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NEWS

IL SONDAGGIO

Vota il miglior bianconero in Prato- Siena

Domenica, in occasione della partita con la Pistoiese, sarà in distribuzione agli ingressi dello stadio il numero 696 de Il Fedelissimo.
In questo numero potrete trovare gli articoli di Nicola Natili, Antonio Gigli, Giovanni Marrucci e Damiano Naldi. Intervista esclusiva di Giuseppe Ingrosso a Tommaso Ghinassi.

Fonte: Fol 

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La protesta degli ultras del Prato, in rotta col trast dei tifosi, per la scelta di richiamare Malotti dopo la sconfitta con il Siena, assume toni sempre più aspri.
Nella notte tra mercoledì e giovedì è stato sparso letame davanti alla sede del Prato in particolare di fronte all'ufficio di Cecconi A.D. di “Orgoglio Pratese.

Fonte: Fol

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Prima di andare allo stadio a tifare la Robur nel derby con la Pistoiese il Siena Club Fedelissimi organizza un pranzo in sede. Ritrovo alle ore 12.30.

Per prenotarsi inviare un sms al numero 3664053060 oppure una mail fedelissimi@sienaclubfedelissimi.it

Siena Club Fedelissimi

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Si svolgerà domani mattina a Firenze alle ore 11.30 il sorteggio per la fase finale della Coppa Italia di Lega Pro. In corsa sono rimaste 38 formazioni, ovvero le 11 squadre che hanno vinto i rispettivi gironi e le 27 “retrocesse” dalla Tim Cup. La composizione del tabellone e le date delle gare del primo turno (ad eliminazione diretta in casa della squadra nominata per prima), sarà dunque svelata domani mattina nella sede della Lega Pro a Firenze. Il primo turno coinvolgerà solo 12 delle 38 società ancora in corsa, così da ridurre a 32 il numero di partecipanti che verranno già inserite in un tabellone predeterminato. Ecco le squadre ammesse alla fase finale:

11 formazioni vincenti dei rispettivi gironi:
Giana Erminio (girone A), Pro Piacenza (girone B), Venezia (girone C), Prato (girone D), Viterbese Castrense (girone E), Virtus Francavilla (girone F), Catania (girone G), Fano (girone H), Lupa Roma (girone I), Taranto (girone L), Vibonese (girone M).

27 squadre patecipanti alla Tim Cup:
Alessandria, Ancona, Arezzo, Bassano Virtus, Carrarese, Casertana, Como, Cosenza, Cremonese, Feralpisalò, Fidelis Andria, Foggia, Juve Stabia, Lecce, Livorno, Maceratese, Matera, Messina, Modena, Padova, Pontedera, Pordenone, Reggiana, Robur Siena, Sudtirol, Teramo, Tuttocuoio.

Fonte: Fol

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Leonardo Terigi - Sottoposto ad accertamenti, ha riportato una distrazione tra il primo e il secondo grado al retto femorale sinistro. Il difensore dovrà stare fermo dalle 3 alle 4 settimane.
Giacomo Lucarini - Ha effettuato per questa settimana un lavoro differenziato, il suo rientro in gruppo è previsto per la prossima settimana.
Andrija Filipovic - Ha lavorato a parte per un problema muscolare, domani tornerà ad allenarsi con i compagni.
Ivan Castiglia - Prosegue nel programma personalizzato di recupero.

Fonte: Fol

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Oggi pomeriggio la squadra di Colella ha sostenuto un allenamento con la formazione Berretti sul campo di Castellina Scalo. Domani allenamento al mattino a porte chiuse.

Fonte: Fol

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Niccolò Bonechi, calciatore della formazione di Voria, parteciperà allo stage della nazionale under 15 di Lega Pro.

