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Lettere

12/07/18 17:13 | Ci scrive Mario Lisi
Ci scrive Mario Lisi

Distratti da un Palio con una mossa infinita ed un’estrazione che ci ha già proiettato nel clima del Palio dell’Assunta non abbiamo avuto il tempo di accorgerci che, nel frattempo, il gruppo di mister Mignani che nel campionato scorso ha mancato due volte di un soffio la conquista della serie B… già non esiste più!

Eppure avevamo tutti dato credito a certi proclami secondo i quali quella pattuglia di giocatori (per tutto l’anno definita fantastica, meravigliosa, unita, compatta…) non sarebbe stata smembrata e che anzi, a fronte delle inevitabili partenze dovute a scadenza di prestito, sarebbero bastati pochi ritocchi per perfezionare il giocattolo assemblato e rodato fin dalla scorsa stagione. Invece, per una ragione o per l’altra: via Gerli, via Iapichino, via Vassallo… e poi Rondanini, forse D’Ambrosio, di sicuro Sbraga ed infine (per ora…) addirittura capitan Marotta, “El Diablo”, l’idolo della tifoseria.

A questo punto appare chiaro che, pur dando la massima fiducia alla dirigenza della società bianconera, il famoso piano triennale per tentare la scalata alla serie cadetta va a farsi benedire proprio nel campionato in cui avrebbe dovuto dare il suo frutto. Per l’ennesima volta, insomma, avremo una squadra pressoché completamente rifondata con tutti i problemi che in questi casi ci sono per riuscire a carburare subito e bene.

Evidentemente la delusione di Pescara deve aver lasciato il segno in molti dei protagonisti dello scorso campionato ma un’altra riflessione, purtroppo amara, direi che si impone: di nuovo dobbiamo prendere atto che le cosiddette “bandiere” davvero non esistono più e che certe sirene, giustamente professionali ma soprattutto economiche, finiscono per avere sempre la meglio su quell’attaccamento alla maglia su cui da tempo nutro più di un legittimo dubbio.

Fanno svelti loro, i nostri cari beniamini, a liberarsi mente e cuore dal passato! Per esempio a Marotta basta postare su Instagram un paio di frasi gentili e dire che lui “ha dato tutto e di più a questa città” (gratis? Per volontariato? Si doveva forse risparmiare un pochino?); Sbraga poi ricorda amicizie, risate, ringrazia tutti per essere stato trattato a Siena da re ma preferisce altri lidi…

Io spero che quello che ha tutta l’aria di un inatteso “fuggi-fuggi” generale dipenda solo dal desiderio di giocare in categoria superiore, avvicinarsi a casa, avere altri “stimoli” visto che la nostra sete di vittoria per qualcuno non era sufficiente e mi auguro che Dolci e Vaira sappiano lavorare alla grande come l’anno scorso.

Ma per ora, inutile negarlo, ho la spiacevole sensazione, in questo 2018 che poteva essere un’annata storica, di chi alla fine resta con un pugno di mosche in mano.

Mentre gli eroi della domenica assomigliano sempre più ai “dieci assassini”.

 

Mario Lisi

 

 
11/07/18 13:58 | Raduno e allenamenti. Ci scrive Nello Del Dottore
Raduno e allenamenti. Ci scrive Nello Del Dottore

Dopo la comunicazione della data del raduno fissata per il giorno 12/7 allo stadio ,non sono apparse notizie circa gli orari degli allenamenti stessi . Vorrei rimarcare che questi appuntamenti riguardano certamente gli addetti ai lavori ,ma indirettamente credo interessino anche ai tifosi stessi della Robur. Sono pochi i volti nuovi ma penso che un pò tutti siamo curiosi di vederli all'opera e salutare i vecchi. Purtroppo però la Società in questo lato è carente. Spesso troppo spesso vengono comunicati giorni e ore a ridosso degli eventi. Quanto impegna comunicare con un giorno di anticipo gli orari e luoghi degli allenamenti ?  La società credo che abbia chiamato i giocatori e stabilito gli orari del ritrovo già da qualche tempo. Perchè allora non darne comunicazione ai tifosi per tempo ? Ho ritenuto opportuna la segnalazione e penso possiate pubblicarla. Vi ringrazio come sempre e saluto.


 

Nello Del Dottore 


 

 

 
07/07/18 09:55 | Lettera sul ripescaggio inviata da Nell Del Dottore
Lettera sul ripescaggio inviata da Nell Del Dottore

Dopo le dichiarazioni della Presidente Anna Durio che si dichiarava pronta ad un eventuale ripescaggio ,qualora dovesse esserci , sulla questione è calato il silenzio più assoluto.  Da  parte  Ternana  però si scomoda come pubblicato sul sito su cui sto scrivendo,  anche il sindaco. Mentre a Siena tutto dorme ,e forse si spende più tempo  a commentare  l'ultimo Palio seppur giustamente , che altro , se andiamo però  su qualche sito Ternano notiamo con grande curiosità che anche loro pensano che il Siena debba essere avanti nella graduatoria, tanto da sperare in una retrocessione del Foggia per prendersi il  penultimo posto con il punto in più col quale passarci avanti.  Mi chiedo : ma alla signora Presidente interessa davvero il ripescaggio in Serie B ? Spero che oggi il figlio in conferenza  (stampa) che sarebbe opportuno aprire anche agli sportivi  forse più interessati della stampa stessa, chiarisca le intenzioni della Società. E rifacendomi all'ultima campagna elettorale in cui l'ex sindaco prima ed il nuovo poche ore dopo facevano proseliti ,credo di sapere il perchè  ,sperando che vincessimo i play off , mi piacerebbe sapere cosa pensa di fare ora il Sindaco De Mossi.  Perchè non spende pure Lui qualche parola nei confronti della Società e degli sportivi ?   Vi ringrazio come sempre per l'accoglienza .


Nello del Dottore  

 

 

 
07/06/18 16:27 | Trasferta vietata ai tifosi del siena. Ci scrive Nello Del Dottore
Trasferta vietata ai tifosi del siena. Ci scrive Nello Del Dottore

Cara Redazione . Vi ringrazio innanzitutto per aver pubblicato la mia precedente. Nel denigrare il divieto imposto ai tifosi del Catania che naturalmente avrebbe comportata idonea decisione nei nostri confronti , non mi volevo riferire a questa singola partita. Il mio intendimento era quello di far capire alle tifoserie organizzate che solo con il loro diretto interessamento si possono evitare questi provvedimenti. A me tifoso che non manco certo di criticare a ragione ma anche a torto decisioni societarie, dello staff tecnico e quant'altro personalmente non interessa, perchè seppure nell'agone agonistico, mai mi sognerei di fare del tifoso avversario un nemico per cercarne un contatto violento. Ma come me sono la maggior parte dei tifosi. Si va allo stadio per la partita ,si esce arrabbiati  nella sconfitta ma non si pensa certo a baruffe. Ragione per cui credo che proprie le curve ,ma a Siena anche i Fedelissimi di cui sono socio solamente simpatizzante ,dovrebbero essere i promotori di questo cambio di mentalità. Ma perchè dobbiamo assistere alla partita con persone amiche ma di fede diversa e non litigare solo per CONOSCENZA  e non magari stare con i tifosi avversari perchè non conosciuti ? Che bello sarebbe assistere alla partita insieme ,sfottersi, gioire o soffrire ed a fine partita ritrovarsi a prendere un caffè insieme. Qualcuno penserà che sia un buonista , ma chi mi conosce sa che da ex giocatore prima ed allenatore dilettante poi , nel clima agonistico di una partita, non mi è mai piaciuto soccombere. Ho avuto scontri sul campo anche duri , ma al 90° è sempre finito tutto e gli avversari più acerrimi agonisticamente , nel tempo sono rimasti gli amici più cari. Non vorrei dilungarmi ma non poter programmare amichevoli con squadre toscane o altre solo per trascorsi remoti , mi viene alla mente Cosenza perchè ancora nei play off come noi ,e per di più in una sede di ritiro estivo,  nel 2018 è veramente  ridicolo - Cosa faremo se dovessimo affrontarci nella prossima finale ? Viste forse le presenze , chiederemo l'impiego di un battaglione dell'esercito ,o forse sarebbe meglio un confronto dialettico fra tifoserie per superare questa empasse superata nel tempo?  Ringrazio ancora e saluto.

