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Queste le dichiarazioni di Federico Trani a margine della partita con il Pontedera.

La partita - “E’ un risultato buono perché sapevamo che era difficile, il Pontedera è una squadra avanti rispetto a noi per caratteristiche, più rapida, più tecnica, noi con la preparazione vedremo i frutti più in là. Abbiamo rischiato più volte, siamo stati bravi a recuperare un gol, all’ultimo potevamo fare il gol del 2-1. Oggi è mancata qualità ma abbiamo lottato ovunque e siamo stati bravi a compattarci anche nei momenti più nervosi. I ragazzi sono usciti a testa bassa, e questo è un segno che sanno dove sono. Fossero tornati sorridenti, allora qualcosa non andava. Bisogna sempre cercare la vittoria”.

L’esultanza - “L’abbiamo vissuta intensamente, abbiamo lottato anche noi. Al momento del gol c’è stata una gioia immensa, quando Gentile stava per far gol per poco non cadevo dagli scalini. È tutta la passione che dimostriamo. Eravamo lì perché siamo i primi tifosi”.

Mercato – “La squadra è abbastanza definita, manca qualche uscita da valutare, oggi Masullo è entrato e non Rondanini. Sono situazioni che si valutano col tempo. Da domani siamo a Milano e vediamo cosa fare negli ultimi giorni. Dinelli e Guglielmi sono dei ’98, li mandiamo a fare esperienza. De Feo e Masullo si sono comportati sempre bene, se alla fine del mercato saranno ancora qui non è che rimarranno fuori rosa”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol

 

 

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Queste le dichiarazioni dell’autore del gol della Robur:

Il gol - “Non me l’aspettavo, ma indipendentemente da tutto era importante fare una buona prestazione e cominciare bene. Di tutta la gara prendiamo la reazione dopo il gol subito. Hanno visto D’Ambrosio in ritiro e hanno deciso di tenerselo. Si voleva fare piazza pulita con i ragazzi dello scorso anno, ma quando mi hanno conosciuto soprattutto sul lato umano, abbiamo trovato degli accordi”.

Ruolo – “Il mister mi prova in entrambi i ruoli, io basta che giochi, è indifferente. I tagli del Pontedera? A inizio stagione danno noia, poi quando prendi le contromisure in allenamento ci lavori e stai più attento. Come valuto la squadra? Siamo partiti a fine luglio, è un mese che stiamo assieme. Penso che sia un ottimo gruppo, fatto da ottime individualità. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol

 

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Paolo Indiani, allenatore del Pontedera, ha commentato così la partita contro la Robur:

La partita - “Quando una squadra fa una buona prestazione l’allenatore deve essere contento, e io sono contentissimo per la prestazione. Abbiamo fatto nel migliore dei modi eccetto una situazione. Peccato perché quando produci così tante palle gol e fai un solo gol, succede che puoi prendere la rete del pari. La sintesi è questa. Mi hanno sorpreso, i ragazzi”.

La Robur – “Se abbiamo sofferto la loro fisicità? Abbiamo anche noi degli elementi fisici, come Della Latta che starà meglio in futuro. Però loro sono più forti per costituzione. Sarebbe stato da guinnes nel finale, se vinceva il Siena. Davvero, era di buon auspicio per loro. Credo sia già di buon auspicio il pareggio. Il mercato? Sto alla finestra con interesse. Noi un Marotta non ce lo permettiamo”.

Gli attaccanti – “Mi aspettavo una prova del genere dei tre davanti. Avrei pensato di concretizzare di più, sia Cais che Bonaventura sono arrivati da soli davanti al portiere due o tre volte. È il primo anno che partono titolari, tra qualche anno non sbaglieranno situazioni simili”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol

 

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Queste le dichiarazioni del mister del Siena Giovanni Colella:

La gara - “Un pareggio in rimonta va sempre bene. Sappiamo che momento viviamo, parlo di momento calcistico, e sono tranquillo. Che sia una squadra che non molla mai lo sapevo, siamo più indietro, una squadra solida e pesante che avrebbe bisogno di un paio di partite in più. Questa era la squadra peggiore che ci potesse capitare in questo momento”.

Pregi e difetti – “La bravura di un allenatore sta nel trovare qualcosa che non convince in una partita vinta e qualcosa che convince in una partita persa. È complicato dare un giudizio, siamo partiti indietro. Dobbiamo lavorare ancora. Ci vuole ancora un po’. Entra Bordi e sembra fenomenale, è quello che in questo momento fa meno fatica”.

