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NEWS

In Serie D seconda giornata della poule scudetto, le finali di Girone dei playoff e le sfide playout.
Questi i risultati di ieri:

Poule scudetto
Girone 1 Cuneo-Monza 0-2.
Classifica: Mestre e Monza p. 3, Cuneo 0.
Mercoledì: Monza-Mestre.
Girone 2 Gavorrano-Fermana 1-3.
Classifica: Fermana e Ravenna p. 3, Gavorrano 0.
Mercoledì: Ravenna-Gavorrano.
Girone 3 Sicula Leonzio-Arzachena 2-0.
Classifica: Bisceglie e Sicula Leonzio p. 3, Arzachena 0.
Mercoledì: Bisceglie-Sicula Leonzio.

Vanno alle semifinali (gara unica il primo giugno) le prime tre e la miglior seconda.

Play off
Girone A Varese-Gozzano 0-2.
Girone B Ciliverghe-Virtus Bergamo 2-1.
Girone C Triestina-Virtus Verona 1-1 d.t.s.
Girone D Imolese-Delta Rovigo 1-0.
Girone E Massese-Savona 2-1.
Girone F Vis Pesaro-Agnonese 1-1 d.t.s.
Girone G Rieti-L’Aquila 4-0.
Girone H Trastevere-Nocerina 0-2.
Girone I Rende-Cavese 2-1.

Le vincenti vanno a comporre una particolare classifica che varrà per eventuali ripescaggi in Lega Pro: in pole position ci sono Ciliverghe, Triestina, Rieti e Rende.

Play out
Girone A Varesina-Verbania 2-1 d.t.s.; Bustese-Legnano 3-0.
Girone B Olginatese-Lecco 2-3; Scanzorosciate-Levico 1-1 d.t.s.
Girone C Calvi Noale-Vigasio 0-0 d.t.s.; Tamai-Cordenons 1-0.
Girone D Colligiana-Sangiovannese 2-1; Adriese-Ribelle 3-1.
Girone E Montemurlo-Ghivizzano 0-2 d.t.s.; Fezzanese-Viareggio 1-2.
Girone F Alfonsine-Castelfidardo0-1.
Girone G San Teodoro-Muravera 2-2 d.t.s.
Girone H Vultur Rionero-Madrepietra 0-1.
Girone I Roccella-Sarnese 0-1.

Retrocedono in Eccellenza anche Verbania, Legnano, Olginatese, Levico, Vigasio, Cordenons, Sangiovannese, Ribelle, Montemurlo, Fezzanese, Alfonsine, Muravera, Vultur Rionero e Roccella.

Promosse dall'Eccellenza
Ecco le squadre salite in Serie D: Borgaro, Castellazzo, Albisola, Arconatese, Crema, Rezzato, Ambrosiana Verona, Liventina, Trento, Cjarlins Muzane, Vigor Carpaneto, Rimini, Seravezza, Montevarchi, Sangiustese, Villabiagio, Sff Atletico, Cassino, Pratola, Macchia, Portici, Ebolitana, Cerignola, Real Metapontino, Isola Capo Rizzuto, Paceco, Palazzolo, Tortolì e, grazie alla Coppa Italia, Troina. Altre 7 squadre saliranno in dopo gli spareggi in due turni tra le seconde dei 28 giorni.

Fonte: Fol


 

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Si sono concluse le partite di andata dei play off con la vittoria del Cosenza.

Cosenza-Matera 2-1
Reti: 22' Blondett (C), 32' Negro (M), 70' Statella (C).
Piacenza-Parma 0-0

Fonte: Fol

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Sono terminate adesso con due pareggi altre due gare di andata degli ottavi di finale.

Casertana-Alessandria 1-1
Reti: 15' Fischnaller (A), 76' Taurino (C).
Sambenedettese-Lecce 1-1
Reti: 52' Caturano (L), 47' Mancuso (S).