Fonte: Fol

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‘Segna solo Gesù’: il coro più gettonato di tutta la serata, quello rivolto ad Alessandro Marotta, che con i suoi tre gol ha già fatto breccia nella tifoseria bianconera. “Non mi sarei mai aspettato tanto affetto e non può che farmi piacere – ha detto l’attaccante -, cercherò di ripagarlo in campo. Spero che dopo il successo sul Prato possa arrivare un’altra vittoria, proprio davanti ai nostri tifosi: riportare entusiasmo è uno dei nostri obiettivi. Stiamo gettando adesso le basi per il futuro: vogliamo realizzare qualcosa di importante se non quest’anno nei prossimi. E comunque il cammino è ancora lungo e la zona play off molto ampia”. Non sono mancati cori anche per gli altri giocatori presenti nella sede dei Fedelissimi Marius Stankevicius, Andrea Doninelli e Guido Rossi. “Una bella serata davvero – hanno commentato i bianconeri -, siamo orgogliosi di poter indossare la maglia della Robur in una piazza così. Ce la metteremo tutta per fare bene, per la Robur e per tutta la sua gente”. “Grazie per la bella serata – le parole del tecnico Giovanni Colella -, mi sono sentito come a casa. E faccio i complimenti al presidente per le trofie… L’allenatore è il braccio della società e la mente della squadra: posso assicurare tutti che questo è un gruppo forte; come ho detto dall’inizio sono certo che con un po’ di pazienza riuscirà a far vedere quanto vale e che tutti insieme ci prenderemo le nostre soddisfazioni”. La parola anche a Federico Trani. “Una bellissima accoglienza – ha affermato l’ad bianconero – e una bellissima serata, segno che gli sforzi di questi ragazzi vengono apprezzati. Stanno dando il massimo, come noi ci stiamo mettendo tutto l’impegno possibile. E per il resto… chi vivrà vedrà…”. (Angela Gorellini)

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Centoventi: tanti i tifosi che ieri sera hanno preso parte alla cena organizzata dai Fedelissimi con ospite d'onore la Robur Siena. Chef d’eccezione il presidente bianconero Anna Durio. “Tutto è nato mesi fa – spiega il numero uno dei Fedelissimi Lorenzo Mulinacci -: Anna Durio promise che, una volta insediatasi ai vertici della società, avrebbe preparato le trofie al pesto. Promessa mantenuta. E sono contento che tanta gente abbia partecipato, significa che siamo pronti per ripartire con rinnovato entusiasmo. La sua presenza in cucina ha un significato particolare: questo è il calcio che piace a noi. A noi piace vivere i campionati, pensare al campo e non alle vicende societarie. Siamo qua a festeggiare un nuovo corso: se tutti quanti remiamo dalla stessa parte, sono certo che potremo godere di ottimi risultati, come è giusto che facciano i tifosi”. Presente alla cena, oltre a vari rappresentanti della società, anche il mister bianconero Giovanni Colella accompagnato dall’intero staff. E poi i giocatori, Doninelli, Stankevicius, Guido Rosssi e un acclamatissimo Marotta. “Facendo foto da bordo campo – spiega Nicola Natili -, le partite posso vederle da una prospettiva privilegiata e vi assicuro che questi ragazzi sono uniti e pronti a darsi una mano dal primo all’ultimo minuto. Si sostengono e si incoraggiano. Hanno tutto per fare bene, grazie anche alla guida di Colella, il cui compito di amalgamare una rosa tutta nuova, con tanti giovani, e gestirla non è stato e non è certo semplice. E’ bello poter essere qua a tutti insieme, dopo una battaglia difficile che Anna Durio è però riuscita a vincere: non so in quanti, nei momenti di difficoltà che ci sono stati, avrebbero resistito come ha fatto lei. Dispiace solo che non sia ancora riuscita ad avere il 100 per cento della proprietà. E’ comunque iniziato un nuovo percorso, senza proclami ma con tanta volontà”. Di Paolo di Siena le canzoni che hanno fatto da sottofondo alla serata. “Le trofie le so fare, gli scettici sono stati smentiti – ha sorriso Anna Durio -. Sono felice per la bella accoglienza ricevuta e spero che domenica lo stadio sia pieno, per festeggiare altri tre punti, dopo quelli di Prato che mi hanno anche commosso”. (Angela Gorellini)


Fonte: Fol

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Lorenzo Buconi della reazione del sito gianlucadimarzio.con ha intervistato il bomber della Robur Alessandro Marotta.


http://gianlucadimarzio.com/news-cat/capelli-e-barba-lunga-ma-no-confronti-con-moscardelli-marotta-si-racconta-mi-chiamano-diablo-ora-lotto-per-il-siena/?