Terreno di gioco – “Sono convinto che il sintetico aiuta una squadra veloce come il Pontedera, ma preferisco giocare in un sintetico buono che un naturale schifoso. Sono stati bravi loro, una squadra difficile da affrontare nelle prime 18-19 partite”.

Tifosi – “Sono venuti in tanti, hanno applaudito e incitato la squadra quando era sotto. La squadra ha dimostrato di voler far bene, questa è una squadra che difficilmente mollerà un centimetro. Poi avrà dei difetti, per carità”.

La Lega Pro – “I campionati sono sempre equilibrati. Non credo al discorso girone più facile, girone più difficile. Anzi qui ci sono diverse squadre difficili da affrontare, come il Pontedera. Noi però ci siamo, un passino per volta. Non saremo mai una squadra sprinter, siamo diesel”.

Mercato – “Le cose le condividiamo e sappiamo cosa c’è da fare. Stiamo valutando i ragazzi in casa, il fatto che sia entrato Masullo vuol dire che non buttiamo in mare nessuno”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol

 

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Pontedera (3-4-2-1): Citti; Risaliti, Vittori, Videtta (71' Polvani); Calcagni., Gemignani D., Della Latta, Gemignani A; Bonaventura (82' Corsinelli), Calò (77' Disanto); Cais. Panchina: Giacomel, Borri, Massa, Chella, Barca, Disanto, Udoh, Becuzzi, Manetti. Allenatore: Paolo Indiani.
Robur Siena (3-5-2): Moschin; D’Ambrosio, Panariello, Ghinassi; Grillo (51' Bordi), Gentile, Guerri, Castiglia, Iapichino (78' Masullo); Marotta, Mendicino (70' Ventre). Panchina: Ivanov, Biagiotti, Lucarini, Romagnoli, Rondanini, Saric, Firenze, De Feo. Allenatore: Giovanni Colella.
Arbitro: Andrea Giuseppe Zanonato di Vicenza. Assistenti: Lombardo di Sesto San Giovanni e Zingrillo di Seregno.
Ammoniti: Marotta, Ghinassi, Videtta, A. Gemignani, Gentile
Marcatori: 79' Calcagni, 85' D'Ambrosio
Note: Un minuto di silenzio per le vittime del terremoto.Recupero: 0', 5'

Con tanta, tanta sofferenza la Robur strappa un punto a Pontedera. Apre le marcature Calcagni, risponde D'Ambrosio dopo neanche cinque minuti all'85 nell'unico vero tiro in porta del Siena. Colella dovrà ripartire dallo scatto d'orgoglio nel finale. I bianconeri chiudono la prima giornata allo stesso modo di un anno fa (1-1 con la Carrarese, 1-1 qua al Mannucci) ma ci sarà ancora molto da lavorare.

95' termina qui la partita

90' 5 minuti di recupero

88' Gemignani A. ammonito per carica su Moschin, che rimane in terra. Dopo i soccorsi il gioco riprende

85' D'Ambrosio riporta il match in parita!! Punizione di Gentile, Citti non trattiene e D'Ambrosio è il più lesto di tutti!!

79' Calcagni porta in vantaggio i suoi su assist di Bonaventura

77' Disanto rileva Calò, poi Masullo rimpiazza Iapichino

73' Polvani lancia Cais e ennesima distrazione della retroguardia. L'ex Carrarese va sul fondo e il suo tiro cross termina sopra la traversa

71' dentro Polvani, fuori Videtta. Applausi per Polvani che rientra dopo sette mesi causa infortunio

70' fuori Mendicino, dentro Ventre

69' provvidenziale Bordi che in scivolata evita un gol già fatto togliendo il pallone a Calò

63' rientra in campo Guerri, uscito per accertamenti sanitari

61' giallo per Videtta che interrompe un'azione di contropiede senese con un duro fallo su Guerri

58' rischia tantissimo Marotta, che già ammonito arriva a gamba tesa su un avversario. Zanonato fischia ma non prende nessun provvedimento

51' Bordi è il primo cambio di Colella. Fuori Grillo, con D'Ambrosio che sale alto in fascia