Le gare di ritorno si giocheranno mercoledì 24 maggio

Fonte: Fol

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Una vittoria e un pareggio nelle prime due partite degli ottavi di finale dei play off che si disputano oggi.

Virtus-Francavilla-Livorno 0-0
Lucchese-Albinoleffe 1-0

Rete: 97' Bruccini (L)

Le gare di ritorno si giocheranno mercoledì 24 maggio

Fonte: Fol

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Si sono disputate oggi le gare di andata dei play out della Lega Pro.
Questi i risultati:

Girone A
Lupa Roma-Carrarese 0-1

Rete: 13' Gentili.
Tuttocuoio-Prato 2-2
Reti: 16' Pinzauti (T), 32' Lo Porto (T), 39' Gargiulo (P), 65' Tomi (P).

Girone B
Lumezzane-Teramo 1-1

Reti: 45' Bacio Terraciano (L), 60' Spighi (T).
Forlì-Fano 1-1
Reti: 32' Alimi (FO), 42' Gualdi (FA)

Girone C
Melfi Akragas 0-0

Catanzaro-Vibonese 3-2
Rei: 4' Sowe (C), 20' Bubas (V), 58' Viola (V), 63' Zanini (C), 74ì Sarao (C).

Le partite di ritorsno si giocheranno domenica 28 maggio.

Fonte: Fol

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Siena, per Simone Moschin, ha significato tanto. «E stata sinora la tappa più importante della mia carriera». Una stagione complicata, vissuta tra i pali in un continuo saliscendi; una marcia che lo ha comunque forgiato e arricchito: «Un vanto la maglia della Robur». E chissà che un giorno… 

Moschin, facciamo un bilancio del campionato?
«Sono abbastanza contento di come è andata, ho giocato praticamente tutte le partite, con un rendimento, penso, sufficiente. Purtroppo a livello di squadra le cose non sono andate benissimo, e quando è il collettivo che non gira, ne risente anche il singolo. Potevamo fare di più, ma è stata un’annata particolare. Perché sia andata così non saprei dirlo. Ma nel calcio capita. Quando ero a Pisa dovevamo ammazzare il campionato, siamo usciti ai play off, il Benevento è tornato in B dopo anni e anni di tentativi, l’Alessandria ha speso milioni ed è arrivata seconda… E’ difficile vincere al primo colpo». 

C’è stato un momento in cui avete davvero temuto il peggio? 
«Sai, quando ti ritrovi inaspettatamente a pochi punti dai play out, non dico che ti prende la paura, ma un po’ ci pensi. E lì siamo stati bravi a venirne fuori. Rimane il rammarico per quello che poteva essere e non è stato, considerando anche l’allargamento dei play off: bastava poco di più per disputare una stagione diversa; nel girone di andata qualche passo falso c’è stato, ma nel complesso stavamo facendo bene. Poi purtroppo abbiamo dovuto iniziare a guardarci più indietro che davanti. L’importante è aver raggiunto la salvezza». 

Quando ha scelto la Robur si aspettava qualcosa di diverso?
«Quando senti parlare di Siena, pensi a una piazza importante. E’ logico, per il suo passato. Ma ogni campionato ha una storia a sé, va vissuto per capirne le dinamiche. E poi la società è nuova, tutto è stato ricostruito da zero. Ci vogliono pazienza e fiducia». 

E ora? 
«Sono della Pro Vercelli, probabile che faccia un’altra stagione in prestito. Il mio obiettivo è giocare. Non mi va di salire di categoria, ma a fare il secondo: per un portiere della mia età (classe ‘96 ndr) la continuità è fondamentale». 

