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NEWS

Al termine della seduta di rifinitura svolta al "Nespoli", mister Mereu ha diramato l'elenco dei giocatori convocati per la partita in programma domani contro il Siena. Unici indisponibili sono il centrocampista Tetteh (infortunato) e il portiere Ricci (squalificato).

Di seguito la lista dei convocati completa.
PORTIERI: Deiana, Idrissi, Van der Want;
DIFENSORI: Cotali, Dametto, Iotti, Pinna, Pisano, Quaranta;
CENTROCAMPISTI: Benedicic, Feola, Geroni, Murgia, Muroni, Piredda;
ATTACCANTI: Capello, Cossu, Kouko, Ogunseye, Ragatzu, Senesi.

Fonte: Fol

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Cresciuto nelle Giovanili della Robur, sette anni in bianconero, fino alla nefasta estate del 2014, fino all’anno scorso all’Olbia, all’Aquila nell’ultima stagione, almeno fino agli stravolgimenti che hanno visto l’addio di Morgia, Leonardo Brenci è intervenuto ad Anteprima Pianeta Robur su RadioSienatv. “Mi sento praticamente senese – ha spiegato il centrocampista -, sono arrivato a Siena che ero piccolissimo. Sono cresciuto in bianconero, ho incrociato alcuni compagni che poi hanno fatto strada tipo Spinazzola, Rosseti o Cappelluzzo e lo stesso mister Mignani. Un periodo bellissimo che ricordo sempre con grande piacere. All’Aquila ho incrociato Niccolò Valenti, senese per davvero: mica gli va tanto giù quando gli dico che siamo concittadini (ride ndr). Mi sono ripromesso di tornare quanto prima, una serata tranquilla per rivivere i vecchi tempi”. “In Sardegna sono stato due anni – ha ggiunto Brenci -, il primo in serie D, il secondo abbiamo vinto i play off per salire di categoria. La società punta molto sulla valorizzazione dei giovani, avendo alle spalle anche un club come il Cagliari; i tifosi sono molto passionali, sono sicuro che domani il Siena troverà un ambiente molto caldo. Visti anche gli obiettivi di entrambe le squadre, mi immagino che calda sarà anche la partita. Sarà una battaglia fino all’ultimo minuto”. Brenci ha parlato anche della sua permanenza all’Aquila. “Nonostante fossimo partiti con il piede giusto – ha spiegato -, a un certo punto si sono create determinate situazioni che hanno portato all’addio di Morgia. Io, come altri ragazzi, tra cui Zane, Russo e La Vista che conoscete bene, abbiamo deciso di dire basta a certe cose e abbiamo seguito il mister, finendo la stagione anticipatamente. Morgia ha dei valori eccezionali, come uomo ancor prima che come allenatore. Gli siamo tutti molto legati. Quest’anno è andata così, ora il futuro è tutto da riscrivere”. (a.go.)

Fonte: Fedelissimo on line

 

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Ad Anteprima Pianeta Robur, su RadioSienaTv è intervenuto il doppio ex di Olbia e Siena Simone Loria. “Sono state due esperienze diverse eppure importanti – ha commentato l’ex difensore -. In Sardegna ho mosso i primi passi, è lì che mi sono affacciato al mondo professionistico, con grandi passione ed entusiasmo. In bianconero ho vissuto una grande annata (era il campionato 2007/2008): tutti ci davano per spacciati, invece riuscimmo a salvarci e arrivare tredicesimi. Di ricordi ne ho tanti, tra questi il pareggio a San Siro con l’Inter che fece poi perdere lo Scudetto ai nerazzurri”. Diverso, da quel passato di cui Loria è stato protagonista, il presente della Robur. “Purtroppo il Siena ha avuto la sfortuna di inciampare negli anni in decisioni sbagliate – le parole del difensore -. Adesso, per quello che ho letto è sentito, mi sembra che la nuova proprietà abbia tutta la voglia di fare bene. Ho visto l’ultima apparizione di Anna Durio e sinceramente mi è sembrato che ci sia molto amore da parte sua e mi è sembrato di capire che se non ci fosse stata lei adesso il Siena non sarebbe neanche tra i professionisti. Il passato adesso va cancellato: non è più il tempo del Monte, non si può puntare subito alla luna, anche per non correre il rischio di inciampare di nuovo e vivere di rimpianti. Va dato del tempo, alla presidente, che sta facendo tutto da sola”. Loria, dopo l’addio al calcio giocato nel 2013, ha aperto la Scuola calcio Mercadante a Barriera di Milano, il quartiere di Torino dove è nato e cresciuto. “Era un’idea che avevo in testa da un po’ – ha affermato -: il luogo dove sono nato mi ha dato tanto, non l’ho mai dimenticato e volevo in qualche modo ricambiare. Ho rilevato una struttura facendone un vero e proprio centro, con due campi da undici, campi di calcetto e calciotto, sedici spogliatoi, bar, segreteria… Insomma tutto quello di cui c’era bisogno: voglio far crescere i giovani, dare loro un luogo sicuro dove imparare a giocare a pallone. Ma cerco anche di educare i genitori, compito più complicato, perché sono loro che devono essere il modello per i figli, Ne Sono orgoglioso. Un saluto a tutti!”. (a.go.)