48' errore di D'Ambrosio, Cais fa torre per Bonaventura che si invola verso l'area. Moschin riesce a deviare e bloccare in due tempi, ma è un'altra occasione sprecata per i padroni di casa

E' ricominciato il secondo tempo. Nessun cambio da entrambe le squadre

Brutto primo tempo per la Robur Siena, che non tira mai in porta (unica conclusione al 32’ con Castiglia) e soffre i tagli di Cais, che sciupa clamorosamente nel finale di primo tempo, e Bonaventura. Lo schema del Pontedera è semplice quanto efficace: lanci lunghi di Della Latta o Daniel Gemignani per i tre giocatori offensivi. Quello del Siena è difficile da capire. La speranza è che venga fuori nella ripresa.

45' termina qui il primo tempo

43' Calò tira in bocca a Moschin

42' Ghinassi duro su Cais, ammonito

39' occasione colossale per il Pontedera, Della Latta scucchiaia per Cais, che spara una cannonata con Moschin in uscita, palla miracolosamente alto

32' primo tiro della Robur, lo firma Castiglia con una conclusione dai trenta metri, palla fuori

30' D'ambrosio crossa dalla destra, Marotta salta più in alto di tutti ma il suo stacco è falloso

20' Daniel Gemignani dal corner, Vettori al volo di sinistro, palla di poco alta

19' Cais ancora in profondità, Panariello è attento e chiude

15' Vettori lancia Cais, l'attaccante raggiunge il fondo ma il pallone è bloccato da Moschin

11' Cais colpito involontariamente da Panariello, l'arbitro lascia correre

10' accorgimenti tattici: Guerri fa il play con Castiglia a sinistra e Gentile a destra. Nel Pontedera Calcagni è l'esterno destro e Gemignani sinistro

7' ammonito Marotta per simulazione

2' prima iniziativa del Pontedera con Bonaventura, che conclude malamente col sinistro in piena area

Si parte! E' cominciato il campionato della Robur!!

Scendono in campo le squadre. Robur in maglia bianca con scritte, numeri e colletti neri. Pontedera in completo amaranto e scritte e numeri bianchi. 

L'ultimo precedente a Pontedera terminò 2-2, con i padroni di casa che raggiunsero il pari in pieno recupero con due uomini in più (espulsi Boron e Burrai). Il Siena lo scorso anno ha giocato altre due volte sul sintetico del Mannucci, entrambe col Tuttocuoio. La prima, in precampionato, la vinse la Robur con gol di Piredda. La seconda finì 3-0 per gli uomini di Fiasconi.

Porta bene l'arbitro Zanonato. Due precedenti e due vittorie, ad Ancona negli ottavi di Coppa Italia e a L'Aquila, entrambe lo scorso anno.

Tutto pronto per l'ingresso in campo. Ricordiamo che verrà presentato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del terremoto che ha colpito il centro Italia.

Senza sorprese il primo undici della stagione. Dietro c'è D'Ambrosio a sopperire la squalifica di Stankevicius, con il debutto nei pro di Grillo sulla fascia destra. A sinistra Iapichino, in mediana il terzetto Castiglia-Gentile-Guerri visto l'affaticamento di Doninelli (out anche l'ultimo arrivo Bunino). Marotta e Mendicino in avanti.

Nel Pontedera non ci sono Curti (infortunato) e Zappa, Bargiggia e Santini (squalificati). A guidare la difesa capitan Vettori, con Gemignani A. e Calcagni sulle fasce e Cais in avanti per non far rimpiangere Scappini. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol

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Anna Durio, insieme al figlio Federico Trani presenti al Mannucci di Pontedera per assistere al debutto della Robur nella nuova Lega Pro. Sono arrivati un'oretta prima del fischio di inizio. Trani prima ddella gara si è intratteuto in campo con Vaira e Dolci. Presente anche il capo area marketing Vincenzo Federico. Fonte: Fol
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La redazione del Fedelissimo online stasera sarà presente a Pontedera per fornire ai nostri lettori il live della gara, le interviste dagli spogliatoi e la fotogallery

Fonte. Fol

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Giocata ieri
Renate - Olbia 2-1
Reti: 29' Di Gennaro (R), 43' Capello (O), 75' Napoli (R) su rigore.


