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11/03/18 17:17 | L'analisi tecnica di Siena-Viterbese a cura di Francesco Guidarelli

Si torna finalmente a giocare e La Robur si riprende la testa della classifica battendo meritatamente la forte Viterbese, al termine di un match di ottimo livello.

I gialloblù sono usciti dal mercato di gennaio rinforzati in quei ruoli risultati un po’ deficitari nella prima parte del campionato e presentano oggi una compagine quadrata grazie al lavoro di Nelso Ricci, tornato ieri al Rastrello sicuramente animato da molti ricordi.

La Robur, con il solo l’innesto di Santini, ha migliorato l’assetto della squadra, conferendo forza in avanti attraverso alternative di gioco che consentono di alleggerire il gran lavoro di Marotta ma soprattutto é diventata squadra solida e con una precisa identità per quanto attiene lo sviluppo del gioco ed il presidio del campo.

I bianconeri si sono schierati nella solita formazione e con il solito modulo, con Guberti libero di scegliersi la zona di campo dove ricevere il pallone, evitando così una posizione statica che avrebbe potuto limitare la sua regia attraverso asfissianti raddoppi di marcatura che tutte le squadre cercano di dedicargli.

I Viterbesi hanno presentato un modulo ambizioso, il 4-4-2, che molto spesso variava in un 4-2-4 per le caratteristiche di due esterni, Vandeputte e Calderini, propensi all’offensiva una volta in possesso di palla e lo scontro principale è stato proprio nelle fasce laterali.

Iapichino ha stravinto il duello mostrando una condizione strepitosa, non ha perso una palla e si è catapultato in avanti superando di slancio più avversari per rimettere al centro invitanti traversoni purtroppo mai raccolti dai nostri, inoltre ha duettato con Guberti fornendo un aiuto costante a supporto delle sue iniziative che per poco non lo hanno portato a segnare uno strepitoso gol.

Dall’altra parte Rondanini ha faticato di più perché Calderini è un brutto cliente dotato di tecnica e fisico ma se l’è cavata grazie ad un’ottima condizione atletica che gli ha permesso di arginare la spinta dell’avversario; ha sofferto nell’ultima parte del primo tempo quando la Viterbese ha avanzato in quella zona il terzino Peverelli, anch’esso dotato di buoni spunti in velocità, costringendo Bulevardi a difendere fin dentro l’area.

La prima mezz’ora è stata tutta di marca senese, il centrocampo bianconero ha offerto una prestazione di lusso sia per capacità di gestire la palla che di presidio della zona centrale; la velocità e la tecnica dei nostri ha prevalso sulla fisicità degli avversari consentendo recuperi palla e ripartenze incisive che hanno consentito di trovare il vantaggio quando Vassallo si è involato, risultando imprendibile per l’intera difesa viterbese, e dopo 60 metri in apnea ha collocato in rete facendo esplodere lo stadio.

Per mezz’ora si è visto solo il Siena, ogni cosa fatta con raziocinio e serenità che rappresentano la forza di una squadra consapevole della propria forza, in questo consiste la crescita del collettivo senese che si avvale anche di giocatori di classe come Gerli, un ragazzo che sembra molto più grande per la lucidità e la sagacia tattica che lo fanno stare nelle zone nevralgiche del gioco, ieri ha portato la croce nei momenti di difficoltà ed ha arricchito lo spettacolo con tocchi superbi.

C’è da migliorare nella gestione della palla nella zona difensiva, i pericoli sono nati per eccesso di confidenza nei passaggi orizzontali tra difensori, soprattutto D’Ambrosio ha inanellato una sequenza da brividi, meglio lanciare in avanti quando non ci sono alternative valide.

Era naturale che la Viterbese spingesse per rimontare lo svantaggio e lo ha fatto confidando sul suo gioco: grandi aperture da un versante all’altro con il contagiri, sovrapposizioni in velocità per giungere al traversone oppure conclusioni dalla distanza.

La Robur ha retto l’urto seppur faticando, giocando una gran partita dentro la propria area, in questo Sbraga e Pane hanno offerto il meglio limitando la pericolosità degli attacchi gialloblù.

Le punte viterbesi sono state sovrastate nettamente da nostri e non sono mai riuscite a tirare in porta: l’unica vera palla gol è capitata sul finire del tempo quando Vandeputte ha calciato fuori da pochi metri un pallonetto confezionato da Peverelli dopo una penetrazione fin sulla linea di fondo.

Finisce il primo tempo con il vantaggio e la squadra ci è piaciuta anche se la Viterbese ci ha schiacciato in difesa per un quarto d’ora ma le sensazioni sono positive rispetto a quelle che provavamo qualche mese fa.

La ripresa ci propone il solito Siena ed una Viterbese meno vigorosa, probabilmente la stanchezza cumulata con la partita di Coppa del mercoledi produce i suoi effetti e lo vediamo chiaramente in molti avversari; il più attivo è Calderini sulla sinistra che spesso sfugge a Rondanini, l’aiuto di Bulevardi e gli anticipi di Sbraga risultano fondamentali a limitare la pericolosità dell’esterno gialloblù.

Ma gli ospiti non hanno carburante e non si rendono realmente pericolosi con i tiri dalla distanza ben controllati da Pane mentre la Robur ha più volte l’opportunità di raddoppiare e solo gli errori nell’ultimo passaggio, troppi, non consentono di concludere in porta e chiudere la partita.

Santini, Marotta, Guberti falliscono l’ultimo tocco e non offrono la conclusione alle incursioni di Gerli, Bulevardi, Vassallo e Damian; forse questi errori sono figli dell’affaticamento ed i nostri non sono immuni dal suo effetto.

La partita, scorbutica in tutte le zone del campo, diventa ancora più cattiva e gli animi si scaldano; l’arbitro che fino a quel momento aveva lasciato spazio ai contrasti, comincia ad estrarre il cartellino giallo, talvolta immeritatamente (Sbraga), sanzionando soprattutto le proteste. Non dobbiamo cadere nel tranello, siamo in vantaggio e dobbiamo mantenere la calma.

Ci pensa Mignani, sostituendo Vassallo con Damian, a raffreddare gli animi ma la partita non cambia, c’è da mantenere il risultato visto che non si riesce a raddoppiare e allora occorre tenere palla: lo fa Marotta con Guberti e lo fa Bulevardi, così si arriva al 90’.

Entrano Neglia e Panariello per Guberti e Santini ma siamo alla fine ed il triplice fischio ci riconsegna il primato in classifica.

Si dice che si vince sempre 1-0 con tanta sofferenza.

La Robur è diventata formazione solida soprattutto nel fattore chiave che in passato ci ha fatto dannare cioè la mentalità.

La crescita sul piano caratteriale ha consentito di trovare una identità di squadra che non ha bisogno di segnare molti gol per vincere, se c’è tensione i nostri rendono di più e l’1-0 ti costringe a stare in tensione.

C’erano momenti in cui ci stropicciavamo gli occhi per le invenzioni di Guberti, ora lo facciamo anche per le giocate di Gerli, per le progressioni di Vassallo, per il furore di Bulevardi e per gli interventi di Sbraga; tutto questo è il frutto di un lavoro quotidiano disposto dallo staff di Mignani che poggia decisamente sul concetto di gruppo e sullo spirito di sacrificio (Neglia docet).  Il sogno continua.

Fonte: FOL

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