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10/12/18 09:20 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
10/12/18 09:19 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
09/12/18 08:43 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
09/12/18 08:42 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
08/12/18 10:30 | Maltrattamenti e stalking all’ex fidanzata: Ragatzu indagato dalla Procura di Tempio
Maltrattamenti e stalking all’ex fidanzata: Ragatzu indagato dalla Procura di Tempio

Il 1° marzo 2009 Massimiliano Allegri l’ha fatto debuttare in serie A. Daniele Ragatzu aveva 17 anni. Talento smisurato, unito a fiuto del gol, dribbling e rapidità. Ma, stando alla Procura di Tempio, anche istinto manesco e vessatorio. La punta del Cagliari in prestito all’Olbia (serie C) fino al 2019, è indagato dal sostituto procuratore Ilaria Corbelli per maltrattamenti e atti persecutori dopo la denuncia della sua ex fidanzata e convivente. Come ha raccontato il quotidiano La Nuova Sardegna, Ragatzu ha ricevuto nei giorni scorsi l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Per il pm le vessazioni e le minacce sarebbero proseguite anche dopo che la giovane si è allontanata dal numero 10 dei Galletti. I fatti contestati si sarebbero verificati tra ottobre del 2016 e luglio seguente. Alla base dei comportamenti violenti ci sarebbe la gelosia. A breve, gli avvocati Filippo Pirisi e Giambattista Alimonda, difensori dell’attaccante, diffonderanno una nota congiunta con l’Olbia calcio sulla questione.

GRANDE PROMESSA Classe ’91, nato a Cagliari, originario di Quartu Sant’Elena, Ragatzu è maturato tra la Ferrini Quartu e il settore giovanile rossoblù. Dall’esordio in A (Cagliari Torino 0-0) alla prima rete: il 10 aprile 2009 al Franchi segna nel 2-1 per la Fiorentina. Nella massima serie ha siglato 4 reti in 32 gare. A seguire, le maglie, tra le altre, di Gubbio, Pro Vercelli, Verona, Rimini, Virtus Lanciano. A Olbia, tra Lega Pro e C, conta 84 gettoni e 29 reti ed è diventato capitano e pilastro della squadra gallurese. L’estate scorsa è stato in ritiro alcuni giorni con il Cagliari di Maran ad Aritzo. Ha giocato con la Nazionale Under 16 per 13 volte su 14 convocazioni. Ha segnato 6 reti. Con l’Under 17 ha giocato 8 volte su 9 convocazioni. È andato in gol tre volte.

Daniele Ragatzu è nato a Cagliari il 21-9-1991. Il 1° marzo 2009 ha debuttato in A con il Cagliari. E’ andato a giocare in prestito con Gubbio, Pro Vercelli, Verona, Virtus Lanciano, Rimini e Olbia, attuale squadra

Fonte: La Gazzetta dello Sport


 

 

 
08/12/18 10:28 | GDS - Due anni per chi tocca un arbitro «Un atto di civiltà»
GDS - Due anni per chi tocca un arbitro «Un atto di civiltà»

È un grande passo verso il mondo arbitrale, è un bel segnale per tutto il calcio italiano. Il Codice di giustizia sportiva si arricchisce di un articolo, l’11bis, che disciplina la responsabilità per condotte violente nei confronti degli ufficiali di gara. Due grandi novità: viene aumentato il minimo edittale di squalifica ed inibizione; e allargata la platea dei soggetti sanzionabili, che ora comprende anche tecnici e dirigenti, prima clamorosamente ignorati dalla normativa.