Nello del Dottore


 

 

 
05/06/18 18:23 | Un errore vietare la trasferta ai tifosi del Catania. Ci scrive Nello Del Dottore
Un errore vietare la trasferta ai tifosi del Catania. Ci scrive Nello Del Dottore

In relazione alla partita Siena -Catania leggo del divieto per i tifosi residenti in Sicilia di poter assistere alla partita della loro squadra del cuore. Secondo un mio parere è un grossissimo errore. La mancanza di tifo potrebbe paradossalmente favorire noi , ma sicuramente sminuire o ridimensionare uno spettacolo in cui la partecipazione dei tifosi è componente molto importante. Credo che sia giunto il momento di godersi uno spettacolo come quello del calcio con una maggiore serenità : uno spettacolo dove ben vengano i cori di sfottò per gli avversari , le esultanze più o meno eclatanti , senza però sviare in offese gratuite.  Ci sono molti modi di fare tifo e l'offesa non è certo uno di questi. Credo che spettacoli come quelli avuti con  Pisa, Livorno, Arezzo, Reggiana stessa  (fino al 90' ) ,indipendentemente dal risultato siano certamente preferibili ad incontri come quelli avuti con altre squadre dove si sono contati anche 2 soli spettatori ospiti. Mi farebbe piacere, che messe da parte vecchie diatribe , fossero proprio i gruppi organizzati a farsi promotori verso i responsabili della sicurezza , previo contatto con le tifoserie avversarie , di togliere questi assurdi divieti. Sarebbe un bel segno di maturità e poi vinca il migliore . Vi ringrazio per l'accoglienza.

Nello Del Dottore  


 

 

 
16/04/18 14:24 | Ci scrive Mario Lisi
Ci scrive Mario Lisi

Dalle stelle alle stalle. Dopo l’ultima disgraziata domenica che ha visto vittorie amaranto su tutta la linea (del Livorno sul Pisa e dell’Arezzo ahimè sulla Robur) pare essere calato un pressoché definitivo sipario di delusione sui sogni di gloria del tifo bianconero. E nonostante manchino ancora tre partite e che questo campionato stia dimostrandosi un po’ (ammettiamolo, via!) un “palio dei ciuchi” in cui tutto può ancora succedere, si affacciano le immancabili e legittime critiche a questo ed a quel giocatore. Non per essere cattivi ed ingenerosi ma per dovere di obiettività e perché gli errori commessi – ce ne sono sempre - siano di insegnamento per il futuro. A questo proposito, allora, cerchiamo di guardare in faccia quello che secondo il sottoscritto è uno dei principali aspetti negativi della realtà: quest’anno il Siena non ha tra i pali un portiere all’altezza della situazione. Bisogna pure che qualcuno lo dica forte e chiaro!

La forza della nostra squadra, si è detto ed è vero, è l’avere una panchina folta con una intercambiabilità di giocatori invidiataci da tutti e che, senza dubbio, è alla base del campionato che stiamo facendo, ampiamente al di sopra di attese e programmi.

Dati per scontati, in un torneo lunghissimo ed estenuante, momenti di personale o generale appannamento, ciò che palesemente è costantemente mancato è un ricambio per un estremo difensore che ci ha fatto perdere svariati e sanguinosi punti: per esempio in casa (se ricordo bene contro il Pontedera) con un tentativo mai visto di respingere di piede un tiro da lontano stando sulla linea di porta (almeno 1 punto perso); per esempio ad Alessandria tentando di fermare l’ennesimo tiraccio da lontano offrendo alla traiettoria della palla il profilo di una pittura egizia (altri due punti lasciati lì); per esempio come ad Arezzo quando al tiro preciso ma tutto sommato abbastanza lento di Cutolo il nostro numero 22 ha risposto con un piazzamento balordo e senza nemmeno abbozzare la parata tanto da far addirittura sospettare di averla battezzata fuori quella palla…

Forse, se c’è da fare un appunto a Mignani, è proprio quello di aver sapientemente tenuto tutti i calciatori sulla corda, di aver fatto sentire tutti titolari e riserve al tempo stesso. Tutti… meno il portiere, anche quando sarebbe stato logico dargli un sano momento di “riflessione”. Non si aveva fiducia nella sua giovane riserva? E se Pane avesse subito un infortunio o una squalifica? Intanto per tutto il campionato abbiamo visto giovani portieri compiere miracoli di reattività (vedi ad Arezzo sul tiro di Cruciani in apertura di gara) mentre i tifosi bianconeri, ogni volta che Pane va sulla palla, trepidano da tempo…

E dunque, qualunque sia la categoria in cui militeremo il prossimo anno (la speranza è l’ultima a morire!), la dirigenza tenga conto che nel costruire una squadra non si può prescindere dal parco dei portieri e che, all’occorrenza, il mercato di gennaio non  deve solo riguardare centrocampisti e punte.

Non me ne voglia il buon Pasquale Pane e sempre forza Robur!

Mario Lisi


 

 

 
15/04/18 21:36 | Ci scrive Eraclio Barsanti
Ci scrive Eraclio Barsanti


 

E' solo un parere e vale quel che vale. Tra gli oltre 800 delusi della curva ospiti ad Arezzo, in troppi hanno mancato alle attese. Il rigore concesso dalla squadra alla curva ospiti, dopo il novantesimo, è stato sprecato colpevolmente.
FORZA ROBUR, FORZA RAGAZZI, ancora niente è perduto.


Eraclio Barsanti


 

 

 
15/04/18 21:34 | Ci scrive Nello Del Dottore
Ci scrive Nello Del Dottore

Siamo a tre giornate dalla fine di un  campionato nel quale abbiamo dimostrato più volte di giocare il miglior calcio purtroppo con alterne fortune. Mi piace ascoltare i commenti dei diretti interessati e degli sportivi che intervengono nelle varie trasmissioni . Da un mio giudizio dopo la sconfitta del Livorno ad Olbia a troppi è sembrato che il campionato fosse ormai deciso. Ma la partita ad Arezzo ci ha riportato con i piedi per terra . Paradossalmente ritengo che forse questa posizione viste le innumerevoli occasioni avute per dare un indirizzo preciso al nostro campionato ci possa giovare liberandoci mentalmente. Dico paradossalmente perchè una squadra che a quattro giornate dalla fine è in testa ad un campionato in maniera inattesa e con un calendario forse più agevole, almeno sulla carta, non può accusare cali mentali e approcci come quelli avuti ad Arezzo per non parlare di tutte le altre occasioni nelle quali nelle stesse condizioni abbiamo fallito miseramente. Vedendo Livorno-Pisa  e Arezzo Siena ritengo si sia chiaramente notata una diversa volontà di approcciare la partita : nella prima dai giocatori all'allenatore una carica agonistica estrema con falli decisi sui giocatori  più importanti e incitamenti quasi folcloristici, ma decisi da parte dell'allenatore. Nella seconda approccio nella normalità senza nessuna carica agonistica o fallo che abbia fatto capire agli avversari che eravamo andati per vincere, fino al loro goal  dopo il quale la partita è finita. Dal lato tecnico non voglio esprimermi ma ho la sensazione che alcuni giocatori si sentano più importanti di quello che effettivamente sono ed il nervosismo di altri mi fa pensare che tutto non fili come invece dovrebbe. Mi auguro di sbagliarmi ma forse visto che troviamo enormi difficoltà in attacco ed i palloni che arrivano dalle fasce laterali, quando arrivano , sono opera per lo più di Rondanini e di Iapichino troppe volte tenuti troppo bassi   ed i tiri ultimamente più opera di Cruciani , Guberti , Neglia ,non sarà il caso di provare a cambiare qualcosa davanti ? Termino ma per me in ogni squadra non esistono mostri sacri  specialmente se fuori condizione e di questo credo sia opportuno che chi di dovere  possa incominciare a pensarci. Possiamo ancora farcela ma dobbiamo far capire da sabato che siamo noi che giochiamo in casa e dopo Cuneo e Piacenza tireremo le somme .  Un saluto a tutti e Forza Siena .

Nello Del Dottore  

 

 
26/03/18 14:27 | Il Siena ed il suo pubblico. Ci scrive Andrea Sordi
Il Siena ed il suo pubblico. Ci scrive Andrea Sordi

E’ di questi giorni la “querelle” circa la contenuta presenza allo stadio e la postulata freddezza degli spettatori. Tanto per sgombrare il campo dagli equivoci, credo che il gol di Santini contro la Pistoiese non l’abbia visto nessuno, forse neanche l’autore! Alla vista del giubilo dei giocatori in campo, peraltro contenuto, credo che la tifoseria, io per primo, abbia finito per domandarsi cosa fosse successo, piuttosto che esclamare la propria gioia.

Detto questo, credo che si debba fare qualche riflessione.

