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Lettere

13/09/18 14:21 | Ci scrive Lallo Meniconi

Salve a tutti,

Purtroppo colgo con rammarico che qualcuno in colpevole ritardo, dopo la decisione definitiva di non accettare i ripescaggi per la B, è arrivato alla conclusione che il calcio sia finito!

Il calcio non è finito da adesso ma è finito da quando le Pay Tv, la quotazione di certe società in borsa,  hanno stravolto le nostre abitudini.

La questione che il calcio è finito, l’ho ormai elaborata da tempo e con il calcio di oggi non riesco più a rapportarmi, né come appassionato, né come tifoso.

Troppi interessi e una gestione poco trasparente degli organi competenti, hanno portato molte persone a non avere più fiducia verso questo mondo e si può dire metaforicamente che il pallone piano piano ha cominciato a sgonfiarsi.

Io sono rimasto affezionato ad un calcio “romantico” fatto di sangue e sudore, quando la maglia aveva un valore (la rima non era cercata). Oggi vedo tante “donnicciole” piene di tatuaggi, con tagli di capelli inverosimili, che curano più il look che l’attaccamento alla squadra; a me piacevano quei “gladiatori” che con i loro calzettoni abbassati uscivano sfiniti dalla contesa. Mi piaceva 90’ minuto e tutto il calcio minuto per minuto, quando tutte le partite cominciavano alle 15:00 e si accendeva le radioline per sapere i risultati dagli altri campi. Adesso si gioca di lunedì, martedì (i recuperi!?!?), mercoledì, venerdì, sabato, domenica, ci vuole un Tom Tom per orientarsi in  questo dedalo.   

Sarò un nostalgico ma non uno sprovveduto e un ingenuo e finché questo calcio “ultramoderno” non cambierà volto, me ne starò come diceva quel saggio cinese, ad aspettare lungo la riva di un fiume il passaggio del cadavere del mio nemico.

 

Un saluto da Lallo Meniconi.               


 

 

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