Fonte: Fol
Foto: gianlucadimarzio.con


 

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Marco Firenze ha vestito la sua prima maglia titolare a Prato, esordio che è coinciso anche con la prima vittoria stagionale della Robur. Reinventandolo mezzala, mister Colella, ha parlato di lui come un ‘genio’ che ancora non riesce a comprendersi, un giocatore dalle qualità incredibili, ma che ancora non ne è consapevole. Sorride il bianconero e dribbla la domanda: “La cosa di cui sono convinto è di voler dare una mano alla squadra, poi se le capacità ci sono farò di tutto perché vengano fuori e poter ripagare chi mi sta dando tanta fiducia”.
Come è andata al debutto?
“Bene, sono contento. Lo sono soprattutto perché finalmente sono arrivati i tre punti. Le difficoltà iniziali erano preventivate, visto il ritardo con cui siamo partiti, ma la vittoria ci mancava. Si sono visti anche dei miglioramenti a livello di gioco: ora dobbiamo andare avanti così e farci valere anche domenica contro la Pistoiese: è un derby, tra l’altro, e ci teniamo a fare bene”.
Come si trova a fare la mezzala?
“E' un ruolo in cui non avevo mai giocato prima e al quale mi sono dovuto abituare. Mi piace: ho parlato con il mister fin da subito; gli ho detto di essere a completa disposizione sua e della squadra, può sembrare una frase fatta, ma per me non lo è. Amo giocare a calcio, in qualunque posizione darò sempre il 1000 per mille”.
Quando vedremo il vero Siena?
“Siamo partiti in ritardo e con una rosa tutta nuova. Stiamo lavorando sodo per recuperare: credo che la nostra crescita sia ben visibile da una partita all’altra”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line

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A luglio il trust dei tifosi aveva riacceso l’entusiasmo dei tifosi pratesi con gli acquisti di Tavano e Antonini. Sono bastate sei partite per ribaltare tutto e creare una nuova insanabile frattura tra società e tifo organizzato.
La curva Ferrovia non ha digerito la decisione di richiamare in panchina Roberto Malotti, identificato come uomo di fiducia della famiglia Toccafondi ed ha deciso di lasciare la curva sempre vuota. Gli ultras - con un comunicato - hanno chiesto a Luca Antonini di riconsegnare la fascia di capitano e hanno invitato tutti gli aderenti al trust a strappare la tessera di soci.

Fonte: Fol

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La Robur si piazza al quinto posto nel girone A nella classifica per presenze allo stadio. Un dato da prendere con le molle, dal momento che siamo solo all’inizio (i dati, fonte stadiapostcards.com, sono relativi alle due sole partite casalinghe) e nel conteggio viene inserito il numero totale degli abbonati. Quinto posto, comunque, con 2432 presenze di media. Prima del Siena ci sono Livorno, Alessandria, Cremonese e Arezzo, mentre in coda compaiono il Renate e le due romane. Considerando la Lega Pro nel suo complesso, la Robur scende al 20° posto (manca però il Foggia che finora ha giocato a porte chiuse).

Numeri relativamente al ribasso rispetto allo scorso anno, quando i bianconeri chiusero con una media di 3650 (ma nelle ultime partite i dati reali non superavano i mille spettatori) dietro a Pisa e Spal, poi promosse in serie B. Bisognerà però aspettare il proseguo del campionato e soprattutto le gare clou come con il Livorno (16 ottobre) e Arezzo (22 gennaio) per emettere un verdetto finale.

La speranza è che si possa riavvicinarsi ai numeri degli anni passati, come i 4135 della D, i quasi 6000 nell’ultima B dell’A.c. Siena o al record assoluto di 11.241 spettatori di media nella sfortunata annata 2009/10. Il record di presenze al Franchi invece risale al dicembre 2008, nel famoso 1-2 con l’Inter di Mourinho. 15.446 persone poterono vedere ciò che De Marco non vide: il fuorigioco di Maicon che decise la partita. (Giuseppe Ingrosso)

Questa la classifica per presenze. Il Siena, al quinto posto, si garantirebbe dei comodi playoff.