Il pubblico, raro e distratto, cominciò ad ingrossarsi nell’anno del ritorno in B. Ora i numeri non li ricordo, ma gli spalti sembravano gremiti. Si è vero ma allora il vetusto Rastrello si articolava nell’antica tribuna coperta, quella scoperta e qualche gradone nelle due curve, forse avrà avuto una capienza di un seimila spettatori. Quattromila davano l’immagine di folle oceaniche!

Il primo campionato di B ci offrì un numero di spettatori più rassicurante, in diminuzione nel secondo ed in fine in ascesa incontrollabile nel terzo: quello della promozione in A.

I campionati della massima serie ci rallegrarono con un numero di abbonati significativo, ma già allora ci furono i sofismi circa la  presenza di chi si abbonava solo per avere garanzia di poter assistere alle gesta delle grandi squadre. La Curva Beneforti fu liquidata con l’aggettivo “Triste”.

La retrocessione in B nell’anno del passaggio di gestione, il termine proprietà mi sembra veramente eccessivo, tra Lombardi Stronati e Mezzaroma mise definitivamente in dubbio  molte certezze. Diversi spettatori, c.d. modaioli, fecero un passo indietro nonostante il rapido ritorno in A, peraltro con costi di gestione non inferiori a quelli di una squadra in lotta per l’Europa.

L’anno successivo, Sannino nocchiero, il Sienone nostro fa il suo record di punti, ma all’orizzonte si addensano nuvoloni sempre più neri. Agli scricchiolii della “Rocca” rispondo i giudici con una sequela di azioni per calcio scommesse. Siena, di lì a poco, diviene il verminaio immondo delle corruzione sportiva, usurpando Bari da cui era arrivata diversa umanità.

Inizia, così, quell’agonia senza fine fatta di stipendi non pagati, conti inevasi e penalizzazioni come se piovesse! Fino a quella maledetta estate in cui vengono chiusi i cancelli, il prato del Rastrello diviene una steppa chirghisa ed il Siena muore.

Si scopre allora come l’originario debito lasciato dall’indimenticabile e grandissimo Paolo De Luca non solo non era stato onorato, ma dilatato sino alla follia.

Gli ultimi “proprietari” hanno usato il Siena come bancomat personale ovvero come mezzo per accedere a certi piani del “Monte”.

Nonostante tutto ciò il pubblico risponde presente alla chiamata di Ponte, sbriciolando il record di abbonamenti in serie D appartenuto al Pisa e poi fatto proprio dal Parma l’anno successivo.

Andiamo con dignità in trasferta a Villabiagio come siamo andati poco prima a San Siro: il Siena è il Siena!

E’ bastato riaccendere i fari sulla nostra Robur che l’incapacità, l’opacità e “l’approfitto”, come si dice da queste parti, tornasse la regola. Da qui divisioni anche tra i tifosi, chi pontifica da una parte, chi da un’altra con l’ovvia conseguenza che la tifoseria quella più tiepida o meno fidelizzata decide di passare i pomeriggi in altro modo e la nuova proprietà si trova nel mezzo al deserto!

Forse è la cosa migliore, i fasti del passato ci pesano sul collo come macigni. Ricominciamo da capo, resettiamo tutto, ricominciamo a gustarsi il Siena e dare il giusto valore al presente, il sottile distinguo, “l’io l’avevo detto”, il broncio non è più ammesso!

 

Andrea Sordi

 

 
18/09/17 19:19 | C'era una volta un tifoso in coma. Ci scrive Guido Elia.
C'era una volta un tifoso in coma. Ci scrive Guido Elia.

Se un tifoso del Siena avesse battuto la testa nell’aprile del 2014 e si fosse risvegliato alla ripresa del campionato tra i dilettanti e con una lupa messa di tre quarti nello stemma, di sicuro avrebbe immediatamente avuto una grave ricaduta. Lo stesso scenario si sarebbe ripresentato pari pari se il nostro malcapitato tifoso immaginario avesse ripreso conoscenza al giro di boa del campionato successivo, con le casse vuote e lo spettro di un secondo fallimento che avrebbe potuto spazzare via definitivamente il calcio professionistico da Siena. E possiamo facilmente supporre che non sarebbe andata diversamente se dopo essere uscito dalle Scotte la mattina dello scorso 25 febbraio con impressi ancora nella memoria i gol di Rosina fosse poi andato a vedere un’inguardabile Robur venire superata dal Racing Roma. Se però il nostro sfortunato amico appena ripresosi dalla botta fosse andato a vedere una qualsiasi delle partite disputate finora in questo campionato, sono convinto che sarebbe riuscito a tornare agilmente a casa con le proprie gambe. Magari non sarebbe stato proprio contentissimo e due moccoli gli sarebbero ugualmente scappati, non avendo avuto il tempo di metabolizzare l’idea di essere passati dal mancare d’un soffio i playoff di B  - per colpa dei mancati pagamenti di un signore diversamente onesto - all’andare a pareggiare a Colle e Poggibonsi; però avrebbe dovuto ammettere di aver visto una partita con gioco, idee, grinta ed entusiasmo. Tutto sommato, nonostante il divario tra l’ultima partita vista prima della capocciata e quella vista dopo la riavuta, probabilmente avrebbe acceso comunque la sua radiolina al termine dell’incontro per ascoltare le parole tutt'altro che scontate dell’allenatore-beniamino, e con l’immaginazione sono convinto che sarebbe corso al prossimo turno, a pensare alle possibili combinazioni per restare in quota ed alle insidie che potenzialmente potrebbero bloccare il cammino del nostro "Roburrone che tremare il mondo fa”.

Siamo vivi, siamo primi, ed è presto - troppo presto - , per pensare di chiedere qualcosa a questo campionato ma possiamo comunque sognare, possiamo guardare il prossimo avversario negli occhi prefigurandosi per tutta la settimana come fargli male (sportivamente parlando) anziché  interrogandosi sul numero di pere che riusciremo a chiappare. Possiamo andare il lunedì al lavoro o a pagare una multa alle Poste o a ritirare le analisi all’ex INAM con ancora appiccicata addosso la libidine del giorno prima invece che con il broncio dovuto all’ennesima scoppola presa da un toponimo impronunciabile. Poi magari arriveranno i problemi, i cali di forma, le polemiche istantanee come il caffè solubile, ma almeno per ora lasciateci sognare un pochino per favore, dai, ancora cinque minuti…

Guido Elia

 

 
25/06/17 23:15 | Ci mancava ...l'eleganza. Ci scrive Duccio Costantini
Ci mancava ...l'eleganza. Ci scrive Duccio Costantini

"Se un amico mi presenta una bella ragazza, anche se so che e' fidanzata, io ci provo. Poi lei e' libera di dirmi di no...."

E se lei, poco elegantemente, gli sputasse in faccia, e gli ricordasse che e' gia' "fidanzata", come riuscirebbe il Dr. Macchi  a disimpegnarsi altrettanto elegantemente?

Questi signori, arrivano per la prima volta pubblicamente a Siena, e si permettono di mettere bocca sull'attuale proprieta' della Robur, e sopratutto, con la citata eleganza, di giudicare un operato che, a prescindere, si e' chiuso con il saldo di tutte le pendenze che aveva si' generato.

"Perche' Siena e non Arezzo", contnua Macchi.....si' , me lo chiedo anch'io ma subito dopo capisco che L'Ing. Mele, capace di trasmettere amore bianconero a 360°, e' riuscito a traslarlo anche nel cuore dei Sig. ri Macchi, che d'incanto ridondano di sentimento ruburrino.

Ho trovato il tutto davvero fuori luogo, una conferenza stampa strafottente e subdola che poi continua con gli interventi dello stesso Mele e dell'altro Macchi, il Dr. Filippo che ci tiene a far sapere alla platea che e' "plurilaureato".

Toni e modi comunque adatti al mondo del calcio direi, perche' ai tifosi si pensa che si possa far credere ogni cosa....(ultimamente, Caliendo, proprietario del Modena si e' fatto fotografare accanto a dei turisti cinesi incontrati al ristorante spacciandoli per i nuovi acquirenti del Modena Calcio......)

La cosa su cui verte sempre l'impegno di tutti e' pero' la costruzione dello stadio.

Eh si....perche' lo stadio ci vuole, garantirebbe intrioiti a dismisura, attiverebbe marketing giganteschi..." averne uno di proprieta' garantirebbe di chiudere il bilancio in pari" dice Macchi, salvo ricordare a tutti che SIena non e' comunque "la capitale DI europa" come asserisce ancora l'ottimo imbonitore Macchi ma una citta' di provincia che ancor oggi ricerca una propria dimensione, dopo che la precedente, centenaria, e' stata malamente distrutta da altri genii passati impunemente tra le nostre colline.