Fonte: Fedelissimo on line

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Ha chiamato tutti a raccolta, il mister dell’Olbia Bernardo Mereu, alla vigilia della gara con il Siena. “Se vogliamo dare valore alla grande prestazione  centrata contro la Pistoiese dobbiamo per forza di cose ottenere una vittoria domani – ha detto -. Serviranno grinta e determinazione, oltre che consapevolezza. Quando sono arrivato, due partite fa, ho trovato una squadra molto motivata, pronta a seguire le mie indicazioni e quelle dello staff. I ragazzi hanno lavorato con grande intensità: non si arriva a un grande successo se non c’è la voglia di raggiungerlo. Serve anche tanta attenzione nel lavoro settimanale. Anche in questi giorni abbiamo lavorato con grandi dedizione e concentrazione. Chiedo al pubblico di essere davvero il dodicesimo unomo in campo, per sostenere questi ragazzi che ce la stanno mettendo tutta perché l’Olbia possa mantenere la categoria. Succedesse sarebbe un successo per tutta la Sardegna”. “I ragazzi devono volere la vittoria domani – ha proseguito Mereu -, ma una vittoria può esserci solo se c’è una prestazione, se ci sono impegno e sacrificio. E la partecipazione del pubblico. Del Siena abbiamo un grande rispetto, bisogna sempre averne per gli avversari. La Robur è una squadra importante, dal nome blasonato, ma quello stesso rispetto deve essere proporzionale alla determinazione che ci metti nell’affrontarlo”. (a.go.)

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Questo il calendario del girone 1 dove è inserito il Siena:
1a giornata sabato 6 maggio
Siena-Como
Riposa: Modena

Il relativo calendario della 2a e 3a giornata verrà stabilito con le seguenti modalità:
2 a giornata – sabato 13 maggio
Riposerà la squadra che avrà vinto la prima gara o, in caso di pareggio, quella che avrà disputato la prima gara in trasferta

3 a giornata – sabato 20 maggio
La terza giornata verrà disputata tra le due squadre che non si sono incontrate in precedenza.

Le società classificate al 1° posto di ogni girone di qualificazione più le due migliori squadre classificate al 2° posto tra i suddetti gironi verranno ammesse ai Quarti di Finale.
Per designare le società ammesse ai Quarti di Finale si terrà conto dei punti in classifica complessivamente acquisiti nei gironi di qualificazione. In caso di parità di punteggio, fra due o più squadre, si terrà conto, nell'ordine:
a) della differenza reti
b) del maggior numero di reti segnate
c) del maggior numero di reti segnate nella gara esterna
d) del sorteggio

Fonte: Fol

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Questo il programma della 37a giornata del girone A. Tutte le partite avranno inizio alle ore 16.30
 

Livorno - Cremonese
Lucchese - Carrarese
Lupa Roma - Alessandria
Olbia - Siena
Pontedera - Piacenza
Prato - Giana Erminio
Pro Piacenza - Tuttocuoio
Racing Roma - Pistoiese
Renate - Como
Viterbese – Arezzo

Fonte: Fol

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Domani la nostra sede sarà aperta dalle ore 16.00 per assistere alla diretta su grande schermo della partita Olbia-Siena.
L'ingresso è riservato ai soli soci del club.

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Questa la classifica marcatori del girone C
16 reti: Crisci (Robur Siena).
14 reti: Camarlinghi (Livorno).
12 reti: Della Nina (Prato).
11 reti: Massaro (Carrarese), Canessa (Livorno).
10 reti: Svidercoschi (Lupa Roma), Imbrenda (Tuttocuoio)


Classifica marcatori generale nazionale tra tutti i gironi
19 reti: Verde (Lumezzane)
16 reti: Crisci (Robur Siena)
15 reti: Fusi (Como), Caporusso (V. Francavilla).
14 reti: Bignotti (Feralpisalò), Alberti (V. Bassano), Camarlinghi (Livorno), Fabrizi (Teramo).
13 reti: Cesari (Cremonese), Maffei (Fidelis Andria), Di Giacomo (U. Fondi).
12 reti: Mastropietro (Reggiana), Della Nina (Prato), Di Cosola (Monopoli).
11 reti: Castelli (Albinoleffe), Iacuniello (Torino), Caselli (Modena), Massaro (Carrarese), Canessa (Livorno), Berisha (Racing Roma).
10 reti: Zepponi (Ancona), Ghidoni (Modena), Rivi (Reggiana), Svidercoschi (Lupa Roma), Imbrenda (Tuttocuoio), Rizzo (Catania).