Cosa si porterà con sé di Siena? 
«Bei ricordi, i miei compagni, tutti ragazzi eccezionali. La città, bellissima. La piazza: la Robur ha un grande tifoseria, che si merita di più di quello che ha avuto negli ultimi anni. Ma certi traguardi si raggiungono con il tempo. Aver indossato la maglia bianconera è un vanto per il curriculum. Mi sono trovato benissimo e se un giorno capitasse l’occasione di tornare ne sarei felice».  (Angela Gorellini)

Fonte: La Nazione


 

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Dopo un grande lavoro di ricerca svolto da Luca Biotti, Matteo Cannoni, Pepo, Tito, Lino Rossetti e anche da Simone Taddei, sono stati documentati 37 anni di tifo, supportandolo con un bagaglio di circa 3.000 fotografie, in gran parte catalogate per partita.

E' stato fatto questo lavoro, per creare a breve un archivio in rete, ma anche per organizzare una serie di incontri, suddividendoli per decennio, dove verranno presentati gli scatti più significativi.

Nel primo capitolo, sabato 10 giugno, si parlerà della nascita degli Ultras Fighters e degli anni '80.

 

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Si sono conclusi oggi i gironi dei play off del cmpionato Berretti. Nel girone A, quello del Siena si è qualificato ai quarti di finale il Como che ha battuto il modena dopo i calci di rigore.
Si qualificano ai quarti di finale come prime prime di ogni girone: Como, Reggiana, Renate, Livorno, Catania e Fidelis Andria. Le due migliori seconde: Juve Stabia e Modena.

I quarti si giocano in gara di andata e ritorno sabato 27 maggio e venerdì 2 giugno. Gli accoppiamenti verranno sorteggiati, così come si deciderà per sorteggio la squadra che giocherà la prima in casa.

Fonte: Fol

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Nella seconda partita della Super Coppa di Lega Pro il Foggia batte in rimonta la Cremonese.
Foggia-Cremonese 3-1
Foggia (4-3-3): Guarna; Gerbo, Martinelli, Figliomeni, Rubin; Agnelli (64′ Deli), Vacca, Agazzi; Sarno (79′ Chiricò), Mazzeo, Di Piazza (83′ Maza).
A disp.: Tucci, Sanchez, Angelo, Loiacono, Chiricò, Maza, Sicurella, Dinielli, Deli, Pompilio, Coletti, Pertosa. All. Giovanni Stroppa
Cremonese (4-3-1-2): Ravaglia; Redolfi, Bastrini, Marconi, Ferretti (70′ Salviati); Cavion, Porcari, Procopio; Maiorino (77′ Lucchini); Brighenti, Talamo (74′ Scarsella).
A disp.: Galli, Salviato, Lucchini, Belingheri, Stanghellini, Moro, Pesce, Scappini, Perrulli, Canini, Scarsella. All. Attilio Tesser
Reti: 50' Brighenti (C), 54' 69' e 94' Mazzeo (F).
Arbitro: Fiorini di Frosinone (Marinenza / Di Monte)
Ammoniti: Ravaglia (C), Bastrini (C), Marconi (C)
Espulso: 76′ Bastrini (C) 
Spettatori: 


La classifica:

Squadre P G GF GS
FOGGIA 3 1 3 1
VENEZIA 3 1 2 1
CREMONESE 0 2 2 5

Sabato 27 si giocherà Venezia-Foggia che assegnerà la Super Coppa 2017.


Fonte: Fol

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Le prime due partite delle gare di andata dei play off disputate oggi hanno visto la vittoria delle squadre di casa.

Giana Erminio-Pordenone 2-1
Reti: 29' Bruno (GE), 45' Cattaneo (P), 57' Pinardi (GE).

Reggiana-Juve Stabia 2-1
Reti: 16' Mastalli (JS), 34' Cesarini ®, 58' Ghiringhelli ®.

Fonte: Fol

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Oggi pomeriggio si disputeranno le prime due partite degli ottavi di finale dei play off.
18.30 Giana-Pordenone
20.30 Reggiana-Juve Stabia.

Questa sera alle ore 20.30 Foggia-Cremonese, la seconda partita per l'assegnazione della Super Coppa di Lega Pro.

