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15/04/18 16:32 | L'analisi tecnica di Arezzo-Siena a cura di Francesco Guidarelli

Il turno di riposo ci ha presentato una Robur svuotata di energie fisiche e nervose proprio nel momento topico del campionato ed in occasione di uno dei derby più sentiti dalla tifoseria.

Quella vista ieri è una lontana parente della formazione bianconera che, pur con qualche battuta a vuoto, aveva inanellato una serie di risultati positivi fino a giungere in vetta, attraverso una crescita del collettivo che pareva aver trovato una precisa identità e solidità.

Ieri abbiamo visto una partita simile ad altre recenti anzi si può dire una copia di Pontedera, con tutti gli aspetti negativi replicati: manovra leziosa con troppi passaggi orizzontali, errori in attacco, svarioni in difesa e gambe molli, il tutto accompagnato da fragilità nervosa.

La Robur si è presentata con Cruciani e Neglia a far compagnia a Marotta, il resto confermato nella formazione standard.

Ad onor del vero i primi venti minuti sono stati un monologo bianconero che, attraverso un gioco fatto di verticalizzazioni, ha consentito di andare alla conclusione più volte e solo le grandi parate del portiere locale su Cruciani prima e su Neglia poi, hanno impedito il vantaggio della Robur. 

Poi l’Arezzo ha cominciato a proporsi in avanti e l’impianto del Siena ha iniziato a scricchiolare: non c’era l’adeguato filtro nella tre quarti difensiva e mancava lucidità nelle ripartenze per cui si è ballato in difesa per arginare i tentativi amaranto e troppi palloni sono stati persi per eccesso di sicurezza, Iapichino, D’Ambrosio e Rondanini si sono spesso incartati per tenere a tutti i costi il pallone tra i piedi.

Finisce il tempo senza altri sussulti ma la partita è cambiata.

L’Arezzo ha capito che con pochi aggiustamenti può puntare alla vittoria e lo fa attraverso un pressing alto che costringe i nostri difensori a scambiarsi inutilmente la palla su linee orizzontali senza alimentare la manovra di centrocampo, inoltre stringe gli spazi sui nostri centrocampisti impedendo loro eventuali sbocchi in avanti.

E così si arriva al gol amaranto (colore calcisticamente indigesto al Siena) con Cutolo che uccella Rondanini ed infila l’angolino lontano: non c’è contrasto del/i difensore/i nonostante l’attaccante avesse una sola strada per concludere.

Partita finita.

Si vedeva chiaramente che mancavano le idee e soprattutto la fiducia, la squadra appariva smarrita e non c’era bava alla bocca dei giocatori.

Da quel momento in poi non siamo riusciti a fare tre passaggi di fila, abbiamo perso tutti i contrasti e non abbiamo più riconquistato la palla: arrivavano sempre prima loro dimostrando migliore condizione atletica (ma la sosta?) e convinzione, ad evidenziare la nostra fragilità nervosa manifestata specialmente da Bulevardi e Vassallo.

Gerli è stato l’unico a giocare la solita partita ordinata e di sostanza ma intorno a lui c’era il deserto, l’assenza di Guberti si è sentita tutta, la Robur ha conseguito risultati poggiando sulle sue invenzioni ma soprattutto ha avuto in lui un riferimento certo senza il quale il livello scende a squadra ordinaria.

Abbiamo visto i soliti errori difensivi (D’Ambrosio) e la sterilità in attacco dove il nostro capitano non trova più lo spunto; Iapichino ha sorpreso in negativo perché prima della sosta appariva il più brillante come condizione, chissà!

Le sostituzioni non hanno portato alcun contributo, Mahrous deve ancora crescere molto ed Emmausso con Cristiani non pervenuti.

Più passava il tempo e più si avvicinava la certezza della sconfitta, si leggeva negli occhi dei bianconeri.

Il derby di Arezzo è stato di un livello tecnico molto basso e noi abbiamo contribuito in larga parte.

Guardando i numeri non c’è da stare allegri: sei punti in sei partite con quattro sconfitte, prima si diceva che la Robur può vincere con tutte ora dobbiamo dire che può perdere con qualsiasi squadra, questa è la realtà.

Peccato perché manca poco alla fine e potevamo continuare a sognare confidando sulla nostra squadra, oggi è difficile farlo perché la squadra perde sempre allo stesso modo, come se fosse impossibile cambiare il trend, ma bisogna accettare il fatto che la forza attuale è questa ed i risultai ne sono la logica conseguenza.

Fattore positivo: l’attaccamento dei tifosi della Robur che hanno riempito le tribune, grazie.

Fonte: FOL

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