Fonte: Fol

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Quella di domani al Nespoli di Olbia è una sfida che manca dal campionato di C2 1989-1990 quando i bianconeri alla seconda giornata del campionato, guidati da Attilio Perotti, pareggiarono per 0-0 sul campo dei bianchi ed alla fine della stagione furono promossi in C1.

Questa la formazione:
Olbia: Sapochetti, Mosti, Leoncini, Casu, (62' Chiesa), Grillo, Addis, Saporito, Balachic, Morra, Gallu, Solinas ('70 Burtini).
Siena: Tanagli, Favaro ('34 Giuseppini), Pepi, Maurizi, Arrigoni, Marin, Sgrò, Brotini De Falco, Torracchi, Mucciarelli (64' Marino).

Il Siena ad Olbia ha giocato in totale in nove occasioni con un bilancio di cinque pareggi, due vittorie dei padroni di casa e due vittorie bianconere che risalgono al campionato di serie C2 1978-1979 e 1987-1988. In rete per i bianconeri Pazzaglia e Simoni.

 

Fonte: Fol


 

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Non è ancora finito il campionato, con una salvezza ancora da conquistare, ma sui siti specializzasti cominciano a circolare già alcuni nomi accostati al Siena.
Non sappiamo ancora quali saranno i programmi della proprietà sull'organico della prossima stagione ma Tuttomercatoweb parla di un interessamento del Siena, ma anche di Reggiana e Cittadella, verso il DS Roberto Gemmi che in questa stagione ha lavorato benissimo ad Arezzo.
Per quanto riguarda i giocatori, secondo Tuttolegapro ci sarebbe un interesse per Simone Fatuario (1987) ex Pisa, adesso al Modena.

Fonte: Fol

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A due giornate dalla fine del campionato sono 17 le squadre già sicure dei playoff.
Nel girone A, oltre a una tra Alessandria e Cremonese, le alte sono nell'ordine Arezzo, Livorno, Giana, Piacenza e Como
Nel girone B sono Parma, Pordenone, Padova, Reggiana e Gubbio
Nel girone C sono Lecce, Matera, Juve Stabia, Siracusa, Cosenza, Francavilla e Paganese.

Si qualificano 9 squadre nei gironi A e B (dal secondo al decimo posto) e 10 nel C (dal secondo all’undicesimo) perché qui c’è il Matera (ora terzo), ammesso di diritto al secondo turno in quanto finalista di Coppa Italia.
Ne mancano 10 e, a due giornate dalla fine, i posti sono di Viterbese, Renate e Lucchese (A); Samb, Feralpi Salò, AlbinoLeffe e Bassano (B); Casertana, Fondi e Fidelis Andria (C).

LO SVOLGIMENTO DEI PLAYOFF La nuova formula è abbastanza complessa. Le seconde (unica certa al momento è il Lecce) vanno direttamente agli ottavi con il Matera, mentre nel primo turno domenica 14 maggio si affrontano in una gara unica le squadre dello stesso girone, con le quattro migliori classificate che ricevono le quattro peggiori (in caso di parità passa la squadra che gioca in casa, senza supplementari). A oggi le sfide sarebbero: ArezzoLucchese (1), Livorno-Renate (2), Giana-Viterbese (3) e Piacenza-Como (4) nel girone A; Pordenone-Bassano (5), Padova-AlbinoLeffe (6), ReggianaFeralpi Salò (7) e Gubbio-Sambenedettese.

Fonte: Fol

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Non l'ultima spiaggia, me neppure una sfida qualunque. Domani al Nespoli contro la Robur Siena l'Olbia affronta una sorta di semifinale per la salvezza diretta.

Difficile, infatti, che fallendo la vittoria contro la formazione toscana, alla quale manca peraltro un punto per la salvezza matematica, i bianchi possano evitare i playout, nei quali stazionano da sei giornate.
Tornati al successo una settimana fa sul campo della Pistoiese, Cossu e compagni vanno a caccia del bis sperando che le concorrenti frenino: scongiurato il pericolo dell'ultimo posto, lontano 7 punti a due turni dalla fine del campionato, molto dipenderà dai risultati di Lupa Roma, Prato, Tuttocuoio e Carrarese, che affronteranno rispettivamente la vice capolista Alessandria e la Giana Erminio in casa e Pro Piacenza e Lucchese fuori.

