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11/10/17 17:36 | Zitti zitti, piano piano....

Dopo le prime otto giornate i numeri sono sotto gli occhi di tutti: cinque vittorie, tre pareggi, primo posto in solitario della classifica e soprattutto una squadra che gioca bene e diverte.  È un piacere vedere giocare la Robur, una goduria per tutti i tifosi che attendevano da qualche tempo che ritornasse a recitare un ruolo da protagonista.

La macchina costruita dalla presidente Anna Durio e consegnata a Michele Mignani sta volando spedita, facendo riavvicinare i tanti tifosi che si erano allontanati dopo le grandi delusioni degli ultimi tempi.

Dopo un anno travagliato in cui niente o poco era programmabile nei tempi necessari, quest’anno le cose sono cambiate è, a oggi, la caparbietà di Anna Durio insieme con una maggiore esperienza e lucidità, sta dando i primi importanti frutti.

Nonostante che la fiducia, l’entusiasmo e la speranza si siano riaffacciati sulla conca del Rastrello, ancora nessuno tra squadra, società e tifosi, osa pronunciare la parola “serie B”.

È giusto così, perché niente si crea dall’oggi al domani e perché Mignani e un bravissimo allenatore, ma non è il mago Merlino.

L’ex capitano bianconero ha dato alla squadra un’impronta precisa attingendo ampiamente al proprio bagaglio di calciatore. Niente è lasciato al caso e tutto passa attraverso un’organizzazione attenta e precisa che permette a ognuno dei calciatori di esprimersi al meglio delle loro possibilità. E i risultati si vedono.

Il campionato è ancora lungo ed è innegabile che, almeno sulla carta, la Robur non sia certo la prima forza del girone, sarà come sempre il campo a dare le risposte più convincenti, ma il fatto che oggi la classifica incorona la Robur è un’iniezione di fiducia che potrebbe rappresentare quell’elemento in più necessario per prolungare il volo della Robur. Fino a dove e fino a quando? Lasciamo tempo al tempo e stringiamoci sempre di più attorno alla società, alla squadra e allo staff tecnico, la nostra Robur sta facendo la sua parte e sta risvegliando l’orgoglio senese.

Ci piace molto pensare all’immagine di una Robur che dopo anni di anonimato e rassegnazione ha ripreso a graffiare, a far sentire la propria voce e a essere rispettata, contribuendo ancora una volta alla ripresa di una città che ancora deve riprendersi. (NN)

Fonte: Fedelissimo Online

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