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Lettere

18/09/17 19:19 | C'era una volta un tifoso in coma. Ci scrive Guido Elia.
C'era una volta un tifoso in coma. Ci scrive Guido Elia.

Se un tifoso del Siena avesse battuto la testa nell’aprile del 2014 e si fosse risvegliato alla ripresa del campionato tra i dilettanti e con una lupa messa di tre quarti nello stemma, di sicuro avrebbe immediatamente avuto una grave ricaduta. Lo stesso scenario si sarebbe ripresentato pari pari se il nostro malcapitato tifoso immaginario avesse ripreso conoscenza al giro di boa del campionato successivo, con le casse vuote e lo spettro di un secondo fallimento che avrebbe potuto spazzare via definitivamente il calcio professionistico da Siena. E possiamo facilmente supporre che non sarebbe andata diversamente se dopo essere uscito dalle Scotte la mattina dello scorso 25 febbraio con impressi ancora nella memoria i gol di Rosina fosse poi andato a vedere un’inguardabile Robur venire superata dal Racing Roma. Se però il nostro sfortunato amico appena ripresosi dalla botta fosse andato a vedere una qualsiasi delle partite disputate finora in questo campionato, sono convinto che sarebbe riuscito a tornare agilmente a casa con le proprie gambe. Magari non sarebbe stato proprio contentissimo e due moccoli gli sarebbero ugualmente scappati, non avendo avuto il tempo di metabolizzare l’idea di essere passati dal mancare d’un soffio i playoff di B  - per colpa dei mancati pagamenti di un signore diversamente onesto - all’andare a pareggiare a Colle e Poggibonsi; però avrebbe dovuto ammettere di aver visto una partita con gioco, idee, grinta ed entusiasmo. Tutto sommato, nonostante il divario tra l’ultima partita vista prima della capocciata e quella vista dopo la riavuta, probabilmente avrebbe acceso comunque la sua radiolina al termine dell’incontro per ascoltare le parole tutt'altro che scontate dell’allenatore-beniamino, e con l’immaginazione sono convinto che sarebbe corso al prossimo turno, a pensare alle possibili combinazioni per restare in quota ed alle insidie che potenzialmente potrebbero bloccare il cammino del nostro "Roburrone che tremare il mondo fa”.

Siamo vivi, siamo primi, ed è presto - troppo presto - , per pensare di chiedere qualcosa a questo campionato ma possiamo comunque sognare, possiamo guardare il prossimo avversario negli occhi prefigurandosi per tutta la settimana come fargli male (sportivamente parlando) anziché  interrogandosi sul numero di pere che riusciremo a chiappare. Possiamo andare il lunedì al lavoro o a pagare una multa alle Poste o a ritirare le analisi all’ex INAM con ancora appiccicata addosso la libidine del giorno prima invece che con il broncio dovuto all’ennesima scoppola presa da un toponimo impronunciabile. Poi magari arriveranno i problemi, i cali di forma, le polemiche istantanee come il caffè solubile, ma almeno per ora lasciateci sognare un pochino per favore, dai, ancora cinque minuti…

Guido Elia

 

 
25/06/17 23:15 | Ci mancava ...l'eleganza. Ci scrive Duccio Costantini
Ci mancava ...l'eleganza. Ci scrive Duccio Costantini

"Se un amico mi presenta una bella ragazza, anche se so che e' fidanzata, io ci provo. Poi lei e' libera di dirmi di no...."

E se lei, poco elegantemente, gli sputasse in faccia, e gli ricordasse che e' gia' "fidanzata", come riuscirebbe il Dr. Macchi  a disimpegnarsi altrettanto elegantemente?

Questi signori, arrivano per la prima volta pubblicamente a Siena, e si permettono di mettere bocca sull'attuale proprieta' della Robur, e sopratutto, con la citata eleganza, di giudicare un operato che, a prescindere, si e' chiuso con il saldo di tutte le pendenze che aveva si' generato.

"Perche' Siena e non Arezzo", contnua Macchi.....si' , me lo chiedo anch'io ma subito dopo capisco che L'Ing. Mele, capace di trasmettere amore bianconero a 360°, e' riuscito a traslarlo anche nel cuore dei Sig. ri Macchi, che d'incanto ridondano di sentimento ruburrino.

Ho trovato il tutto davvero fuori luogo, una conferenza stampa strafottente e subdola che poi continua con gli interventi dello stesso Mele e dell'altro Macchi, il Dr. Filippo che ci tiene a far sapere alla platea che e' "plurilaureato".

Toni e modi comunque adatti al mondo del calcio direi, perche' ai tifosi si pensa che si possa far credere ogni cosa....(ultimamente, Caliendo, proprietario del Modena si e' fatto fotografare accanto a dei turisti cinesi incontrati al ristorante spacciandoli per i nuovi acquirenti del Modena Calcio......)

La cosa su cui verte sempre l'impegno di tutti e' pero' la costruzione dello stadio.

Eh si....perche' lo stadio ci vuole, garantirebbe intrioiti a dismisura, attiverebbe marketing giganteschi..." averne uno di proprieta' garantirebbe di chiudere il bilancio in pari" dice Macchi, salvo ricordare a tutti che SIena non e' comunque "la capitale DI europa" come asserisce ancora l'ottimo imbonitore Macchi ma una citta' di provincia che ancor oggi ricerca una propria dimensione, dopo che la precedente, centenaria, e' stata malamente distrutta da altri genii passati impunemente tra le nostre colline.

E poi....altri consigli....i ristoranti per le trasferte...(perche' no il pranzo al sacco ancora piu' economico!....), il ruolo di Bertoletti che garantirebbe la gestione migliore di sempre ( che comunque.....potra' dimostrare le proprie peculiarita' alla Mens Sana)

Dalla Nazione di ieri poi si puo' leggere lo "sfogo" del Conte Fumi, che vorrebbe anche lui, respirare un vento nuovo, dice che e' entrato nella Robur anche lui grazie a Pietro Mele (ancora lui), ma non elenca i motivi di convincimento mossi dall'Ingegnere nei suoi confronti. La chiosa del Conte e' da vero nobile, con l'augurio di continuare con l'eleganza, che ritorna puntuale a galla, e la delicatezza dei Sig.ri Macchi.

Nel calcio credo sia piu' facile perderci che guadagnarci e dopo averci perso, potrebbe essere utile diversificare in altri campi senza fissarsi di rifarsi al solito tavolo...

Signori, il calcio da' visibilita' ma costa, mettetevelo bene in testa, e non da oggi. Non esistono altre misure, altrimenti il Milan sarebbe ancora di Berlusconi e l'Inter di Moratti. Si puo' fare di piu' certo, chi ha lo stadio di proprieta' puo' stare meglio ma dipende sempre dalla caratura. A Barcellona o Torino ok, ma a Siena sarebbe tutto da dimostrare. Anche l'attuale proprieta' comunque e' a conoscenza di questo, cosi' come certamente sa di avere commesso anche degli errori....ma con la costante di non avere chiesto sconti a nessuno ed avere saldato il conto.

Io sto con chi i soldi ha dimostrato di metterceli, dopo anni di teatrini e teatranti che aspettavano l'arrivo della banca affinche' addirittura potesse rimanere anche qualcosa attaccato alle mani!!!

Avanti con Anna Durio Trani, che io, al cospetto di altri, trovo anche elegante!!!

Anche troppo Anna!

Duccio Costantini


 

 
01/06/17 18:08 | Fabio Mazzieri: Ben tornati alle due leggende
Fabio Mazzieri: Ben tornati alle due leggende

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano!

Si può riassumere così la storia di Simone Vergassola e Michele Mignani sotto la Torre del Mangia.

Dopo una buona carriera da calciatori i due decidono di "appendere" le scarpette al chiodo, Simone decide di scendere in Serie D, dopo il fallimento dell'A.C. Siena dove non ha mai giocato per una fascite plantare.

Michele inizia ad allenare ad Olbia dove dopo un ottimo girone d'andata viene inspiegabilmente esonerato.

Il primo Giugno però è una data che cambia la vita professionale di entrambi: Anna Durio dopo una stagione turbulenta, li sceglie per ripartire da zero, per voltare pagina; saranno rispittivamente allenatore e vice-allenatore della prima squadra. Una grande scelta da parte della società che "rischia" di coinvolgere la città in un impatto emotivo devestante.

