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20/04/17 10:08 | Di Chiara: “Siena č stata l’esaltazione del calcio che piace a me”

Stefano Di Chiara, ex allenatore di Viterbese e soprattutto Siena (conquistò una straordinaria salvezza nel 1998 rendendo possibile l’ascesa in A), ha parlato ai microfoni di Antennaradiosse. Queste le sue dichiarazioni:

Sistema calcio – “Non ci sono più allenatori con le mie caratteristiche. Si è voltata pagina, è cambiata un’epoca. A me questo sistema calcio non mi piaceva prima, figuratevi adesso. Vedo molta roba finta in giro, a tutti i livelli. Ho chiuso parzialmente col calcio perché non mi ci rispecchio più. Sono uno che dice quello che pensa, sono diretto, schietto. Altrimenti non avremmo fatto quella salvezza nel 1998. È durata poco purtroppo, il rapporto col Siena doveva durare di più”.

Siena – “Feci delle scelte e qualcuno mi diede del pazzo. I vari Argilli, Mignani, Voria, Arcadio, D’Ainzara, erano tutti fuori rosa e li ho buttati dentro. Quel girone di ritorno fu fantastico, a parte qualche battuta di arresto. Se partivamo qualche settimana prima saremmo andati a fare i playoff. Ai playout rimanemmo in dieci dopo un quarto d’ora e il Saronno era di Preziosi, era una squadra importante. Certe volte quando confronto il livello della C dell’epoca con quella di adesso, c’è una differenza abissale. Si rigiocasse adesso con quella squadra, il campionato lo vinci a mani basse”.

Il Palio – “A Siena non mi hanno mai chiamato, ma io non chiamo nessuno. Come diceva Pierangelo Bertoli, prestazioni fuori orario non l’ho mai fatte e non mi interessa. Ho avuto tante soddisfazioni a Siena ma l’anno dopo hanno riconfermati tutti meno che io. Dicevano che ero bravo, che preparavo bene la squadra, che c’avevo carattere, ma ero poco gestibile, poco accomodante. Non ho mai capito cosa voglia dire. Siena è stata l’esaltazione del calcio che piace a me. Avevo libertà a 360 gradi di scegliere i giocatori. Una gratificazione che mi ha permesso di andare avanti negli anni successivi, anche se forse meritavo di più, ma non sta a me dirlo. Il senese rispecchia il mio modo di vivere. Penso al Palio, alla voglia di emergere e vincere. La città mi ha accompagnato in quello che è il mio credo”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol

 

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