costruiti con lenzuoli rubati a qualche mamma e scritti con lo scotch, ma lavori artigianali molto più curati e di grandi dimensioni e, sulla scia di quello che succede nelle categorie superiori, anche il Rastrello conosce le prime coreografie.

Il coinvolgimento di tutti gli iscritti notevole cosi come l’entusiasmo portato dai giovani che vanno ad affiancare il vecchio nucleo storico.

Claudio Ricci i fratelli Antonio e Giovanni Gigli, Dario Di Prisco, il giovanissimo Tito, Massimiliano Ermini, Alessandro Silvestri, Simone Pistolesi, Massimo Ancilli, Lorenzo Lorenzini, Matteo Ciacci, Fabrizio Magi, Lallo Meniconi, Beppe Parentini e tanti altri diventano importanti punti di riferimento trovando nel nostro Club lo strumento più adatto per estrinsecare il loro amore per la Robur.

Molto importante è anche il ruolo svolto dal mogli e fidanzate, che altre ad essere sempre presenti, si riuniscono sotto lo sigla delle Ladies Bionconere.

Ai trionfi del campionato 81-82 fanno seguito un paio di campionati deludenti, il secondo dei quali ci “regala” addirittura una retrocessione amara quanto inizialmente in attesa, e tanto per non perdere l’abitudine, la solita crisi societaria.

Nannini, nonostante possa contare sugli introiti del posteggio assegnatoli dal Comune, non ce la fa a reggere il peso di un campionato che ha visto lievitare a dismisura i costi di gestione e cerca per la prima volta con grande convinzione un successore.

Il campionato 84-85 parte in sordina, con il dichiarato intento di raggiungere una tranquilla salvezza. La squadra resta, nei suoi ruoli fondamentali, quella appena retrocessa, e a guidarla viene chiamato Ferruccio Mazzola, un nome di grandissimo prestigio, ma che come allenatore può presentare un palmares limitato.

Ma l’uomo sa di calcio come pochi altri, e facendo leva sulla voglia di riscatto di quei giocatori, reduci dalla retrocessione conduce passo dopo passo la navicella bianconera ai vertici della classifica.

Molto importante anche in questo caso il ruolo svolto dal Siena Club Fedelissimi che si trova a dover recitare un ruolo quanto mai delicato.

La maggior porte dei tifosi senesi non crede nella promozione, e la squadra non ha quel seguito che meriterebbe, quindi sta ancora una volta a noi sostenere la squadra, e nello stesso tempo cercare di coinvolgere il più alto numero di sportivi possibile

L’operazione, non senza fatica, riesce e nelle partite chiave la Robur riesce ad avere il tifo che merita.

A metà aprile 1985, Nannini trova chi è deciso a subentrargli ed in pochi giorni dobbiamo registrare il passaggio di proprietà ad un gruppo di Roma di cui fa parte il Notaio Fabiani, Nanni Gilardoni ed un giovane avvocato di cui presto sentiremo parlare: Max Paganini.

Il campionato 84-85 si conclude con il ritorno immediato del Siena in serie C1 e con l’uscita definitiva dalla scena calcistica cittadina di Danilo Nannini, un personaggio impareggiabile, che è passato, unico nella storia del Siena dalla maglia numero 9 alla massima carica societaria.

E comincia qui un capitolo tra i più contrastati della nostra storia.

 

 

 
30/06/80 00:00 | 1975-1980
1975-1980

Questi cinque anni sono da considerarsi l’esame di maturità del nostro Club.

Nel 1975-76 il Siena di Mannucci vince il campionato con una stupenda galoppata che coinvolge tutta la città, anche se inizialmente lo scetticismo regnava sovrano.

I Fedelissimi vivono la loro attività in simbiosi con la Società, intervenendo spesso con iniziative a supporto della stessa.

Il tifo finalmente ha ripreso quota e, anche se siamo in serie D, lo stadio più di una volto registra un numero elevato di presenze, con la Carrarese partita decisiva per la promozione si registrano oltre 7.000 presenze.

