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07/11/18 17:36 | Intervista Il Fedelissimo - Gerli: “Tra Entella e Siena non ho mai avuto dubbi”

Il pianto dopo Pescara, l’estate rovente, la situazione no dopo il k.o. di Vercelli. Fabio Gerli rivive passato e presente (“al futuro meglio non pensarci, che poi magari non va come ti aspetti”). Arrivato come vice Cruciani, giorno dopo giorno è cresciuto diventando uno dei migliori registi della Serie C. Per questo in pochi avrebbero scommesso in una sua permanenza. Ma le vie del mercato sono infinite. E dunque, godiamoci Fabio Gerli.

Cominciamo dal Gozzano. Che sconfitta è stata?

Una sconfitta propedeutica. Il segnale che serve dare di più. Si era messa bene, potevamo gestirla meglio. Ci farà ragionare e ci stimolerà per la partita col Pisa.

I venti tifosi al Piola hanno espresso la loro insoddisfazione.

Mi dispiace che abbiano preso così la sconfitta. Fanno sacrifici per seguirci e fa male anche a noi. Ma non eravamo fenomeni prima e non siamo scarsi adesso.

C’è anche un problema fisico o è solo psicologia?

Non è questione di stato di forma, la condizione non è affatto precaria. È che la vittoria dà fiducia, e più manca più pesa.

Il tuo stato di forma?

Mi sento bene. So che posso far meglio, ma la mia prestazione, per via del ruolo, si allinea molto al rendimento della squadra.

L’anno scorso avevi meno pressioni, adesso i tifosi esigono di più…

Quando sono tornato ero consapevole che ripetere l’annata scorsa voleva dire vincere il campionato e che i tifosi avrebbero potuto dire “no, non sei come l’anno scorso”. Ma ci vuole equilibrio nel valutare le situazioni. Io penso a crescere e lavorare.

Tifosi che non si aspettavano il tuo ritorno. Le ipotesi erano due: Gerli o restava all’Entella o saliva in B.

Ho dato fin da subito la disponibilità a tornare a Siena. Chiaro, speravo in una chiamata dalla B, ma non c’è stata. L’Entella ha fatto scelte diverse, anche lì non ho capito se volessero davvero puntare su di me. Tra Entella e Siena non ho avuto dubbi, tutta la vita Siena.

Ha influito il cambio di procuratore?

Sì. Il rapporto col vecchio procuratore si era incrinato già da tempo e quello nuovo aveva ottimi rapporti col Siena.

Sei il primo giocatore per il quale la società ha messo mano al portafogli.

Sono orgoglioso di questo, ringrazio la società per l’investimento. Hanno comprato il mio cartellino e cercherò di dare tutto me stesso per ringraziarli.

Fabio, quella notte di Pescara, ti è capitato di risognarla?

Ci ha fatto male, inutile negarlo. Perdere un campionato di due punti e una finale playoff ti rimane dentro per sempre. Non si può ragionare col senno di poi. Se avessimo giocato a organico completo… Speravo in un epilogo diverso e, per come erano andati i playoff, pur rimaneggiati ero convinto che avremmo vinto. Gli episodi erano dalla nostra parte.

Mi ricordo di un tuo pianto in tribuna.

Avevo scaricato tutta l’adrenalina della partita. È stato un anno in cui si è formato un gruppo meraviglioso, stavamo bene insieme, c’erano tutti i presupposti per vincere. Un dispiacere grande.

Cosa hai pensato quando hai preso il cartellino giallo a Catania, che ha fatto scattare la squalifica?

Ho rosicato tanto. Non si vede nel replay ma io non l’ho toccato. Lui ha urlato e l’arbitro, che in quel momento ammoniva tutti, ha ammonito anche me per un semplice contrasto di gioco a centrocampo. Lì per lì non ci ho pensato granché, ero più preoccupato di portare in fondo la partita.

Non poteva finire così l’esperienza col Siena.

No, infatti. È stato l’anno più emozionante che abbia mai vissuto, sono contento di poter continuare qui.

Quattro anni col Siena, come lo vedi il futuro?

Non voglio fare troppi programmi futuri, spesso le cose poi non vanno come ti aspetti. Ragioniamo di volta in volta. Siamo concentrati sul momento. Sto pensando solo a due cose: che mi dà tantissima noia la sconfitta col Gozzano, e che ho una grandissima voglia di battere il Pisa.

Giuseppe Ingrosso

Fonte: FOL

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