Fonte: Fol

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Il 34enne esterno napoletano è stato promosso in Serie A con Siena, Sassuolo, Palermo, Bologna e Verona.
Gennaro ha fatto una lunghissima gavetta prima di arrivare in pianta stabile nel campionato di serie B. Nel 2010-211 Troianiello conquista la sua prima promozione con il Siena di Antonio Conte. Gioca più della metà delle partite e dà un eccellente contributo. L’anno seguente passa al Sassuolo con cui nel 2013 festeggia una storica promozione, la seconda in tre anni. I nero-verdi lo cedono al Palermo, che con Iachini in panchina e Dybala in campo torna brillantemente in Serie A, e sono tre. Il massimo campionato però resta una chimera per Troianiello, che passa al Bologna. Con i rossoblu piazza il poker di promozioni. Dopo finisce alla Salernitana e poi alla Ternana, nell'estate scorsa passa al Verona, che naturalmente con Troianiello viene promosso. Quinta festa in sette anni per Troianiello che si sarà ovviamente distinto, come fece a Siena nei festeggiamenti.

Fonte: Fol

 

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L'ex portiere bianconero Giacomo Bindi, a Siena nella scorsa stagione come riserva di Montipò, in questa stagione al Padova, è stato giudicato il miglior portiere di tutta la Lega Pro.
Il titolo vinto da Bindi rientra nell’ambito degli “Italian Sport Awards 2017”, manifestazione che vivrà la sua serata di gala il 5 giugno a San Benedetto del Tronto. 

Fonte: Fol

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Dopo la retocessione dalla serie B per Latina, Vicenza e Trapani i problemi non sembrano finiti ed inizia la corsa per l'isrizione al campionato di Lega Pro.

Latina Giovedì 25 maggio ci sarà l'ultima asta presso il Tribunale (base d'asta 50 mila euro), se anche questa andrà deserta per la società laziale non resta che il fallimento e la ripartenza dai dilettanti.
La situazione è complicata perchè chi prende il Latina, per iscriverla alla Lega Pro, dovrà saldare tutti i debiti sportivi della passata stagione che ammontano ad oltre 5 milioni di euro.

Vicenza Per tutta la stagione c 'è stata una contrapposizione fra soci nella Vi.Fin., che detiene la maggioranza della società veneta, adesso c'è la necessità di mettere a disposizione risorse per l’iscrizione al campionato c’è chi ipotizza perfino la soluzione più catastrofica, cioè quella che si portino i libri in tribunale. Se ne saprà di più dopo l’assemblea di Vi.Fin. in programma mercoledì 24 maggio. Una cosa è certa per andare avanti c’è bisogno di immettere altri soldi.

Trapani  Giovedi da incubo per la società amaranto che dopo la sconfitta contro il Brescia retrocede amaramente in serie B dopo una lunga rincorsa. A gennaio erà ultima e staccata in fondo alla classifica, poi il cambio di DS e allenatore aveva portato ad una luga serie di vittorie che aveva fatto sperare nella salvezza. Ma i guai per la società siciliana, che solo un anno fa aveva sfiorato la serie A (perse lo spareggio con il Pesara), non sono finiti: nella notte è stato arrestato il suo presidente Vittorio Morace con l'accusa di corruzione in una indagine della procura di Palermo.

Fonte: Fol

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Oggi dopo l'ultimo giorno di allenamenti prima delle vacanze la dirigenza bianconera avrebbe (lo afferma gianlucadimarzio.com) comunicato a Scazzola che non sarà lui l'allenatore della prossima stagione. La notizia era nell'aria ed entro la fine del mese dovrebbe essere annunciato il nome del nuovo allenatore.