PAGHERANNO CARO Cosa si intende per condotta violenta nei confronti dell’ufficiale di gara? «Ogni atto intenzionale – recita il Codice dopo la modifica – diretto a produrre una lesione personale o che si concretizza in un’azione impetuosa ed incontrollata, connotata da una volontaria aggressività». Fino a ieri, il responsabile veniva punito con un minimo di otto giornate. Ora il minimo sale ad 1 anno di squalifica (per calciatori e tecnici) o inibizione (per dirigenti e soci), e a 2 anni se la lesione personale «è attestata con referto medico rilasciato da struttura sanitaria pubblica». Sale anche il minimo editale per la condotta gravemente irriguardosa che si spinga fino al contatto fisico, pur senza prefigurare la condotta violenta: in questo caso si sale da 2 a 4 giornate. «Abbiamo mantenuto le promesse – commenta il presidente della Figc Gabriele Gravina –: il primo passo verso l’azzeramento dei casi di violenza nei confronti dei direttori di gara è l’innalzamento delle sanzioni per chi si macchia di questi comportamenti vergognosi. Lo abbiamo fatto per i nostri arbitri e per tutto il sistema: non c’è spazio per i violenti nella famiglia del calcio italiano». «Finalmente la Federazione ha recepito il grido d’allarme che le rivolgiamo da dieci anni – commenta soddisfatto il presidente dell’Aia Marcello Nicchi –. Gli arbitri non si possano toccare, chi lo farà la pagherà cara. È un atto di civiltà».

Fonte: La Gazzetta dello Sport

 

 
08/12/18 10:27 | Dal caos al Genoa, è un’Entella da cinema
 
08/12/18 10:27 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
08/12/18 10:26 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
07/12/18 19:08 | La Nazione - Romagnoli: “Ora vedrete una Robur cattiva”
La Nazione - Romagnoli: “Ora vedrete una Robur cattiva”

Hanno fatto il mea culpa, i bianconeri. Sanno che ad Arzachena la Robur non è stata all’altezza. E sanno anche di dover dare una nuova sterzata alla loro stagione, da domenica, sul campo dell’Olbia. Parla Mirko Romagnoli (nella foto): «Siamo pronti a ripartire». Come sono andati questi giorni di allenamento post-Arzachena? «Bene: è stato per tutti un momento di riflessione. Siamo consapevoli di aver sbagliato, fin dall’inizio. Non possiamo permetterci di sbagliare così l’approccio a una partita: in questa categoria nessuno ti concede niente, al primo errore vieni punito. Abbiamo guardato gli sbagli commessi e li abbiamo corretti. Sappiamo di dover stare sempre sul pezzo, senza avere cali di attenzione». Può essere stato un calo, più mentale che fisico, dopo i tanti impegni ravvicinati? «Il mister e i preparatori hanno gestito bene il periodo intenso. Un po’ di stanchezza mentale può darsi, ma non deve essere un alibi». Olbia-Siena? «Un’altra partita difficile, dura, come lo sono tutte. Le squadre sarde, come ci ha detto anche il mister, quando giocano nella loro terra, danno sempre qualcosa di più. E figuriamoci quando giocano contro il Siena. E speriamo bene per le condizioni ambientali: domenica al Pirina non c’era tanto vento, ma il campo era impraticabile, non si riusciva a giocare palla a terra. Dovremo scendere in campo cattivi e convinti dei nostri mezzi: 10 punti in quattro partite non sono figli del caso». Come sta andando, personalmente? «Sono contento, sto trovando più spazio quest’anno, facilitato anche dalla difesa a tre: sì, a Rimini (dove il difensore ha giocato l’anno scorso, da gennaio, in prestito; tre le presenze collezionate in C due stagioni fa, di cui una da titolare ndr) con il 3-4-1-2… Sto lavorando tanto, sia a livello fisico che mentale. Un grazie anche al mio procuratore, Pellegrini, che mi segue e mi è sempre vicino». Tra l’altro, quest’anno, si trova a lavorare a fianco di difensori navigati… «Mi stanno dando una grande mano. Io sono per natura un ragazzo che osserva molto, che cerca di cogliere anche il minio dettaglio. E mi fa piacere quando qualcuno dei compagni venga a darmi dei consigli. Mi piace imparare. Il gruppo? C’è molto affiatamento, sia in campo che fuori dal campo. Si è creato un bel clima, nonostante la rosa in estate sia stata cambiata quasi totalmente». Dove potete arrivare? «Abbiamo molta qualità tecnica, ma dobbiamo andare avanti di giornata in giornata». (Angela Gorellini)


Fonte: La Nazione

 

 
07/12/18 07:46 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
07/12/18 07:45 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
06/12/18 08:35 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
06/12/18 08:34 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
05/12/18 08:22 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
05/12/18 08:21 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
04/12/18 16:40 | Comunicato Curva "Maurizio Alberti": "Diserteremo la trasferta con la Juventus U23"
Comunicato Curva "Maurizio Alberti": "Diserteremo la trasferta con la Juventus U23"

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato dei gruppi organizzati della Curva Nord "Maurizio Alberti" in vista della trasferta di domenica ad Alessandria contro la Juventus U23.

