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NEWS

Questo il programmadelle partite di ritorno dey play out di Lega Pro che decideranno chi al termine dei 180 minuti retrocede in serie D

Girone A (ore 17):
Carrarese-Lupa Roma (andata 1-0)
Prato-Tuttocuoio (1-1)

Girone B (ore 16.30):
Teramo-Lumezzane (1-1)
Fano-Forlì (1-1)

Girone C (ore 16.30 e 17):
Akragas-Melfi (0-0)
Vibonese-Catanzaro (2-3)

In caso di parità di punti e di reti si salva la squadra meglio piazzata in classifica, ossia quella che gioca il ritorno in casa (niente tempi supplementari).

Fonte: Fol

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Venezia e Foggia si affronteranno oggi alle 16.30 nella partita decisiva per l'assegnazione della Supercoppa di Lega Pro. Hanno entrambi tre punti, ma i pugliesi contro la Cremonese hanno segnato un gol in più (3-1 a 2-1), quindi Inzaghi deve vincere per fare il Triplete (dopo la promozione in B e la Coppa Italia) e a Stroppa basta il pareggio.

Fonte: Fol

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Il Como ha ufficilizzato che sulla panchina lariana si siederà Mark Iuliano, ex mister del Latina in Serie B, mentre il DS sarà Nello De Nicola, nell'ultimo anno alla Racing Club Roma.

Fonte: Fol 

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Il Consiglio Federale ha approvato all’unanimità di fissare per la Lega Pro il contributo del ripescaggio a 300 mila euro più 200 mila euro con fideiussione e per la Lega B a 700 mila euro più 300 mila euro con fideiussione. In aggiunta alle altre preclusioni, non saranno ammesse al ripescaggio le Società ripescate nelle 5 stagioni sportive precedenti.

Fonte: Fol


 

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Nella protesta che sta portando avanti il presidente Gravina c’è anche un esempio palese: squadre che arrivano dalla Lega Pro fanno bene (Spal in A, Cittadella e Benevento ai playoff. L’unica eccezione è il Pisa), mentre quelle che compiono il percorso inverso no (Lanciano e Como sono fallite, il Modena ci è andato vicino). L’ultimo caso è proprio il Latina, che ha appena rinunciato all’iscrizione alla C dopo l’ennesima asta andata deserta. Il capitano della squadra nerazzurra è Paolo Hernan Dellafiore, ex difensore dalla Robur adesso svincolato e pronto a ripartire.

Paolo, per te è stato davvero un annus horribilis. Retrocessione, fallimento della società e adesso rottura del legamento.

E’ una stagione cominciata male e finita peggio, con la ciliegina negativa sulla torta. Mi sono fatto male in rifinitura prima di Avellino, nella partitella, un contrasto proprio alla fine. Purtroppo è andata così, lunedì mi dovrei operare e poi comincerò la riabilitazione per recuperare il prima possibile. Il Latina è fallito e quindi sono svincolato. Vedremo se arriverà qualche richiesta.

Quando ti rivedremo in campo?

Per rigiocare le partite direi ottobre. Ora i tempi di recupero sono minori rispetto al passato, ma ci vorranno almeno quattro mesi e mezzo.

Il Latina ha riottenuto tre punti e ha chiuso non più all’ultimo posto. Chissà, senza il caos societario, cosa sarebbe successo.

A gennaio ci sono state cessioni importanti, già si era capita la situazione, poi ci hanno tolto 7 punti e non è facile scendere in campo sempre per vincere. Mentalmente influisce. Con dietro una società solida dico che ci saremmo salvati.

Società assente, penalizzazioni, odore di fallimento. Latina non ti ha ricordato Siena?

Sì, più o meno siamo sullo stesso discorso. A Siena c’era un altro tipo di squadra, molto più forte. Alla fine ci bastava un punto e potevamo tentare di andare in serie A. Credo però che se ci si comporta bene anche dal punto di vista societario la fortuna arriva dalla tua parte. In caso contrario, inconsciamente, il destino ti punisce.

Tutta quella stagione, poi concentrata nei minuti finali di Varese, è stata l’emblema della forza di gruppo e staff tecnico, supportati solamente dai tifosi.

Fino a dicembre eravamo riusciti, nonostante la penalizzazione, a camuffare la situazione. Poi da gennaio, senza il pagamento di stipendi, la situazione è iniziata a farsi pesante. Eravamo un gruppo coeso, col mister e con l’ambiente siamo riusciti a trovare la forza di arrivare fino in fondo. Ma ogni giorno ce n’era una. I fornitori, per dire, chiedevano i debiti e venivano al campo a portarsi via il materiale.

