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03/12/18 17:01 | L'analisi tecnica di Arzachena-Siena a cura di Francesco Guidarelli

La Robur esce sconfitta dalla prima trasferta in terra sarda senza aver giocato veramente, come se avesse dovuto togliersi un dente prima possibile.

La sconfitta è dolorosa perché subita da una formazione povera sul piano tecnico alla quale i bianconeri hanno risposto con una prestazione altrettanto povera nell’aspetto tecnico ma soprattutto priva di stimoli che, se ci fossero stati, avrebbero potuto animare una sfida comunque pericolosa, vista la classifica dei sardi.

La Robur si è schierata con il solito reparto difensivo composto da Romagnoli, Russo e D’Ambrosio con De Santis e Zanon sulle fasce laterali, a centrocampo il duo Arrigoni e Vassallo, più avanti Guberti e Aramu ad ispirare il gioco di attacco con Gliozzi unico interprete.

Passato un quarto d’ora che ha visto i bianconeri manovrare molto sulle fasce con proiezioni continue di De Santis e Zanon, abbastanza sterili in verità, l’Arzachena ha chiuso le corsie con raddoppi di marcatura, impedendo a Guberti e Aramu di elaborare trame offensive e fermando di fatto i movimenti dei bianconeri.

Così è stato facile per loro la riconquista della palla con un seguito di verticalizzazioni profonde assistite dallo spostamento massiccio in avanti dei centrocampisti, pronti a recuperare tutte le seconde palle che la nostra difesa riusciva a respingere, per tentare la conclusione.

La partita ha imboccato quindi un percorso pericoloso per noi, già visto altre volte, al quale non abbiamo saputo rispondere; Arrigoni e Vassallo hanno subito la superiorità numerica degli avversari nel settore e sono stati costretti a difendere fin dentro l’area, i nostri difensori laterali, senza l’aiuto del centrocampo, hanno faticato ad arginare la spinta sulle fasce e sono stati spesso superati dagli inserimenti avversari che hanno puntato la porta con insistenza.

Mentre si cercava la manovra con lentezza e leziosità, l’Arzachena ha puntato sulla velocità e sull’impeto per sfondare, riuscendoci grazie alla mollezza delle nostre marcature in area che lasciano spazio per la conclusione.

Così, dopo aver rischiato di prendere gol in alcune occasioni, lo prendiamo dopo un rinvio parziale di testa di Romagnoli che allunga la traiettoria della palla sull’esterno a sinistra dove De Santis lascia spazio e tempo a Pandolfi per battere a rete a fil di palo.

Film già visto in altre partite ma ancora non si riesce a correggere la posizione dei difensori, era successo con Brumat, succede di nuovo con altri interpreti, le palle alte non le prendiamo proprio (Russo e D’ambrosio assenti) e sembriamo dei nani in mezzo all’area: 1 a 0 con demerito ma il risultato è giusto per il diverso spirito messo in campo dalle squadre.

Non c’è reazione nei bianconeri e non prendiamo altri gol per l’attenzione e la bravura con cui Contini difende la porta ma l’atteggiamento della Robur è remissivo e nessuno riesce a tessere trame di gioco che possano riportarci a galla.

Guberti e Aramu larghi sulle fasce, aspettano la palla nei piedi, De Santis e Zanon percorrono gli stessi sentieri e si pestano i piedi con i compagni, Arrigoni e Vassallo sono presi in mezzo da uno schiera di avversari e possono solo sparacchiare in avanti palloni irraggiungibili.

Lo stesso fanno i difensori quando sono chiamati ad iniziare la manovra: la squadra è spalmata in orizzontale e davanti c’è solo Gliozzi così non riusciamo a giocare e rendiamo la palla ai sardi.

Nella ripresa notiamo un po’ di verve in più ma le idee sono confuse ed i limiti già annotati non consentono alla squadra di aggredire la gara per cambiare il risultato, entra Cristiani per un poco utile De Santis e qualcosa cambia perché un centrocampista in più, con vocazione all’attacco, conferisce un po’ di peso in avanti ma non contenti degli errori già commessi ci facciamo un autogol assurdo su calcio d’angolo, a dimostrazione che la fase difensiva va rivista profondamente.

Zanon infila Contini al sette arrivando sulla palla in piena corsa, preoccupato forse dall’avversario dietro di lui, questo è il manifesto della situazione difensiva a cui i nostri laterali partecipano in maniera discutibile; sono già diverse partite che usiamo i terzini come centrocampisti di fascia per spingere ma sono gli stessi che devono anche controllare, almeno in area, i diretti avversari.

Forse le energie spese per correre avanti e ripiegare alla svelta annebbiano inevitabilmente le idee ma il ripetersi della storia dovrebbe consentire di trovarne rimedio invece affrontiamo allo stesso modo l’Entella e l’Arzachena, è vero che giocano tutti in 11 ma ogni partita fa storia a sé e va interpretata leggendone adeguatamente il copione.

Poi c’è il 2-1 di Cianci, il pareggio mancato da Cristiani e le altre sostituzioni ma la sconfitta non si può evitare quando la squadra, interamente (escluso il portiere), non risponde alla bisogna.

I sardi venivano da 5 sconfitte consecutive e, a detta dei cronisti, hanno giocato la migliore partita del campionato, figuriamoci!

Di calcio ne abbiamo visto poco, calci si e provocazioni anche ma questo è compreso nello stipendio e le reazioni nervose non debbono esserci neppure se si è giovani e inesperti; il terreno di gioco pessimo non ha aiutato ma era lo stesso anche per gli avversari e quindi non c’è da lamentarsi.

C’è molto da rivedere nei singoli e nel complesso, senza l’impegno infrasettimanale c’é più tempo a disposizione per lavorare, speriamo che ciò consenta alla Robur di scendere in campo almeno contro l’Olbia!

Fonte: FOL

 

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