E poi....altri consigli....i ristoranti per le trasferte...(perche' no il pranzo al sacco ancora piu' economico!....), il ruolo di Bertoletti che garantirebbe la gestione migliore di sempre ( che comunque.....potra' dimostrare le proprie peculiarita' alla Mens Sana)

Dalla Nazione di ieri poi si puo' leggere lo "sfogo" del Conte Fumi, che vorrebbe anche lui, respirare un vento nuovo, dice che e' entrato nella Robur anche lui grazie a Pietro Mele (ancora lui), ma non elenca i motivi di convincimento mossi dall'Ingegnere nei suoi confronti. La chiosa del Conte e' da vero nobile, con l'augurio di continuare con l'eleganza, che ritorna puntuale a galla, e la delicatezza dei Sig.ri Macchi.

Nel calcio credo sia piu' facile perderci che guadagnarci e dopo averci perso, potrebbe essere utile diversificare in altri campi senza fissarsi di rifarsi al solito tavolo...

Signori, il calcio da' visibilita' ma costa, mettetevelo bene in testa, e non da oggi. Non esistono altre misure, altrimenti il Milan sarebbe ancora di Berlusconi e l'Inter di Moratti. Si puo' fare di piu' certo, chi ha lo stadio di proprieta' puo' stare meglio ma dipende sempre dalla caratura. A Barcellona o Torino ok, ma a Siena sarebbe tutto da dimostrare. Anche l'attuale proprieta' comunque e' a conoscenza di questo, cosi' come certamente sa di avere commesso anche degli errori....ma con la costante di non avere chiesto sconti a nessuno ed avere saldato il conto.

Io sto con chi i soldi ha dimostrato di metterceli, dopo anni di teatrini e teatranti che aspettavano l'arrivo della banca affinche' addirittura potesse rimanere anche qualcosa attaccato alle mani!!!

Avanti con Anna Durio Trani, che io, al cospetto di altri, trovo anche elegante!!!

Anche troppo Anna!

Duccio Costantini


 

 
01/06/17 18:08 | Fabio Mazzieri: Ben tornati alle due leggende
Fabio Mazzieri: Ben tornati alle due leggende

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano!

Si può riassumere così la storia di Simone Vergassola e Michele Mignani sotto la Torre del Mangia.

Dopo una buona carriera da calciatori i due decidono di "appendere" le scarpette al chiodo, Simone decide di scendere in Serie D, dopo il fallimento dell'A.C. Siena dove non ha mai giocato per una fascite plantare.

Michele inizia ad allenare ad Olbia dove dopo un ottimo girone d'andata viene inspiegabilmente esonerato.

Il primo Giugno però è una data che cambia la vita professionale di entrambi: Anna Durio dopo una stagione turbulenta, li sceglie per ripartire da zero, per voltare pagina; saranno rispittivamente allenatore e vice-allenatore della prima squadra. Una grande scelta da parte della società che "rischia" di coinvolgere la città in un impatto emotivo devestante.

Non so quale sarà il verdetto del campo a fine anno, ma sono sicuro che avrà il record di abbonati di tutta la Serie C.

Sono davvero felice per Michele e Simone, due persone per bene che faranno fare alla Robur Siena il salto di qualità!

Ma la Robur può festeggiare un record assoluto: avere due capitani in panchina, avvenimento mai accaduto nel calcio professionistico.

Fabio Mazzieri

 
24/04/17 00:29 | Il Quasi Derby Siena-Viterbese...
Il Quasi Derby Siena-Viterbese...

Per me è un "quasi derby". Anche in una serie calcistica minore si possono nascondere tante curiosità. L'Italia dei campanili vive di questo. E il calcio è anche un modo per altri confronti extra-sportivi. Uno specchio. Sarà per il passato da studente a Siena e per il legame che ho ancora con la città. Però diciamocelo,in fondo siamo due province che confinano fra loro,una strada stupenda (la Cassia) che ci unisce diretta. E, se nel girone togliamo Arezzo e Prato siamo la città più vicina...visti i 140 km di strada. Un "quasi derby" da aria medievale (vista la caratteristica di entrambe). Certo, Siena sempre libero comune a primeggiare su tutto e tutti, Viterbo più giù sotto il Papato, ahimè. Ma di storia, queste città sono ricche tutte e due. La bellezza di Siena però indiscutibile... Uguali e diverse. Possiamo quindi dire anche un "quasi derby" Ghibellini contro Guelfi?...o ancora un "quasi derby" della via Francigena?. Infine, la curiosità è notare in ogni via,incrocio o svincolo di Viterbo, l'indicazione stradale blu con scritto "Siena" : Regole dettate dall'Anas?? o...come a sottolineare il glorioso passato della città del Palio anche a più km di distanza? ?. (Qua a Viterbo la prendiamo spesso come città di riferimento in molti campi). Chiusa la parentesi di storia e curiosità☺, che vinca il migliore nel..."quasi derby". 

Un saluto dalla Tuscia. 

Alessandro P.

 

 
03/04/17 09:33 | Lettera ad Anna Durio di Mario Lisi
Lettera ad Anna Durio di Mario Lisi

Cara Signora Anna,

ormai ho già consegnato il mio articolo mensile al direttore di “Mesesport” per il prossimo numero di aprile, altrimenti avrei volentieri sfruttato l’occasione per commentare il tristissimo spettacolo da Lei offertoci in video subito dopo la fine (per l’ennesima volta ingloriosa) di una partita della Robur che stavolta ha beneficiato dei tre punti i grigiorossi di Cremona.

Per prima cosa avrei voluto scrivere di cuore che, se giĂ  sapevamo della propensione di Suo figlio al biasimevole vizio della bestemmia, mai ci saremmo aspettati di scoprire che sotto le mentite spoglie della madre - donna-manager presidentessa del Siena - si nascondessero anima e stile degni di un camallo del porto di Genova!

Vede, le irripetibili espressioni uscite dalla Sua bocca l’altra sera per un indiscriminato attacco a tutto e a tutti in questa città, hanno colpito noi senesi non soltanto perché non è mai bello sentirsi rinfacciare questioni di vil danaro (ma lo sa che qualche secolo fa ne prestavamo perfino al papa?) ma soprattutto perché Siena, con tutti i suoi mille innegabili difetti e problemi, è comunque da sempre luogo di civiltà, di arte e di cultura che non si merita sceneggiate del genere, tantomeno a causa di una squadra di calcio e nemmeno in risposta ad eventuali provocazioni da parte di quelle pecore nere che si possono  trovare in ogni famiglia.

Dunque, se il Suo intento era quello di ferirci, OK c’è riuscita alla grande sputtanandoci sul web. Ma se, con la gazzarra della Sua villanesca “sparata”, voleva dimostrare di avere la personalità, il carisma e l’autorevolezza che ci vogliono nel ruolo che ricopre, prenda nota che queste sono doti che non si raggiungono né agitando il blocchetto degli assegni né alzando artificiosamente la voce, battendo il cazzotto sul tavolino o, peggio ancora, ingegnandosi di ripetere le peggiori parolacce possibili. Così facendo, più che altro ci si squalifica a livello personale e si può passare facilmente dalla ragione al torto...

Davvero con cordialitĂ 

Mario Lisi

 
01/03/17 08:54 | Ci scrive Massimiliano Ermini
Ci scrive Massimiliano Ermini

Carissimi amici del club, vi rubo qualche cm di spazio per esprimere un parere sulla situazione della nostra Robur.

Vorrei rivolgermi alla proprietà che tanto ha investito in denaro e passione in questa citta e questa squadra. Anna Durio e Federico Trani state sbagliando e state sbagliando buttando via soldi e tempo. Ve lo dico con lo sguardo di chi vi è grato per aver salvato il Siena dal fallimento ma con altrettanto sguardo vi dico di svegliarvi dal torpore che vi attanaglia e capire che avete dato la gestione della parte tecnico sportiva in mano a persone totalmente inadeguate che vi hanno abbindolato facendo solo i loro interessi e non gli interessi della Robur. Stiamo retrocedendo avendo speso cifre esorbitanti ed avendo comprato ex giocatori rotti da recuperare.  Non buttate via il vostro denaro e la vostra passione per andare dietro al gatto e la volpe......non sono persone che fanno per voi....aprite gli occhi. Hanno scelto in totale autonomia sbagliando ogni tipo di scelta dalla più grande alla più piccola,  dal preparatore atletico, all'allenatore,  alla rosa dei giocatori. Non ne hanno indovinata una. Reagite, mandateli via ed operate con gente di altro spessore umano e sportivo. Avete tristemente sotto gli occhi le sciagure che stanno facendo......Campagnacci rotto, Terigi rotto, Castiglia rotto,  Freddi rotto (reduce da un infortunio), Bunino gioca ma ha dei problemi, Gentile ha dei problemi (reduce da un infortunio), ..............tipologia di giocatori lenti e compassati, fuori ruolo (vedi Iapichino e Vassallo)  e tutti con contratti onerosi e pluriennali...gli stessi contratti onerosi e pluriennali che il gatto e la volpe si sono fatti per ben tre anni!!!