Arezzo - Como Ore 16.30
Giana Eerminio - Carrarese Ore 16.30
Livorno - Racing Roma Ore 18.30
Lucchese - Piacenza Ore 18.30
Lupa Roma - Pistoiese Ore 16.30 –(Stadio “Olindo Galli”, Tivoli)
Pontedera - Robur Siena Ore 18.30
Prato - Tuttocuoio Ore 18.30
Pro Piacenza - Alessandria Ore 18.30
Viterbese - Cremonese Ore 16.30

Fonte: Fol

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Pontedera (3-4-1-2): Citti; Risaliti, Vttori, Videtta; Gemignani A., Gemignani D., Della Latta, Calcagni; Bonaventura, Calò; Cais. 
Allenatore Indiani. 

Siena (3-5-2): Moschin; D’Ambrosio, Ghinassi, Panariello; Grillo, Guerri, Gentile, Castiglia, Iapichino; Marotta, Mendicino.
Alllenatore Colella. 

Arbitro: Zanonato di Vicenza. (Lombardo e Zingrillo).

Stadio E. Mannucci di Pondedera. Inizio ore 18.30.

Fonte: Fol

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Doveva essere l'inizio di una nuova storia, sara l'ennesimo inizio con tante incertezze. Il pallone che rotola su un campo verde (sebbene sintetico) doveva infatti oggi far iniziare una stagione di un'era piu tranquilla, con i tifosi che avrebbero dovuto pensare solo al calcio giocato e non a questioni burocratiche-societarie. E invece non sarà cosi. Tuttavia c'e comunque una partita da svolgere, uncampo su cui scendere e su cui lottare per i primi tre punti della stagione.

Almeno per quei novanta minuti va tutto dimenticato. Colella ha preparato con attenzione la sfida di questa sera, non solo facendo lavorare la squadra sul sintetico di Uopini per abituarla al campo di oggi pomeriggio. Scontato l'utilizzo del 3-5-2 provato a lungo per tutto il precampionato:vista anche la situazione, con la squadra che ha iniziato in ritardo, inutile cambiare. Fuori causa Stankevicius per una vecchia squalifica, fuori anche Doninelli e Bunino per problemi muscolari (affaticamento), tutto il resto del gruppo e a disposizione. Colella tiene celata la formazione, quindi potrebbero esserci novita dell'ultima ora, ma si riparte da Moschin in porta e Ghinassi al centro della difesa con D'Ambrosio e Panariello ai lati. In mezzo Gentile condurrà le operazioni, con Guerri e Castiglia a fare da "mastini" ai suoi fianchi. Sulle fasce Grillo dovrebbe andare a destra e Iapichino a sinistra. Infine Mendicino e Marotta comporranno la coppia d'attacco. Per novanta minuti si penserà al pallone, poi ci si rivolgerà ancora verso gli uffici. (Alessandro Lorenzini)

Fonte: Il Corriere di Siena

 

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La comunicazione è arrivata direttamente dalla Spagna: Marius Stankevicius, espulso per doppia ammonizione nella sua ultima partita con il Cordoba, sarà costretto a saltare Pontedera-Siena per squalifica. «Mi dispiace» ha detto il lituano alla fine della rifinitura di ieri mattina, allargando le braccia. Anche gli ultimi arrivati Bunino e Doninelli non pesteranno l’erba del Mannucci, questo pomeriggio alle 18,30: un affaticamento muscolare li ha costretti ai box. Sono quindi ventidue i convocati di mister Colella per il match: assenti nell’elenco anche Dinelli e Guglielmi, ormai davvero prossimi ai saluti. Ci sono invece De Feo e Masullo, anche loro messi nella lista dei partenti dalla società (la sessione estiva del mercato chiuderà alle 23 di mercoledì). Questa la situazione e con qualche dubbio che scioglierà solo all’ultimo tuffo, mister Colella darà spazio al 3-5-2: Simone Moschin è pronto a difendere la porta bianconera, Ghinassi a guidare la retroguardia; ai suoi lati potrebbero agire D’Ambrosio e Panariello, anche se non è escluso l’impiego di Bordi, ‘provato’ a Cesena, in una formazione che a questo punto sembra poter essere per molti undicesimi quella titolare di oggi. Considerata anche l’assenza forzata di Doninelli a dirigere l’orchestra Federico Gentile, Guerri e Castiglia le mezzali. Sulla fascia destra potrebbe trovare gloria Grillo, alla prima da professionista, dall’altra parte Iapichino. Davanti, infine, spazio all’esperto tandem Marotta-Mendicino. In campo, quindi, da una parte la ‘strafottenza’ del giovane Pescara, dall’altra l’esperienza della Robur, seppur in ritardo di condizione: «Esaltare i propri pregi per mettere in difficoltà gli avversari nei difetti» il comando di mister Colella che in campo, il comando, lo ha affidato a Ettore Mendicino e alla sua voglia di rifarsi con la maglia bianconera. (Angela Gorellini)