Assente il portiere Ricci per squalifica e, salvo miracoli dell'ultima ora, Tetteh, non ancora al top dopo l'infortunio. All'andata i bianchi si imposero al Franchi 1-0 con gol di Kouko. Olbia-Robur Siena sarà diretta dall'arbitro Pietropaolo di Modena: si gioca su tutti i campi a partire dalle 16.30.

Fonte: Unione Sarda


 

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Solo Campagnacci e Castiglia, che proseguono con il proprio programma di lavoro differenziato, non partiranno domani per la Sardegna, per il resto tutti a disposizione, i bianconeri, anche Freddi, Gentile e Grillo, anche se non al top della condizione. Mister Scazzola ha comunque deciso di portarli con sé: sono quindi 23 i convocati per Olbia-Siena, in programma sabato alle 16,30 allo stadio Nespoli (non c’è nell'elenco il giovane Romagnoli). Il tecnico bianconero darà continuità al 4-3-3 visto contro la Viterbese,  seppur con qualche cambiamento: in difesa, infatti, rientrerà Terigi (nell’ultima partita era fuori per squalifica insieme a Freddi) a fianco di Panariello con D’Ambrosio terzino destro e Iapichino terzino sinistro. A centrocampo arriverà la conferma del terzetto Saric, Guerri e Vassallo, mentre in attacco il tridente dovrebbe essere quello formato da Ciurria, Marotta e Jawo: maglia titolare, quindi per il giovane gambiano che tanto bene ha fatto domenica scorsa e che proprio alla squadra di Puccica ha segnato il suo primo gol tra i professionisti. (a.go.)

Questo l’elenco dei convocati:

Portieri:
22 IVANOV Mihail 1989
12 DI STASIO Angelo 1991
1 MOSCHIN Simone 1996


Difensori:
16 BORDI Francesco 1996
14 D'AMBROSIO Dario 1988
5 GHINASSI Tommaso 1987
2 PANARIELLO Aniello 1988
18 GIANLUCA FREDDI 1987
27 LEONARDO TERIGI 1991
4 RONDANINI Ivan 1995
17 STANKEVICIUS Marius 1981


Centrocampisti:
26 CIURRIA Patrick 1995
20 GRILLO Paolo 1997
6 GENTILE Federico 1985
8 GUERRI Simone 1982
15 IAPICHINO Dennis 1990
28 SECONDO Riccardo 1995
21 SARIC Dario 1997
9 STEFFE’ Demetrio 1996
25 VASSALLO Francesco 1993


Attaccanti:
13 BUNINO Cristian 1996
10 MAROTTA Alessandro 1986
24 JAWO Lamin 1995





Fonte: Fedelissimo on line

 

 

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Ultimo allenamento senese per il Siena che domani mattina volerà in Sardegna: al termine della seduta, svoltasi all’Acquacalda nel pomeriggio, ha parlato il mister bianconero Cristiano Scazzola. “I ragazzi hanno lavorato molto bene in settimana – ha detto -, con grande convinzione. Sono rientrati Terigi e Freddi, anche se quest’ultimo si è preparato qualche giorno a parte per i soliti problemi, Gentile ha ripreso con la squadra e anche se non è al cento per cento partirà con noi, lo stesso Grillo che sta meglio rispetto alla scorsa settimana, ma non è ancora al top”. Ripartirà dalle certezze di Siena-Viterbese, mister Scazzola, ma qualche variante di formazione ci sarà: Terigi tornerà a fianco di Panariello, nel tridente offensivo partirà titolare Lamin Jawo. “Al di là di chi giocherà e in quali ruoli – ha affermato l’allenatore bianconero -, sarà importante non commettere errori, i ragazzi dovranno stare attenti anche al minimo particolare. Abbiamo sempre pagato cara ogni disattenzione, ma a livello di prestazione abbiamo dimostrato di potercela giocare anche con avversari da piani alti della classifica. E’ con questa convinzione che il Siena dovrà affrontare l’Olbia”. Gara complicata, contro la squadra di Mereu, impegnata nella lotta per tirarsi fuori dalla zona play out. “Giocheremo su un campo ostico – ha detto il tecnico -: nel girone di ritorno non hanno fatto bene, ma quello di andata è stato notevole, anche grazie alla presenza in squadra di tanti giovani interessanti. Noi però vogliamo fare bene per chiudere il campionato nella miglior posizione possibile e anche domani scenderemo in campo per i tre punti, anche se ce ne manca solo uno alla salvezza matematica”. (Angela Gorellini)


Fonte: Fedelissimo on line

 