Anna e Federico.........grazie per ciò che avete fatto ma ora vi aspetta un altro momento importante in cui le decisioni sono determinanti. Reagite!!!

Massimiliano Ermini

 
27/02/17 17:24 | Ci scrive Guido Elia
Ci scrive Guido Elia

Buonasera,

Mi piacerebbe condividere una breve riflessione personale con le persone che assieme a me condividono a loro volta l'amore per la Robur.

Una trattativa sulla compravendita di una società sportiva è, fino a prova contraria, una trattativa tra privati come tutte le altre. Sì, è vero che i tifosi possono avere una certa influenza, ma se questa è oggettivamente minima nel caso di grosse società di calcio con tantissimo seguito, credo sia quantomeno presuntuoso pensare che noi tifosi del Siena si possa indirizzare a nostro piacimento una contrattazione privata solo in virtù del fatto che da anni paghiamo i biglietti del Rastrello e incitiamo la squadra. Temo che di fronte ai quattrini sonanti, la nostra passione sul piatto della bilancia sia ben poca cosa.

Perciò le varie recriminazioni che ho letto in vari posti e da varie voci su chi preferisse la tal fazione e chi la tal altra penso non abbiano senso, in quanto di fatto nessuno ha mai deciso niente. Al più ha espresso un'opinione, che tra l'altro non c'è modo di smentire con i fatti. Mi sembra dunque non solo un discorso inconcludente, ma anche dannoso: d'avanzo non siamo messi punto bene e ci si diverte di meno che a andare a vedere un cantiere (anche chiuso), se poi ci si divide dell'altro c'è parecchio sugo ad andare allo stadio...

Salviamo il salvabile e tifiamo la Robur.

Forza Siena

Guido Elia

 
24/02/17 01:04 | Giorgio Firenze, padre di Marco, risponde a Federico Trani sulla cessione del figlio
Giorgio Firenze, padre di Marco, risponde a Federico Trani sulla cessione del figlio

Non mi interessa entrare in polemica con le dichiarazioni appena lette, non mi interessano le scelte fatte del calciomercato: sono cose che non mi competono. Ma leggere che mio figlio sarebbe anche un bugiardo, che ha alzato i toni non lo permetto e per questo motivo che scrivo e preciso: Marco non voleva andare via da Siena, non ha mai alzato i toni, ha chiesto che intenzioni aveva la società e il nuovo mister nei suoi confronti. Al ritorno dal ritiro di Recco è messo subito fuori rosa e fatto allenare da solo con il preparatore per oltre 10 giorni: (come se avesse la peste) Provo grande tristezza nel commentare e nello scrivere queste righe ma sapendo esattamente come sono andate le cose non permetto a nessuno di far passare mio figlio per quello che non à (Giorgio Firenze)

 
23/02/17 11:45 | Considerazione sulla Robur. Ci scrive Fosco Losi
Considerazione sulla Robur. Ci scrive Fosco Losi

Caro Direttore

preso dalla più profonda disperazione in merito alle inqualificabili prestazioni della Beneamata Robur, sento il bisogno di esternare una specifica considerazione riguardo alla condizione della squadra che rappresenta la nostra città.

Nessuno sportivo o tifoso che sia, pretendeva e pretende in quest’anno di grazia che dicono sia transitorio e propedeutico, una squadra che lottasse per i primi posti o che fosse in grado da subito di fare il salto di categoria. Ognuno di noi, però, sperava in un campionato dignitoso con partite decorose che fossero espressione di un calcio divertente ed efficiente tale da recuperare la passione degli sportivi.

Niente di tutto questo: le prestazioni della squadra (ad eccezione di qualche sporadico sprazzo in alcune partite) sono inqualificabili (sia con il vecchio che con il nuovo allenatore); i giocatori appaiono lenti e compassati tanto da far apparire gli avversari come autentici supermen; qualunque impianto di gioco 3-5-2/ 4-4-2/ 4-3-3 o quello di Laganà non sembrano compatibili e/o confacenti con questi “atleti”.

Ogni partita con qualsiasi avversario di fronte, di prima o di ultima fascia, presenta lo stesso canovaccio: gli altri corrono i nostri camminano, gli altri guardano la palla ed arrivano prima i nostri guardano l’uomo, gli altri accorciano le distanze fra loro la nostra squadra le allunga, gli altri ampliano gli spazi e sfruttano gli inserimenti i nostri si affidano al singolo (Marotta…), gli altri aggrediscono i nostri portatori di palla i nostri retrocedono sul portatore di palla altrui; eccetera eccetera…

Per gli allenatori delle altre squadre che incontrano la Robur non è affatto difficile impostare la partita perché non è necessario ricorrere a particolari alchimie tattiche e/o qualsivoglia impostazione organizzativa innovativa o singolare, ma è sufficiente correre e pressare - prima o poi il risultato sarà ottenuto -.

Allora i nostri sono tutti brocchi?!!.. no non lo sono!

Peraltro dai miei riscontri risulterebbe che il gruppo di giocatori che fanno parte della rosa sia composto di persone corrette e motivate e di professionisti seri che scendono in campo determinati e vogliosi di ottenere risultati ed offrire prestazioni decenti; la circostanza di esternare l’amarezza per i risultati ottenuti ne è una conferma .

Ed allora dove sta la causa?

Secondo me il fatto principale (non unico!!!) che determina questo stato di cose è la precarietà atletica! Precarietà intesa non come propensione agli infortuni (!) ma come insufficienza di allenamento.

Oltre alle caratteristiche naturali di ogni giocatore che in parte sono fornite da madre natura e/o degli aspetti tattici preparati dagli allenatori, se vuoi vincere – in qualunque categoria – devi correre più degli altri, devi arrivare prima, devi raggiungere il momento critico della stanchezza un minuto dopo gli altri.

Affinché tutto ciò sia possibile è necessario avere e tenere un livello atletico di massima efficienza.

Se all’inizio del campionato questa carenza poteva essere imputata al ritardo della preparazione, il protrarsi della situazione ha neutralizzato la scusante. Avevo pensato che con il cambio dell’Allenatore in concomitanza con la sosta invernale e la naturale ripresa degli allenamenti, ci potesse essere una decisa inversione di tendenza e consegnarci una squadra atleticamente all’altezza (come accaduto altre volte in passato): niente di tutto questo. E’ cambiato lo spartito (modello di gioco) ma la sinfonia è la stessa (andamento lento).

Mi auguro di tutto cuore che già dalla prossima partita tutto sia risolto, perché abbiamo impellente bisogno di recuperare quel giusto entusiasmo senza il quale non esiste il gioco del calcio.

Cordialmente.

Fosco Losi


 

 
06/02/17 10:26 | Povera Robur. Ci scrive Massimo Carignani
Povera Robur. Ci scrive Massimo Carignani

Povera Robur, quattro sconfitte consecutive sono troppe e forse è arrivato il momento di non fare più chiacchiere e giustificazioni.

Nel calcio, purtroppo, le buone prestazioni e la sfortuna non fanno punti, allora è bene riflettere tutti senza se e senza ma.

Io dalla lontana Terni seguo sempre con passione ed entusiasmo il mio vecchio e caro Siena, le questioni societarie non aiutano, ma in campo sono i giocatori che devono onorare la maglia.

Tanti anni trascorsi in Serie A e in Serie B non devono essere dimenticati, ma anzi devono dare a tutti, società, tecnici e giocatori uno stimolo più grande.

Le vittorie più belle sono quelle che si ottengono sul campo … magari con l’aiuto dei tifosi e la partecipazione di tutti.

Ritrovarsi invischiati nella lotta per i play-out è un attimo, adesso ogni partita sarà una battaglia, tutte le squadre poi attenderanno il Siena per la prestazione dell’anno, nessuno lo deve dimenticare e allora pochi discorsi e più fatti alias risultati, il calcio ha regole precise e solo vincendo si ritrova tutti un po’ del vecchio entusiasmo.

Per memoria il Siena gestione Sannino è una delle poche squadre che ha conquistato punti allo Juventus Stadium … A buon intenditor …

Massimo Carignani

 
30/01/17 12:59 | Lo stato dell'arte. Ci scrive Andrea Sordi
Lo stato dell'arte. Ci scrive Andrea Sordi

La partita di ieri pomeriggio, indipendentemente dall’infausto risultato, ci conferma come questa squadra, pur tenendo conto dei noti ritardi, sia stata mal costruita.