Non so quale sarà il verdetto del campo a fine anno, ma sono sicuro che avrà il record di abbonati di tutta la Serie C.

Sono davvero felice per Michele e Simone, due persone per bene che faranno fare alla Robur Siena il salto di qualità!

Ma la Robur può festeggiare un record assoluto: avere due capitani in panchina, avvenimento mai accaduto nel calcio professionistico.

Fabio Mazzieri

 
24/04/17 00:29 | Il Quasi Derby Siena-Viterbese...
Il Quasi Derby Siena-Viterbese...

Per me è un "quasi derby". Anche in una serie calcistica minore si possono nascondere tante curiosità. L'Italia dei campanili vive di questo. E il calcio è anche un modo per altri confronti extra-sportivi. Uno specchio. Sarà per il passato da studente a Siena e per il legame che ho ancora con la città. Però diciamocelo,in fondo siamo due province che confinano fra loro,una strada stupenda (la Cassia) che ci unisce diretta. E, se nel girone togliamo Arezzo e Prato siamo la città più vicina...visti i 140 km di strada. Un "quasi derby" da aria medievale (vista la caratteristica di entrambe). Certo, Siena sempre libero comune a primeggiare su tutto e tutti, Viterbo più giù sotto il Papato, ahimè. Ma di storia, queste città sono ricche tutte e due. La bellezza di Siena però indiscutibile... Uguali e diverse. Possiamo quindi dire anche un "quasi derby" Ghibellini contro Guelfi?...o ancora un "quasi derby" della via Francigena?. Infine, la curiosità è notare in ogni via,incrocio o svincolo di Viterbo, l'indicazione stradale blu con scritto "Siena" : Regole dettate dall'Anas?? o...come a sottolineare il glorioso passato della città del Palio anche a più km di distanza? ?. (Qua a Viterbo la prendiamo spesso come città di riferimento in molti campi). Chiusa la parentesi di storia e curiosità☺, che vinca il migliore nel..."quasi derby". 

Un saluto dalla Tuscia. 

Alessandro P.

 

 
03/04/17 09:33 | Lettera ad Anna Durio di Mario Lisi
Lettera ad Anna Durio di Mario Lisi

Cara Signora Anna,

ormai ho già consegnato il mio articolo mensile al direttore di “Mesesport” per il prossimo numero di aprile, altrimenti avrei volentieri sfruttato l’occasione per commentare il tristissimo spettacolo da Lei offertoci in video subito dopo la fine (per l’ennesima volta ingloriosa) di una partita della Robur che stavolta ha beneficiato dei tre punti i grigiorossi di Cremona.

Per prima cosa avrei voluto scrivere di cuore che, se già sapevamo della propensione di Suo figlio al biasimevole vizio della bestemmia, mai ci saremmo aspettati di scoprire che sotto le mentite spoglie della madre - donna-manager presidentessa del Siena - si nascondessero anima e stile degni di un camallo del porto di Genova!

Vede, le irripetibili espressioni uscite dalla Sua bocca l’altra sera per un indiscriminato attacco a tutto e a tutti in questa città, hanno colpito noi senesi non soltanto perché non è mai bello sentirsi rinfacciare questioni di vil danaro (ma lo sa che qualche secolo fa ne prestavamo perfino al papa?) ma soprattutto perché Siena, con tutti i suoi mille innegabili difetti e problemi, è comunque da sempre luogo di civiltà, di arte e di cultura che non si merita sceneggiate del genere, tantomeno a causa di una squadra di calcio e nemmeno in risposta ad eventuali provocazioni da parte di quelle pecore nere che si possono  trovare in ogni famiglia.

Dunque, se il Suo intento era quello di ferirci, OK c’è riuscita alla grande sputtanandoci sul web. Ma se, con la gazzarra della Sua villanesca “sparata”, voleva dimostrare di avere la personalità, il carisma e l’autorevolezza che ci vogliono nel ruolo che ricopre, prenda nota che queste sono doti che non si raggiungono né agitando il blocchetto degli assegni né alzando artificiosamente la voce, battendo il cazzotto sul tavolino o, peggio ancora, ingegnandosi di ripetere le peggiori parolacce possibili. Così facendo, più che altro ci si squalifica a livello personale e si può passare facilmente dalla ragione al torto...

Davvero con cordialità

Mario Lisi

 
01/03/17 08:54 | Ci scrive Massimiliano Ermini
Ci scrive Massimiliano Ermini

Carissimi amici del club, vi rubo qualche cm di spazio per esprimere un parere sulla situazione della nostra Robur.

Vorrei rivolgermi alla proprietà che tanto ha investito in denaro e passione in questa citta e questa squadra. Anna Durio e Federico Trani state sbagliando e state sbagliando buttando via soldi e tempo. Ve lo dico con lo sguardo di chi vi è grato per aver salvato il Siena dal fallimento ma con altrettanto sguardo vi dico di svegliarvi dal torpore che vi attanaglia e capire che avete dato la gestione della parte tecnico sportiva in mano a persone totalmente inadeguate che vi hanno abbindolato facendo solo i loro interessi e non gli interessi della Robur. Stiamo retrocedendo avendo speso cifre esorbitanti ed avendo comprato ex giocatori rotti da recuperare.  Non buttate via il vostro denaro e la vostra passione per andare dietro al gatto e la volpe......non sono persone che fanno per voi....aprite gli occhi. Hanno scelto in totale autonomia sbagliando ogni tipo di scelta dalla più grande alla più piccola,  dal preparatore atletico, all'allenatore,  alla rosa dei giocatori. Non ne hanno indovinata una. Reagite, mandateli via ed operate con gente di altro spessore umano e sportivo. Avete tristemente sotto gli occhi le sciagure che stanno facendo......Campagnacci rotto, Terigi rotto, Castiglia rotto,  Freddi rotto (reduce da un infortunio), Bunino gioca ma ha dei problemi, Gentile ha dei problemi (reduce da un infortunio), ..............tipologia di giocatori lenti e compassati, fuori ruolo (vedi Iapichino e Vassallo)  e tutti con contratti onerosi e pluriennali...gli stessi contratti onerosi e pluriennali che il gatto e la volpe si sono fatti per ben tre anni!!!

Anna e Federico.........grazie per ciò che avete fatto ma ora vi aspetta un altro momento importante in cui le decisioni sono determinanti. Reagite!!!

Massimiliano Ermini

 
27/02/17 17:24 | Ci scrive Guido Elia
Ci scrive Guido Elia

Buonasera,

Mi piacerebbe condividere una breve riflessione personale con le persone che assieme a me condividono a loro volta l'amore per la Robur.

Una trattativa sulla compravendita di una società sportiva è, fino a prova contraria, una trattativa tra privati come tutte le altre. Sì, è vero che i tifosi possono avere una certa influenza, ma se questa è oggettivamente minima nel caso di grosse società di calcio con tantissimo seguito, credo sia quantomeno presuntuoso pensare che noi tifosi del Siena si possa indirizzare a nostro piacimento una contrattazione privata solo in virtù del fatto che da anni paghiamo i biglietti del Rastrello e incitiamo la squadra. Temo che di fronte ai quattrini sonanti, la nostra passione sul piatto della bilancia sia ben poca cosa.

Perciò le varie recriminazioni che ho letto in vari posti e da varie voci su chi preferisse la tal fazione e chi la tal altra penso non abbiano senso, in quanto di fatto nessuno ha mai deciso niente. Al più ha espresso un'opinione, che tra l'altro non c'è modo di smentire con i fatti. Mi sembra dunque non solo un discorso inconcludente, ma anche dannoso: d'avanzo non siamo messi punto bene e ci si diverte di meno che a andare a vedere un cantiere (anche chiuso), se poi ci si divide dell'altro c'è parecchio sugo ad andare allo stadio...

Salviamo il salvabile e tifiamo la Robur.