I gruppi organizzati della Curva Nord Maurizio Alberti comunicano la decisione unanime di disertare la trasferta di domenica prossima a Alessandria contro la cosiddetta Juventus B. Capiamo le esigenze delle società, costrette a far buon viso di fronte alle imposizioni della Lega. Capiamo chi afferma che la squadra vive un momento delicato e va sostenuta e per certi versi “stimolata” a far meglio. Capiamo tutto, ma non possiamo far finta di niente perché la nostra mentalità, la nostra coerenza, il nostro modo di concepire il ruolo non passivo, ma attivo, del tifoso di calcio, impongono una risposta chiara, determinata e forte contro l’arroganza del calcio moderno. Le squadre “B” sono un insulto alla dignità di chi ha nella Lega Pro la propria serie A, come l’Albissola, oppure il proprio attuale campionato di riferimento, come noi. Pisa ha una tradizione, ha giocato contro la Juventus “vera”, più e più volte, non merita di fare da “sparring” ai giovanotti più o meno di belle speranze che senza stadio, storia e seguito, la società bianconera spedisce in terza serie per fare esperienza. E se proprio il Pisa S.C. deve scendere in campo, noi non vogliamo esserci. Il ruolo di cornice a questa farsa lo lasciamo ad altri. Per noi è una gara che non esiste. Continuiamo a ripetere da anni che il calcio è della gente, è uno sport popolare, vive e ha vissuto di tradizione e campanilismi, vittorie e sofferenze. Rispettiamo tutte le realtà minori che dopo percorsi decennali, con grandi sacrifici e passione, riescono a vivere un’avventura in Lega Pro, o ad affacciarsi al professionismo, rispettiamo chi in questa serie si considera di passaggio, e la frequenta con intensità e sofferenza considerandola una tappa per il ritorno nel calcio che conta. Per questo non possiamo tollerare che un’idea di plastica rubi un posto a qualcuna di queste “storie”, che dei tifosi debbano pagare o fare km per assistere ad una gara che al limite potrebbe avere dignità come amichevole, che i vertici del calcio continuino a massacrare il nostro calcio e le nostre “domeniche” (vedi i ricorsi e il calendario spezzatino) per poi imporre le squadre B delle “grandi”. La Juventus è la prima. E se il prossimo anno ce ne fossero altre tre…quattro..cinque ? Noi non siamo abituati a far finta di nulla e a farci scorrere tutto addosso in nome del pallone che rotola. Domenica, per noi, il pallone starà in un angolo. Riprenderà a rotolare all’Arena, mercoledi, in un incontro di calcio non certo accattivante, tutt’altro che nobile, ma perlomeno vero.

No al calcio moderno. Rispetto per i tifosi.

Curva Nord Maurizio Alberti


 

 

 
04/12/18 08:37 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
04/12/18 08:36 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
03/12/18 09:52 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
03/12/18 09:51 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
02/12/18 09:11 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
02/12/18 09:10 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
01/12/18 09:39 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
01/12/18 09:38 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
30/11/18 18:28 | La Nazione - Tranquilla Robur! Ci pensa Contini
La Nazione - Tranquilla Robur! Ci pensa Contini

Ci vuole anche astuzia, per vincere le partite. Ci vuole la forza di rimanere a galla quando le cose si mettono male, per affondare la zampata vincente al momento opportuno. Così la Robur, nell’affanno, si è aggrappata al suo portiere, Nikita Contini, che l’ha sorretta e poi l’ha spinta, smaliziato, freddo, sicuro. Padrone di ogni situazione. Pronto a chiudere la questione ‘complimenti’ con un deciso «Faccio solo il mio dovere e il campionato è ancora lungo». Intanto il Siena si scalda alla luce della sua stella. 