L’avere poco tempo a disposizione non è per il Siena una scusante; con notevoli ritardi fu approntata la squadra che vinse in D il campionato della rinascita, con uguali ritardi fu allestita l’anno seguente la squadra per affrontare la C che, indipendentemente dall’allucinante marasma e dallo smembramento eseguito, appariva in grado di rivaleggiare con il Pisa e, quindi, puntare a ben più lusinghieri risultati.

Veniamo, dunque, da esperienze nelle quali il ritardo non ha impedito l’ingaggio di calciatori coerenti con gli obiettivi.

Ad oggi, invece, non rimane che notare, e lo risottolineo con forza, come il Siena si distingua per una difesa fisicamente prestante ma altrettanto lenta, per un centrocampo che non sa interdire ovvero costruire, un attacco composto da una seconda punta efficace e da una prima non in grado di centrare la porta neanche da un metro!

Ora potremo anche dire che i superstiti dello scorso campionato furono quelli che per primi vennero tagliati e le squadre con le quali hanno finito la stagione si sono guardate bene dal tentare di trattenerli. Il Siena di oggi ha loro prorogato il contratto!

A centrocampo viviamo le situazioni più complesse: accanto ad un curioso personaggio che girovaga, senza correre, per il campo in maniche corte e guanti, calciando il pallone con una logica non compresa dagli altri, si alternano altri con caratteristiche di gioco non sempre coerenti, forse anche perché è dall’inizio del campionato che noi sconcertati spettatori, peraltro in numero sempre più esiguo, non abbiamo capito “chi fa che cosa”.

Un centrocampo così indecifrabile, viene saltato con i lanci lunghi della difesa e “bevuto” dagli avversari.

Oddio, ieri, ad esempio, era difficile dialogare palla a terra in quel campo di patate, ma la situazione non cambia al Rastrello, decisamente più livellato ed ampio: due passaggi, non di più, e palla agli avversari!

Il mercato di riparazione ha allontanato da Siena diversi giocatori, alcuni neanche mai visti in campo, tra questi Firenze l’unico che sembrava “unto dal Signore” ed ha portato due esterni, forse un difensore, ma quel gioiellino di centrocampo non si tocca?

Carissima Presidente Durio, mi permetto di richiamare la Sua attenzione sullo stato dell’arte perché mi dispiace, per quel naturale senso di empatia tra umani, veder bruciare “palanche” e svanire progetti per scelte non adeguate fatte da persone che temo non abbiano lo spessore richiesto.

 

Andrea Sordi

 
26/01/17 14:29 | Solo Colella colpevole? Ci scrive Andrea Sordi
Solo Colella colpevole? Ci scrive Andrea Sordi

Sono sempre stato molto, molto critico nei confronti di Colella, giudicato il peggior allenatore venuto a Siena che io ricordi.

Ho sempre sostenuto la necessità di un suo rapido allontanamento, perché incapace di dare una caratura tattica alla squadra oltreché favorirne uno sviluppo atletico e tecnico.

Ero anche convinto che la squadra non fosse una forza della natura, ma, proprio per questo, che si dovesse arrivare rapidamente all’esonero dell’allenatore perché, in tal modo, avremmo messo a nudo i deficit e, per quanto possibile, correggerli, comprendendo finalmente se era Colella il vero ed unico colpevole o meno.

Indubbiamente Scazzola ha saputo dare ritmo, quadratura tattica, una più decorosa condizione atletica ma ……. i deficit tecnici sono talmente clamorosi che è normale domandarsi: quale principio ha ispirato l’ingaggio di oltre venti baldi giovani? La casualità? La limitata disponibilità finanziaria? L’incapacità? La sudditanza verso certi procuratori?

E’ impossibile acquisire alla causa bianconera così tanti ex infortunati, personaggi che, ormai, con il calcio giocato non hanno più molto a che fare o altri la cui cifra tecnica appare collidere con il campionato cui sono stati destinati, senza essersene accorti.

La cosa più grave, se mi è consentito, è affermare che per dare una risoluzione ai problemi della squadra bastano un paio di esterni e, forse, un centrocampista. Affermazione, questa, che aggiunta a l’altra messa in bocca a Marotta, credo che ci diano la misura della persona cui è affidata la conduzione sportiva della Robur Siena.


 

Andrea Sordi


 

 
31/10/16 09:56 | Grande Colella. Intervento di Duccio Costantini
Grande Colella. Intervento di Duccio Costantini

Mi ero ripromesso di seguire il Siena solo per il tempo necessario della partita senza dare attenzione a tutte quelle chiacchere e polemiche che riempiono la settimana, ma oggi non posso non concedermi un giudizio su Colella: purtroppo è vero, ha ragione il mister.....
le partite del Siena andrebbero davvero sospese prima di prendere gol ... diciamo la domenica (o il sabato) mattina almeno si andrebbe sul sicuro e sarebbe un toccasana mica da ridere.., e poi è risaputo che i giocatori dell'Alessandria montano da tempo congegni oculari antinebbia tali da rendere la porta avversaria illuminata e vulnerabile.
Caro Mister, le notizie di oggi, sportive e non, hanno trasmesso solo angoscia, ma leggere le sue dichiarazioni di fine partita è stato uno spasso....come quando un certo allenatore di nome Capello, sconfitto sonoramente, disse che la sua squadra era stata danneggiata dall'erba del Rastrello che era troppo alta....
Ecco, Lei è fatto della stessa pasta, le colpe sono sempre degli altri...
E se si mettesse in discussione anche lei? Infondo delle ultime otto reti subite solo due per colpa della nebbia......e le altre mister?

Duccio Costantini.

 
26/10/16 08:39 | Intervento di Simone Bernini
Intervento di Simone Bernini

Buongiorno.

Vi sarei grato se vorrete pubblicare queste mie brevi righe sul Vostro spazio.

Colgo l'occasione per ringraziare l'amico Giusti, che “sdogana” al grande pubblico “Wiatutti”, citato in occasione di una Sua lettera.

Non capisco tuttavia perché l'articolo del blog sia collegato a questioni (es: da 1 a 5) che Giusti ragionevolmente passa in rassegna: tutti punti che da mesi Wiatutti segnala con pezzi quotidiani, che pertanto a questo punto Giusti non avrà letto, ovvero avrà rimosso. Non mi metto per comodità a segnare tipo note a piè di pagina le citazioni del blog sulle argomentazioni di Giusti. Sulle quali, pertanto, siamo tutti d'accordo (o in disaccordo). E che sono, oggi 26 ottobre 2016, argomentazioni per me non attuali e pertanto poco interessanti.

Ciò che non riesco a capire – e mi scuso, ma sicuramente sono io un ritardato – è perché la proprietà Durio-Trani si debba “difendere” dall'articolo in questione, che probabilmente è stato mal interpretato; o mal scritto.

La “Aurea mediocritas”, come saprà Giusti che ha svolto studi classici, è una locuzione del poeta Orazio, in cui “il termine mediocritas non ha il valore dispregiativo che ha in italiano la parola "mediocrità", ma significa piuttosto "stare in una posizione intermedia" tra l'ottimo e il pessimo, tra il massimo e il minimo” (fonte WIKIPEDIA). E difatti, se si legge attentamente il pezzo del blog, tale mediocritas viene contrapposta al famoso “Stay hungry, stay foolish” di Jobs, come due modi di interpretare una realtà (in tal caso una realtà di conduzione societaria sportiva), che personalmente trovo divergenti in relazione alla salute di una mia passione. Si dice sempre e costantemente – soprattutto Giusti – che sarebbe importante adesso in città alzare l'asticella delle nostre aspettative e delle richieste, che un tifoso ha ancora la possibilità (spero) di proporre: ebbene, a mio avviso la “aurea mediocritas” che “imputo” (argomentando) alla brevissima fase della presidenza Durio-Trani in questo momento per me non serve a tale scopo. PERCHÈ NON GENERA ENTUSIASMO.

Sbaglierò, ma è una mia interpretazione.

Altra questione totalmente incomprensibile è il continuo rimando di Giusti a Ponte e Mele, da me mai citati nell'articolo in questione, se non in maniera incidentale (ing. Mele nelle righe finali).