Forza Siena

Guido Elia

 
24/02/17 01:04 | Giorgio Firenze, padre di Marco, risponde a Federico Trani sulla cessione del figlio
Giorgio Firenze, padre di Marco, risponde a Federico Trani sulla cessione del figlio

Non mi interessa entrare in polemica con le dichiarazioni appena lette, non mi interessano le scelte fatte del calciomercato: sono cose che non mi competono. Ma leggere che mio figlio sarebbe anche un bugiardo, che ha alzato i toni non lo permetto e per questo motivo che scrivo e preciso: Marco non voleva andare via da Siena, non ha mai alzato i toni, ha chiesto che intenzioni aveva la società e il nuovo mister nei suoi confronti. Al ritorno dal ritiro di Recco è messo subito fuori rosa e fatto allenare da solo con il preparatore per oltre 10 giorni: (come se avesse la peste) Provo grande tristezza nel commentare e nello scrivere queste righe ma sapendo esattamente come sono andate le cose non permetto a nessuno di far passare mio figlio per quello che non à (Giorgio Firenze)

 
23/02/17 11:45 | Considerazione sulla Robur. Ci scrive Fosco Losi
Considerazione sulla Robur. Ci scrive Fosco Losi

Caro Direttore

preso dalla più profonda disperazione in merito alle inqualificabili prestazioni della Beneamata Robur, sento il bisogno di esternare una specifica considerazione riguardo alla condizione della squadra che rappresenta la nostra città.

Nessuno sportivo o tifoso che sia, pretendeva e pretende in quest’anno di grazia che dicono sia transitorio e propedeutico, una squadra che lottasse per i primi posti o che fosse in grado da subito di fare il salto di categoria. Ognuno di noi, però, sperava in un campionato dignitoso con partite decorose che fossero espressione di un calcio divertente ed efficiente tale da recuperare la passione degli sportivi.

Niente di tutto questo: le prestazioni della squadra (ad eccezione di qualche sporadico sprazzo in alcune partite) sono inqualificabili (sia con il vecchio che con il nuovo allenatore); i giocatori appaiono lenti e compassati tanto da far apparire gli avversari come autentici supermen; qualunque impianto di gioco 3-5-2/ 4-4-2/ 4-3-3 o quello di Laganà non sembrano compatibili e/o confacenti con questi “atleti”.

Ogni partita con qualsiasi avversario di fronte, di prima o di ultima fascia, presenta lo stesso canovaccio: gli altri corrono i nostri camminano, gli altri guardano la palla ed arrivano prima i nostri guardano l’uomo, gli altri accorciano le distanze fra loro la nostra squadra le allunga, gli altri ampliano gli spazi e sfruttano gli inserimenti i nostri si affidano al singolo (Marotta…), gli altri aggrediscono i nostri portatori di palla i nostri retrocedono sul portatore di palla altrui; eccetera eccetera…

Per gli allenatori delle altre squadre che incontrano la Robur non è affatto difficile impostare la partita perché non è necessario ricorrere a particolari alchimie tattiche e/o qualsivoglia impostazione organizzativa innovativa o singolare, ma è sufficiente correre e pressare - prima o poi il risultato sarà ottenuto -.

Allora i nostri sono tutti brocchi?!!.. no non lo sono!

Peraltro dai miei riscontri risulterebbe che il gruppo di giocatori che fanno parte della rosa sia composto di persone corrette e motivate e di professionisti seri che scendono in campo determinati e vogliosi di ottenere risultati ed offrire prestazioni decenti; la circostanza di esternare l’amarezza per i risultati ottenuti ne è una conferma .

Ed allora dove sta la causa?

Secondo me il fatto principale (non unico!!!) che determina questo stato di cose è la precarietà atletica! Precarietà intesa non come propensione agli infortuni (!) ma come insufficienza di allenamento.

Oltre alle caratteristiche naturali di ogni giocatore che in parte sono fornite da madre natura e/o degli aspetti tattici preparati dagli allenatori, se vuoi vincere – in qualunque categoria – devi correre più degli altri, devi arrivare prima, devi raggiungere il momento critico della stanchezza un minuto dopo gli altri.

Affinché tutto ciò sia possibile è necessario avere e tenere un livello atletico di massima efficienza.

Se all’inizio del campionato questa carenza poteva essere imputata al ritardo della preparazione, il protrarsi della situazione ha neutralizzato la scusante. Avevo pensato che con il cambio dell’Allenatore in concomitanza con la sosta invernale e la naturale ripresa degli allenamenti, ci potesse essere una decisa inversione di tendenza e consegnarci una squadra atleticamente all’altezza (come accaduto altre volte in passato): niente di tutto questo. E’ cambiato lo spartito (modello di gioco) ma la sinfonia è la stessa (andamento lento).

Mi auguro di tutto cuore che già dalla prossima partita tutto sia risolto, perché abbiamo impellente bisogno di recuperare quel giusto entusiasmo senza il quale non esiste il gioco del calcio.

Cordialmente.

Fosco Losi


 

 
06/02/17 10:26 | Povera Robur. Ci scrive Massimo Carignani
Povera Robur. Ci scrive Massimo Carignani

Povera Robur, quattro sconfitte consecutive sono troppe e forse è arrivato il momento di non fare più chiacchiere e giustificazioni.

Nel calcio, purtroppo, le buone prestazioni e la sfortuna non fanno punti, allora è bene riflettere tutti senza se e senza ma.

Io dalla lontana Terni seguo sempre con passione ed entusiasmo il mio vecchio e caro Siena, le questioni societarie non aiutano, ma in campo sono i giocatori che devono onorare la maglia.

Tanti anni trascorsi in Serie A e in Serie B non devono essere dimenticati, ma anzi devono dare a tutti, società, tecnici e giocatori uno stimolo più grande.

Le vittorie più belle sono quelle che si ottengono sul campo … magari con l’aiuto dei tifosi e la partecipazione di tutti.

Ritrovarsi invischiati nella lotta per i play-out è un attimo, adesso ogni partita sarà una battaglia, tutte le squadre poi attenderanno il Siena per la prestazione dell’anno, nessuno lo deve dimenticare e allora pochi discorsi e più fatti alias risultati, il calcio ha regole precise e solo vincendo si ritrova tutti un po’ del vecchio entusiasmo.

Per memoria il Siena gestione Sannino è una delle poche squadre che ha conquistato punti allo Juventus Stadium … A buon intenditor …

Massimo Carignani

 
30/01/17 12:59 | Lo stato dell'arte. Ci scrive Andrea Sordi
Lo stato dell'arte. Ci scrive Andrea Sordi

La partita di ieri pomeriggio, indipendentemente dall’infausto risultato, ci conferma come questa squadra, pur tenendo conto dei noti ritardi, sia stata mal costruita.

L’avere poco tempo a disposizione non è per il Siena una scusante; con notevoli ritardi fu approntata la squadra che vinse in D il campionato della rinascita, con uguali ritardi fu allestita l’anno seguente la squadra per affrontare la C che, indipendentemente dall’allucinante marasma e dallo smembramento eseguito, appariva in grado di rivaleggiare con il Pisa e, quindi, puntare a ben più lusinghieri risultati.

Veniamo, dunque, da esperienze nelle quali il ritardo non ha impedito l’ingaggio di calciatori coerenti con gli obiettivi.

Ad oggi, invece, non rimane che notare, e lo risottolineo con forza, come il Siena si distingua per una difesa fisicamente prestante ma altrettanto lenta, per un centrocampo che non sa interdire ovvero costruire, un attacco composto da una seconda punta efficace e da una prima non in grado di centrare la porta neanche da un metro!

Ora potremo anche dire che i superstiti dello scorso campionato furono quelli che per primi vennero tagliati e le squadre con le quali hanno finito la stagione si sono guardate bene dal tentare di trattenerli. Il Siena di oggi ha loro prorogato il contratto!

A centrocampo viviamo le situazioni più complesse: accanto ad un curioso personaggio che girovaga, senza correre, per il campo in maniche corte e guanti, calciando il pallone con una logica non compresa dagli altri, si alternano altri con caratteristiche di gioco non sempre coerenti, forse anche perché è dall’inizio del campionato che noi sconcertati spettatori, peraltro in numero sempre più esiguo, non abbiamo capito “chi fa che cosa”.

Un centrocampo così indecifrabile, viene saltato con i lanci lunghi della difesa e “bevuto” dagli avversari.

Oddio, ieri, ad esempio, era difficile dialogare palla a terra in quel campo di patate, ma la situazione non cambia al Rastrello, decisamente più livellato ed ampio: due passaggi, non di più, e palla agli avversari!