Fonte: Fol

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Tutto tace. Per ora solo voci, illazioni, ipotesi. Il fischio di chiusura di questo campionato deludente è ormai cosa vecchia ma dalla sede della Robur non arrivano ancora notizie, se si esclude la conferma del ritiro a Casteldelpiano. Non ci piace, lo diciamo subito, questa immobilità, questo silenzio. È vero che le cose vanno fatte con calma ma il tempo c’è stato. Mister Scazzola proprio in questi giorni ha definitivamente concluso il suo lavoro e se questo era uno degli ostacoli, è ormai superato. Le ipotesi, in questo clima incerto, si alternano tra i tifosi. C’è chi crede a quella che vuole Indiani, ex Pontedera, già accasato alla Robur, mentre altri credono (e sperano) che il nome del nuovo mister non viene fuori in quanto impegnato ancora in qualche gara di play off. Il tempo dirà chi ha ragione e chi no, ma di certo c’è che questa volta, come non mai, la società dovrà lavorare oltre che bene, tenendo presente anche l’umore della piazza e questo non è certamente dei migliori. Al di là del risultato del campionato appena terminato, c’è stata la riconferma di Dolci, autore di diversi errori soprattutto nel mercato invernale, che di certo non ha entusiasmato i tifosi. Ora vorremmo un nome forte, che ricrei quell’entusiasmo che non è di certo spento, ma che cova sotto la cenere pronto a riesplodere. Dal nome si capirà, tra l’altro, quali saranno gli intendimenti della società sui programmi futuri. Le società di calcio non si giudicano di certo per simpatia o argomenti simili, ma solo dai risultati sul campo e fuori e di questo deve tenere conto la dirigenza bianconera.

Non vogliamo aggiungere altro, se non sperare che i nodi si sciolgano al più presto, per poter avere una tranquillità che le scorse estati abbiamo perso, per poter sperare di rivedere orgoglio nei giocatori e nello staff scelto. Vorremmo che sia dimostrato con i fatti che la Robur è una società di grandi tradizioni, che i suoi tifosi vogliono tornare ad essere orgogliosi di tifare Robur. Non vogliamo la luna, lo abbiamo sempre detto, ma solamente una società seria e tranquilla per poter sognare ancora in grande. Tutto qui.

Antonio Gigli

Fonte: Fol

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Su Antennaradioesse è intervenuto Luciani Mancini, ex vice-allenatore della Berretti di Pelati lo scorso anno e presente allo stadio nell’ultima partita contro il Pro Piacenza. Mancini, tra le tante esperienze nel dilettantismo, ha anche allenato la Nazionale maggiore del Gambia.

Oggi – “Ho un contratto fino a giugno con l’Udinese, è una bella realtà. Ho conosciuto una società che fa bel calcio, prima dava grande importanza all’estero, adesso stanno curando di più l’Italia.

Ieri – “L’anno scorso svolgevo l’incarico nella Berretti e collaboravo molto con Atzori, le squadre avversarie le andavo a vedere io. Nella parte più difficile, quando sono affiorati tanti problemi, ho seguito soltanto la prima squadra e tutto sommato è andata bene. Non era tutto negativo, abbiamo centrato un sesto posto di tutto rispetto”.

Domani – “Il discorso allenatore non lo abbandono. Potrei valutare benissimo altri incarichi. Magari a Siena, perché ci sono stato benissimo”.

Gambia – “A distanza di poco tempo c’è da rimpiangere quel calcio, dove c’è rispetto, entusiasmo e i valori che purtroppo noi siamo riusciti a perdere. Ho fatto le qualificazioni per i Mondiali, la Coppa d’Africa, ho girando realtà importanti come Algeria, Marocco, Costa d’Avorio. Stadi pieni e tanto entusiasmo, il ricordo è senza dubbio positivo”.

Lamin Jawo – “Lo conosco meno rispetto agli altri perché non era nel giro della Nazionale. Jallow a Trapani, Sowe nella Vibonese e Bob a Padova li conosco bene, li avevo convocati pur essendo giovanissimi. Altri sono in giro per l’Europa, in Belgio, Svizzera, Inghilterra, Svezia”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol

 

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Luciano Foschi non sarà più l'allenatore del Renate. Lo ha comunicato la società neroazzurra sul sito ufficiale. Il divorzio è scaturito dal mancato accordo per il prolungamento di contratto, in scadenza a giugno, dopo la stagione chiusa con il decimo posto che è valso il primo turno playoff (perso contro il Livorno). Probabile che Foschi, tra i nomi usciti per la panchina del Siena, abbia rifiutato il rinnovo per cercare un progetto che potesse alzare l'asticella dopo il bel campionato disputato.