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L’11 dicembre 2016, nella gara di andata, le capriole di Daniel Kouko fecero saltare la panchina di Giovanni Colella e salvarono quella di Michele Mignani, sotto lo sguardo di Mario Beretta in tribuna. L’Olbia di allora veleggiava tranquillamente in zona playoff e mai ci saremmo immaginati di ritrovarla, un girone dopo, ad arrancare nei bassifondi di classifica. Mignani, lo ricordiamo, si era strameritato la riconferma dopo la rincorsa ai playoff di serie D, poi vinti, e il seguente ripescaggio in una categoria che mancava da trent’anni. L’ex capitano della Robur, alla ripresa del campionato a gennaio dopo la vittoria col Pontedera, guardava la zona retrocessione dall’alto del nono posto, con un tranquillizzante +9. Poi, sei sconfitte hanno fatto precipitare la situazione. Marino, il patron amico di Giulini, decise di lanciare Simone Tiribocchi, un Tir che al debutto nell’Autostrada della terza serie deragliò strappando un solo punticino, in casa col Como, in sei partite. Altro cambio e colpo di scena: non torna Mignani ma Bernardo Mereu, un totem in Sardegna, ultima panchina nel 2016 col Castiadas (D). Mereu strappa un pari in rimonta con la Carrarese e poi soffia i tre punti in casa di Atzori, a Pistoia, risollevando le speranze dei galluresi. La salvezza diretta è assai complicata, visto che l’Olbia dovrebbe superare Prato, Carrarese e Tuttocuoio e ha gli scontri diretti a sfavore con tutti e tre. Più realizzabile il secondo obiettivo, salire di una pozione, che le consentirebbe di disputare i playout con un discreto vantaggio (la partita di ritorno in casa e la salvezza in caso di parità di punteggio).

Formazione - Il mercato di gennaio ha colpito soprattutto la porta, con la cessione dei due portieri che si erano alternati tra i pali, Montaperto e Carboni. Dall’arrivo di Mereu il titolare è diventato l’olandese classe ‘95 Maarten Van Der Want, che ha soffiato il posto a Matteo Ricci, tra l’altro espulso dalla panchina un turno fa a Pistoia e dunque non convocabile contro il Siena.
In difesa i centrali sono il capitano Paolo Dametto, cresciuto nel Cagliari ed ex Lumezzane, Reggiana e Prato in C, e Luca Iotti, classe ’95 arrivato a gennaio dall’Ascoli per sostituire Miceli. Iotti, scuola Milan, è in prestito con diritto di riscatto e farà la sua ottava presenza da titolare, a meno che non torni Francesco Pisano, l’anno scorso tra Bolton e Avellino dopo 11 stagioni in A con il Cagliari, squadra della sua città. A destra c’è Simone Pinna, classe '97 arrivato lo scorso gennaio dalla Primavera del Cagliari così come il terzino sinistro, Matteo Cotali, stessa età ma cresciuto nell’Inter.
In mezzo troviamo Mattia Muroni, al secondo anno da professionista dopo l'esperienza al Tuttocuoio, e Marco Piredda, arrivato lo scorso gennaio dalla Robur (9 presenze, 4 da titolare, in bianconero). Occhio anche ad Andrea Feola, ex Arezzo e 30 presenze in B con il Trapani, e Enrico Geroni, al secondo anno ad Olbia ed ex Prato, Carrarese e Albinoleffe, con il quale ha giocato tre stagioni in Serie B.
Sulla trequarti Mereu può scegliere tra un trequartista puro come Alessio Murgia, in prestito dal Cagliari, o uno degli attaccanti, Daniele Ragatzu, a quota 7 in campionato e 34 presenze e 4 reti in serie A con il Cagliari. Ha giocato in B con Gubbio, Pro Vercelli e Lanciano, poi l'anno scorso ha deciso di scendere in serie C con la maglia del Rimini. Di solito viene impiegato a gara in corso, ma chissà se non verrà lanciato dall'inizio Andrea Cossu, 5 anni in serie A con il Cagliari, 4 anni in B con il Verona. Cossu, tra l’altro, iniziò la sua carriera nei professionisti proprio con l'Olbia nel lontano 96/97. In avanti spazio a Daniel Zinon Kouko, otto reti quest'anno (compreso il gol vittoria all’andata) e 20 nel biennio a Macerata e Alessandro Capello, ex Varese in B e 11 reti lo scorso anno a Prato e questa stagione a quota 8. Occhio però anche a Roberto Ogunseye, arrivato a gennaio anche lui dal Prato. Ha segnato due gol pesantissimi (contro Pontedera e Pistoiese) che hanno consegnato all’Olbia le uniche vittorie del 2017. (Giuseppe Ingrosso)

Probabile formazione (4-3-1-2): Van Deer Want; Pinna, Dametto, Iotti, Cotali; Muroni, Geroni, Piredda; Ragatzu (Cossu); Capello, Kouko. Allenatore: Mereu.