Il mercato di riparazione ha allontanato da Siena diversi giocatori, alcuni neanche mai visti in campo, tra questi Firenze l’unico che sembrava “unto dal Signore” ed ha portato due esterni, forse un difensore, ma quel gioiellino di centrocampo non si tocca?

Carissima Presidente Durio, mi permetto di richiamare la Sua attenzione sullo stato dell’arte perché mi dispiace, per quel naturale senso di empatia tra umani, veder bruciare “palanche” e svanire progetti per scelte non adeguate fatte da persone che temo non abbiano lo spessore richiesto.

 

Andrea Sordi

 
26/01/17 14:29 | Solo Colella colpevole? Ci scrive Andrea Sordi
Solo Colella colpevole? Ci scrive Andrea Sordi

Sono sempre stato molto, molto critico nei confronti di Colella, giudicato il peggior allenatore venuto a Siena che io ricordi.

Ho sempre sostenuto la necessità di un suo rapido allontanamento, perché incapace di dare una caratura tattica alla squadra oltreché favorirne uno sviluppo atletico e tecnico.

Ero anche convinto che la squadra non fosse una forza della natura, ma, proprio per questo, che si dovesse arrivare rapidamente all’esonero dell’allenatore perché, in tal modo, avremmo messo a nudo i deficit e, per quanto possibile, correggerli, comprendendo finalmente se era Colella il vero ed unico colpevole o meno.

Indubbiamente Scazzola ha saputo dare ritmo, quadratura tattica, una più decorosa condizione atletica ma ……. i deficit tecnici sono talmente clamorosi che è normale domandarsi: quale principio ha ispirato l’ingaggio di oltre venti baldi giovani? La casualità? La limitata disponibilità finanziaria? L’incapacità? La sudditanza verso certi procuratori?

E’ impossibile acquisire alla causa bianconera così tanti ex infortunati, personaggi che, ormai, con il calcio giocato non hanno più molto a che fare o altri la cui cifra tecnica appare collidere con il campionato cui sono stati destinati, senza essersene accorti.

La cosa più grave, se mi è consentito, è affermare che per dare una risoluzione ai problemi della squadra bastano un paio di esterni e, forse, un centrocampista. Affermazione, questa, che aggiunta a l’altra messa in bocca a Marotta, credo che ci diano la misura della persona cui è affidata la conduzione sportiva della Robur Siena.


 

Andrea Sordi


 

 
31/10/16 09:56 | Grande Colella. Intervento di Duccio Costantini
Grande Colella. Intervento di Duccio Costantini

Mi ero ripromesso di seguire il Siena solo per il tempo necessario della partita senza dare attenzione a tutte quelle chiacchere e polemiche che riempiono la settimana, ma oggi non posso non concedermi un giudizio su Colella: purtroppo è vero, ha ragione il mister.....
le partite del Siena andrebbero davvero sospese prima di prendere gol ... diciamo la domenica (o il sabato) mattina almeno si andrebbe sul sicuro e sarebbe un toccasana mica da ridere.., e poi è risaputo che i giocatori dell'Alessandria montano da tempo congegni oculari antinebbia tali da rendere la porta avversaria illuminata e vulnerabile.
Caro Mister, le notizie di oggi, sportive e non, hanno trasmesso solo angoscia, ma leggere le sue dichiarazioni di fine partita è stato uno spasso....come quando un certo allenatore di nome Capello, sconfitto sonoramente, disse che la sua squadra era stata danneggiata dall'erba del Rastrello che era troppo alta....
Ecco, Lei è fatto della stessa pasta, le colpe sono sempre degli altri...
E se si mettesse in discussione anche lei? Infondo delle ultime otto reti subite solo due per colpa della nebbia......e le altre mister?

Duccio Costantini.

 
26/10/16 08:39 | Intervento di Simone Bernini
Intervento di Simone Bernini

Buongiorno.

Vi sarei grato se vorrete pubblicare queste mie brevi righe sul Vostro spazio.

Colgo l'occasione per ringraziare l'amico Giusti, che “sdogana” al grande pubblico “Wiatutti”, citato in occasione di una Sua lettera.

Non capisco tuttavia perché l'articolo del blog sia collegato a questioni (es: da 1 a 5) che Giusti ragionevolmente passa in rassegna: tutti punti che da mesi Wiatutti segnala con pezzi quotidiani, che pertanto a questo punto Giusti non avrà letto, ovvero avrà rimosso. Non mi metto per comodità a segnare tipo note a piè di pagina le citazioni del blog sulle argomentazioni di Giusti. Sulle quali, pertanto, siamo tutti d'accordo (o in disaccordo). E che sono, oggi 26 ottobre 2016, argomentazioni per me non attuali e pertanto poco interessanti.

Ciò che non riesco a capire – e mi scuso, ma sicuramente sono io un ritardato – è perché la proprietà Durio-Trani si debba “difendere” dall'articolo in questione, che probabilmente è stato mal interpretato; o mal scritto.

La “Aurea mediocritas”, come saprà Giusti che ha svolto studi classici, è una locuzione del poeta Orazio, in cui “il termine mediocritas non ha il valore dispregiativo che ha in italiano la parola "mediocrità", ma significa piuttosto "stare in una posizione intermedia" tra l'ottimo e il pessimo, tra il massimo e il minimo” (fonte WIKIPEDIA). E difatti, se si legge attentamente il pezzo del blog, tale mediocritas viene contrapposta al famoso “Stay hungry, stay foolish” di Jobs, come due modi di interpretare una realtà (in tal caso una realtà di conduzione societaria sportiva), che personalmente trovo divergenti in relazione alla salute di una mia passione. Si dice sempre e costantemente – soprattutto Giusti – che sarebbe importante adesso in città alzare l'asticella delle nostre aspettative e delle richieste, che un tifoso ha ancora la possibilità (spero) di proporre: ebbene, a mio avviso la “aurea mediocritas” che “imputo” (argomentando) alla brevissima fase della presidenza Durio-Trani in questo momento per me non serve a tale scopo. PERCHÈ NON GENERA ENTUSIASMO.

Sbaglierò, ma è una mia interpretazione.

Altra questione totalmente incomprensibile è il continuo rimando di Giusti a Ponte e Mele, da me mai citati nell'articolo in questione, se non in maniera incidentale (ing. Mele nelle righe finali).

Mi sento fortunatissimo ad essere arrivato alla mia veneranda età di 46 anni libero di poter esprimere una mia opinione personale, pur nel pieno rispetto degli altri e soprattutto dei tifosi della Robur, che considero tutti miei fratelli. Non ho bisogno di etichettare altri, né di essere etichettato, per sopravvivere nella realtà quotidiana. Penso (e spero) di avere dimostrato con fatti, parole e scritti che a me di Ponte/Mele/Durio/Trani non interessa NIENTE, se non in quanto attori della storia della Robur. Se scorrete qualche pagina di Wiatutti, di Ponte e Mele nel blog non si parla più da mesi, dato che ad oggi rappresentano il passato; ed a me piace molto verificare ciò che mi propone il presente. Presente che si chiama Durio/Trani. Ed ora – appunto - sto verificando ciò che il presente mi propone, secondo la mia personale interpretazione. Non ho cioè bisogno di esistere, in relazione alla mia passione per la Robur, in funzione di persone che, da esperienza provata, oggi ci sono e domani non ci sono più: che si chiamino Ponte, Mele, Durio, Trani o Fuffolo. Direi anzi – se proprio posso dare un consiglio al buon Francesco – di finirla di tentare di buttarla sulla contrapposizione fra due opposti, quando mi pare che il testo dell'articolo decisamente dica altro. Con me questa storia non attacca, mi pare di essere stato chiaro.

Ringrazio ancora il FOL per avermi ospitato e Francesco, che mi ha dato l'opportunità di approfondire qualche insignificante concetto.