Con il Siena primo in classifica dalla sesta di andata facile essere tifosi, ma per noi ha un sapore diverso perché ci attribuiamo il merito di aver contribuito alla rinascita dell’entusiasmo intorno a questa società, e la nostro presenza non è solo in termini di bercio.

Durante il campionato spesso interveniamo economicamente, secondo le nostre possibilità, e dopo aver fatto una sottoscrizione per l’acquisto di un giocatore che frutta 600.000 lire a fine torneo consegniamo nelle mani del presidente ulteriori 3.118.500 lire, il ricavato di un’altra “colletta”, quale premio promozione per i giocatori.

Anche la banda che viene a salutare i giocatori nell’ultima gara è offerta dal nostro Club, cosi come la cena allo stadio con tanto di medaglie, targhe e numero unico.

Insomma molto spesso siamo chiamati in causa per aiutare la vecchia Robur, e questo, considerando che istituzionalmente non è un compito deputato ai tifosi la dice lunga sulla situazione finanziaria e organizzativa della società.

Inizialmente non valutiamo bene questa situazione, ma quando ci rendiamo conto che siamo l’unico club di tifosi che supporta anche economicamente la società, cominciamo nuovamente a preoccuparci, senza ben capire ne quello che sta succedendo, né come muoverci.

La sera dell’ 8 ottobre 1976, uno dei dirigenti di maggior spicco, il Com. Mascagni, si presenta al nostro club di Via Pantaneto, dove ci eravamo trasferiti ad inizio campionato, con la richiesta di promuovere una nuovo sottoscrizione pro AC Siena, e ci consegna un pacco di blocchetti appositamente stampati.

E giunto il momento di sapere la verità.

La società in pratica non riceve nessun contributo dalla città, e tutto il peso economico della gestione è sulle spalle del Consiglio direttivo, che può contare solamente sugli incassi domenicali. La cosa ci lascia di stucco ma contemporaneamente ci fa capire che, al punto in cui siamo, non essere l’ennesima sottoscrizione a risolvere i problemi.

Ci vuole qualcosa di più radicale, ma cosa?

Viene formata una commissione di cui fanno parte il Presidente Fontani e il Segretario Natili, che si mette subito al lavoro e che nel breve volgere di un mese, dopo innumerevoli contatti in tutta Italia, ritiene di aver trovato la soluzione più idonea: la trasformazione da associazione a S.P.A. anticipando di qualche anno, quello che poi diventerà legge.

La proposta viene presentata al Consiglio Direttivo del Siena, che la rigetta, garbatamente ma in maniera decisa.

I motivi addetti sembrano pretestuosi la relazione di Cecchino Schiavi, segretario del Parma e il parere favorevole di altre realtà importanti come l’avvocato Campana o l’Udinese che già avevano effettuato il passaggio, la situazione non si sblocca.

Comincia qui una lunga battaglia a tutti nota che quindi non riportiamo, che alla fine conterà le sue vittime.

E questa è la casa che più ci fa soffrire, perché “sul campo” restano coloro che pochi anni prima avevano salvato veramente il Siena dall’estinzione.

Beneforti in primis, ma anche Mascagni, Tambani, Focarelli ed altri, tutti grandi appassionati che hanno commesso un solo errore, grande ma uno solo: quello di non aver capito che i tempi ed il calcio stavano cambiando, ma che soprattutto in città il vento tirava verso un altra direzione.

Ce ne dispiace sinceramente perché grandi sono l’affetto e la stima che ci legava e ci lega a questi personaggi.

Dunque Beneforti lascia e la Finanziaria che fugacemente subentrata pure, e il Siena è nuovamente in grave crisi. La ricerca di una soluzione si fa spasmodica, anche perché più il tempo passa e meno si intravede la fine del tunnel.

