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Rassegna Stampa

12/01/18 15:55 | La Nazione - D’Ambrosio: “Il Siena non è secondo a nessuno”

Gli brucia ancora quel ko al Paschiero, ma almeno è stata una lezione. Per il resto, Dario D’Ambrosio, non ha che belle parole per il Siena. Non si sbilancia sul futuro, perché è nel presente che il futuro mette le radici. E il presente si chiama Arzachena.

Cosa le è piaciuto di più del girone di andata e cosa di meno? 
«Di meno, sicuramente, la sconfitta con il Cuneo, l’unica partita che abbiamo veramente sbagliato. Nelle altre abbiamo espresso un bel gioco, con tanto possesso, siamo sempre stati vivi, ben organizzati, sia in fase offensiva che difensiva, pronti a sacrificarci. Siamo un buon gruppo che si è messo in testa di fare bene».

Da difensore a difensore: come va con Mignani? 
«Il mister lavora molto sulla difesa, sui concetti. Vuole che tutti partecipino, a partire dagli attaccanti. E ci dà ottimi consigli, anche a individualmente. A me cosa dice? Che vuole la linea alta, per non correre rischi. La squadra deve essere corta e attenta. Non lo conoscevo, né come giocatore, né come allenatore: ho trovato un tecnico preparato e una bella persona». 

Come sta vivendo lo spogliatoio questi giorni caratterizzati dal mercato? 
«Fino a oggi non mi sembra che ci siano stati grandi movimenti. Si legge giusto qualche rumors sia in entrata che in uscita. Sappiamo che la società è vigile, ma nel gruppo non c’è né ansia, né preoccupazione. Anzi, negli allenamenti stiamo dando tutti il mille per mille». 

Da quando lei è a Siena è la prima volta che non si assiste a una ‘rivoluzione di gennaio’: un buon segnale. 
«Assolutamente. Non sarà un mercato di riparazione. La società è stata chiara nel dire che serve qualcosa, ma che gli equilibri devono rimanere intatti, ché stravolgere la rosa sarebbe controproducente». 

Quali le insidie di una partita, nello specifico la trasferta contro l’Arzachena, che arriva dopo un lungo stop? 
«A parte che il Nespoli è un campo stretto e difficile, il rischio è di avere un calo di tensione. Tre settimane senza giocare una partita ufficiale sono tante. Ma noi non sottovalutiamo questo aspetto, ci faremo trovare pronti». 

Dove vuole arrivare la Robur? 
«Come ho già detto le partite perse contro Monza, Pontedera e Cuneo ci sono servite da insegnamento: non dobbiamo guardare agli altri, ma solo a noi stessi, di giornata in giornata. Ogni volta dobbiamo scendere in campo per vincere. A livello di gioco non siamo secondi a nessuno, il Livorno semmai ha maggiore maturità. Rispondo allora il più in alto possibile». (Angela Gorellini).

Fonte: La Nazione

 

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