Simone Bernini

 
25/10/16 15:51 | Intervento di Francesco Giusti
Intervento di Francesco Giusti

Leggo l'intervento sul blog Wiatutti e, lungi da me difendere la proprietà Durio – Trani (ci penseranno da sé) ed anche se ci sono delle cose a livello tecnico - tattico che non mi convincono, mi sembra doveroso ricordare che:
1) Se qualcuno (come Morgia) ha rinunciato alla Robur Siena prima dell’insediamento della nuova proprietà bisogna ringraziare solo ed esclusivamente il duo Ponte – Mele, che con i loro ritardi hanno non poco rallentato le operazioni di insediamento della nuova proprietà, danneggiando la campagna acquisti del Siena e la creazione del nuovo organigramma societario;
2) Ma il Morgia di cui si parla non era lo stesso allontanato dalla precedente proprietà Mele – Ponte?
3) Il Centro sportivo non si realizza certo in pochi mesi, ma credo che le bizze dell’Ing. Mele e del suo amico Ponte non facilitino la gestione societaria della Robur Siena e quindi anche i suoi futuri progetti. Oltretutto il fatto che l’Ing. Mele abbia atteso non poco per firmare la rinuncia al diritto di prelazione (sappiamo tutti come è andata a finire) ha di fatto bloccato l’organizzazione della società bianconera per lungo tempo;
4) Parliamo di progetto biennale per la società, ma la nuova proprietà è bloccata da uno sparuto manipolo di soci di minoranza e dall’Ing. Pietro Mele nella formazione del nuovo CdA. Come fanno a programmare?
5) Perché non si ricorda che la Durio è stata cercata dal Mele e dalla precedente proprietà, che era alla perenne ricerca di un socio forte?

Francesco Giusti

 
15/09/16 16:57 | Lettera aperta a Federico Trani. Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Mario Lisi
Lettera aperta a Federico Trani. Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Mario Lisi

Caro Federico,

innanzitutto ancora grazie infinite alla tua famiglia per avere salvato la gloriosa Robur perché se nel febbraio scorso non ci foste stati voi sarebbe stato fallimento sicuro e tutto il resto che si può dire di questa intricata vicenda, come cantava il compianto Califano, è noia.

Dato atto di tale eterno debito di riconoscenza, però, lascia che uno che ha i capelli bianchi e che di partite ne ha viste un’infinità, ti indirizzi qualche piccola osservazione. Non un avvertimento, men che mai una minaccia; piuttosto una dritta, un consiglio da amico, a nome - credo - anche di tanti altri sportivi senesi.

Indubbiamente nelle dichiarazioni post gara fa piacere vedere la tua faccia pulita e intelligente al posto di quelle (tante, troppe) che ci hanno preso bellamente per i fondelli negli ultimi anni ma stai attento, per favore fai attenzione, a non finire per farlo anche te com’è successo (forse non te ne sei nemmeno accorto…) dopo l’inguardabile gara interna con la Lupa Roma.

Hai solo venti anni (beato te!) ma noi – sai – abbiamo il difetto di essere il Siena e come la memoria abbiamo anche l’occhio lungo. Abbastanza lungo per arrivare a capire che non sei stato certo fulminato sulla via di Damasco da sviscerato amore per la Robur; si capisce da lontano che vuoi sfondare nell’ambiente del calcio e che per te una piazza come Siena è un ottimo trampolino di lancio per arrivare un giorno a ricoprire prestigiosi incarichi al Genoa, al Milan, magari alla Juve. Te lo auguro di tutto cuore ma intanto ascolta.

Non bastano l’entusiasmo giovanile, un robusto conto in banca e un paio di simpatici baffetti da sparviero per andare davanti a un microfono e raccontarci che “Cristo è morto di sonno”. Il pubblico senese ha visto giocare in maglia bianconera gente come Chiesa, Flo, Tudor, Vergassola e ha guardato giostrare sull’erba del “Franchi” i vari Del Piero, Buffon, Totti, Pirlo e fuoriclasse stranieri in abbondanza. Perciò i tifosi della Robur non hanno, come si dice, “l’anello al naso” e devi essere più accorto e realista nelle tue dichiarazioni, perciò evitare frasi fatte che fanno pensare che hai visto un’altra partita. Per esempio noi sappiamo capire quando, pur se a te è parso che “abbiamo tenuto il pallino del gioco in mano”, le reti abbiano più volte rischiato di farle gli avversari; arriviamo a comprendere da soli che “ci sono margini di miglioramento” in questa squadra (ci mancherebbe il contrario!) e siamo i primi a sperarlo. Ma soprattutto, immaginando che ci aspetti un campionato tribolato, evita per il futuro di  avvilupparti in velate polemiche circa applausi e fischi perché non ce lo meritiamo e perché chi vuol fare il tuo “mestiere” deve abituarsi ad accettare serenamente gli uni e gli altri. Vedi, mercoledì sera gli sportivi non hanno applaudito perché non c’era assolutamente nulla da applaudire, anzi la curva ha incitato la squadra fino al 94° e i fischi a fine partita sono stati il minimo sindacale dopo il deprimente spettacolo a cui si era appena assistito.

Dunque non cominciare subito anche te a vedere peccati di lesa maestà che non ci sono! D’altra parte devi capire che il bottino di 2 punti in quattro partite, specie alla vigilia di due insidiose trasferte consecutive, assomiglia a un baratro che si spalanca minaccioso e che è perfettamente normale se i tifosi hanno un po’ di paura.

Però, stai tranquillo, nessuno vuole già gettare via il bambino e l’acqua sporca. Ma permetti che in qualcuno - e io sono tra questi -  sia legittimo il sospetto che la creatura sia nata un tantino gracilina e che la baby sitter scelta per starle dietro non sappia fare del tutto bene il suo lavoro!?

Con stima e affetto, un cordiale abbraccio e sempre FORZA ROBUR!


Mario Lisi

 
10/09/16 09:12 | Protesta per una frase dello speaker in Siena-Giana Erminio
Protesta per una frase dello speaker in Siena-Giana Erminio

Credevamo che nei giornali o sul sito Siena club Fedelissimi - sempre molto attento alle vicende della Robur - di lunedì o martedì venisse riportata la notizia legata alla presentazione della squadra, letta dallo speacher del Rastrello all’ingresso delle squadre. Siccome non abbiamo letto niente, riteniamo che i cronisti presenti non abbiano sentito il grave passaggio in cui l’annunciatore dello stadio ha sottolineato: “... ora che ci siamo tolti di torno le mele marce...”. L’allusione all’ingegniere Pietro Mele è risultata abbastanza chiara e non ci aspettavamo una cosa del genere dalla società nuova. Ripicche così sono stantìe e al di là delle questioni, giuste o sbagliate che abbiamo vissuto tutti, quella frase è stata una caduta di stile gravissima, letta ed urlata in un contesto che niente aveva a che vedere con la partita. E altrettanto grave sarebbe se quella frase non fosse riferita a Pietro Mele perchè vorrebbe dire che la vecchia società era un covo di “mele marce” (dove comunque anche lo speaker è rimasto) e pertanto l’annunciatore era al corrente di cose “marce” che però ha preferito non denunciare mai. Come può uno speaker dire cose del genere? La società ne era al corrente? Ha avallato quelle frasi e quella caduta di stile oppure no? Non è l’ora di essere seri e guardare avanti in tranquillità?

Luca Passerai e altri vecchi tifosi

 
30/08/16 12:43 | Lettera di un tifoso: L’Ingegner Mele casca dal pero
Lettera di un tifoso: L’Ingegner Mele casca dal pero

Cari Fedelissimi,
affido a voi questo sfogo di senese esasperato dall'ennesima beffa.

Ho appena letto il terzo comunicato dell'Ingegner Mele, sulla falsariga dei due precedenti, si percepisce incredulità e stupore per la reazione dei senesi alla sua legittima volontà di esercitare il diritto di prelazione che la legge gli consente senza se e senza ma.

Indegnamente e da umile tifoso provo a chiarire il perché tutta la città sia improvvisamente “impazzita” e schierata in maniera netta ed inequivocabile contro la “senesità” dell’ingegnere ed a favore della “straniera” Signora Durio.

I toni imbonitori dei comunicati stampa ben scritti e ben pensati stanno provocando l’effetto contrario al desiderato, la percezione che si avverte è quella di una comunità che si sente offesa e che non ne può più di oscure manovre di palazzo calate dall’alto. Come già ribadito, nulla da dire sulla legittimità di avvalersi del diritto di prelazione, tuttavia il senese medio ha da ridire sulle modalità e sulle tempistiche con cui è stata manifestata questa volontà. Se si fosse voluto innescare almeno il dubbio dell’esistenza di un progetto serio nei confronti della società Robur Siena lo si sarebbe dovuto dichiarare da subito rendendo pubbliche le proprie intenzioni e soprattutto si sarebbe dovuto annunciare e presentare a volto scoperto (come fa chi non niente da nascondere) con chi si voleva attuare questo progetto. Personalmente ritengo che, se non si può dire chi è il burattinaio, siamo legittimati a pensare he ci sia qualcosa di non riferibile e pertanto di poco chiaro. Di personaggi che prestavano il loro nome, e la loro presunta dignità per coprire chi non poteva agire sotto la luce del sole ne abbiamo avuti abbastanza, non abbiamo bisogno di allungare la lista.