Livorno 4397

Alessandria 3847

Cremonese 3571

Arezzo 2574

Robur Siena 2432

Lucchese 2142

Prato 1696

Piacenza 1689

Olbia 1326

Como 1244

Viterbese 1095

Pistoiese 1030

Carrarese 1016

Giana Erminio 945

Pro Piacenza 818

Pontedera 553

Tuttocuoio 464

Renate 250

Lupa Roma 167

Racing Roma 139

Fonte: Fol

 

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Io la classifica la guardo sempre, anche dopo la prima giornata, figuriamoci dopo. Non faccio l’allenatore e (purtroppo) nemmeno il giocatore, quindi non posso gettonare la solita frase fatta per la serie <la guarderemo più avanti>. Da giornalista e uomo di numeri sono attento alle varie voci che una graduatoria completa propone, a chi sta subito davanti e chi invece è dietro e di quanto è dietro. Non solo. Mi interessa anche la tabella con il prossimo turno, provando ad immaginare i risultati, gufando a priori le partite degli altri e immaginando come la situazione potrà cambiare dopo altri 90 minuti.

Potete intuire come ho vissuto tutto il ‘pre’ della trasferta di Prato, un giorno dopo l’altro, con l’incubo di venire scavalcati e restare ultimi. Mamma mia. Sollievo, massimo sollievo, al triplice fischio finale con tre punti in saccoccia e conseguente balzo in avanti. E chissenefrega se sugli spalti dei padroni di casa, nella fattispecie qualche tifoso particolarmente acido, ha voluto ‘sputare’ il classico veleno dello sconfitto, indicando il Siena come la peggiore squadra mai vista al Lungobisenzio. In fondo hanno ‘ammirato’ solo Tuttocuoio e Pistoiese prima della Robur e poi era una di quelle partite dove contavano i tre punti e basta. Per ‘Barcelloneggiare’ c’è tempo.

A palle ferme e con sei puntoni in classifica sottolineerei però due cose in particolare. La prima è che bisogna migliorare molto, sotto tutti i punti di vista, in particolare quello dell’attenzione perché in certi momenti la squadra va in bambola e si prende rischi enormi. La seconda è bomber Marotta. Dopo una stagione intera con Cori al centro dell’attacco (me lo sogno anche adesso nelle mie notti peggiori) avevo catalogato con fretta e superficialità il numero dieci bianconero, con la sua barbetta, come un’altra punta allergica al gol, per non usare un’espressione più pesante. Ebbene mi ha smentito, come ha smentito la mia teoria dell’assenza in casa Robur di un bomber fa quindici gol. L’inizio dice che ci può arrivare, a meno che non si blocchi di colpo proprio ora che l’ho esaltato. In attesa che il cartellino inizino a timbrarlo anche altri.

Adesso la ‘nave’ bianconera, appena uscita dalle secche, si trova davanti l’insidia Pistoiese. Diciamolo chiaro nelle partite al ‘Franchi’ fino a questo momento abbiamo fatto schifo e per giunta contro squadre che almeno in sede di pronostico dovevamo mangiare a morsi. Adesso è l’ora di dare una soddisfazione a chi arriva con fiducia all’ombra di San Domenico e in particolare ai signori non più ventenni della tribuna coperta che ho visto soffrire troppo contro la Giana e la Lupa Roma.

E in generale per tutti i ritardatari: l’estate è finita, lasciate perdere Follonica e venite al ‘Franchi’ a tifare Siena, peraltro domenica prossima il meteo.it dice che diluvia. Non ci saranno gli squadroni e i campioni di qualche anno fa, che per un po’ (mamma mia che ventata improvvisa di ottimismo) dobbiamo scordarci, ma ci sono le stesse maglie bianconere che da sempre accendono la passione, anche negli anni bui prima del duemila. Niente scherzi ragazzi, strapazziamo questi arancioni e diamo una svolta alla nostra stagione.

Forza Robur. Sempre. (paolo.brogi@lanazione.net)

Fonte: Fedelissimo Online     

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E’ ripresa oggi pomeriggio a Castellina Scalo la preparazione delSiena in vista del derby di domenica prossima con la Pistoiese. Hanno effettuato un lavoro differenziato Castiglia, Terigi e Lucarini. La squadra, prima dell’inizio della seduta, ha ricevuto la visita della presidente Anna Durio. Domani è in programma una seduta mattutina, al termine è prevista la conferenza stampa di Marco Firenze.