Mi sento fortunatissimo ad essere arrivato alla mia veneranda età di 46 anni libero di poter esprimere una mia opinione personale, pur nel pieno rispetto degli altri e soprattutto dei tifosi della Robur, che considero tutti miei fratelli. Non ho bisogno di etichettare altri, né di essere etichettato, per sopravvivere nella realtà quotidiana. Penso (e spero) di avere dimostrato con fatti, parole e scritti che a me di Ponte/Mele/Durio/Trani non interessa NIENTE, se non in quanto attori della storia della Robur. Se scorrete qualche pagina di Wiatutti, di Ponte e Mele nel blog non si parla più da mesi, dato che ad oggi rappresentano il passato; ed a me piace molto verificare ciò che mi propone il presente. Presente che si chiama Durio/Trani. Ed ora – appunto - sto verificando ciò che il presente mi propone, secondo la mia personale interpretazione. Non ho cioè bisogno di esistere, in relazione alla mia passione per la Robur, in funzione di persone che, da esperienza provata, oggi ci sono e domani non ci sono più: che si chiamino Ponte, Mele, Durio, Trani o Fuffolo. Direi anzi – se proprio posso dare un consiglio al buon Francesco – di finirla di tentare di buttarla sulla contrapposizione fra due opposti, quando mi pare che il testo dell'articolo decisamente dica altro. Con me questa storia non attacca, mi pare di essere stato chiaro.

Ringrazio ancora il FOL per avermi ospitato e Francesco, che mi ha dato l'opportunità di approfondire qualche insignificante concetto.

Simone Bernini

 
25/10/16 15:51 | Intervento di Francesco Giusti
Intervento di Francesco Giusti

Leggo l'intervento sul blog Wiatutti e, lungi da me difendere la proprietà Durio – Trani (ci penseranno da sé) ed anche se ci sono delle cose a livello tecnico - tattico che non mi convincono, mi sembra doveroso ricordare che:
1) Se qualcuno (come Morgia) ha rinunciato alla Robur Siena prima dell’insediamento della nuova proprietà bisogna ringraziare solo ed esclusivamente il duo Ponte – Mele, che con i loro ritardi hanno non poco rallentato le operazioni di insediamento della nuova proprietà, danneggiando la campagna acquisti del Siena e la creazione del nuovo organigramma societario;
2) Ma il Morgia di cui si parla non era lo stesso allontanato dalla precedente proprietà Mele – Ponte?
3) Il Centro sportivo non si realizza certo in pochi mesi, ma credo che le bizze dell’Ing. Mele e del suo amico Ponte non facilitino la gestione societaria della Robur Siena e quindi anche i suoi futuri progetti. Oltretutto il fatto che l’Ing. Mele abbia atteso non poco per firmare la rinuncia al diritto di prelazione (sappiamo tutti come è andata a finire) ha di fatto bloccato l’organizzazione della società bianconera per lungo tempo;
4) Parliamo di progetto biennale per la società, ma la nuova proprietà è bloccata da uno sparuto manipolo di soci di minoranza e dall’Ing. Pietro Mele nella formazione del nuovo CdA. Come fanno a programmare?
5) Perché non si ricorda che la Durio è stata cercata dal Mele e dalla precedente proprietà, che era alla perenne ricerca di un socio forte?

Francesco Giusti

 
15/09/16 16:57 | Lettera aperta a Federico Trani. Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Mario Lisi
Lettera aperta a Federico Trani. Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Mario Lisi

Caro Federico,

innanzitutto ancora grazie infinite alla tua famiglia per avere salvato la gloriosa Robur perché se nel febbraio scorso non ci foste stati voi sarebbe stato fallimento sicuro e tutto il resto che si può dire di questa intricata vicenda, come cantava il compianto Califano, è noia.

Dato atto di tale eterno debito di riconoscenza, però, lascia che uno che ha i capelli bianchi e che di partite ne ha viste un’infinità, ti indirizzi qualche piccola osservazione. Non un avvertimento, men che mai una minaccia; piuttosto una dritta, un consiglio da amico, a nome - credo - anche di tanti altri sportivi senesi.

Indubbiamente nelle dichiarazioni post gara fa piacere vedere la tua faccia pulita e intelligente al posto di quelle (tante, troppe) che ci hanno preso bellamente per i fondelli negli ultimi anni ma stai attento, per favore fai attenzione, a non finire per farlo anche te com’è successo (forse non te ne sei nemmeno accorto…) dopo l’inguardabile gara interna con la Lupa Roma.

Hai solo venti anni (beato te!) ma noi – sai – abbiamo il difetto di essere il Siena e come la memoria abbiamo anche l’occhio lungo. Abbastanza lungo per arrivare a capire che non sei stato certo fulminato sulla via di Damasco da sviscerato amore per la Robur; si capisce da lontano che vuoi sfondare nell’ambiente del calcio e che per te una piazza come Siena è un ottimo trampolino di lancio per arrivare un giorno a ricoprire prestigiosi incarichi al Genoa, al Milan, magari alla Juve. Te lo auguro di tutto cuore ma intanto ascolta.

Non bastano l’entusiasmo giovanile, un robusto conto in banca e un paio di simpatici baffetti da sparviero per andare davanti a un microfono e raccontarci che “Cristo è morto di sonno”. Il pubblico senese ha visto giocare in maglia bianconera gente come Chiesa, Flo, Tudor, Vergassola e ha guardato giostrare sull’erba del “Franchi” i vari Del Piero, Buffon, Totti, Pirlo e fuoriclasse stranieri in abbondanza. Perciò i tifosi della Robur non hanno, come si dice, “l’anello al naso” e devi essere più accorto e realista nelle tue dichiarazioni, perciò evitare frasi fatte che fanno pensare che hai visto un’altra partita. Per esempio noi sappiamo capire quando, pur se a te è parso che “abbiamo tenuto il pallino del gioco in mano”, le reti abbiano più volte rischiato di farle gli avversari; arriviamo a comprendere da soli che “ci sono margini di miglioramento” in questa squadra (ci mancherebbe il contrario!) e siamo i primi a sperarlo. Ma soprattutto, immaginando che ci aspetti un campionato tribolato, evita per il futuro di  avvilupparti in velate polemiche circa applausi e fischi perché non ce lo meritiamo e perché chi vuol fare il tuo “mestiere” deve abituarsi ad accettare serenamente gli uni e gli altri. Vedi, mercoledì sera gli sportivi non hanno applaudito perché non c’era assolutamente nulla da applaudire, anzi la curva ha incitato la squadra fino al 94° e i fischi a fine partita sono stati il minimo sindacale dopo il deprimente spettacolo a cui si era appena assistito.

Dunque non cominciare subito anche te a vedere peccati di lesa maestà che non ci sono! D’altra parte devi capire che il bottino di 2 punti in quattro partite, specie alla vigilia di due insidiose trasferte consecutive, assomiglia a un baratro che si spalanca minaccioso e che è perfettamente normale se i tifosi hanno un po’ di paura.

Però, stai tranquillo, nessuno vuole già gettare via il bambino e l’acqua sporca. Ma permetti che in qualcuno - e io sono tra questi -  sia legittimo il sospetto che la creatura sia nata un tantino gracilina e che la baby sitter scelta per starle dietro non sappia fare del tutto bene il suo lavoro!?

Con stima e affetto, un cordiale abbraccio e sempre FORZA ROBUR!


Mario Lisi

 
10/09/16 09:12 | Protesta per una frase dello speaker in Siena-Giana Erminio
Protesta per una frase dello speaker in Siena-Giana Erminio

Credevamo che nei giornali o sul sito Siena club Fedelissimi - sempre molto attento alle vicende della Robur - di lunedì o martedì venisse riportata la notizia legata alla presentazione della squadra, letta dallo speacher del Rastrello all’ingresso delle squadre. Siccome non abbiamo letto niente, riteniamo che i cronisti presenti non abbiano sentito il grave passaggio in cui l’annunciatore dello stadio ha sottolineato: “... ora che ci siamo tolti di torno le mele marce...”. L’allusione all’ingegniere Pietro Mele è risultata abbastanza chiara e non ci aspettavamo una cosa del genere dalla società nuova. Ripicche così sono stantìe e al di là delle questioni, giuste o sbagliate che abbiamo vissuto tutti, quella frase è stata una caduta di stile gravissima, letta ed urlata in un contesto che niente aveva a che vedere con la partita. E altrettanto grave sarebbe se quella frase non fosse riferita a Pietro Mele perchè vorrebbe dire che la vecchia società era un covo di “mele marce” (dove comunque anche lo speaker è rimasto) e pertanto l’annunciatore era al corrente di cose “marce” che però ha preferito non denunciare mai. Come può uno speaker dire cose del genere? La società ne era al corrente? Ha avallato quelle frasi e quella caduta di stile oppure no? Non è l’ora di essere seri e guardare avanti in tranquillità?