Nessuno sembra intenzionato a rilevare la società e I Fedelissimi ancora una volta scendono in campo per sensibilizzare l’opinione pubblica, dando il via ad una serie di contatti, abilmente coordinati dal sindaco Canzio Vannini.

Penso e ripensa ecco l’idea: perché non interpellare il Previdentissimo Danilo Nannini?

La notte precedente l’incontro con Nannini la città viene tappezzata dal volantino “Danilo ritorna”, che diventa il tormentano del momento, ma che non lascia insensibile il vecchio leone, stuzzicato dall’idea di ritornare al timone di quella società che lo aveva visto giocatore e massimo dirigente per molti anni, e contemporaneamente commosso da tanto affetto.

Alla fine Danilo ritorna, prima come amministratore e poi come presidente, e la prima mossa che mette in atto la trasformazione della società da associazione a Società per Azioni.

Ciò che il Siena Club Fedelissimi aveva suggerito tre anni prima.

La grande battaglia era vinta e questa vittoria ci appartiene per una buona percentuale.

Il Siena Club Fedelissimi rinsanguato dall’apporto di altri grandi tifosi come Giancarlo Angelini, Ermanno Cortesi, Paolo Gallerini, Tiziano Marchetti, Italo Manni riprende ulteriore vigore e si appresta a subire una trasformazione decisiva ma fisiologica e naturale.

 

 

 
30/06/75 00:00 | 1970-1975
1970-1975

La paura di vedere dissolversi come neve al sole la vecchia Robur, fu la molla che spinge Piero Babbini a mettere insieme un gruppo di tifosi, con il solo scopo di far sentire la propria voce, a quella parte della città, tutto protesa a favorire l’esplosione di altri sport emergenti.

Dopo tanti anni di buona C, il Siena è retrocesso in IV serie e alla vigilia del torneo 70-71 si trova senza squadra, ma soprattutto senza una dirigenza che gli possa garantire un dignitoso futuro.

Tanti tentativi sono andati a vuoto, ma alla fine, quasi fuori tempo massimo, l’onere gestionale ricade sulle spalle del “quadrunvirato” Beneforti, Ceccuzzi, Mascagni e Tambani. Il tentativo di coinvolgere le varie fasce sociali cittadine, non ha data grandi frutti e a quel punto, reduci da un umiliante 0-4 rimediato a Borgo San Lorenzo, il Babbini pensa di dare voce a quei tifosi, fino ad allora trascurati da tutti, decisi a far valere le proprie ragioni.

Il 21 novembre 1970 è indetta la prima riunione del Club Bianconero, futuro Siena Club Fedelissimi.

Si ritrovano nella cantina di Piero Bubbini : Giordano e Mario Bianciardi, Fabio Vagheggini, Lorenzo Mulinacci, Franco Gistri, Fabio Connoni, Massimo Losi, Renzo Vannini, Fabio Ciani e Beppe Mancini.

Sono nati i Fedelissimi.

La nostra attività è subito frenetica ed orientata a convogliare il maggior interesse possibile sui colori bianconeri, a volte ricorrendo anche a manifestazioni di protesta, fino ad allora sconosciute a Siena, come il sit-in in piazza del Campo, davanti alle finestre del Primo Cittadino o, il clamoroso sciopero del tifo messo in atto in una gara contro Le Signe, che fa registrare un’incredibile numero di adesioni.

Piano piena sono tanti i tifosi che sposano la nostra causa convinti, dal nostro ruolo di” paladini” bianconeri.

Il gruppo appena creato cresce immediatamente con l’arrivo di Roberto Petreni, Nicola Natili, Carlo Satta, Ennio Taccioli, Paolo Corradeschi, Lido e Silvana Ciacci, lo Spenna, Mario Firmati, Aldo Giannetti, Aldo Ciompoli, e in un secondo tempo con i fratelli Caselli, Giulio Vannini i gemelli Marchi, Franco Fontani, Fobio Corsini, Walter Munartto, Andrea Preteni, Gianni Benincasa, il Gelo, Guidone Cresti, Fusi Paolo, Maggi Lorenzo, Patacchini, Massimo Rapetti, Bindi Mario, Aliciati, Paolo Castellarin, Montomoli, Spadoni, Manganelli e Prugnoli. Le riunioni vengono fatte nella bellissima sede dell’Unione Corale Senese che tutti i venerdì ci da ospitalità.