D’altro canto, se è vero che chiunque può esercitare un incontestabile diritto sancito dalla legge italiana, è altrettanto vero che ciò sta innescando una reazione nei senesi che potrebbero esercitare un altrettanto sacrosanto diritto di non sottoscrivere abbonamenti per non contribuire in alcun modo a sovvenzione un progetto sconosciuto finanziato da individui anonimi che svolgono attività ignote. Per quanto mi concerne, il mio ultradecennale abbonamento resterà, mio malgrado, invenduto ed auguro all’ingegnere di poter assistere a tutte le partite della sua (intesa come mera ed asettica proprietà legale) squadra in beata solitudine, magari non al Rastrello in quanto non mi sentirei davvero rappresentato da chi dovesse concedere l’uso del nostro campo ad ulteriori personaggi che si insinuerebbero nella nostra comunità senza sapere di cosa sono portatori.

In questo pessimismo cosmico, concludo rilevando un evidente elemento di positività, noi senesi stiamo avendo uno scatto d’orgoglio, infatti, in questa città frastornata dagli eventi degli ultimi anni, sento per le strade, a lavoro, in contrada e ovunque mi trovi che saremo uniti fino in fondo per far valere una giustizia che non sarà di aula di tribunale, ma sarà di popolo determinato ed orgoglioso che vuole essere rappresentato solo da chi ne è degno.

W Siena e W la Robur

Marco Lusini


 

 
27/08/16 19:43 | UFFA!!!!! ci scrive Andrea Sordi
UFFA!!!!! ci scrive Andrea Sordi

Nell’imminenza del campionato pensavo fosse lecito parlare di calcio. Pensavo che le tiritere legali e burocratiche fossero concluse. Pensavo, scioccamente, che la caduta, anche di stile, fosse completata e che, ovviamente, fosse ricominciata, seppur lenta e complessa, la risalita.

Invece no!

Risiamo a discettare di diritti usurpati e di diritti negati, torniamo a sfogliare il Codice Civile, a fare ricerche di dottrina e di giurisprudenza per sapere se il Siena, o Robur che sia, potrà vincere il campionato ovvero partecipare agli spareggi ovvero retrocedere.

Una volta, quando le cose sembravano facili, si leggeva il calendario, si sacramentava perché le partite difficile erano, come i grani del rosario, una dietro all’altra alla fine del campionato, ovvero si discuteva della rosa dei giocatori a disposizione del Mister di turno, riflettendo se c’era coerenza con la tattica di gioco praticata. Si argomentava e si litigava sui vari forum o più rusticamente nei bar di periferia o nelle Soc. di Contrada, facendo sbuffare chi riteneva la discussione di calcio impropria se non una vera onta alla sacralità del luogo.

Ora, invece, il presunto Mister di turno non se lo fila più nessuno, l’attenzione la prende il tifoso che sembra avere una qualche familiarità con le pandette.

Io,ve lo confesso, mi sono stancato, potrei dire anche in altro modo, ma non sarebbe elegante.

Ne ho fin sopra i capelli, che ho perso da tempo, di tutti i personaggi di questa pessima “pochade”.

Per cortesia, mi volete dire cosa avete intenzione di fare, quale progetto, per usare un termine “pallonaro”, state elaborando, quali sono gli obiettivi, come si intendono raggiungerli, con quali mezzi e quali uomini e, per concludere, in quali tempi.

Sono esigente? Non credo proprio, ho messo solo i famosi cinque interrogativi cui un qualsiasi progetto, anche il più asfittico, deve rispondere. Diversamente non si vince neanche la Provaccia.

Per ora, leggendo gli ultimi editti, che vi devo dire?

Mi auguro, come si usa dire in queste situazioni, che i “ragazzi” siano impermeabili e l’allenatore bravo ad isolarli.

E’ dal novembre scorso che diciamo queste strullate, a cui non crede più nessuno!

Un rituale FORZA SIENA ed uno spontaneo “te lo vai…..”

Andrea Sordi


 

 
27/08/16 12:43 | Due parole per i “ragazzi in campo”.
Due parole per i “ragazzi in campo”.

In molti saremo domani a Pontedera perché dalle poche uscite che le circostanze vi e ci hanno concesse, abbiamo avuto l’ottima impressione di un complesso vincente. Domani confermatecela, mele o pere durie che siano! L’allenatore, com’è giusto, vi  motiverà a scendere in campo per la vittoria.  Noi,con la a nostra presenza sugli spalti, intendiamo fare altrettanto. Agli altri, troppi sportivi compresi, le chiacchiere, le polemiche, il dietrologismo viscerale e politico, l'inghippi finanziari, il protagonismo. Per noi che saremo a Pontedera e per voi che sarete in capo conta solo la vittoria. Cercatela, così come noi la vogliamo.

IN BOCCA AL LUPO!

Eraclio Barsanti

 
25/07/16 09:32 | Allora torniamo a parlare di calcio. Ci scrive Andrea Sordi
Allora torniamo a parlare di calcio. Ci scrive Andrea Sordi

Sicuramente non sarà facile, la tastiera suggerirebbe altre recriminazioni ed ingiurie ma, come si dice, “al nemico che se ne va, ponti d’oro”.

Non esageriamo, altrimenti ci prende in parola e scatena l’avvocato per avere il lucido metallo a titolo di lascito consolatorio.

Finalmente abbiamo voltato pagina, persone nuove, determinate e vogliose (altrimenti….) hanno preso il timone di quella che era una bella nave ma che armatori e nocchieri sciagurati hanno finito per ridurre ad un barcone. Sembra che la vecchia nave venga ora riportata in cantiere, ripulita, risistemata, aggiornata negli strumenti e con rotte finalmente pianificate e definite.

Si sta allestendo l’equipaggio che ci dicono ben assortito con vecchi e rassicuranti lupi di mare in grado di insegnare e sostenere i giovani nella fatica e nelle possibili bufere invernali. Si comincia, infine (sembra una battuta!), addirittura a parlare di infrastrutture di proprietà.

Mentre mi stropiccio gli occhi, sperando che ancora il mare, questa volta ligure, ci consegni nuove opportunità per sognare e vivere una nuova “lucida follia”, non posso che ringraziare per quanto fatto fino ad ora, facendo presente, con il dovuto rispetto, come a Siena si usi dire “ vuol dire che le bandiere si faranno il prossimo anno!” ossia intanto vinciamo il Palio poi pensiamo al resto.

In fondo in Piazza c’è solo un risultato: la Vittoria!

Noi senesi siamo gente bizzarra: o si vince o non ci si diverte!

Nella Piazza del Campo ci nasce…..

FORZA SIENA, FORZA LA ROBUR

A. Sordi


 

 
23/07/16 13:20 | Grazie Anna Durio. Ci scrive Giancarlo Benocci
Grazie Anna Durio. Ci scrive Giancarlo Benocci

Caro Presidente,
mi scusi se chiedo ospitalità epistolare, ma questa volta ci vuole.
Sono 55 anni che seguo il Siena Calcio, in questo lungo periodo ne ho viste di cotte e di crude ma mai come in questi ultimi giorni ho avuto la percezione che il calcio a Siena venisse affossato.
Ora desidero fare un grande ringraziamento alla Sig.ra Durio e naturalmente alla famiglia Trani che dallo scorso febbraio ha dimostrato perseveranza ed attaccamento alla nostra città.
Adesso l'unica cosa che noi tifosi tutti possiamo fare è riempire nuovamente il Rastrello facendo gli abbonamenti senza se e senza ma, e magari arrivare come minimo a 6.000 unità per dimostrare il nostro attaccamento alla Robur e la nostra riconoscenza alla famiglia Durio-Trani.
Auspico vivamente che i tifosi accolgano il mio invito dopo questa lunga estenuante battaglia.
Grazie Presidente, forza Siena.