Luca Passerai e altri vecchi tifosi

 
30/08/16 12:43 | Lettera di un tifoso: L’Ingegner Mele casca dal pero
Lettera di un tifoso: L’Ingegner Mele casca dal pero

Cari Fedelissimi,
affido a voi questo sfogo di senese esasperato dall'ennesima beffa.

Ho appena letto il terzo comunicato dell'Ingegner Mele, sulla falsariga dei due precedenti, si percepisce incredulità e stupore per la reazione dei senesi alla sua legittima volontà di esercitare il diritto di prelazione che la legge gli consente senza se e senza ma.

Indegnamente e da umile tifoso provo a chiarire il perché tutta la città sia improvvisamente “impazzita” e schierata in maniera netta ed inequivocabile contro la “senesità” dell’ingegnere ed a favore della “straniera” Signora Durio.

I toni imbonitori dei comunicati stampa ben scritti e ben pensati stanno provocando l’effetto contrario al desiderato, la percezione che si avverte è quella di una comunità che si sente offesa e che non ne può più di oscure manovre di palazzo calate dall’alto. Come già ribadito, nulla da dire sulla legittimità di avvalersi del diritto di prelazione, tuttavia il senese medio ha da ridire sulle modalità e sulle tempistiche con cui è stata manifestata questa volontà. Se si fosse voluto innescare almeno il dubbio dell’esistenza di un progetto serio nei confronti della società Robur Siena lo si sarebbe dovuto dichiarare da subito rendendo pubbliche le proprie intenzioni e soprattutto si sarebbe dovuto annunciare e presentare a volto scoperto (come fa chi non niente da nascondere) con chi si voleva attuare questo progetto. Personalmente ritengo che, se non si può dire chi è il burattinaio, siamo legittimati a pensare he ci sia qualcosa di non riferibile e pertanto di poco chiaro. Di personaggi che prestavano il loro nome, e la loro presunta dignità per coprire chi non poteva agire sotto la luce del sole ne abbiamo avuti abbastanza, non abbiamo bisogno di allungare la lista.

D’altro canto, se è vero che chiunque può esercitare un incontestabile diritto sancito dalla legge italiana, è altrettanto vero che ciò sta innescando una reazione nei senesi che potrebbero esercitare un altrettanto sacrosanto diritto di non sottoscrivere abbonamenti per non contribuire in alcun modo a sovvenzione un progetto sconosciuto finanziato da individui anonimi che svolgono attività ignote. Per quanto mi concerne, il mio ultradecennale abbonamento resterà, mio malgrado, invenduto ed auguro all’ingegnere di poter assistere a tutte le partite della sua (intesa come mera ed asettica proprietà legale) squadra in beata solitudine, magari non al Rastrello in quanto non mi sentirei davvero rappresentato da chi dovesse concedere l’uso del nostro campo ad ulteriori personaggi che si insinuerebbero nella nostra comunità senza sapere di cosa sono portatori.

In questo pessimismo cosmico, concludo rilevando un evidente elemento di positività, noi senesi stiamo avendo uno scatto d’orgoglio, infatti, in questa città frastornata dagli eventi degli ultimi anni, sento per le strade, a lavoro, in contrada e ovunque mi trovi che saremo uniti fino in fondo per far valere una giustizia che non sarà di aula di tribunale, ma sarà di popolo determinato ed orgoglioso che vuole essere rappresentato solo da chi ne è degno.

W Siena e W la Robur

Marco Lusini


 

 
27/08/16 19:43 | UFFA!!!!! ci scrive Andrea Sordi
UFFA!!!!! ci scrive Andrea Sordi

Nell’imminenza del campionato pensavo fosse lecito parlare di calcio. Pensavo che le tiritere legali e burocratiche fossero concluse. Pensavo, scioccamente, che la caduta, anche di stile, fosse completata e che, ovviamente, fosse ricominciata, seppur lenta e complessa, la risalita.

Invece no!

Risiamo a discettare di diritti usurpati e di diritti negati, torniamo a sfogliare il Codice Civile, a fare ricerche di dottrina e di giurisprudenza per sapere se il Siena, o Robur che sia, potrà vincere il campionato ovvero partecipare agli spareggi ovvero retrocedere.

Una volta, quando le cose sembravano facili, si leggeva il calendario, si sacramentava perché le partite difficile erano, come i grani del rosario, una dietro all’altra alla fine del campionato, ovvero si discuteva della rosa dei giocatori a disposizione del Mister di turno, riflettendo se c’era coerenza con la tattica di gioco praticata. Si argomentava e si litigava sui vari forum o più rusticamente nei bar di periferia o nelle Soc. di Contrada, facendo sbuffare chi riteneva la discussione di calcio impropria se non una vera onta alla sacralità del luogo.

Ora, invece, il presunto Mister di turno non se lo fila più nessuno, l’attenzione la prende il tifoso che sembra avere una qualche familiarità con le pandette.

Io,ve lo confesso, mi sono stancato, potrei dire anche in altro modo, ma non sarebbe elegante.

Ne ho fin sopra i capelli, che ho perso da tempo, di tutti i personaggi di questa pessima “pochade”.

Per cortesia, mi volete dire cosa avete intenzione di fare, quale progetto, per usare un termine “pallonaro”, state elaborando, quali sono gli obiettivi, come si intendono raggiungerli, con quali mezzi e quali uomini e, per concludere, in quali tempi.

Sono esigente? Non credo proprio, ho messo solo i famosi cinque interrogativi cui un qualsiasi progetto, anche il più asfittico, deve rispondere. Diversamente non si vince neanche la Provaccia.

Per ora, leggendo gli ultimi editti, che vi devo dire?

Mi auguro, come si usa dire in queste situazioni, che i “ragazzi” siano impermeabili e l’allenatore bravo ad isolarli.

E’ dal novembre scorso che diciamo queste strullate, a cui non crede più nessuno!

Un rituale FORZA SIENA ed uno spontaneo “te lo vai…..”

Andrea Sordi


 

 
27/08/16 12:43 | Due parole per i “ragazzi in campo”.
Due parole per i “ragazzi in campo”.

In molti saremo domani a Pontedera perché dalle poche uscite che le circostanze vi e ci hanno concesse, abbiamo avuto l’ottima impressione di un complesso vincente. Domani confermatecela, mele o pere durie che siano! L’allenatore, com’è giusto, vi  motiverà a scendere in campo per la vittoria.  Noi,con la a nostra presenza sugli spalti, intendiamo fare altrettanto. Agli altri, troppi sportivi compresi, le chiacchiere, le polemiche, il dietrologismo viscerale e politico, l'inghippi finanziari, il protagonismo. Per noi che saremo a Pontedera e per voi che sarete in capo conta solo la vittoria. Cercatela, così come noi la vogliamo.

IN BOCCA AL LUPO!

Eraclio Barsanti

 
25/07/16 09:32 | Allora torniamo a parlare di calcio. Ci scrive Andrea Sordi
Allora torniamo a parlare di calcio. Ci scrive Andrea Sordi

Sicuramente non sarà facile, la tastiera suggerirebbe altre recriminazioni ed ingiurie ma, come si dice, “al nemico che se ne va, ponti d’oro”.

Non esageriamo, altrimenti ci prende in parola e scatena l’avvocato per avere il lucido metallo a titolo di lascito consolatorio.

Finalmente abbiamo voltato pagina, persone nuove, determinate e vogliose (altrimenti….) hanno preso il timone di quella che era una bella nave ma che armatori e nocchieri sciagurati hanno finito per ridurre ad un barcone. Sembra che la vecchia nave venga ora riportata in cantiere, ripulita, risistemata, aggiornata negli strumenti e con rotte finalmente pianificate e definite.

Si sta allestendo l’equipaggio che ci dicono ben assortito con vecchi e rassicuranti lupi di mare in grado di insegnare e sostenere i giovani nella fatica e nelle possibili bufere invernali. Si comincia, infine (sembra una battuta!), addirittura a parlare di infrastrutture di proprietà.

Mentre mi stropiccio gli occhi, sperando che ancora il mare, questa volta ligure, ci consegni nuove opportunità per sognare e vivere una nuova “lucida follia”, non posso che ringraziare per quanto fatto fino ad ora, facendo presente, con il dovuto rispetto, come a Siena si usi dire “ vuol dire che le bandiere si faranno il prossimo anno!” ossia intanto vinciamo il Palio poi pensiamo al resto.

In fondo in Piazza c’è solo un risultato: la Vittoria!

Noi senesi siamo gente bizzarra: o si vince o non ci si diverte!

Nella Piazza del Campo ci nasce…..

FORZA SIENA, FORZA LA ROBUR

A. Sordi