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Lettere

16/04/18 14:24 | Ci scrive Mario Lisi

Dalle stelle alle stalle. Dopo l’ultima disgraziata domenica che ha visto vittorie amaranto su tutta la linea (del Livorno sul Pisa e dell’Arezzo ahimè sulla Robur) pare essere calato un pressoché definitivo sipario di delusione sui sogni di gloria del tifo bianconero. E nonostante manchino ancora tre partite e che questo campionato stia dimostrandosi un po’ (ammettiamolo, via!) un “palio dei ciuchi” in cui tutto può ancora succedere, si affacciano le immancabili e legittime critiche a questo ed a quel giocatore. Non per essere cattivi ed ingenerosi ma per dovere di obiettività e perché gli errori commessi – ce ne sono sempre - siano di insegnamento per il futuro. A questo proposito, allora, cerchiamo di guardare in faccia quello che secondo il sottoscritto è uno dei principali aspetti negativi della realtà: quest’anno il Siena non ha tra i pali un portiere all’altezza della situazione. Bisogna pure che qualcuno lo dica forte e chiaro!

La forza della nostra squadra, si è detto ed è vero, è l’avere una panchina folta con una intercambiabilità di giocatori invidiataci da tutti e che, senza dubbio, è alla base del campionato che stiamo facendo, ampiamente al di sopra di attese e programmi.

Dati per scontati, in un torneo lunghissimo ed estenuante, momenti di personale o generale appannamento, ciò che palesemente è costantemente mancato è un ricambio per un estremo difensore che ci ha fatto perdere svariati e sanguinosi punti: per esempio in casa (se ricordo bene contro il Pontedera) con un tentativo mai visto di respingere di piede un tiro da lontano stando sulla linea di porta (almeno 1 punto perso); per esempio ad Alessandria tentando di fermare l’ennesimo tiraccio da lontano offrendo alla traiettoria della palla il profilo di una pittura egizia (altri due punti lasciati lì); per esempio come ad Arezzo quando al tiro preciso ma tutto sommato abbastanza lento di Cutolo il nostro numero 22 ha risposto con un piazzamento balordo e senza nemmeno abbozzare la parata tanto da far addirittura sospettare di averla battezzata fuori quella palla…

Forse, se c’è da fare un appunto a Mignani, è proprio quello di aver sapientemente tenuto tutti i calciatori sulla corda, di aver fatto sentire tutti titolari e riserve al tempo stesso. Tutti… meno il portiere, anche quando sarebbe stato logico dargli un sano momento di “riflessione”. Non si aveva fiducia nella sua giovane riserva? E se Pane avesse subito un infortunio o una squalifica? Intanto per tutto il campionato abbiamo visto giovani portieri compiere miracoli di reattività (vedi ad Arezzo sul tiro di Cruciani in apertura di gara) mentre i tifosi bianconeri, ogni volta che Pane va sulla palla, trepidano da tempo…

E dunque, qualunque sia la categoria in cui militeremo il prossimo anno (la speranza è l’ultima a morire!), la dirigenza tenga conto che nel costruire una squadra non si può prescindere dal parco dei portieri e che, all’occorrenza, il mercato di gennaio non  deve solo riguardare centrocampisti e punte.

Non me ne voglia il buon Pasquale Pane e sempre forza Robur!

Mario Lisi


 

 

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