Non si può dire, Contini, che non sia uno sveglio: niente fischio dell’arbitro e assist per Fabbro…
«(Ride ndr) Mentre i miei compagni e i giocatori del Pro Piacenza stavano battibeccando, ho visto Michael libero e l’ho lanciato. E poi è andata come è andata. Sono contento, soprattutto perché abbiamo centrato una vittoria molto, molto importante. Un risultato positivo visti anche quelli delle altre».

Dieci punti in 4 partite e una crescita individuale e di squadra: avete dato un’accelerata al vostro campionato…
«Probabilmente è arrivata la scossa che ci voleva dopo un’estate complicata e un inizio altalenante a livello di risultati. Abbiamo lavorato, e continuiamo a farlo, per trovare la nostra identità, insieme al mister e allo staff impegnandoci al massimo. Consapevoli dei nostri mezzi e delle nostre qualità».

Di qualità lei ha dimostrato di averne…
«Sono contento di come ho cominciato. Ho cercato di dare il mio apporto alla squadra, ma i meriti sono di tutti. Il mio compito è parare e ho fatto il mio».

Cinque rigori - e due parati – assegnati contro: ha fatto gli straordinari…
«Mannaggia che per poco al Garilli non paravo anche il terzo. L’ho toccata con il piede, se l’avesse tirato un po’ più basso e più piano… Comunque l’arbitro poteva anche evitare di fischiarlo. Si sono abbracciati in due e la partita era già finita. L’importante è aver vinto».

Le dediche si chiedono sempre agli attaccanti. Lei ha una dedica da fare?
Il campionato è ancora lungo eh! Comunque alla mia famiglia, a mio papà e a mia mamma. Che mi sono, e mi sono sempre stati, vicini. E credono in me, senza farmi pressioni».

Perché il calcio e perché in porta?
«Mio padre ha una scuola calcio a Giugliano in Campania, dove sono cresciuto, e già quando avevo 4 anni andavo agli allenamenti. Essendo il più piccolo, i più grandi mi mettevano in porta. A volte, mi hanno raccontato, piangevo perché non volevo starci. E allora facevo l’attaccante. Mi sono alternato nei due ruoli fino ai 10 anni. Poi a 12 mi ha preso il Napoli».

Dal suo club di appartenenza le è arrivato qualche messaggio?
«No. Ma io penso solo al Siena, ad arrivare il più in alto possibile con il Siena. Il Napoli viene dopo».

Ora alle porte una bella doppia trasferta…
«Sono partitacce quelle in Sardegna. Le affronteremo una per volta. L’Arzachena non sta vivendo un momento bellissimo, l’ultima l’ha persa con il Pontedera. Noi andremo lì con il morale alto, convinti dei nostri mezzi; per vincere, come sempre. Vogliamo giocarcela con chiunque. Non è un girone semplice: rispetto allo scorso anno è migliorato».

Qualcosa da aggiungere?
«Sì, vorrei ringraziare i tifosi: ho sentito cori per me. Mi ha fatto piacere. Spero che continuino a sostenerci, sono troppo importanti». (Angela Gorellini)

Fonte: La Nazione

 

 
30/11/18 09:18 | NovitĂ  Lega Pro: aiuto agli arbitri con gli auricolari
NovitĂ  Lega Pro: aiuto agli arbitri con gli auricolari

Ieri a Riccione presso il Palazzo del Turismo, è andato in scena l’incontro tra le società di Lega Pro e la Can Pro. Presenti il Presidente Aia, Marcello Nicchi, il designatore Danilo Giannoccaro e gli arbitri con assistenti e osservatori. Il Premio Colosimo, riservato al miglior arbitro emergente, è andato a Luca Massimi della Sezione di Termoli. L’Alessandria si è imposta nel Premio 3 P (Patto-Passione-Partecipazione) per la correttezza della sua tifoseria nella stagione 2017-2018. Capitolo innovazioni: il Presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha dichiarato: «La giornata di confronto è stata proficua e porterà a innovazioni importanti anche come supporto al lavoro degli arbitri. La Lega Pro li doterà di auricolari e il confronto club e arbitri verrà svolto in sei incontri, due per ciascun girone».


Fonte: La Gazzetta dello Sport


 

 
30/11/18 09:17 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
30/11/18 09:17 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
29/11/18 09:34 | Le prime pagine dei quotidiani locali