Fonte: La Nazione

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Lo sport è sempre stato un emblema per Siena. Una ventina di anni fa Robur e Mens Sana erano più o meno al livello di oggi e lottavano per un posto al sole nelle serie minori. Poi è arrivato il nuovo secolo è fu deciso che lo sport diventasse il «circenses» di una città dove si doveva pensare ad altro, fuorché a ciò che accadeva. Una prodigiosa e munifica iniezione di danaro fece sì che la squadra di calcio si ritrovasse proiettata nel giro di un paio d’anni nella massima serie e quella di pallacanestro addirittura a disputare competizioni europee.

Passata la sbornia, lo sport è tornato da dove era partito. E del decennio d’oro è stato sradicato quasi tutto, persino quel buono che si poteva forse salvare (come il titolo della Mens Sana a disputare l’Euroleague o la serie B conservata coi denti dai giocatori del Siena). 
Nel riportare tutto a zero, però, ci si è dimenticati dei tifosi. Di quelli che tutte le domeniche vanno allo stadio o al palazzetto. Costretti ad umiliazioni inaudite – come quella di ricomprarsi gli scudetti vinti sul campo dalla squadra del cuore – di loro oggi colpisce il candore e l’attaccamento con cui stanno cercando da una parte di salvare la Mens Sana e dall’altra di porre fine alla telenovela della Robur. 
Della intricata trattativa per far passare la squadra di calcio dalle mani di Antonio Ponte a quelle di Anna Durio, tuttavia, nessuno capisce il perché non sia ancora arrivata a una fine. Non ce l’abbiamo né con l’uno né con l’altro, o men che mai con Pietro Mele; tutti abilissimi a far valere i propri interessi e a tutelare i propri investimenti. Però ci sembra di assistere a una partita dove il primo interesse dei giocatori – vale a dire la Robur – sia in verità l’ultimo.
E perché si è arrivato a tanto non è poi così difficile da difficile: non è colpa né dei presunti «poteri forti» né della sempre attuale «sfiga cosmica»; è semplicemente colpa di una città che si è impaurita e terrorizzata al punto da non trovare la forza e le risorse per prendersi cura di quel che più caro possiede. Lo sport, dunque, torna così ad essere di nuovo un emblema della città: dalla grandezza a tutti i costi, all’impossibilità di andare avanti. Ma sempre sulla pelle di chi prima dei soldi e degli interessi ci mette l’amore e la passione. (Franesco Meucci)

Fonte: La Nazione

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«Noi non saremo mai tifosi di una società che vedrà presidente Pietro Mele».
Niente mezzi termini, i tifosi bianconeri si oppongono con fermezza al nuovo possibile cambio al vertice della Robur. Non tutti, ci mancherebbe altro, ma in tanti sicuramente. Una «sommossa» che a Siena non si era forse mai vista, alimentata dalla comunicazione rapida dei social e figlia di troppe umiliazioni subite. 

Una sommossa che ha spinto lo stesso Pietro Mele a intervenire ieri sull’argomento con una nota stampa.
«Non mi spiego il motivo di un giudizio così negativo e anticipato, espresso nei miei confronti nell’immediatezza di un mio atto legittimo che avevo comunicato di voler valutare». Queste le parole dell’ingegnere, alle quali si contrappongono quelle dei tifosi il cui obiettivo è uno solo «ostacolare nella maniera più assoluta che la società, frutto della loro passione, passi nelle mani di questa persona dalla credibilità alquanto compromessa». Parole che fanno il paio con tante domande alle quali non riescono a dare risposta: «Perché Mele non è intervenuto quando la Robur, nel gennaio scorso, avrebbe rischiato rischiava il fallimento senza l’aiuto della signora Durio? Perché non ha presentato la prelazione prima ma ha aspettato l’ultimo minuto? E soprattutto: di chi sono i soldi?». 

