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Rassegna Stampa

22/06/18 09:21 | Codice di condotta del tifo. Roma prima ad applicarlo

La parola chiave è «gradimento». Scrive la Roma nel comunicato pubblicato ieri, con cui adotta — prima società in Italia — il codice di condotta per i propri tifosi. «... la violazione dei principi e delle regole comportamentali indicate nel presente codice sarà oggetto di specifici provvedimenti e misure sanzionatorie da parte della società, che potrà ritirare in via temporanea o definitiva il proprio gradimento».

SVOLTA Ecco. Più che la misura della sanzione — che varia dall’allontanamento dall’impianto a partita in corso al divieto di acquistare tagliandi o abbonamenti per una o più gare o una o più stagioni — è l’introduzione del concetto stesso di sanzione a definire il senso di questa rivoluzione. Significa che dalla prossima stagione calcistica, chiunque si renda protagonista di condotte vietate – anche qui la gamma è molto ampia, dall’introduzione di oggetti atti a offendere all’accensione di fumogeni e petardi, dall’esposizione di striscioni non autorizzati all’esecuzione di cori ed espressioni discriminatori, razzisti e violenti, fino ovviamente al coinvolgimento in disordini, scontri, incidenti – sarà punito dalla «sua» società prima che dal giudice sportivo. Per sintetizzare il concetto in un’espressione, diventerà un tifoso «sgradito», temporaneamente o, come abbiamo visto, per sempre.

ESEMPIO CHELSEA Il modello di riferimento è la gestione dei club inglesi. La Roma — e poi, si spera, tutte le altre — si ispira ai metodi della Premier. L’obbligo che avranno i suoi sostenitori di rispettare le regole e impostare i propri comportamenti al rispetto, al fairplay e all’integrità, sarà esteso ben oltre i confini dello stadio. È una specie di condotta di vita quella che si propone ai romanisti. Per darvi un’idea, il club giallorosso si è ispirato alla linea tenuta dal Chelsea tre anni fa con i tre tifosi che a Parigi, in occasione di una sfida col Psg, impedirono a un ragazzo di colore di salire su un vagone della metro, rivolgendogli insulti razzisti. Ben prima che fossero condannati dal tribunale, quei tifosi furono banditi a vita da Stamford Bridge.

MULTE SALATE L’obbligo di pubblicare un codice di condotta vale per tutte le società professionistiche e non ammette deroghe. Chi non se ne doterà entro l’avvio della stagione 2018-19 sarà sanzionato, e le multe sono salate: 200mila euro ai club di A, 100mila alle società di B, 50mila a quelle di C. Previste sanzioni anche ai club che non applicheranno le misure previste dal codice, da 20 a 5mila euro. La norma è una di quelle contenute nel protocollo d’intesa che il 4 agosto dello scorso anno tutte le componenti calcistiche firmarono con il ministero dell’Interno, ispirato sostanzialmente da una filosofia: rendiamo la vita più difficile ai violenti e più facile alle persone perbene. Tradotto: accanto alle misure repressive — sempre necessarie, anche se la violenza ormai è uscita dagli stadi, spostandosi nei suoi pressi — affianchiamo nuove regole che agevolino la fruizione dell’evento calcistico, mettendo in sicurezza le vie di accesso, rendendo più accoglienti e sicuri gli impianti, soprattutto per le famiglie. In sintesi, già un anno fa in accordo con l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive si proponeva un rinnovato modello di gestione degli eventi calcistici, che a regime dovrà realizzare l’equazione dei sogni: calcio uguale passione, divertimento, partecipazione.

ADEGUATEVI Le autorità di pubblica sicurezza hanno fatto la propria parte, già nella stagione appena conclusa: tessera del tifoso trasformata in una carta di fidelizzazione, acquisto libero dell’abbonamento, semplificazione del sistema di vendita dei biglietti, apertura alle tifoserie ospiti. Il mondo del calcio, come racconta qui a fianco la presidente dell’Osservatorio, Daniela Stradiotto, è partito a rilento. A marzo, però, c’è stata una svolta: la Federcalcio ha modificato il codice di giustizia sportiva, adeguandolo alle nuove disposizioni contenute nel protocollo. E a maggio ha inviato una circolare a tutte le società con i tempi e i modi da seguire per mettersi in regola. A questo punto, i nostri club possono solo adeguarsi. La partenza della nuova stagione è dietro l’angolo, le sanzioni non sono uno scherzo.


Fonte: La Gazzetta dello Sport

 

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