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11/06/18 15:15 | La gioia di Lorenzetti, Moretti e Ricotta, tifosi presenti a Catania

Oltre ad Antonio Degortes, abbiamo intervistato anche gli altri tre tifosi bianconeri presenti al Massimino di Catania. Queste le loro dichiarazioni:

Michele Lorenzetti – “Appena finita la partita di andata prenotai il volo andata e ritorno. La mattina dopo venne fuori l'annuncio del divieto ai residenti in Toscana. Quindi ci rivolgemmo alla società e la Durio ci ha fornito gli accrediti. Io e Franco Moretti siamo arrivati la mattina a Catania. Dopo un breve tour a piedi in via etnea con colazione abbondante si è preso il bus turistico per visitare il centro e tutto il lungomare. Poi pranzo di pesce eccellente e riposino in hotel in attesa di incontrarsi con Antonio Degortes che era partito più tardi. Poi ci dirigiamo verso lo stadio con la macchina a noleggio e riusciamo a parcheggiare vicino ai pullman delle squadre. Ritiro gli accrediti e entriamo allo stadio. C’è un’atmosfera thrilling compresi musiche e altoparlante tipo film horror. Appena seduti ci riconoscono subito che siamo senesi. Ci vengono a dire di comportarsi per bene per la nostra incolumità.. Poi la partita. Appena andati in vantaggio uno dei tre è andato in bagno per esultare da solo. Poi i rigori e c'era chi piangeva e chi ci guardava male. Successivamente usciamo tra la folla non dando nell'occhio e andiamo in zona pullman dove attendiamo squadra e staff per salutarci e abbracciarsi. Oltre a noi tre era presente anche un altro tifoso del Siena della Corrente Bianconera (Sandro Ricotta, ndr) che era in vacanza a Taormina, più una quindicina di parenti di Bulevardi provenienti da Mazara del Vallo, nche loro redarguiti a inizio partita sul comportamento”.

Franco Moretti – “Ho ancora la trepidazione. È stato un patimento che non auguro a nessuno. Due ore e mezzo in silenzio a sentire offendere il Siena. Il tutto ripagato in fondo. Sono corso in bagno e ho cominciato a berciare. Mi commuovo anche adesso a parlarne. Una gioia da schiantare. Durante i rigori non si faceva nessun movimento, ma dentro l’emozione era tantissima. Per fare un paragone, era come se al Palio, dopo dieci mosse annullate, va via un ferro al cavallo e deve entrare il maniscalco. Sofferenza pura. Non finiva mai. Poi, in macchina, siamo esplosi. Al grido di “Siena Siena, Siena!”.

Sandro Ricotta – “E’ una gioia paragonabile alla promozione in serie A. Loro cercavano di provocarci e noi dovevamo stare zitti, è stata davvero dura. Si pativa, era una bolgia che berciava e cantava. Come hanno fatto a resistere, i ragazzi, non lo so. Hanno fischiato anche agli arbitri quando sono entrati a fare il riscaldamento. Quando siamo rimasti in nove ho pensato: è finita. Invece dopo l’ultimo rigore… è una sensazione bruttissima, perché non puoi fare niente. Piangevi e non reagivi. Quando sono entrato in macchina, da solo, mi sono sfogato. Sono solo anche adesso all’aeroporto. Sono sensazioni che non posso condividere con nessuno. Sono stati due giorni che ricorderò per sempre”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol

 

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