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11/09/17 15:14 | L'analisi tecnica di Robur-Arzachena a cura di Francesco Guidarelli

Vittoria all’ultimo tuffo a coronamento di un sogno che appariva impossibile appena un quarto d’ora prima, a dimostrazione che le partite finiscono con il fischio dell’arbitro e fino a quel momento bisogna provarci.

La partita si è composta di tre fasi nettamente diverse tra loro, con prevalenza netta dell’una o dell’altra squadra, nel momento, che ha portato ad una alternanza del risultato rendendo l’incontro affascinante ed imprevedibile nel risultato finale.

La Robur, confermata in blocco, è scesa in campo animata da una verve esemplare e dalla voglia di fare la partita in base ai canoni già espressi nei precedenti incontri, ognuno ha fatto la sua parte e la squadra è apparsa ben compatta e decisa a cercare il risultato.

Il primo quarto d’ora ci ha fatto vedere belle trame di gioco con netta superiorità dei bianconeri che hanno progressivamente schiacciato gli avversari nella loro metà campo senza concedere loro il tempo di tessere trame di gioco.

Dal collettivo senese è emerso Bulevardi che con il proprio furore atletico ed agonistico ha recuperato un’infinità di palloni finché non ha realizzato un fantagol, sparando dal limite una bordata che si è insaccata a fil di palo gonfiando la rete per la gioia di noi tutti.

Era il logico epilogo di una supremazia evidente della Robur che aveva cercato il gol senza affanno, ragionando su ogni pallone e mantenendo le giuste distanze tra i reparti.

Dopo alcuni minuti nei quali la Robur ha avuto anche l’occasione per raddoppiare, la partita è cambiata come se si fosse interrotto il flusso di energia nei bianconeri e l’Arzachena ha iniziato a tenere palla avanzando gli effettivi nella nostra metà campo, provando a pungere con qualche iniziativa che però è stata arginata dai difensori e da Pane, quando Sanna ha seminato D’Ambrosio in velocità con conclusione fiacca (per fortuna).

Il nostro centrocampo però boccheggiava, Damian faceva fatica ad impostare l’azione e non riusciva a trovare la giusta posizione per intercettare le linee di passaggio degli isolani; Cristiani e Vassallo hanno cercato di contrastare gli avversari in tutte le zone del campo ma la riconquista della palla risultava difficile anche per la superiorità numerica del centrocampo dell’Arzachena; Bulevardi sembrava aver esaurito le batterie e le sue gambe apparivano rallentate rispetto all’inizio.

La squadra ospite aveva cambiato il posizionamento in campo avanzando i laterali a sostegno del centrocampo, generando così superiorità numerica che ha consentito loro di tenere la palla e di riconquistarla facilmente, avanzando così verso l’area bianconera con fastidiosi inserimenti dei centrocampisti fin dentro l’area di rigore. Già con la Lucchese avevamo visto gli effetti di uno schema 5-3-2 variato in 3-5-2 ma la risposta era stata diversa, ieri sono mancate anche le gambe.

Al rientro in campo, dopo l’intervallo, abbiamo assistito ad un predominio netto della squadra in giallo senza che i nostri riuscissero ad interrompere il fraseggio avversario ed il pareggio è arrivato grazie allo spunto in velocità di Sanna che, dopo aver seminato Iapichino nella trequarti, ha uccellato Pane infilandolo sul primo palo.

La reazione della Robur è stata soprattutto mentale ma il gioco non fluiva ed il nervosismo ha condizionato la reazione di Braga che ha pagato con l’espulsione la reazione vistosa ad una trattenuta subita in attacco sul limite dell’area.

Per riequilibrare la formazione Mignani ha inserito Panariello per Neglia e Guberti per Vassallo ma l’inferiorità numerica ci fa ulteriormente soffrire ed il vantaggio ospite arriva a venti minuti dalla fine con un gran tiro di Curcio a girare sul palo più lontano.

Nel mezzo però non la prendiamo e allora Mignani cambia ancora inserendo Gerli al posto di Damian e questo segna la svolta iniziale dell’ultimo parte della gara: nuova energia e classe con Guberti che dopo aver preso le misure realizza il gol del pareggio con un’azione personale che lascia tutti a bocca aperta. Supera con un tunnel la gabbia dei tre difensori avversari e, dopo essersi accentrato in area, piazza un destro rasoterra nell’angolo lontano facendoci impazzire di gioia.

Non è finita! L’inerzia della gara è cambiata e Mignani sperimenta l’utilizzo delle cinque sostituzioni inserendo Terigi e Guerri al posto di Bulevardi e Cristiani.

Tutto il centrocampo è cambiato e seppure in inferiorità numerica la Robur torna a giocare, la squadra appare più stabile e consapevole del tasso tecnico di Guberti che da solo offre sbocchi all’azione di attacco tenendo palla ed elaborando trame che originano pericolosità e soprattutto trovano all’ultimo istante il guizzo di Guerri che mette dentro una respinta del portiere su inserimento di Brumat.

E’ finita e tante cose vengono dette uscendo dallo stadio ma la gioia dei tifosi è tangibile ed è bello vedere i giocatori che si attardano sul campo per gustarsi gli applausi, abbracciati a grappoli. E’la vittoria del gruppo, è giusto considerarla così ma una stella ha brillato di più e questo ci lascia presagire altre imprese che andranno comunque accompagnate da prestazioni collettive migliori di questa.

La squadra è cambiata molto rispetto allo scorso anno (per fortuna) e ci vorrà ancora tempo perché trovi continuità ma si intravedono ampi margini di crescita, specialmente se ad ispirare il coro ci sono giocatori come Guberti.

La domanda nasce spontanea: non poteva Mignani iniziare un po’ prima le sostituzioni?

Forse si ma il risultato è arrivato in tempo utile per cui prendiamoci tre punti e lasciamo le chiacchiere al vento.

Fonte: FOL

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