Fonte: Fol
Foto: Robur Siena

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Il Giudice Sportivo in merito alle partite della sesta giornata del girone A ha adottato i seguenti provvedimenti:

Società 500 euro di multa al Piacenza perché propri sostenitori in campo avverso danneggiavano i servizi igienici del settore dell'impianto sportivo loro riservato (obbligo risarcimento danni, se richiesto).

Allenatori Squalifica di due giornate a David Di Michele per comportamento offensivo verso la terna arbitrale durante la gara

Giocatori Una giornata a Cazzola (Alessandria), Marsili (Carrarese).

Fonte: Fol

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La partita Siena-Pistoiese, che si giocherà domenica 2 ottobre alle ore 14.30 e valida per la 7a giornata, sarà diretta da Pasquale Boggi della sezione di Salerno. Assistenti saranno Felice Sante Marinenza e Alessandro Rotondale dell'Aquila.

Il ventiseienne salernitano Pasquale Boggi, al primo anno in Lega Pro è figlio d’arte. Il padre Robert Anthony è stato direttore di gara in massima serie dal 1990 al 1999, dal ’96 anche internazionale. 


Fonte: Fol

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Siena-Pistoiese non può che essere il derby di Nelso Ricci, personaggio che rappresenta la Storia della Robur e artefice del miracolo calcistico a cavallo tra secondo e terzo millennio. Ripetere il sogno sembra da folli (folli lucidi, però), ma il comandante Nelso cova, sotto sotto, un desiderio inappagato. E’ ad otto promozioni, vorrebbe arrivare a dieci per chiudere la carriera. E conti alla mano, per la Robur, fare due salti di categoria cosa vorrebbe dire?

Direttore, domenica c’è Siena-Pistoiese, due squadre che hanno appena trovato la prima vittoria. Che partita sarà?

Una partita vivace in cui entrambe giocheranno a viso aperto, per vincere. Sono due squadre propositive, meno difensiviste di altre, la Pistoiese di certo non farà una gara di contenimento.

L’anno scorso la Pistoiese aveva la metà del budget del Siena, quest’anno che campionato può fare?

Quest’anno il budget rimane sicuramente entro la metà del Siena, ma faremo un campionato migliore dell’anno scorso, con un allenatore diverso, adatto alla categoria, e una rosa di calciatori completa.

Remondina aveva già compiuto un miracolo a Carrara.

Aveva una squadra forte, dei giocatori importanti. Se non dava via Infantino, Sbraga e Gnahorè avrebbe fatto ancora meglio. Lo conosco bene, abitiamo ad un km di distanza.

Come mai non è continuato il rapporto con Bertotto?

È stato qui due mesi, dopodiché ha voluto fare altre scelte. L’avrei tenuto, sperava in qualcosa di più e non è stato fortunato andando a Messina.

Nella vostra rosa c’è l’ex Nadir Minotti, elemento già imprescindibile della squadra.

Sentivo ieri Siena Tv, dicevano che è lento. E’ un giocatore con passo compassato ma svelto di cervello, ha fatto un po’ di B, da noi ha dato equilibrio a un centrocampo con due mezz’ali da corsa, tipo Hamlili (che non sarà della partita causa infortunio al piede, ndr). E’ un ragazzo voglioso, che sicuramente l’Atalanta potrà gestire in futuro.

Un parere sulla rosa del Siena?

Quando cambi 20 giocatori qualche sbavatura la trovi ma il Siena ha una buona rosa. Gli ho dato Vassallo volentieri, era giusto cambiasse dopo due anni a ottimi livelli. Cambia passo, è forte nelle ripartenze anche se soffre la fase difensiva. Doninelli volevo prenderlo anch’io. Conosco bene i miei compaesani Dolci e Vaira, so quanto sono appassionati di calcio. Sono amico del babbo di Vaira. Giovanni ha cominciato nel mondo del calcio in modo diverso, facendo l’osservatore. Siamo molto amici, sono contento quando ho saputo che a Siena veniva lui.

Un commento sulla nuova società?

Ho avuto dei rapporti quando mi chiamava Morgia, ho conosciuto il giovanotto a Milano scambiandoci due parole di circostanza. Vedo tanta volontà da parte della signora, ha vissuto con sofferenza questo passaggio e gli fa onore il fatto che abbia voluto il Siena in tutti i modi. Io a Siena sono stato giudicato scarso, poi bravo, poi ancora scarso, poi bravissimo in fondo. È cosi il mondo del calcio. Lei ha messo stabilità nella società, volendo puntare anche sul centro sportivo, un dramma nella storia del Siena.