Dopo Siena hai giocato tre anni a Latina. Tolto l’epilogo, che bilancio dai dell’esperienza in neroazzurro?

Ho quasi sempre giocato, a guardar me stesso sono contento. Se sono riuscito ad avere spazio, vuol dire che qualcosa di positivo ho fatto.

Parma, Siena, Latina. Nei tuoi ultimi anni hai giocato in club simbolo del degrado calcistico.

A Parma per fortuna sono stato negli anni in cui non c’erano ancora problemi. Siena e Latina sono invece due esperienze negative. Provo una forte rabbia. Uno pensa a giocare, a divertirsi, a dare il meglio di sé e poi viene tutto vanificato.

Dal 2014 la Robur ha intrapreso un’altra strada.

Ho avuto modo di seguirla. Sono rimasto in contatto con Vergassola e conosco il team manager Ivan Sarra, che è di Latina. Ci scambiavamo diverse informazioni.

Due anni in Lega Pro e tantissime difficoltà.

E’ un campionato in cui ho giocato da ragazzino, ma seguo le serie minori anche oggi. Mi piace seguire ex compagni, do un’occhiata ai risultati. Purtroppo spesso capitano squadre che scendono di categoria e hanno difficoltà o falliscono. Dal punto di vista economico tra serie B e Lega Pro c’è una differenza importante.

Conosci la nuova presidente?

No, ho letto qualcosa quando c’è stato il passaggio di proprietà. Me ne hanno parlato bene. Ho visto lo sfogo, penso l’abbia fatto perché ci tiene veramente a Siena e al Siena.

Saresti disponibile a scendere di categoria e legarti ad un progetto ambizioso con il Siena?

Uno ovviamente un occhio alla categoria lo dà, però venendo da questi ultimi anni penso che, arrivato a 32 anni, sia importante valutare serietà, il progetto e la stabilità di una società. Tornare in Lega Pro in una squadra come il Siena penso che non sarebbe un problema.

Se il Siena chiama, insomma, Dellafiore risponde.

Sicuramente sì. Non negherei mai una chiacchierata. Siena è una piazza importante, che merita di tornare dov’era. Ci si potrebbe sedere attorno ad un tavolo senza problemi. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol

 

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Massimo Morgia è stato deferito dalla sua ex squadra, L’Aquila Calcio. Ad annunciarlo è lo stesso ex allenatore della Robur sul suo profilo Facebook:

“A 66 anni, dopo 50 di calcio, per la prima volta vengo deferito alla procura federale dalla società per cui ho lavorato, L'Aquila calcio, e da cui mi sono dimesso. Ho molta fiducia nella giustizia e nell'avvocato a cui ho affidato il caso... comunque vada nulla cancellerà mai l'ennesima amarezza sul piano strettamente umano.... di un modo di fare calcio che proprio non mi appartiene....”.

Il deferimento, si legge, ha come oggetto alcune dichiarazioni rese nel corso di una conferenza stampa, dopo aver rassegnato le dimissioni, di Massimo Morgia nei confronti dell’amministratore unico del club Angelo Antonio Ranucci. Dichiarazioni poi pubblicate su organi di stampa e siti web.

Fonte: Fol

 

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Ci sono cinque persone sotto inchiesta per la cessione della Robur Siena, società del campionato di Lega Pro passata di mano lo scorso luglio. Il sindaco della città Bruno Valentini e l’attuale presidente Anna Durio sono stati iscritti nel registro degli indagati dal pm Antonino Nastasi, che ha appena chiesto sei mesi di proroga, per “violenza privata” assieme a tre tifosi, accusati anche di violazione di domicilio. L’inchiesta nasce dal clima infuocato che si respirava nelle ultime ore della trattativa fiume per la cessione della Robur dalle mani dell’imprenditore italo-svizzero Antonio Ponte alla Durio, chiusasi lo scorso 22 luglio dopo oltre sette mesi di braccio di ferro.

Secondo quanto riportato nella denuncia-querela presentata dall’ex presidente nello scorso ottobre, vi furono “ripetute condotte di intimidazione e minacce” nei suoi confronti durante il passaggio delle quote. “L’apice delle intimidazioni – scrisse il suo legale Christian Vannucchi – si è raggiunto il 21 luglio 2016”. È la notte in cui, nello studio del notaio Mandarini, Ponte sarebbe stato costretto “a sottoscrive procura ad operare in favore di Anna Durio”, a suo avviso “sotto minaccia di morte di alcuni facinorosi che lo costringevano a risalire nello studio, nonché sotto minaccia del sindaco Bruno Valentini di “togliergli la rete di protezione”. E il giorno seguente, “in tale clima di intimidazione”, l’ex presidente sarebbe stato ancora una volta costretto “a sottoscrivere la cessione delle proprie quote per un corrispettivo inferiore a quello per il quale lo stesso sarebbe stato disposto a cederle”.

