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07/11/18 17:08 | Ghirelli: “Se la B torna a 22 saranno sette promozioni. Riforma giustizia quest’anno, altrimenti andiamo tutti a casa”

“Ci hanno devastato”. Non usa mezzi termini Francesco Ghirelli, che ha preso il posto di Gravina alla guida della Lega Pro. “Io non sono venuto a caso a Siena. Sono qui perché quei ragazzi (Le Bollicine, ndr) mi hanno insegnato cosa dev’essere il calcio, ma anche perché qui, come in tante altre città, è stata commessa una cosa che fa allontanare i tifosi dal calcio”.

Il riferimento, chiaramente, è al caos ripescaggi.

Quando penso al Siena, alla Ternana, all’Entella e a tutte le altre, penso ai ragazzi dei settori giovanili che non hanno giocato, e gli dobbiamo spiegare perché. Penso ai bambini e alle bambine che volevano andare allo stadio che io a un certo punto ho dovuto chiudere. Penso ai calciatori. Fra poco vado a Pontedera da quei tifosi che ci hanno contestato e gli vado a chiedere scusa. Io forse centro poco ma faccio parte di questo sistema, porto la responsabilità di questo disastro, e bisogna ricominciare da qua. E’ dura ripartire, Anna Durio si trova sbattuta una porta in un tribunale. Abbiamo percorso una storia che ancora non è finita. Devo dire che non so come siamo arrivati a quasi il 90% dei voti, hanno avuto fiducia in me, ma siamo spezzettati dentro, ognuno ha un problema. Sono partito da Siena perché voglio in maniera chiara dire che questo non può più succedere. Ma il problema è far tornare la gente ad amare il calcio. E lì sono cavoli seri. Però ce la faremo”.

Prima che cambiasse il format della B, il Siena, tra le squadre coinvolte, era quella che aveva la certezza di essere ripescata. In un certo senso, quindi, è quella più penalizzata.

Fatti una domanda e datti una risposta, diceva Marzullo. Sì, è vero. Ma credo che Anna ce la metta tutta per fare un percorso. Voglio però dire una cosa.

Prego.

Io spero che nessuno della Serie B pensi a un’invenzione, di ridurre o accorciare le promozioni, hanno proprio sbagliato strada. Se il format è a 22, sono sette le promozioni. Se Gravina fa la riforma, come glielo auguro, perché ne abbiamo bisogno, bisogna sbaraccare tutto e ricostruire, e la B va a 20, mi dispiace per la B ma le cinque squadre sono le nostre. E’ chiaro?

Da dove devono iniziare le riforme del calcio?

Il calcio deve ritornare al centro del campo, e quindi bisogna riformare la giustizia sportiva. Non possiamo essere sbattuti da un tribunale all’altro, serve una riforma semplicissima nei tempi e nei passaggi, tutto all’interno del mondo del calcio. Noi dobbiamo fare una riforma che abbia la capacità di rispettare non gli amici degli amici, non ci vogliono giudici che rispondono a Gravina o Ghirelli, ma che rispondano alle regole. Nei giorni scorsi ho incontrato il presidente della Fifa Infantino, mi c’è voluta l’ira di dio per dire di non intervenire sul calcio italiano. Prima la riforma del Coni, poi l’intervento del Governo che è stato necessario ma ha posto un problema: l’autonomia del calcio. Infantino si è fermato per rispetto del nuovo presidente federale, però siamo sotto osservazione. Va fatta la riforma, sennò Infantino rischia di intervenire.

Secondo lei questa riforma può essere fatta in questo anno sportivo?

Sennò andiamo tutti a casa nel giro di qualche mese.

Però come si può credere che la B stia ad accettare le 7 promozioni, dopo quello che è riuscita a fare?

Se si fa la riforma e si va a 20 squadre, le promozioni è chiaro che devono essere nostre. Noi abbiamo perso la credibilità. È come se al giro d’Italia si arriva all’ultima tappa e qualcuno dice che la maglietta non c’è più.

Si parla di B a 20, ma le Noif direbbero che bisogna aspettare due stagioni per cambiare format.

Il legislatore sportivo aveva definito due anni per allontanare gli interessi dei diretti interessati. La B a 19 è per far guadagnare alle 19 società di B 700.000 euro. Auguri a loro, a gennaio saranno tutti in lotta per retrocedere o salire in A, se li bruciano in una giornata di calciomercato 700.000 euro. Hanno voluto prendere questi soldi, ed era questo che il legislatore voleva evitare. Vedremo cosa succederà quando ci chiamerà Gravina al tavolo delle riforme.

Come sarà il rapporto con la Federazione, dopo l’elezione di Gravina?

Gravina è un uomo delle regole, lo abbiamo visto in Lega Pro. È l’uomo della garanzia delle riforme, noi abbiamo un’occasione per certi aspetti irripetibile, e l’ho detto ieri in Lega. Gravina ci conosce. Non gli tireremo la giacca, però sappiamo che ci conosce, e quindi può essere il momento giusto.

Alla fine, a pagare saranno le società “non ripescate” e probabilmente la Figc, che dovrà rimborsare. Gli unici impuniti sarebbero i club di B.

Non lo so, questo non lo so. Perché verranno chiamate la Serie B e chi ha fatto questo procedimento. Qualcuno, però non mi dite chi, un giorno mi chiese questa cosa. Gli ho detto: pensa a tua moglie e tuoi figli e fai un intervento di riforme. Non mi ha dato ascolto.

Ma lui, ovvero Fabbricini, ha fatto da parafulmine, e tutta la responsabilità cadrà su di lui.

Non lo so, perché in questi provvedimenti la magistratura è andata spesso a zigzag. Però credo che qualche responsabilità ci sia e coinvolge tutti quelli che hanno agito.

Giuseppe Ingrosso

Fonte: FOL

 

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