Giancarlo Benocci

 

 
18/07/16 16:30 | Ci scrive Mario Lisi
Ci scrive Mario Lisi

La disgustosa, nauseante pantomima ai danni della nostra beneamata Robur che in queste ore sta raggiungendo i vertici del più bieco parossismo avrebbe di sicuro ispirato uno dei miei articoli sul mensile cittadino “Mesesport”. Ma siccome nel pieno dell’estate il nostro direttorissimo Mario Ciani ci fa il gradito omaggio di lasciarci in pace almeno per un paio di mesi, sono costretto a ricorrere alle pagine virtuali e sempre civilissime del sito dei “Fedelissimi” per togliermi anch’io i classici “sassolini” dalle scarpe che poi sono più pietroni aguzzi che piccoli sassi. Perché  - credetemi - come migliaia di altri sportivi che hanno a cuore le sorti della gloriosa maglia bianconera davvero non ne posso più di questo sgangherato balletto di avvocati e notai in perenne attesa, di esternazioni di soci e societti vari, di annunci e smentite, soprattutto di prediche da parte di coloro (sì, al plurale, chi vuol capire capisca) che stanno letteralmente pulendosi il sedere con l’immagine del calcio a Siena ancor più di quanto non sia accaduto durante le nefaste gestioni di Lombardi-Stronati e Mezzaroma, dei quali era pura fantascienza immaginare che potessimo un giorno conoscere degli emuli (si noti ancora il plurale).

Invece ora stiamo finendo sulle pagine dei giornali non perché almeno qualcosina rinasce in questa disgraziata città orfana di babbo Monte ma addirittura perché qualcosa (appunto il calcio) rischia di chiudere bottega nonostante, caso più unico che raro nella storia di questo sport, ci siano un acquirente entusiasta (o almeno fino ad oggi lo era…), un allenatore pronto a lavorare sul campo e dei giocatori che aspettano solo che qualcuno metta la firma sul contratto accanto alla loro!

Ma chi quella firma dovrebbe metterla, o consentire che altri possano legittimamente farlo al posto suo, non lo fa e allora è il momento che qualcuno lo dica chiaro che abbiamo capito bene cosa si nasconde dietro questa insulsa melina fatta di rinvii, di “incontri interlocutori”, di fatture spuntate all’improvviso come funghi in autunno e ultimamente anche di visite al pronto soccorso a causa di melodrammatici malori a cui non crede nessuno. Abbiamo capito che l’ennesimo “innominabile”, facendo suo il celebre motto “Muoia Sansone con tutti i Filistei”, si deciderà a lasciare campo libero ad Anna Durio (a dire il vero, un po’ sprovveduta la signora in questo “affare”…) soltanto quando avrà finito di avvelenare i pozzi che cede al nemico, cioè solo quando la Robur, che nel frattempo ha già perso ottimi possibili componenti di staff tecnico e squadra, sarà ridotta in braghe di tela con davanti un campionato di Lega Pro da affrontare in piena emergenza e probabilmente da Cenerentola annunciata.

“La Robur è figlia mia!” abbiamo sentito dichiarare ancora pochi giorni fa con un’espressione che assomiglia tanto ad un minaccioso “Io ti ho fatta e io ti distruggo” pronunciato con malcelato spirito di vendetta verso Città e tifosi e con un ego sterminato, quello sì malato davvero.

Dunque si sappia che, anche nel caso che la grottesca vicenda si risolva in queste ore quando l’intento sarà ormai in parte riuscito, non ci fa paura il futuro sul campo. È piuttosto certa gente che gira nel mondo del pallone a farci paura.

Mario Lisi

 
18/07/16 16:15 | Ci scrive Alessandro Regoli
Ci scrive Alessandro Regoli

Grandi!!

Da ormai quasi 10 anni vi seguo giornalmente e approfitto adesso per ringraziarvi, fare i complimenti per i progressi fatti negli anni e anche (se ce ne fosse bisogno) per incoraggiarvi.

In questi mesi di comunicati stampa e teatrini piú o meno osceni siete l unico mezzo di informazione che utilizzo per conoscere le news della mia amata AC Siena.

Oggi indossavo una maglietta del Siena nella spiaggia spagnola e il bagnino.
L'ha subito riconosciuta e ci siamo messi a chiacchierare.

I vari personaggi e burattini vanno, verranno (attenti) e se ne andranno. La storia, le emozioni non le potranno cancellare.

Ancora grandi e grazie,

Alessandro Regoli

 
08/07/16 22:04 | Come non ringraziare il Dott. Ponte? Ci scrive Andrea Sordi
Come non ringraziare il Dott. Ponte? Ci scrive Andrea Sordi

Io mi sento in debito nei suoi confronti. Mi ha saputo divertire e sorprendere ogni volta. Divertire perché sia il suo eloquio che il suo modo di vestire mi riportano a quei films dolci/amari di tanti anni fa nei quali gli emigranti italiani, per darsi un tono, finivano con il diventare delle macchiette da avanspettacolo. Parlavano, infatti, una lingua che nessuno capiva, indossavano vestiti che definire ridicoli si faceva loro un complimento. Il Dott. Ponte, infatti, per due anni ci ha parlato in una lingua tanto astrusa quanto fantasiosa da finire per essere incomprensibile pure a se stesso. Come non ricordare la sera in cui il Dott. Ponte si è presentato al Rastrello con uno smoking da direttore di balera di quarta categoria? Per non parlare del berretto di pelle, tanto tragico che neanche Fantozzi lo avrebbe indossato.

Mi ha sorpreso e stupito per il suo pensiero ondivago. Ciò che era vero la domenica, il lunedì non esisteva più! Era già stato dimenticato o rimacinato insieme a tanti altri impegni assunti, ma mai rispettati.

Ora si dovrebbe essere all’epilogo.

Ha tentato di interpretare il film “Prendi i soldi e scappa”, ma la regia è stata di basso profilo e la sua interpretazione bolsa e disastrosa come al solito. Forse assisteremo al remake di “Un giorno in Pretura”, spero che la regia sia decisamente migliore ed il coprotagonista sia di levatura tale da fargli cessare nuove ed improbabili interpretazioni.

Se poi intende proseguire nella sua carriera di guitto, lo faccia pure, ma lontano da noi!

Non sentiremo la sua lontananza, mentre dovremo tollerare, ahinoi!, altre e ben note presenze.

Andrea Sordi

 
02/07/16 10:12 | Situazione in casa Robur ci scrive Federico Castellani
Situazione in casa Robur ci scrive Federico Castellani

In queste giornate la città, pur chiaramente distratta da altri eventi rituali della festa, fra una chiacchera di Palio e un’altra si domanda sullo stato dell’arte della questione ROBUR. Inebetita dal susseguirsi di incredibili vicende che da tempo si susseguono fra ritardi, colpi di scena e altro.

Fra il susseguirsi di comunicati banali e artefatti la città tutta rimane incredula sulla vicenda e sugli interpreti. Una commedia che sta volgendo alla fine (speriamo) e che da ultimo (speriamo ancora) vedrà vincere il bene sul male. Come si conviene in ogni storia dal lieto fine.

L’unica certezza per il momento è che siamo iscritti. Il resto è nella mente e nei fatti degli interpreti : maggiori e minori. Un altro passo sarà il ricevimento dell’atteso “giudizio” arbitrale.  Dopo di che  resterà solo da attendere i comodi del venditore che può, non facciamoci illusioni, ulteriormente ritardare i passaggi comunque inevitabili. Ma dopo ogni notte viene sempre un nuovo giorno.  Personalmente non crediamo che si possa rivendere una squadra di Lega Pro, seppur blasonata, a cifre superiori e nemmeno paragonabili a quelle già in essere. Quindi armiamoci di santa pazienza.

Intanto nella città si sussurra che alcuni dei nuovi quadri tecnici, alla luce della paralisi che sembra aver attanagliato la vicenda, sarebbero in procinto di accasarsi altrove in realtà minori ma, almeno sulla carta, più sicure. Sarebbe un peccato perdere quel poco di certezze che il cuore e la mente dei tifosi aveva oramai dato per acquisito nonostante tutto. Ma si può capire professionalmente la scelta del già acclarato staff tecnico. Nessuna disapprovazione.