Fonte: Fol

 

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Lo ha annunciato il patron nerazzurro Corrado in un'intervista al Tirreno: 
"Gattuso ha detto più volte che non farà la Lega Pro, quindi quando ripartiremo lo faremo senza di lui. Da un mese e mezzo stiamo già lavorando ad un piano alternativo. La salvezza è ormai un miraggio, ma non molliamo. Con mio figlio, insieme al ds Ferrara, stiamo lavorando ad un ipotetico piano alternativo. Non vogliamo farci trovare impreparati ed iniziare presto. Il tempo lo abbiamo, servono giocatori adatti alla categoria. Vogliamo stare in Lega Pro il meno possibile".

Fonte: Fol



 

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Per una serie di inadempienze, il Tfn ha dato due punti di penalizzazione alla Maceratese (mancato pagamento stipendi e contributi ultimo bimestre 2016 entro il 16 febbraio) e uno all’Ancona (solo stipendi dello stesso periodo), più varie ammende e inibizioni.

Fonte: Fol

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La magia del calcio, la magia di quella Provvidenza che finisce, spesso, per regalare gioia e soddisfazione a chi lotta per il proprio sogno, a chi è disposto a combattere, a lasciare tutto e tutti pur di far sì che esso diventi realtà. Dall'egida della Provvidenza, a 'uomo della Provvidenza' della Robur Siena. Lui è Lamin Jawo, attaccante classe '95 arrivato in bianconero, nelle ultime ore del calciomercato (ah, il destino), in prestito dal Carpi.

'Vai Lamin, entri tu!'. Sessantesimo minuto di Robur Siena-Viterbese, punteggio sull'uno a due. Alla squadra di Scazzola servono dannatamente tre punti per tirarsi fuori dalla zona playout. Arriva il momento della sostituzione, entra Lamin. Passano undici minuti...gol! Pareggio del Siena, proprio lui. Una rete importante, importantissima: decisiva. Da lì cambia la partita, il Siena che attacca e alla fine riesce pure a vincerla, con Alessandro Marotta, a pochi minuti dalla fine.

Ma i riflettori sono tutti per Lamin, questo gigante alto più di un metro e novanta che con il suo sorriso ha incantato tutti. Meglio, con la sua storia. Ha inseguito un sogno, dalle polverose strade del Gambia, dove si allenava di nascosta. Ha viaggiato in lungo e in largo, ha preso un barcone, è arrivato in Italia. Non si è mai arreso, ha combattuto con la forza di un leone e l'umiltà di chi crede davvero in quello che fa. Domenica è arrivato il primo, grande sorriso. Meritato, sofferto, guadagnato.

Fonte: gianlucadimarzio.com

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L’anno scorso gli scappò per un niente, stavolta invece ce l’ha fatta. Francesco Crisci, classe ’99 di Chiusdino, è il capocannoniere della categoria Berretti. Le sue diciassette reti hanno trascinato il Siena di Signorini al terzo posto, ma è adesso che il gioco si fa duro, con le fasi finali al via il 7 maggio.

Francesco, un commento sul campionato concluso?

Era il primo anno di Berretti, un po’ di ansia ce l’avevo, lo ammetto. Però mi ha dato fiducia l’aver fatto bene l’anno scorso. La squadra era quella, a parte qualche eccezione. Un grazie va al mister, Signorini, che avevo già avuto qui a Siena. Abbiamo perso qualche punto immeritatamente, a volte anche per colpa nostra, in altre ci s’è messo il fattore dell’arbitro, però siamo super contenti dell’annata. Forse siamo l’unico gruppo in cui hanno giocano tutti, senza divisione netta tra titolari e riserve. Un gruppo vero insomma.

Un turnover spesso obbligato, visti i tanti infortuni. Tu però hai avuto una buona stagione sotto questo punto di vista.

Sì, anche se ho avuto un infortunio nel momento più brutto, alla penultima col Prato, nel girone d’andata. Aspettavo quella partita, era contro la prima, ma mi feci male alla caviglia e saltai la sfida. Ma a parte quello, ho giocato con continuità. E’ anche grazie al lavoro di Anna Rita Mirarchi, mi è stata dietro al problema alla caviglia, così come Bruno Tanganelli, il massaggiatore. E il preparatore Spina ci ha fatto fare lavori adeguati alla situazione.

Il gruppo, come hai detto in precedenza, era già rodato dopo la bella stagione degli Allievi di Argilli.

Sì, e il merito è di Argilli, che non ha voluto disunire il gruppo a parte qualcuno che per scelta sua se n’è andato. Con qualche ragazzo è già 3-4 anni che ci conoscevamo. L’annata precedente abbiamo centrato le finali, quest’anno un piccolo traguardo è già stato raggiunto.

Adesso c’è da superare il girone a tre con Como e Modena. Dove può arrivare la squadra?