Fonte: Fol

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Come spesso accade, il revisionismo storico porta a rivedere e giudicare momenti del passato. Questa stagione sportiva, per esempio, ha riqualificato quella dell’anno scorso (dal punto di vista prettamente calcistico, chiariamo), mentre il secondo semestre ha ridefinito il primo, quando in panchina c’era Giovanni Colella. Con l’ex allenatore del Siena, prendendola molto alla larga, abbiamo ricostruito i cinque mesi in bianconero.

Mister, ha seguito il finale di campionato del girone A? Si aspettava questo sorpasso all’ultimo della Cremonese sull’Alessandria?

A Cremona sono stati bravi a crederci anche a quando erano a -10. Onestamente dieci punti erano tantissimi, aldilà che qualcosa non mi era piaciuto dell’Alessandria quando l’abbiamo affrontata all’andata. Per il resto, in generale, credo che il campionato abbia espresso quello che doveva dire.

La sorpresa, visto il quinto posto, è stata la Giana Erminio, mentre hanno fatto bene anche due sue ex squadre, Como e Renate.

La Giana non è sorpresa. E’ una realtà ormai consolidata, con buona potenzialità economica, che procede per gradi, senza fare follie. La ritenevo un’ottima squadra, come il Renate del resto. Fanno della programmazione e della serenità la loro forza. Il Como è stato bravo a gestire un fallimento, è una buona squadra che li ha meritati, i playoff.

Discorso diverso invece per il Siena, che ha ottenuto una salvezza troppo sofferta.

Era abbastanza prevedibile che si sarebbe affrontato una stagione complicata, iniziata con tutti i problemi, con una squadra fatta in corsa. La differenza tra decimo e tredicesimo posto è piccola, labile. La prima stagione è stata conclusa con l’obiettivo minimo che era poi quello posto all’inizio. Nella mia pur breve esperienza, ho capito che con un po’ di intelligenza c’era la possibilità di lottare per un posto playoff, ma da lì a non arrivarci non vuol dire che sia stata un’annata così disastrosa.

Ha mai rivisto una partita del Siena?

No, da quando sono stato esonerato no. Ho preferito dedicarmi agli altri due gironi e al campionato Primavera.

Torniamo al 12 dicembre. Poco dopo l’ufficialità dell’esonero, commentò così: “Ero in linea con le aspettative, ho la coscienza a posto”.

A distanza di mesi darei le stesse risposte. Non sono uno che parla a vanvera, dico quello che penso. Pur con tutte le difficoltà avevamo trovato una linea, che poteva essere rafforzata col mercato di gennaio. Penso di aver fatto il massimo, pur con tutti gli errori che una persona può commettere. Quelli erano i valori, punto più punto meno.

Trani, alla presentazione di Scazzola, disse che “non è stata una scelta dettata da risultati, non eravamo soddisfatti di certi principi”. Quali erano questi principi?

Sinceramente, dovete chiederlo a loro. Non è la prima volta che vengo esonerato, ho imparato a non chiedermi la spiegazione. Forse per la difesa a 3? Non lo so e non mi interessa.

Seppe dell’esonero in diretta radio, su Are. Avrà comunque ricevuto una comunicazione dalla società.

L’ufficialità l’ho saputa lì però avevo ricevuto una chiamata, certo. Ma sono sottigliezze, gli esoneri non vanno commentati. L’allenatore è un po’ come una valvola di sfogo, ne prendo atto e lo accetto con serenità.

Aveva ribadito più volte che nessuno le aveva chiesto i playoff. Vista la volontà di cambiare, forse, non era così.