La ricostruzione di Ponte è stata ribaltata dal sindaco Valentini, che ha spiegato in una nota diffusa dopo le anticipazioni del Corriere di Siena, come “per evitare un secondo fallimento della Robur, con le parti che non trovavano l’accordo, proposi che il Comune facesse da mediatore nella trattativa”. Il primo cittadino di Siena ha “agito nel pieno rispetto della libera volontà delle parti, in trasparenza e nell’esclusivo interesse della città” e si augura “che questa indagine venga rapidamente definita confermando il ruolo neutrale avuto dal Comune nella vicenda”, riservandosi di denunciare “coloro che mi avessero eventualmente calunniato”.

No comment, invece, dalla Durio che già nei mesi precedenti all’acquisto aveva chiesto a Ponte di rispettare i patti. La cessione del Siena, infatti, affonda le radici in un contratto preliminare firmato il 29 gennaio 2016 per il trasferimento delle quote di controllo della società alla Immobiliare Federico srl, veicolo attraverso cui Anna Durio è diventata proprietaria. Dal quel momento è però iniziato un infinito braccio di ferro, anche sui bilanci societari, per determinare l’esatto prezzo di vendita della Robur. Fino a quell’infuocata notte durante la quale Ponte, a suo avviso, fu costretto a cedere il Siena con la ‘violenza’.

Al termine dell’incontro nella sede del notaio, il sindaco usò parole durissime nei confronti di Ponte: “Ci sentiamo ingannati. Qui c’è gente che risponde solo al dio denaro, se può strappare 100mila euro in più, lo fa – disse ai microfoni dei giornalisti – C’è un arbitratore (sul prezzo si era espresso, infatti, il giudice arbitrale di Milano, ndr) che ha definito il valore e la signora Anna Durio ha addirittura messo sul tavolo un prezzo maggiore”. Ponte la pensa diversamente.

Il Fatto Quotidiano

 

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«Accusarmi di condotte illecite è ridicolo, mi riservo ogni azione legale nei confronti di chi può avermi calunniato». Sceglie di giocare in attacco il sindaco Bruno Valentini, in risposta alla notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati (con la presidente del Siena Anna Durio e alcuni tifosi bianconeri) per la vicenda della vendita della società bianconera da parte di Antonio Ponte. 

L’INCHIESTA è partita da una denuncia dell’ex presidente della Robur, in riferimento alle concitate fasi del passaggio delle quote all’imprenditrice ligure. Prima con il lungo incontro nella notte tra il 21 e il 22 luglio nello studio del notaio Mandarini, presente tra gli altri anche il sindaco e con molti tifosi nella sottostante via del Giglio. Poi con la cessione definitiva sottoscritta il giorno successivo nella residenza di Ponte. 
SECONDO la denuncia anche la condotta del sindaco, nello studio del notaio, si potrebbe configurare come violenza privata.Un’accusa che il primo cittadino rigetta con decisione, partendo da quelli che considera due punti fermi a garanzia di un comportamento corretto da parte sua. Il primo: «Proposi che il Comune facesse da mediazione fra le parti e ciò fu accettato da entrambi», ricorda Valentini. 
MA L’ACCORDO raggiunto in Comune la mattina del 21 luglio sembrava sul punto di saltare la sera stessa. «Col consenso di tutti, durante la notte mi recai, insieme ad altri due assessori, nello studio notarile», aggiunge. Il secondo punto: «I rappresentanti delle forze dell’ordine sono sempre stati presenti garantendo la sicurezza di tutti». Da qui la replica secca: «Accusarmi di una qualche condotta illecita è ridicolo e spero che ciò venga chiarito il prima possibile. Ho agito nel pieno rispetto della libera volontà delle parti, in trasparenza e nell’esclusivo interesse della città». 
SULL’INDAGINE il sindaco chiede velocità: «Comprendo che la magistratura debba compiere un atto dovuto, ma auspico che l’indagine venga rapidamente definita confermando il ruolo neutrale del Comune». Quindi l’annuncio di una possibile controquerela: «Mi riservo di intraprendere ogni azione legale nei confronti di coloro che mi avessero eventualmente calunniato, travisando il vero svolgimento dei fatti o attribuendomi comportamenti illeciti o violenti da me mai compiuti».  (O.P.)