Tuttavia, se malauguratamente si dovesse perdere queste poche ma significative certezze, noi sappiamo che la ROBUR non sarà mai sola e noi e  la Durio troveremo sicuramente altrettanto validi interpreti che , negli anni hanno decorato la maglia. Sì avete letto bene: decorato e non solo onorato. Vergassola, Argilli, Mignani, Radice e per ultimo- perché no- anche il mitico Gillone Voria. Dalle giovanili fino ad arrivare alla prima squadra siamo sicuri che abbraccerebbero la causa e noi con loro. Sarebbe come fare una “cantera” tutta bianconera, alla senese. Tutto ciò sarebbe già un buon viatico liberi una volta e per sempre da legacci commerciali e interessi privati di personaggi che nulla hanno a che fare con la nostra passione.

Federico Castellani

 
28/06/16 15:20 | Facciamo causa a Ponte
Facciamo causa a Ponte

Curiosità, data l'irreale situazione che si sta venendo a creare, se realmente la famiglia Durio dovesse avviare pratiche legali quali, fare causa a Ponte, c'è la possibilità, tramite una richiesta formale, che il comune si muova anch'esso facendo causa per lesione di immagine della città?? Se é vero che si tratta di trattative tra privati, é altrettanto vero che la Robur Siena rappresenta, come ha sempre ribadito Ponte, una vetrina di un'intera città. Non si tratta solo di una società ma anche di una realtà cittadina che vive, dato che la maggior parte dei ricavi é sono dati da abbonamenti e biglietti per lo stadio, grazie hai cittadini stessi. Dovrebbe essere premura del comune tutelare la città e i cittadini. Oh io l'ho buttata li, se vuole fare la guerra, che guerra sia!!!!

Simone M.

 
15/05/16 19:00 | Ponte e la Signora Durio. Ci scrive Andrea Sordi
Ponte e la Signora Durio. Ci scrive Andrea Sordi

Pensavo di poter tornare a scrivere per dare il benvenuto alla Signora Durio, invece siamo ancora qui a discettare ed a tremare sulle sorti della Robur. Mah!

Ovviamente non sappiamo come stanno realmente le cose, ma di due situazioni siamo certi e sicuri: la erraticità di Ponte e la presenza dell’Avv. Amato.

Ponte è quello che quindici anni orsono scatenò una “bagarre”  incredibile perché intendeva acquistare le famose quote di Pastorello, alla fine, dopo una sceneggiata napoletana in salsa svizzera, se ne andò sbattendo la porta ma con un sontuoso premio consolatorio. In fondo era quello che voleva! Ci furono diversi tifosi che sostennero il buon diritto di Ponte perché presunto perseguitato dal Palazzo, peraltro incline ad individuare un sicuro seguace del “pensiero unico”.  Scelsero De Luca: male per il Palazzo, bene per il Siena!

La sintesi del compromesso di acquisto tra Ponte e Durio fu la comparsa dell’Avv. Amato che si presentò come nuovo Direttore Generale (….e le norme sulla professione?) venuta per tagliare spese inutili e per rimettere sul binario della correttezza un bilancio in via di deragliamento. Ed allora? Allora la domanda è la seguente: ma se c’è una garante della contabilità, di cosa si mercanteggia?

Ponte è sempre il solito; delle due l’una: o è o ci fa!

Basti pesare che pretendeva che una primaria azienda petrolifera, tra i main sponsors del Napoli, accettasse una piccola presenza sulla maglia del Siena, corrispondendo una cifra doppia rispetto a quella versata nelle casse azzurre.

Ora ci ha divertito abbastanza con le sue mille verità e la sua dialettica che, attenzione, non è conseguente ad una scarsa padronanza della lingua italiana, ma…..

Penso che la sua ora di salutarci sia definitivamente venuta, se insiste non lo ricorderemo neanche con un sorriso di educazione, ma solo con una smorfia di fastidio!

Forse i mie ricordi di diritto sono impastati con il buon senso ovvero con quello che sarebbe sempre meglio fare o la legge prevedere, ma io, se fossi, la Signora Durio acquisirei le quote del Siena pari al versamento eseguito (su questo siamo sicuri, vero?) e poi mi divertirei a proporre ed eseguire aumenti di capitale come se piovesse! La conseguenza? Primo farei versamenti, e non pagamenti, “nel mio” e poi costringerei la controparte, se vuole stare al tavolo, a darsi una bella frugata in tasca. I pagamenti li farebbe la controparte e non certamente io, diversamente bona…..

 

Andrea Sordi

 
02/05/16 14:04 | Il protrarsi dello squallore
Il protrarsi dello squallore

A Siena sono passati un po' di mesi addietro alcuni giovanotti che hanno detto di saper giocare al calcio. Qualcuno li ha ingaggiati.
Purtroppo, secondo me, è' stato consumato un delitto nel permettere loro di indossare la gloriosa maglia della ROBUR SIENA ed iscrivere questa cosiddetta squadra al campionato di Lega Pro.
Chi ha visto il Siena perlomeno negli ultimi 15-20 anni non può non essere "schifato" di questo stato di cose; ancor più lo sarà chi segue la squadra da un maggior numero di anni quando la domenica, sottraendo tempo alla famiglia, si recava al "campo" per vedere la Robur.
Il buon De Luca si sarà rivoltato nella tomba molte volte di fronte a queste prestazioni.
Non vedo l'ora che cessi questo scempio e augurandomi che la nuova proprietà faccia pulizia, spero di poter tornare a vedere ragazzi che si impegnano e sudano, che vincano o perdano è secondario.
Al momento è più confortevole vedere dei ragazzini nei campi di San Miniato o qualche partitella scapoli-ammogliati.
Un tifoso sconvolto ma non rassegnato.

Tony il Barese

 
19/04/16 21:33 | Ci scrive Andrea Sordi
Ci scrive Andrea Sordi

E’ difficile, arrivati a questo punto, salvare e/o perdonare qualcuno tra i c.d. artefici di questo campionato.

Poteva essere, forse, ma non lo è stato, sicuramente!

Sembrava che si potesse prendere il direttissimo per tornare nei piani nobili, invece siamo montati su un accelerato che, oltre a fermarsi a tutte le stazioni, ha trovato il modo di rallentare, sbuffare ed arrestarsi qua e la perché i guasti erano sempre in agguato.

Abbiamo gettato alle ortiche una’occasione più unica che rara! Errori di programmazione, scelte sportive molto discutibili, comunicazione irritante hanno fatto da substrato ad una stagione da dimenticare al più presto.

A breve dovrebbero essere gettate le basi per una nuova annata sportiva; i predicati nuovi proprietari sono accreditati di aver già avviato i necessari contatti per non ripetere le insostenibili situazioni già vissute con allenatori scelti dopo cervellotiche ricerche, giocatori convocati in massa per avviare una doverosa selezione da incerti direttori sportivi.

Con ogni probabilità, però, dovremo assistere ad una nuova metodica operativa che, purtroppo, ci costringerà a veder arrivare a Siena una nuova frotta di giovanotti di belle speranze che si differenzieranno da quelli di quest’anno perché scelti da altri soggetti. E’ probabile che, con quelli futuri, arriveremo ad almeno novanta nuovi giocatori, facendo anche alla fine di questo campionato “tabula rasa” del passato.

Temo, ma sarei ben felice di sbagliare, che possa essere veramente difficile vedere in casacca bianconera atleti di indiscusso valore per la categoria, ci dovremo rassegnare a vedere “prospetti” più o meno interessanti probabilmente individuati da una dirigenza sportiva e tecnica, indiscutibile sotto il profilo morale, cui la categoria, tuttavia, gli è sempre “stata grande”.

Forse, ripensandoci, potremmo tornare ad abbracciare qualche attore della grande vittoria del campionato di Serie D: appunto Serie D!

Che vi devo dire? A me continuano a ronzare nelle orecchie le parole di un Giovin Signore che nel corso di una intervista trovò il modo di ricordarci che, in fondo, la storia del Siena era stata scritta quasi esclusivamente in Serie C.

La verità fa male, molto male, il tifoso ha bisogno di sognare perché altrimenti si torna ai tempi del mai dimenticato Mascagni che telefonava agli amici perché sottoscrivessero qualche abbonamento.

Stiamo a veder disse il cieco!

Andrea Sordi


 

 
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