Arrivare a questo punto e dire che il nostro l’abbiamo fatto non è nelle nostre idee. Como e Modena non sono tra le più semplici ma siamo abituati ad un campionato senza squadre comode. Mentalmente siamo preparati, anche se manca una o due settimane, in base ai sorteggi. Sappiamo come giocano, dove sono più carenti nei ruoli o dove sono più pericolosi. Il nostro obiettivo è puntare ancora più in alto e passare il turno.

Differenze tra Argilli e Signorini?

Argilli è più calmo, ti trasmette serenità negli allenamenti che non erano mai pesanti o noiosi, c’era sempre qualcosa di nuovo. Non è uno di quelli che urlano, ci lasciava molta libertà in campo. Anche Signorini è sulla stessa linea ma credo che ci voleva uno come lui per la Berretti perché le partite le sente. Ti dà la giusta carica, ti incita, anche negli allenamenti. È giusto così, non siamo più ragazzini ma sul confine con la prima squadra.

Qual è la differenza principale che hai riscontrato nel passaggio tra Allievi e Berretti?

All’inizio ho avuto un po’ di difficoltà. In fondo alle partite, con soli tre cambi, eravamo alla sprovvista, soffrivamo di crampi. Poi è stato utilissimo il lavoro guidato dal prof Spina. Ci lamentavamo per il lavoro pesante ma dalla quinta o sesta giornata avevamo una marcia in più degli altri, un fattore importante alla lunga. Però la differenza più grande è che sono gare più fluide, con poche interruzioni. Senti di più il calcio vero. E poi molte squadre giocano con dei ’97, che magari hanno debuttato in prima squadra.

Un’altra differenza l’hai trovata nel cambio di modulo. Sei passato da attaccante esterno a punta.

In quanto a ruoli, in 4 anni li ho sempre cambiati. Forse questo è stato il mio punto a favore. Ero abituato al 4-4-2, al 4-3-3, al 4-2-3-1 e ora anche il 3-5-2. All’inizio, quando mi è stato detto che giocavo attaccante, ero molto scettico. Invece ci sono stato bene. Avendo fatto tutti i ruoli da centrocampista e l’anno scorso l’esterno d’attacco, mi immedesimo nelle altre posizioni. Forse riesco a prevedere gli avversari, i movimenti da fare, gli schemi. E poi chi l’ha detto che la punta deve essere grossa e alta 1,90?

In effetti i risultati si sono visti. 17 gol e titolo di capocannoniere.

L’anno scorso ne feci 26 e quello davanti a me uno in più, quest’anno mi ero posto anche l’obiettivo individuale e l’ho centrato.

Parlaci un po’ del tuo percorso calcistico.

Sono cresciuto a Chiusdino, il mio paese. Ho iniziato qui e la mia prima allenatrice è stata una donna, che era anche la mia maestra. La mattina faceva lezione e il pomeriggio allenamento. Col tempo vide che io e altri eravamo un gradino sopra, ci mandò a fare delle partite con i più grandi. Da lì è nato tutto, in un torneo mi videro Empoli e Fiorentina e andai a provare con loro. Alla Fiorentina per motivi personali non ci potei andare, restava l’Empoli.

Però alla fine scegliesti Siena.

La Robur si presentò all’ultimo. Io andavo a vedere le partite al Franchi e non mi sembrava vero. Era il 2009/10. Poi andai ad Empoli perché mi cercavano con insistenza. Tutti i giorni avanti e indietro con sacrificio, era il primo anno delle medie. L’anno dopo non ressi e tornai a Siena per due anni.

E poi di nuovo Empoli.

Tornai nuovamente ad Empoli, facevo la seconda superiore, ma fu la scelta peggiore che abbia mai fatto. Lì le persone pensavano solo al lato economico senza vedere chi eri. C’era la stessa formazione tutto l’anno. Quando sono venuto a conoscere certe cose, scelsi di andare via. Così fece anche Romagnoli, lui era negli Allievi e io negli Allievi B. Dovevo stare lì solo per allenarmi, ero l’unico a cui non fornivano il convitto, dovetti fare tutto da solo. A fine stagione mi cercò Ruggero Radice, che già mi conosceva. Mi presentò Argilli, mi disse: “Questo sarà il tuo mister”. E da lì è nato tutto.

E da lì sei arrivato ad essere convocato in prima squadra.

La prima volta Colella convocò me e Taddei, per Siena-Viterbese in Coppa. Notizia più bella non me la potevano dare. La mattina ero partito per arrivare il campo, era la prima volta che vedevo i giocatori della prima squadra da vicino. Mi hanno accolto benissimo. Ho pensato: “Vabbè, è solo una volta, però devo continuare ad impegnarmi”. E invece mi hanno richiamato più volte in allenamento, anche oggi (mercoledì, ndr) ero con loro”.

Ma l’allenamento era di mattina. E la scuola?

