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Rassegna Stampa

27/05/17 09:05 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
27/05/17 09:04 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
26/05/17 09:48 | Sindaco di Siena e presidente della Robur indagati per violenza privata
Sindaco di Siena e presidente della Robur indagati per violenza privata

Ci sono cinque persone sotto inchiesta per la cessione della Robur Siena, società del campionato di Lega Pro passata di mano lo scorso luglio. Il sindaco della città Bruno Valentini e l’attuale presidente Anna Durio sono stati iscritti nel registro degli indagati dal pm Antonino Nastasi, che ha appena chiesto sei mesi di proroga, per “violenza privata” assieme a tre tifosi, accusati anche di violazione di domicilio. L’inchiesta nasce dal clima infuocato che si respirava nelle ultime ore della trattativa fiume per la cessione della Robur dalle mani dell’imprenditore italo-svizzero Antonio Ponte alla Durio, chiusasi lo scorso 22 luglio dopo oltre sette mesi di braccio di ferro.

Secondo quanto riportato nella denuncia-querela presentata dall’ex presidente nello scorso ottobre, vi furono “ripetute condotte di intimidazione e minacce” nei suoi confronti durante il passaggio delle quote. “L’apice delle intimidazioni – scrisse il suo legale Christian Vannucchi – si è raggiunto il 21 luglio 2016”. È la notte in cui, nello studio del notaio Mandarini, Ponte sarebbe stato costretto “a sottoscrive procura ad operare in favore di Anna Durio”, a suo avviso “sotto minaccia di morte di alcuni facinorosi che lo costringevano a risalire nello studio, nonché sotto minaccia del sindaco Bruno Valentini di “togliergli la rete di protezione”. E il giorno seguente, “in tale clima di intimidazione”, l’ex presidente sarebbe stato ancora una volta costretto “a sottoscrivere la cessione delle proprie quote per un corrispettivo inferiore a quello per il quale lo stesso sarebbe stato disposto a cederle”.

La ricostruzione di Ponte è stata ribaltata dal sindaco Valentini, che ha spiegato in una nota diffusa dopo le anticipazioni del Corriere di Siena, come “per evitare un secondo fallimento della Robur, con le parti che non trovavano l’accordo, proposi che il Comune facesse da mediatore nella trattativa”. Il primo cittadino di Siena ha “agito nel pieno rispetto della libera volontà delle parti, in trasparenza e nell’esclusivo interesse della città” e si augura “che questa indagine venga rapidamente definita confermando il ruolo neutrale avuto dal Comune nella vicenda”, riservandosi di denunciare “coloro che mi avessero eventualmente calunniato”.

No comment, invece, dalla Durio che già nei mesi precedenti all’acquisto aveva chiesto a Ponte di rispettare i patti. La cessione del Siena, infatti, affonda le radici in un contratto preliminare firmato il 29 gennaio 2016 per il trasferimento delle quote di controllo della società alla Immobiliare Federico srl, veicolo attraverso cui Anna Durio è diventata proprietaria. Dal quel momento è però iniziato un infinito braccio di ferro, anche sui bilanci societari, per determinare l’esatto prezzo di vendita della Robur. Fino a quell’infuocata notte durante la quale Ponte, a suo avviso, fu costretto a cedere il Siena con la ‘violenza’.

Al termine dell’incontro nella sede del notaio, il sindaco usò parole durissime nei confronti di Ponte: “Ci sentiamo ingannati. Qui c’è gente che risponde solo al dio denaro, se può strappare 100mila euro in più, lo fa – disse ai microfoni dei giornalisti – C’è un arbitratore (sul prezzo si era espresso, infatti, il giudice arbitrale di Milano, ndr) che ha definito il valore e la signora Anna Durio ha addirittura messo sul tavolo un prezzo maggiore”. Ponte la pensa diversamente.

Il Fatto Quotidiano

 

 
26/05/17 09:42 | Il sindaco Valentini: “Ho agito nell'interesse della città. E questo è il ringraziamento”
Il sindaco Valentini: “Ho agito nell'interesse della città. E questo è il ringraziamento”

«Accusarmi di condotte illecite è ridicolo, mi riservo ogni azione legale nei confronti di chi può avermi calunniato». Sceglie di giocare in attacco il sindaco Bruno Valentini, in risposta alla notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati (con la presidente del Siena Anna Durio e alcuni tifosi bianconeri) per la vicenda della vendita della società bianconera da parte di Antonio Ponte. 

