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Rassegna Stampa

07/11/18 10:26 | Ghirelli eletto, Lega Pro unita “noi devastati, ora ricostruire”.

«Fatti, non pugnette!» ha esclamato in romagnolo Giorgio Grassi, facendo sobbalzare in prima fila Carraro, Matarrese e compagnia. Quello dell’emozionato presidente del Rimini è stato uno dei tanti interventi che hanno riscaldato l’assemblea elettiva di una Lega Pro vicina al collasso e pronta a esplodere. L’ha ribadito anche il presidente del Renate: «Se le cose non cambiano entro due mesi ritiro la squadra». E poi attacchi incrociati, filippiche e malumori diffusi tra chi gioca con le fideiussioni e chi no, tra chi paga gli stipendi e chi no, tra chi ha lottato per essere ripescato in B e chi aspetta ancora la parola fine. E mentre personaggi poco edificanti si mescolavano a decine di presidenti perbene e a ospiti come Gravina, Abete, Sibilia e Nicchi, è andata in scena l’elezione di Francesco Ghirelli: «E lo dico subito: resto solo due anni. Cercherò di crescere giovani dirigenti per la governance del futuro». Prima dell’elezione è arrivata una lettera d’auguri di Gianni Infantino, che scrivendo «la giustizia sportiva deve dare risposte certe in tempi brevi senza ingerenze esterne» ha mandato in fibrillazione avvocati e presidenti. Ingerenze esterne?

LE ELEZIONI C’erano 57 società su 59. Mancavano il Bisceglie e il Monza perché Galliani è stato trattenuto in Senato. C’era la Juventus, ma senza diritto di voto. Ghirelli ha preso 48 voti su 56: 7 schede bianche, una nulla. Eletti con meno consenso i vicepresidenti: 39 voti all’elegante Cristiana Capotondi (umile e apprezzato il suo intervento), 37 al brillante avvocato Jacopo Tognon (che lavorerà con la Figc per la riforma della giustizia). Quindi il nuovo Direttivo, composto da Noto (Catanzaro), Andreoletti (AlbinoLeffe), Caiata (Potenza), Marino (Olbia), Ranucci (Ternana) e Tagliagambe (Pontedera). Ghirelli ha ringraziato parlando di «volontà di ridare magia al campionato». Il clima dell’assemblea non l’ha spaventato: «Temevo peggio. Siamo stati devastati in questi mesi, i rapporti umani lacerati, il confronto con la gente distrutto. Partirò da lì, andando a incontrare i ragazzi di Pontedera che hanno fatto uno striscione contro la Lega («delinquenti» ndr), mi confronterò con i presidenti per riportare il pallone al centro di tutto». Cinque i suoi punti cardine: «Insieme, regole, sostenibilità, identità e formazione. E poi la ricerca fondi: ci sono contributi europei inutilizzati che dobbiamo sfruttare per le strutture».

LA FIGC Gravina, che nel pomeriggio ha incontrato a Coverciano la Nazionale femminile, ha chiuso la giornata con una cena di saluto ai dipendenti della Lega che ha lasciato per andare in Figc. Prima ha accompagnato l’elezione di Ghirelli, che potrebbe essere l’ultimo presidente della Lega Pro così strutturata, dicendo: «Stiamo lavorando con il Governo per tornare al semiprofessionismo. La collaborazione è fondamentale». Il tema caldo però è il cambio di format della B forzato, con ricadute sulla C. La Figc potrebbe essere costretta a risarcire le società: «Aspettiamo i giudizi di merito, accerteremo le responsabilità e ci tuteleremo». Tra Lega B e Lega Pro è guerra fredda, infatti Balata non c’era. Ma soprattutto la Lega Pro non ha ancora un regolamento per i suoi campionati, e Ghirelli ha allargato le braccia: «Aspettiamo le sentenze. Se la B dovrà essere a 22, insisteremo con le 7 promozioni. Se sarà a 20 ne chiederemo 5». Anche la B preme per una retrocessione in meno, ma Ghirelli è chiaro: «Se lo chiederanno, vedremo se qualcuno risponderà».

Fonte: FOL

 

 

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