Fonte: Fol

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Ieri sera nel corso di una cena, tenutasi al ristorante “Da Michele”, il Siena Club Enrico Chiesa ha consegnato il premio annuale intitolato a Paolo De Luca agli allenatori del settore giovanile del Siena.
Alessandro Signorini, Gill Voria e Stefano Argilli hanno ricevuto il “roburrino” dalle mani del presidente del Club Lorenzo Rosso.
Presenti alla serata Enrico Chiesa e la presidente del Siena Anna Durio.

Fonte: Fol

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Michele Mignani e Fabio Gallo: a uno dei due tecnici il Siena affiderà la panchina bianconera. Sfogliata la margherita sembra proprio siano rimasti questi due nomi in lizza per il dopo Scazzola, due profili che rispondono alla perfezione all'identikit fatto dalla società: giovani, ma comunque con una buona esperienza alle spalle, anche nei settori giovanili, che fanno giocare bene le loro squadre e con un passato da calciatori con centinaia di prsenze nelle serie maggiori. Gallo ha fatto molto bene quest'anno a Como, Mignani - che a Olbia nonostante l'esonero ha lasciato il segno tanto che i tifosi lo rivolevano in panchina - è una bandiera bianconera, che conosce bene la piazza e il cui nome sarebbe molto graito ai sostenitori della Robur. Sono previsti incontri nelle prossime ore, ma l'annuncio è vicino, probabilmente all'inizio della prossima settimana.


Fonte: Fol

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In merito all’indagine aperta dalla procura di Siena nei confronti di Anna Durio, la presidente della Robur Siena ha rilasciato un brevissimo comunicato stampa sul sito della società: “Dico solo che ho la coscienza pulita, la magistratura farà il suo corso”.

Fonte: Fol

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Nel corso della riunione di Lega tenutasi oggi a Firenze è stata presa in esame la proposta del presidente Gravina sul ritorno alla denominazione originaria della Lega Pro in Serie C. La proposta è stata approvata dai club all’unanimità.

Gravina: “Siamo nati come Serie C e, in particolare, siamo identificati da tifosi ed appassionati con il nome originario, che è identità”. 
(logo non originale)

Fonte: Fol


 

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La squadra Under 15, allenata da Gill Voria, parteciperà al 27° trorneo Renzo Trovò. Le altre sqiadre partecipanti sono: Civitavecchia, Nuova Grosseto, Sauro Rispescia, Paganico, Invicta, Roselle ed Albinia.

Fonte: Fol

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Gare di andata (mercoledì 31 maggio)
Parma Lucchese - ore 20.30
Lecce 
Alessandria - ore 20.30
Pordenone 
Cosenza - ore 20.30
Livorno
 - Reggiana - ore 18.30 - (diretta RaiSport)

Gare di ritorno (domenica 4 giugno)
Lucchese Parma - ore 20.30
Alessandria 
Lecce - ore 18 - (diretta RaiSport)
Cosenza 
Pordenone - ore 20.30
Reggiana
 - Livorno - ore 18.30

Fonte: Fol

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Anche in questa stagione saranno quattro società a contendersi lo scudetto dilettatti che dopo il Siena in questa stagione si era cucito sulle maglie la Viterbese.
Questo il calendario delle semifinali in gara unica:

Semifinali (mercoledì 31 maggio)
Sicula Leonzio-Monza (ore 17,00) - Stadio Comunale “San Filippo” di Monte San Giusto
Bisceglie-Ravenna (ore 20.30) - Stadio Comunale “B. Recchioni” di Fermo

La finale è prevista per venerdì 2 giugno 2017 alle ore 17,00 presso lo stadio “B. Recchioni” di Fermo. 

Fonte: Fol

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La denuncia presentata il 7 novembre 2016 da Antonio Ponte contro tre tifosi per violenza privata e violazione di domicilio e contro il sindaco Valentini e il presidente Durio per violenza privata, ha determinato l’emissione di avvisi di garanzia che sono stati regolarmente consegnati agli interessati in data 14 marzo c.a.

Il 7 maggio sarebbero scaduti i termini per le indagini preliminari, ma tutto è stato rinviato al 7 dicembre su richiesta del PM Antonino Nastasi che ha chiesto sei mesi di proroga per permettere la conclusione delle indagini.

Sull’argomento è tornato oggi Il Corriere di Siena con un articolo a firma Andrea Bianchi di cui riproponiamo uno stralcio:

“il dottor Antonino Nastasi, ha prorogato le indagini che hanno preso il via da una denuncia-querela presentata nell'ottobre 2016 da Antonio Ponte in cui accusava di essere stato costretto, sotto minaccia, a firmare la procura a vendere alla Durio. Nei mesi scorsi la Guardia di Finanza ha ascoltato molti testimoni e persone informate sui fatti acquisendo anche diverse immagini della notte del 21 luglio, in via del Giglio, al centro dell'inchiesta. Al momento nessun commento di Durio e Valentini.”