Non c’erano obiettivi. Dico la verità, sono stato io a radunare i giocatori e dire che col lavoro fatto bene potevamo crearcelo, un obiettivo. E’ importante avercelo, in stagione, per dare degli stimoli. Dissi che secondo me potevamo anche provarci. Lo dissi ad ottobre, forse un po’ prima. Con la società se ne parlava ma non era una cosa così conclamata. Ripeto: tra alti e bassi eravamo in linea.

L’esonero arrivò dopo una contestazione dei tifosi, nella gara con l’Olbia. Lo possiamo dire: il rapporto con la tifoseria non è mai stato amichevole.

Io ricordo l’ambiente con grande piacere, sono stato benissimo. Le contestazioni fanno parte del gioco, non sono motivo di astio o cose del genere. So che non sono uno che cerca di stare simpatico. Anche a Como sono stato pesantemente contestato per diverso tempo, alla fine quando ci sono tornato quest’anno ho ricevuto solo applausi e complimenti. A distanza di tempo è stata riconosciuta coerenza e onestà, a volte ci vuole un po’ per conoscersi bene. Sono uno riservato, che preferisce lavorare, mi pagano per questo. Certo, quando mi chiamano, come successo con l’invito del club dei Fedelissimi, mi fa molto piacere. Ma soprattutto all’inizio c’era tanto da lavorare. Io e il mio staff preferivamo perdere qualche ora in più alla settimana a guardare video o preparare il lavoro, e non credo che sia una colpa. E poi a Siena anche Conte è stato antipatico. Ogni tanto sarebbe bello che si apprezzasse chi lavora con impegno, serietà, riservatezza, piuttosto che chi va in giro a fare l’aperitivo.

Ho sentito tanti fare questo tipo di discorso: a microfoni spenti Colella è simpatico, affabile; davanti alle telecamere invece diventa saccente, antipatico, irriverente. E questo magari ha creato una sua immagine travisata.

Sono un po’ tutte e due le cose. Non penso che una persona abbia un solo aspetto, la personalità ha mille sfaccettature. Ora, che io abbia una sana autostima è vero, altrimenti non potrei fare questo mestiere. E se per saccente si pensa a uno che sa quello che fa e lo dice, allora io lo sono. Sul mio lavoro penso di saperne qualcosa in più di chi non lo fa. Non mi permetterei mai di mostrarmi saccente con uno che fa un altro mestiere, per esempio l’idraulico. Comunque chi mi contestava lo trovavo anche simpatico, con battute e contestazioni che facevano spesso ridere.

Altro motivo di dibattito e discussioni: il 3-5-2.

Quella è aria fritta. Quello che è successo dopo ha dimostrato che è aria fritta. Se il problema era la difesa a tre… La squadra è stata costruita così, e eventualmente se c’era da cambiare rotta avremo dovuto farlo nel mercato di gennaio. Facendolo in un momento sbagliato guardate cos’è successo. E’ stato sacrificato, per esempio, Iapichino. Il problema non è difesa a 3 o 4, è chi si ostina e non riesce ad andare a fondo sulle cose.

Sa che Signorini, da quanto Lei se ne è andato, ha continuato a giocare col 3-5-2?

Dipende dalla qualità dei giocatori a disposizione e anche dalla capacità dell’allenatore di metterli nella posizione migliore. Ci credo poco nei moduli.

A proposito di collocare i giocatori nei ruoli migliori. Firenze, nella prima conferenza a Pagani, ha insistito di voler giocare mezz’ala, ringraziandola per l’ennesima volta. Risultato: 9 gol.

Marco è un giocatore di grandi potenzialità. All’inizio abbiamo avuto qualche problema, nei rapporti sono cose che succedono. Ci siamo annusati, ci abbiamo messo un po’ a conoscerci, però ad un certo punto si è dato una scossa pazzesca e si è convinto che quella era la cosa che voleva fare. E’ un talento cristallino. Con lui ho avuto un rapporto di fiducia. Poi il resto non lo voglio sapere, se andato via un motivo ci sarà.