L’anno scorso il settore giovanile ha prodotto buoni risultati, adesso sono usciti Radice, Pelati, Mecca e sono entrati Signorini, Pierangioli e Voria.

Sono personaggi che hanno fatto la storia del Siena. Argilli l’ho preso a Rimini giovanissimo e l’ho portato a Livorno a far la Coppa Uefa. Voria veniva dall’Avellino, sono contento per lui, col suo carattere può fare bene. Dispiace per Pelati, ha fatto fare tanti affari al Siena. Mi fa piacere per Signorini, che ha cominciato con Mignani e ora si trova da solo in una nuova avventura.

Direttore, il 30 giugno 2017 scade il contratto con la Pistoiese, che farà in futuro?

Come diceva il povero De Luca, “sono un lupo solitario”. Quando venni a Pistoia parlai col presidente, qui c’è solo lui col figlio e mi trovo bene. Il budget è limitato, vedi la cessione di Falasco l’anno scorso (venduto alla Roma e poi prestato al Cesena, ndr), ma i discorsi sono chiari, come con Paganini. In C non puoi fare il passo più lungo della gamba, come lo hanno fatto Siena e Carrarere lo scorso anno. Ho un ottimo rapporto con Vannucci Piante, importantissimo sponsor, ho preso questo impegno. Quando mi chiamò Ponte gli dissi di no per questo impegno. Poi in un minuto i contratti si fanno, non è un problema.

L’anno scorso disse che “il mio sogno è di riportare la Robur in alto e chiudere così la carriera. Se Siena chiama non posso dire di no”.

A Siena sono capitato nel’87, i figli sono cresciuti lì, dove ho passato 18 anni di vita calcistica. Il fallimento mi ha dato una noia incredibile, non pensavo mai che dopo tanti anni di A e B, con tutti i soldi del Monte, si sarebbe creata una marea di debiti. Per tornare a Siena ci vogliono i presupposti, con Ponte non li vedevo, il modo di ragionare era molto diverso. Conosco Vaira, non ho mai parlato col presidente, poi Giovanni è bravissimo e farà bene. Come si dice, chi vivrà vedrà. Siena è sempre nel cuore, non potrei mai dire di no.

Siena ha avuto una sponsorizzazione enorme negli anni di A, ma non nel periodo del doppio salto.

Si erano create tutte le condizioni necessarie. C’era un gruppo meraviglioso, con i vari Argilli, Mignani, Voria ti sentivi forte, vedevi la voglia, la determinazione, era un gruppo eccezionale che voleva vincere. Bravi anche gli allenatori, Sala e Papadopulo. Tutto cominciò con la Snai quando si buttò le basi, si cambiò pochissimo e arrivarono solo Sciaccaluga e Colasante. In A avevamo una squadra fortissima, gente come Cufrè, Flo, Menegazzo che è arrivato in Nazionale. Un aiuto è arrivato anche alle collaborazioni col Torino, che ci prestò Mandelli, Balzaretti, Pinga, Brambilla, Tiribocchi, che per loro erano scarsi! Taddei arrivò grazie a mio figlio che vive in Brasile. E’ stata una bella storia. Quando l’ha fatta il Carpi l’hanno esaltata tutti, il Siena invece è passato inosservato.

Prima o poi, insomma, Nelso Ricci e Siena si riconcilieranno.

Il fallimento ha cancellato quello che di buono era stato fatto. Nei 13 anni di Paganini ci capivamo al volo, lui a Roma, io a Siena. Siena è stato il mio massimo. La storia me la sento addosso con il Siena Calcio, non con la Carrarese, squadra della mia città, e nemmeno con lo Spezia. Marotta con me a La Spezia ha vinto tutto: campionato, Coppa e Supercoppa. Giocava seconda punta con Evacuo e Iunco. Siena tutt’ora me lo sento mio. Ho vinto otto campionati, prima di andare in pensione vorrei vincerne altri due e arrivare a 10. Giovanni, che ha già vinto a Como, magari mi riprende (ride, ndr).

Missione 10 campionati, quindi. E chissà se l’obiettivo sarà centrato con i due termini fondamentali di colore: il bianco e il nero.

(Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol

 

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