Allo stadio si inizia a vedere qualche striscione nuovo, bandiere e i primi tamburi, tutti strumenti necessari per aiutare una squadra che è costretta a schierare in attacco due difensori puri come Vezzani e Missio per chiare carenze di organico.

Strettissimo è il rapporto con la società, tanto che molto spesso siamo chiamati ad affiancarla in tante iniziative.

La più curiosa, ma anche la più esplicativa sul momento che si sta attraversando, è certamente il Gran Galà Bianconero al Metropolitan, una sorta di “colletto del Sistina” alla senese, dove la presentazione in prima mondiale (sic!) del film “Il Sesso del Diavolo” di Oscar Brazzi e con Sylva Koscina, presente in sala, precede un’asta di quadri donati all’uopo da alcuni pittori senesi.

Vannini e Natili fanno da chauffeur agli ospiti, mentre tutti gli altri Fedelissimi sono impegnati a vendere i biglietti della serata.

Con il passare dei mesi si stabilizza  sia l’assetto societario del Siena, con l’elezione nel ruolo di presidente di Vittorio Beneforti, sia quello dei Fedelissimi, che ora possono contare su un gruppo compatto e molto costruttivo.

Nascono nuove iniziative, come il “mitico” carosello della domenica mattina o, primo caso in tutta la IV serie nazionale, la trasmissione in differita, a circuito chiuso, delle gare in trasferta del Siena.

Quest’ultima è forse l’iniziativa più coinvolgente, basti pensare che il derby Poggibonsi-Siena, ripreso dal pionieri delle TV private Giordano e Mario Bianciardi, viene trasmesso all’Hotel Garden allo presenza di circa 1000 tifosi - Incredibile soprattutto se si pensa che lo stesso numero di persone era presente al Tondo, ma vuoi mettere la libidine di rivedere Siena in televisione?

Con il Siena più o meno assestato, si comincia anche a parlare di ritorno in serie C e cresce l’interesse intorno alle maglie bianconere.

Dal campionato 1974-75, il club Bianconero diventa I Fedelissimi, fissando come ritrovo il Bar Notturno, che si trasforma in breve tempo nel punto di ritrovo per la maggior parte della Siena bianconera.

Porte la prima compagna di tesseramento e in base al neonato statuto, Renzo Vannini, un grandissimo tifoso che ha trasformato i propri globuli rossi in neri per associarli bene con quelli bianchi, viene eletto primo presidente

In questo periodo vengono rafforzate quelle basi su cui tutt’ora si regge il Club e che giustificano il nostro essere: i tifosi sono al servizio del Siena anzi della Robur, pur mantenendo la loro autonomia ed il loro ruolo, e mai saranno complici in operazioni che la possano danneggiare.

In questa ottica si spiegano gli innumerevoli interventi, economici, a favore della Società, ma anche quegli “scontri” che analizzeremo più avanti, scoppiati quando, secondo noi, gli interessi dello stessa non venivano garantiti dall’operato del vertice societario.

Le solide basi su cui poggia il Siena Club Fedelissimi, sono quindi il frutto del lavoro di questo primo quinquennio, anni non facili in cui il Club muove i suoi primi passi tra mille difficoltà e incertezze ma anche ricca di quelle soddisfazioni, che ognuno di noi merita.

Chi non riconosce la nostra onestà intellettuale e non capisce questa filosofia o è in malafede o non ci arriva proprio, e a quei pochi, se ci sono, che appartengono a queste due categorie, diamo altri dieci anni per cercare di capire il Siena Club Fedelissimi.

 

 

 
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