Di sicuro, l’annuncio di Mele è stato un colpo a sorpresa, difficilmente pronosticabile vista l’entità dei soldi in ballo. E la reazione della piazza è stata più forte: uno degli inviti dei Fedelissimi, dei club e dei tifosi singoli che si sono riuniti venerdì notte, è stato quello di non sottoscrivere l’abbonamento fino a quando non si sarà chiarita la situazione. 
Accompagnata dalla richieste ad Anna Durio di «iscrivere una nuova società a un campionato minore» e al sindaco Valentini «di non concedere lo stadio di proprietà comunale». 

Una nuova estate senza pace, insomma, per la Siena bianconera; e pensare che solo qualche ora fa Pisa, con i tifosi in guerra con la famiglia Petroni, la prima di campionato rimandata, sembrava lontanissima. No, anche sulle lastre è tornato il caos: ma stasera i ragazzi di Colella giocheranno e in centocinquanta saranno a incitare la Robur, una fede che rimane sempre e comunque. (Angela Gorellini)

Fonte: La Nazione

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Non c'è per il Siena, la cui storia sembra scritta dalla mano di un autore beffardo. Ancora una volta, improvvisamente, da un’ora all’altra la Robur è ripiombata nel caos: proprio quando tutto sembrava aver preso il suo corso e la totale attenzione era rivolta al campo ecco il colpo di scena, l’annuncio di Pietro Mele: «Ho comunicato formalmente l’intenzione di avvalermi del diritto di prelazione». 

Un annuncio di difficile previsione, vista l’imminente scadenza e, soprattutto, l’entità della cifra da mettere sul piatto – in primis i due milioni da restituire entro pochi giorni alla Durio – e una stagione tutta da programmare e da sostenere economicamente. Un annuncio che quindi ha colto di sorpresa molti. Di sicuro la Durio: non è passato neanche un mese (era venerdì 22 luglio) dai festeggiamenti in Piazza dopo l’accordo, soffertissimo, con Ponte per il passaggio delle consegne e ora si ritrova in silenzio e punto e a capo nonostante il lavoro portato avanti in questo mese. 
Non è facile capire quali saranno i prossimi passi dell’ingegnere. Di teorie ce ne sono diverse: c’è chi dice sia un tentativo estremo di riprendere quanto sostiene aver dato alla Robur o chi crede che dietro di lui ci sia qualche imprenditore dal conto in banca solido. È stato lo stesso Mele a dichiarare che «nel viaggio non sarà da solo, ma avro al mio fianco soggetti non senesi», seppur smentendo «decisamente che nel progetto figuri un noto dirigente sportivo nazionale». Altro nome su cui si erano concentrati i rumors era Salvatore Caiata che ha subito smentito il coivolgimento con un post su Fb. E c’è chi ipotizza che dietro alla manovra ci sia adirittura Ponte.
Fatto sta che ieri con un altro comunicato Mele ha lanciato dei messaggi. «La Promittente Acquirente ha agito con grande energia – ha scritto – ma evidentemente è stata mal consigliata fin dall’inizio e che, senza motivo, ha negato a me e a tutti i soci di minoranza la possibilità di impostare un rapporto di sinergia. Ebbe a dichiarare: ‘Mele ha diritto di prendersi il tempo che occorre’. Quindi devo attendermi una sua serena accettazione ora che ho esercitato il diritto di prelazione».
Parole che sottolineano i rapporti tesi con la Durio e il suo entourage. «Ho il più ampio rispetto verso l’amministrazione. Non credo che possa sostenere che mancano elementi di conoscenza sulla mia persona, né che io non mi sia adoperato per incontrarla e per chiederle di contribuire al rispetto della legalità e alla tutela dei diritti dei soci senesi» ha poi aggiunto, parlando anche del più immediato futuro. 
«Nella veste di semplice socio di Robur Siena, ho formulato i miei auguri e il mio incoraggiamento al signor Colella e al signor Dolci, nonostante la Promittente Acquirente abbia negato la possibilità di fornirmi ufficialmente i loro numeri». (Angela Gorellini)

Fonte: La Nazione

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Poche ore ancora e la Robur scenderà sul terreno di Pontedera per iniziare la stagione 2016-17.  Ciò che è successo nelle ultime ore ha fatto saltare tutti gli equilibri societari faticosamente raggiunti e ancora in via di perfezionamento, gettando nello sconforto i tifosi bianconeri. Il Siena da troppo tempo non conosce pace e le piacevoli discussioni di calcio hanno lasciato spazio a intrigate e spesso inesatte disquisizioni giuridiche. Molto spesso si ragiona su supposizioni su cui si creano le nostre verità, ognuno la propria, che puntualmente si rivelano del tutto campate in aria.

