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12/06/18 23:43 | Siena e Cosenza, due mondi opposti. Il cammino delle due finaliste

Una ha viaggiato sempre in superficie, non ha mai conosciuto scossoni se non qualche trittico indigesto (Monza-Pontedera-Livorno) ed ha chiuso in calando, salvo poi riprendersi in grande stile approfittando dei benefici del 2° posto. L’altra è partita malissimo, ha fatto un mercato di gennaio roboante, ha chiuso al rialzo e si è poi fatta tutto il percorso ad ostacoli negli spareggi. Siena e Cosenza, adesso, sono entrambe in finale. Una sola salirà in B.

Il Cosenza in campionato

Parte malissimo e dopo cinque giornate e due punti saluta il mister, Gaetano Fontana. Arriva Piero Braglia e i primi risultati (tre k.o. dopo cinque turni) fanno pensare al dramma dell’anno prima, con quella promozione gettata al vento ad Alessandria. Invece, da dicembre, le cose cambiano. Il Cosenza aggiunge pezzi da novanta (Perez e soprattutto Okereke) e arriva in semifinale di Coppa. Però chiude al 5° posto, a -20 punti dal Lecce. Vuol dire che ai playoff serve passare cinque turni. La B, per il momento, è un’utopia.

Il Siena in campionato

Dieci risultati utili di fila, un gran gioco (soprattutto in trasferta) e la vetta della classifica giunta in modo inaspettato. Il Siena dei primi tempi ha incantato il mondo del calcio. Lo ha fatto anche dopo, certo, ma in modo meno evidente, semplicemente perché non era più una sorpresa. Si è caricato pian piano di lodi e aspettative, si è sentito superiore al Livorno per poi incassare un’ingiusta sconfitta, si è ripreso dopo aver toccato il punto più basso (Cuneo) tornando a correre e divertirsi (altri dieci risultati utili). A Monza la barca ha iniziato a scricchiolare, ha imbarcato acqua altre quattro volte e ha chiuso ad un niente dal Livorno.

Il Cosenza ai playoff

È un motore diesel. Ingrana la prima e rischia di schizzare subito fuori, l’11 maggio, quando ospita la Sicula Leonzio e si ritrova sotto fino all’82’. Ci pensano Okereke e Baclet a scacciare gli incubi. Il turno dopo arriva un pareggino con la Casertana che basta e avanza, poi si inizia a fare sul serio. Doppia vittoria col Trapani, doppia vittoria (stessi risultati) con la Sambenedettese, che in finale avrebbe giocato col fattore campo, vista l’ora di distanza da Pescara. Perde a Bolzano con un solo tiro subìto, la risolve al ritorno grazie al jolly Baclet (4 gol ai playoff, sempre da subentrato). Era e rimane la squadra più in forma, ha un attacco impressionante e perderà solo Pascali, ma di fatto ci guadagna visto che riabbraccia Dermaku. Però otto partite in un mese (il doppio di quelle del Siena) sono tante…

Il Siena ai playoff

Tanti punti interrogativi sul mese di inattività e poi, a Reggio Emilia, quello che sembra un punto fermo: il Siena gioca, gli altri vincono. C’è chi lo dà già per spacciato, chi punta il dito sui singoli. Invece, al ritorno, arriva la consacrazione. “Alla faccia di chi ci dava per morti”, ricorda Mignani. Il gol di Santini al 100’, la rinascita di Neglia agevolato da una maggiore libertà, lo stato di grazia di Panariello. Ma quello che conta è che la Robur impara a reagire. A segnare quando ha l’obbligo di segnare. Succede con la Reggiana, succede col Catania. E poi in Sicilia, in nove contro 20.000. Per questo, anche se decimata, a Pescara ha speranze di illuminare ancora la gente. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol

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