L’INCHIESTA è partita da una denuncia dell’ex presidente della Robur, in riferimento alle concitate fasi del passaggio delle quote all’imprenditrice ligure. Prima con il lungo incontro nella notte tra il 21 e il 22 luglio nello studio del notaio Mandarini, presente tra gli altri anche il sindaco e con molti tifosi nella sottostante via del Giglio. Poi con la cessione definitiva sottoscritta il giorno successivo nella residenza di Ponte. 
SECONDO la denuncia anche la condotta del sindaco, nello studio del notaio, si potrebbe configurare come violenza privata.Un’accusa che il primo cittadino rigetta con decisione, partendo da quelli che considera due punti fermi a garanzia di un comportamento corretto da parte sua. Il primo: «Proposi che il Comune facesse da mediazione fra le parti e ciò fu accettato da entrambi», ricorda Valentini. 
MA L’ACCORDO raggiunto in Comune la mattina del 21 luglio sembrava sul punto di saltare la sera stessa. «Col consenso di tutti, durante la notte mi recai, insieme ad altri due assessori, nello studio notarile», aggiunge. Il secondo punto: «I rappresentanti delle forze dell’ordine sono sempre stati presenti garantendo la sicurezza di tutti». Da qui la replica secca: «Accusarmi di una qualche condotta illecita è ridicolo e spero che ciò venga chiarito il prima possibile. Ho agito nel pieno rispetto della libera volontà delle parti, in trasparenza e nell’esclusivo interesse della città». 
SULL’INDAGINE il sindaco chiede velocità: «Comprendo che la magistratura debba compiere un atto dovuto, ma auspico che l’indagine venga rapidamente definita confermando il ruolo neutrale del Comune». Quindi l’annuncio di una possibile controquerela: «Mi riservo di intraprendere ogni azione legale nei confronti di coloro che mi avessero eventualmente calunniato, travisando il vero svolgimento dei fatti o attribuendomi comportamenti illeciti o violenti da me mai compiuti».  (O.P.)

Fonte: Fol

 
26/05/17 09:36 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
26/05/17 09:36 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
25/05/17 11:45 | Scazzola: «Addio senza rimpianti»
Scazzola: «Addio senza rimpianti»

«La società Robur Siena ringrazia mister Cristiano Scazzola per la professionalità e le qualità morali dimostrate in questi mesi di permanenza sulla panchina bianconera. Il suo lavoro ha permesso la crescita e il lancio di profili giovani e di sicuro interesse. Nell’annunciare che il suo contratto non verrà rinnovato, la società formula a Scazzola i migliori auguri per il prosieguo della carriera». Con questa nota pubblicata sul sito ufficiale bianconero la Robur ha annunciato ieri la rottura del rapporto professionale con il tecnico. Una rottura che mancava soltanto di essere formalizzata, visto che i segnali erano netti e inequivocabili, nonostante Scazzola abbia guidato gli allenamenti della squadra anche dopo la conclusione del campionato. «Un bilancio della mia avventura in bianconero è presto fatto – ha dichiarato il mister a poche ore dal comunicato –: sono arrivato perché la società ha deciso di cambiare, quando la squadra era a 3-4 punti dai play out: questo, per il Siena, doveva essere un anno di transizione, la squadra doveva riuscire a salvarsi, se poi fosse arrivato qualcosa di più meglio. La volontà della società quella di creare una struttura solida per poi, nei prossimi anni, ambire a un traguardo più prestigioso. Un obiettivo minimo, lo capisco, se si ragiona nei termini del passato, che ha visto la Robur nel grande calcio; ma non va dimenticato che la stessa Robur è ripartita con una proprietà nuova di zecca, un budget diverso da quello di Alessandria e Cremonese, per fare un esempio, e tra mille inconvenienti: abbiamo finito a sei punti dai play out, dodicesimi, riuscendo nella valorizzazione di diversi giovani e rilanciando giocatori come Iapichino e D’Ambrosio in ruoli che non avevano mai ricoperto». «A gennaio – ha proseguito Scazzola – abbiamo perso un giocatore importante come Mendicino, con la volontà di far crescere Bunino e Jawo e puntando su Campagnacci, che però si è fatto male subito. Ecco, se c’è una cosa che più di ogni altra mi dispiace, è non aver potuto contare sugli uomini di maggiore esperienza come Castiglia, Gentile o Terigi. E se qualche partita fosse girata in maniera diversa… Ma non mi pento di niente, ho avuto la possibilità di allenare in una grande piazza, con un tifo caloroso: le critiche ci stanno, capisco che sia difficile accettare una realtà diversa da quella che i senesi hanno vissuto tanti anni. Ho lavorato in una società seria e organizzata, magari giovane e inesperta, ma seria e volenterosa che ha voglia di creare qualcosa di importante. Purtroppo non si può avere tutto e subito: condivido l’idea del Siena di avare avanti per gradi per non correre il rischio di saltare in aria a metà campionato. Io? Sono pronto a rimettermi in gioco». (Angela Gorellini)