Un altro giocatore che ha trovato spazio all’inizio è stato Bordi, che ieri ha puntato il dito su Scazzola per non avergli riposto la stessa fiducia.

E’ la testimonianza di quello che dicevo prima. Abbiamo costruito con una logica in cui Bordi trovava posto. Con me aveva fatto un ottimo inizio di campionato, con una piccola flessione normalissima per un ragazzo che viene dalla Primavera. E’ positivo, intelligente. Ricordiamo che non aveva mai visto la difesa a tre al Milan. Eppure si è integrato subito. Dopo non ho idea di cosa intendesse il nuovo allenatore.

Discorso invertito per Saric. Con Lei ha giocato in Coppa e poi a Viterbo. Avrebbe fatto comunque un percorso di crescita così evidente?

Avevo visto che stava facendo qualche passo in avanti. Parliamo di un centrocampo dove come mezz’ali c’erano Firenze e Vassallo, anche per questo stava trovando poco spazio. In Coppa e a Viterbo fece molto bene. Non so dire se avrebbe trovato lo stesso spazio, di sicuro con la società c’era una volontà di impiegarlo maggiormente. Sono contento per lui, è un ragazzo molto positivo che non si è abbattuto quando giocava poco. Il merito è solo suo.

E poi c’è Romagnoli, che ha fatto debuttare dal 1’, contro la Lucchese.

Discorso simile a quello di Bordi. Come struttura fisica fanno fatica ad adattarsi a quattro rispetto che a tre, ma sono due buoni giocatori con delle ottime prospettive. Chi è arrivato dopo avrà avuto altre idee. Romagnoli ha una modestia e un’intelligenza fuori dal comune, è educato ma con buona personalità. È un valore della Robur. Sono stato io a spingere affinché rimanesse.

Mister, cosa ha fatto da dicembre ad adesso?

Ho dedicato del tempo alle Primavere, che avevo visto poco quando ero impegnato col Siena. Ho dato poi un’occhiata pesante agli altri gironi, soprattutto il B, e ho fatto qualche visita di aggiornamento a qualche collega. L’esonero è momento giusto per poterlo fare.

Non ha avuto nessuna proposta al momento?

Durante il campionato, vista la regola che vieta di tesserarci due volte, potevo andare solo all’estero previa rescissione. La scorsa stagione, insieme a tutto lo staff, ho aspettato il Siena rifiutando anche qualche altra proposta. Penso sia una dimostrazione di affetto e personalità nei confronti di società e tifosi. Alcuni che lo hanno fatto passano da eroi, io non lo sono e non voglio esserlo. Aspettiamo con pazienza qualche proposta, ma sono sereno, contento di aver fatto il mio lavoro. Qualche chiacchierata informale l’ho fatta, tra poco si aprirà il valzer e spero di avere un’occasione.

La più bella cosa che ricorderà di Siena?

Non ne ho una in particolare, ne ho tante. Ho trovato tanta gente simpatica che mi ha voluto bene e mi ha accolto. Cito i proprietari della struttura dove stavamo, i fratelli Massimo e Lazzaro Cimadoro. A me e allo staff ci hanno trattato come una famiglia. Sono una persona molto semplice e di persone semplici, a Siena, ne ho trovate tante. Poi certo, il posto è fantastico, i dintorni uguale, ma sono le persone che restano.

E invece il momento più brutto?

Facile dire l’esonero, anche se è una situazione abbastanza letta, me lo aspettavo da un momento all’altro. Succede nei rapporti personali, figurarsi in quelli di lavoro. Chi paga, è giusto che prenda delle decisioni. Aldilà dell’esonero, io con Siena ho avuto una grande vetrina e ringrazio ancora la società per l’opportunità offertami. Peccato non essere riuscito ad averla sfruttata nel modo migliore. Ma solo chi non fa niente non commette errori. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol

 

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