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18/05/17 17:34 | Presentato allo stadio l’almanacco dei migliori giovani italiani Under 19. Presenti nell’elenco Bordi, Grillo, Biagiotti e Romagnoli

Oggi pomeriggio, presso la sala stampa dello stadio Artemio Franchi, si tenuta la presentazione dell’almanacco 2016-17 "La Giovane Italia - Gli Under 19 in cui crediamo”, un volume dedicato ai giovani prospetti italiani ideato da Paolo Ghisoni, giornalista di Sky. “Abbiamo iniziato sette anni fa a raccontare i giovani italiani in un momento in cui sembrava una pazzia, una provocazione, vista la massiccia presenza di stranieri” – ha commentato Ghisoni. “Piano piano siamo cresciuti, aprendo un nostro sito, trovando uno spazio televisivo. Da quest’anno abbiamo una partnership con Lega Pro e Lega B e abbiamo inserito 30 ragazze. Ci piace il movimento dove c’è tanta passione e zero soldi”. Ghisoni, che ha parlato in mezzo a Federico Trani e Roberto Pierangioli, ha poi sottolineato il lavoro della Robur. “Ho trovato una società che nonostante le difficoltà ha dato credito e rispetto al nostro progetto. Quest’anno a livello di Lega Pro abbiamo avuto difficoltà a trovare interlocutori, non è il caso del Siena”. Siena che è rappresentata nell’almanacco da quattro giovani: Paolo Grillo, Francesco Bordi, Tommaso Biagiotti e Mirko Romagnoli (i primi tre presenti alla conferenza, Romagnoli era invece assente perchè impegnato nell'amichevole con la Berretti). “Sono nomi che abbiamo concordato con la società” – ha continuato Ghisoni. “Purtroppo per questioni di spazio abbiamo lasciato fuori un ragazzo e per la legge di Murphy ha fatto un signor campionato (Saric, ndr). Può succedere. Cito l’esempio di Gagliardini, è sempre stato inserito nel nostro progetto ma nessuno avrebbe scommetto su di lui, come Nainggolan quando era a Piacenza”. L’ideatore dell’almanacco ha poi chiesto a Bordi il motivo del passaggio tre anni fa dalla Roma al Milan, e le difficoltà incontrate nel primo anno nei professionisti. “In quel momento il procuratore mi ha detto che era meglio cambiare aria” – ha risposto Bordi. “C’era Brocchi con un bel progetto, Roma era in difficoltà e ho preso la palla al balzo. Quando passi dal settore giovanile non sei più un giovane, il tempo è finito. Subentra la società che ha ambizioni, il mister che più che lavorare con i giovani pensa più per se stesso”. In chiusura, il giornalista di Sky ha fatto trapelare un pizzico di sconforto per come viene considerato il calcio giovanile in Italia. “Prendo l’esempio del Frosinone, che quando retrocesse in Lega Pro ripartì da sette giocatori della Berretti, tra cui Gori e Paganini. Non ne ha parlato nessuno, eppure è all’avanguardia a livello di settore giovanile. Purtroppo è dura, e nel femminile va pure peggio. La Nazionale Under 17 due anni fa è arrivata terza ai mondiali in Costa Rica e le ragazze di quella squadra sono state bocciate quasi tutte a scuola perché avevano fatto quaranta giorni di assenza. Avrei mandato Striscia La Notizia in Federazione il giorno dopo”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol

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