Sull’argomento ci sarebbe da dire molte cose, precisare situazioni e condizioni in cui si sono  svolti i fatti, ma questo è compito della giustizia che sicuramente arriverà a ricostruire i fatti per come sono realmente accaduti.

Fonte: FOL 

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Alex Manninger lascia il calcio. L’ex portiere bianconero ha annunciato che al termine di questa stagione appenderà i guantoni al chiodo. Il portiere austriaco classe '77, nell'ultima stagione ha vestito la maglia del Liverpool dopo che Italia aveva giocato, oltre alla Robur, anche con Fiorentina, Torino, Bologna, Brescia, Udinese e Juventus.

Fonte: Fol

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Si è svolto pochi minuti fa il sorteggio dei quarti di finale playoff di Lega Pro. Si tratterà di un turno ad andata e ritorno (mercoledì 31 maggio e domenica 4 giugno), mentre semifinali (martedì 13/6 e mercoledì 14/6) e finale (sabato 17 giugno) si disputeranno a Firenze (stadio Franchi) e si giocheranno in gara unica.

Questo il quadro completo:

Gara 1
Parma-Lucchese
Gara 2
Lecce-Alessandria
Gara 3
Pordenone- Cosenza
Gara 4
Livorno-Reggiana

Lucchese, Alessandria, Cosenza e Reggiana giocheranno la partita di ritorno in casa.

Fonte: Fol

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Dopo due anni intensi al Pisa Rino gattuso torna al Milan dove allenerà la formazione Primavera della squadra Rossonera.

Fonte: Fol

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«La società Robur Siena ringrazia mister Cristiano Scazzola per la professionalità e le qualità morali dimostrate in questi mesi di permanenza sulla panchina bianconera. Il suo lavoro ha permesso la crescita e il lancio di profili giovani e di sicuro interesse. Nell’annunciare che il suo contratto non verrà rinnovato, la società formula a Scazzola i migliori auguri per il prosieguo della carriera». Con questa nota pubblicata sul sito ufficiale bianconero la Robur ha annunciato ieri la rottura del rapporto professionale con il tecnico. Una rottura che mancava soltanto di essere formalizzata, visto che i segnali erano netti e inequivocabili, nonostante Scazzola abbia guidato gli allenamenti della squadra anche dopo la conclusione del campionato. «Un bilancio della mia avventura in bianconero è presto fatto – ha dichiarato il mister a poche ore dal comunicato –: sono arrivato perché la società ha deciso di cambiare, quando la squadra era a 3-4 punti dai play out: questo, per il Siena, doveva essere un anno di transizione, la squadra doveva riuscire a salvarsi, se poi fosse arrivato qualcosa di più meglio. La volontà della società quella di creare una struttura solida per poi, nei prossimi anni, ambire a un traguardo più prestigioso. Un obiettivo minimo, lo capisco, se si ragiona nei termini del passato, che ha visto la Robur nel grande calcio; ma non va dimenticato che la stessa Robur è ripartita con una proprietà nuova di zecca, un budget diverso da quello di Alessandria e Cremonese, per fare un esempio, e tra mille inconvenienti: abbiamo finito a sei punti dai play out, dodicesimi, riuscendo nella valorizzazione di diversi giovani e rilanciando giocatori come Iapichino e D’Ambrosio in ruoli che non avevano mai ricoperto». «A gennaio – ha proseguito Scazzola – abbiamo perso un giocatore importante come Mendicino, con la volontà di far crescere Bunino e Jawo e puntando su Campagnacci, che però si è fatto male subito. Ecco, se c’è una cosa che più di ogni altra mi dispiace, è non aver potuto contare sugli uomini di maggiore esperienza come Castiglia, Gentile o Terigi. E se qualche partita fosse girata in maniera diversa… Ma non mi pento di niente, ho avuto la possibilità di allenare in una grande piazza, con un tifo caloroso: le critiche ci stanno, capisco che sia difficile accettare una realtà diversa da quella che i senesi hanno vissuto tanti anni. Ho lavorato in una società seria e organizzata, magari giovane e inesperta, ma seria e volenterosa che ha voglia di creare qualcosa di importante. Purtroppo non si può avere tutto e subito: condivido l’idea del Siena di avare avanti per gradi per non correre il rischio di saltare in aria a metà campionato. Io? Sono pronto a rimettermi in gioco». (Angela Gorellini)


Fonte. La Nazione

 

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