Fonte. La Nazione

 

 
25/05/17 10:43 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
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21/05/17 14:11 | Moschin: «L’anno più importante»
Moschin: «L’anno più importante»

Siena, per Simone Moschin, ha significato tanto. «E stata sinora la tappa più importante della mia carriera». Una stagione complicata, vissuta tra i pali in un continuo saliscendi; una marcia che lo ha comunque forgiato e arricchito: «Un vanto la maglia della Robur». E chissà che un giorno… 

Moschin, facciamo un bilancio del campionato?
«Sono abbastanza contento di come è andata, ho giocato praticamente tutte le partite, con un rendimento, penso, sufficiente. Purtroppo a livello di squadra le cose non sono andate benissimo, e quando è il collettivo che non gira, ne risente anche il singolo. Potevamo fare di più, ma è stata un’annata particolare. Perché sia andata così non saprei dirlo. Ma nel calcio capita. Quando ero a Pisa dovevamo ammazzare il campionato, siamo usciti ai play off, il Benevento è tornato in B dopo anni e anni di tentativi, l’Alessandria ha speso milioni ed è arrivata seconda… E’ difficile vincere al primo colpo». 

C’è stato un momento in cui avete davvero temuto il peggio? 
«Sai, quando ti ritrovi inaspettatamente a pochi punti dai play out, non dico che ti prende la paura, ma un po’ ci pensi. E lì siamo stati bravi a venirne fuori. Rimane il rammarico per quello che poteva essere e non è stato, considerando anche l’allargamento dei play off: bastava poco di più per disputare una stagione diversa; nel girone di andata qualche passo falso c’è stato, ma nel complesso stavamo facendo bene. Poi purtroppo abbiamo dovuto iniziare a guardarci più indietro che davanti. L’importante è aver raggiunto la salvezza». 

Quando ha scelto la Robur si aspettava qualcosa di diverso?
«Quando senti parlare di Siena, pensi a una piazza importante. E’ logico, per il suo passato. Ma ogni campionato ha una storia a sé, va vissuto per capirne le dinamiche. E poi la società è nuova, tutto è stato ricostruito da zero. Ci vogliono pazienza e fiducia». 

E ora? 
«Sono della Pro Vercelli, probabile che faccia un’altra stagione in prestito. Il mio obiettivo è giocare. Non mi va di salire di categoria, ma a fare il secondo: per un portiere della mia età (classe ‘96 ndr) la continuità è fondamentale». 

Cosa si porterà con sé di Siena? 
«Bei ricordi, i miei compagni, tutti ragazzi eccezionali. La città, bellissima. La piazza: la Robur ha un grande tifoseria, che si merita di più di quello che ha avuto negli ultimi anni. Ma certi traguardi si raggiungono con il tempo. Aver indossato la maglia bianconera è un vanto per il curriculum. Mi sono trovato benissimo e se un giorno capitasse l’occasione di tornare ne sarei felice».  (Angela Gorellini)

Fonte: La Nazione


 

 
21/05/17 14:08 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
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20/05/17 08:55 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
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