(Ride, ndr). Stamattina purtroppo ho saltato ma non avevo nulla di che. Sono occasioni che non capitano tutti i giorni.

Francesco, sei un classe ’99, l’anno prossimo pensi di restare in Berretti e avvicinarti ancor di più alla prima squadra o andare in prestito?

Considerato i due anni che ho fatto, e che mi stanno chiamando in prima squadra, il mio sogno è di rimanere con loro, di allenarmi con loro e perché no, giocare con loro. Sarebbe il top. Se da piccolo l’avessi detto, non ci avrei creduto. All’occorrenza, potrei scendere a dare una mano come hanno fatto Romagnoli e Bordi. Lo farei volentieri. Oppure posso fare un altro anno in Berretti. Però se c’è la possibilità di fare un gradino superiore, penso che mi completerebbe. In prestito non lo so, qualche richiesta l’ho avuta ma il mio sogno è rimanere qui”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol

 

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Ad Olbia la Robur incrocerà Ruggero Radice, fino all’anno scorso responsabile del settore giovanile del Siena e adesso con lo stesso incarico nella società gallurese. “Innanzitutto è un piacere parlare con voi, saluto i tifosi bianconeri” – ha detto Radice a Mercoledì Robur, su Antennaradioesse.

Olbia – “E’ un’esperienza formativa, un bel progetto completo, dai Primi Calci alla Berretti. A Siena c’era solo la fascia agonistica, il resto in delega al Marciano. Qui ho un altro anno di contratto ed è un percorso che si estenderà col Cagliari, lavoriamo in simbiosi con Beretta il quale ringrazio per l’opportunità che mi ha dato”.

Siena – “Certo che ne abbiamo parlato, con Mignani e Tiribocchi. Michele ha fatto un lavoro straordinario tra l’anno scorso e quest’anno, poi un periodo difficile ha portato ad una scelta dolorosissima. Simone è tornato negli Allievi, anche lui ha passato un momentaccio ma sono esperienze formative”.

Giovanili della Robur – “Stefano e Roberto (Argilli e Pierangioli, ndr) sono come fratelli, Voria è un valore aggiunto e anche lo staff è un patrimonio. Seguo i risultati, la Berretti dà soddisfazione e gli voglio un gran bene, quei ragazzi li ho visti piccolissimi e mi sono venuti i brividi quando li ho rivisti. Romagnoli è in prima squadra, Crisci lo portai a Siena nei Pulcini e poi due anni fa dopo Empoli. Sono contento anche per Gianneschi e Doda, convocato nella nazionale albanese, oltre ai senesi come Bonechi e Discepolo”.

Olbia-Siena – “Spero di esserci. Ho tante squadre nei tornei, è una fase di valutazione e le priorità sono quelle, ma un saluto lo farò quasi sicuramente”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol

 

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Davide Vaira, direttore generale della Robur, ha parlato a Mercoledì Robur, su Antennaradioesse, della prossima sfida con l’Olbia.

Il campionato – “Non lo giudico ancora, è sempre aperto, dobbiamo raggiungere la salvezza. Poi, tireremo le somme. Invito tutti a rimanere super concentrati, ad Olbia sarà una battaglia. Puntiamo ai tre punti, poi se arriva uno va bene. Ci teniamo però a chiudere bene”.

Marotta – “E’ il nostro capitano, a gennaio ha dimostrato il suo attaccamento. E’ un giocatore fondamentale, in qualunque squadra lo metti. Non a caso lo cercava il Parma. E’ un leader, un trascinatore. Quando eravamo sotto 2-1 lo sentivo incitare”.

Scazzola-Colella – “Avevamo intrapreso un percorso con Colella tra mille difficoltà. La nostra è stata una valutazione a 360 gradi, dall’allenamento alla gestione in generale. Non ci ritenevamo soddisfatti, pur con tutto l’impegno che ci metteva. Scazzola ci sembrava la persona adeguata al progetto. Ancora non è il momento di fare valutazioni però professionalmente siamo contenti. E’ corretto, un professionista, sa crescere i giovani, ha uno staff preparato. Banchini è molto bravo”.

Tifosi – “Il loro pensiero va sempre rispettato, l’ho sempre detto nonostante sia stato contestato. E’ giusto che esprimano il loro pensiero. Poi però bisogna decidere lucidamente, senza farci influenzare. La squadra deve fare da traino, trascinare il pubblico di nuovo allo stadio. Non abbiamo entusiasmato, siamo i primi a dover far qualcosa”.

Lo sfogo della Durio – “Credo sia stato dovuto all’accumulo di stress, alle situazioni che voi conoscete, alle cause, ai decreti ingiuntivi, soprattutto al comportamento di qualcuno.. Anche qualche coro può averle dato fastidio”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol

 

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