Oggi come oggi c’è una sola certezza: domani la Robur scenderà in campo  e sarà chiamata a rappresentare un’intera città, la sua passione, la sua voglia di non arrendersi mai.

Noi dovremo essere al suo fianco, fargli sentire il nostro sostegno, la nostra vicinanza, il nostro affetto, ritrovare l’antico spirito che ci ha connotato per tanti anni, quell’amore capace di spingere i nostri verso la vittoria e di irretire l’avversario di turno.

Ho sempre scritto e detto che essere tifosi della Robur è molto difficile e che richiede una enorme dose di pazienza e uno smisurato amore, tutte caratteristiche che sono nel DNA della stragrande maggioranza dei tifosi del Siena.

Questo è il momento di tirare fuori l’orgoglio, di dimenticare per qualche ora tutto ciò che non riguarda il calcio giocato e spingere chi ci rappresenterà sul campo a dare il massimo e soprattutto non sentirsi solo.

Un sincero augurio a mister Colella e al suo staff, un gigantesco “Forza ragazzi” a tutta la squadra che, al di là del risultato, sono certo non ci deluderà.(Nicola Natili)

Fonte: FOL

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Domani la Robur, nell'esordio a Pontedera, scenderà in campo con la terza maglia preparata per la stagione in corso, una maglia bianca con numeri e nome in nero.

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Sono 114 i biglietti venduti in prevendita per il settore ospiti dello stadio E. Mannucci di Pontedera. La società granata informa che la biglietteria del settore ospiti sarà aperta dalle ore 16.30 per i soli tifosi residenti in provincia di Siena muniti della tessera del tifoso.
Il Siena Club Fedelissimi ha ancora dei posti liberi nel pulman che parte alle ore 16 dal posteggio di San prospero.

Fonte: Fol

 

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Nell'unica partita del girone A giocata oggi il Renate ha battuto l'Olbia, allenata da Michele Mignani, per 2-1. Queste le reti: 29' Di Gennaro (R), 43' Capello (O), 75' Napoli (R) su rigore.

Fonte: Fol

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Leggendo il comunicato nr.2 di Pietro Mele, che dimostra di non avere ancora capito cos’è un club di tifosi e ancor meno il Siena Club Fedelissimi, mi vedo costretto ad intervenire. È vero che io sono il presidente dei Fedelissimi, ma è altrettanto vero che sono anche Lorenzo Mulinacci, privato cittadino, con tutti i diritti di esprimere il proprio parere e le proprie idee. In qualche situazione mi sono fatto prendere la mano dalla mia immensa passione per la Robur e sono andato sopra le righe, ma l’ho fatto attraverso il mio profilo personale su Facebook, non certo su questo sito. Tra me e Pietro Mele c’è stato uno scambio di corrispondenza iniziato con una sua mail in cui mi chiedeva le scuse per quanto da me scritto su FB,  minacciando una querela. Ho risposto alla prima email, mi sono scusato per certi termini usati, ma ho ribadito che i concetti da me espressi in modo sguaiato rimanevano tali e quali.

Nel comunicato nr.2 di oggi, dichiara di non capire i motivi della presa di posizione forte e decisa che tanti tifosi, compreso il Siena Club Fedelissimi, hanno preso nei suoi confronti.

Il comunicato diramato ieri sera è chiarissimo e riporta i nomi di gruppi o singoli tifosi che hanno stilato lo stesso, non è firmato dal sottoscritto, ma dal club che ho l’onore di rappresentare. Il mio pensiero personale l’ho affidato questa mattina ancora una volta a Facebook.

Per chiarezza e trasparenza pubblico di seguito tutta la corrispondenza intercorsa tra me e Pietro Mele.


LETTERA n° 1 di Pietro Mele

Caro Lorenzo,
da 2-3 settimane mi viene riferito di posizioni assunte da parte tua (con l'indotto che ne consegue...) estremamente diffamatorie.

Io, invece, non ho mai preso posizione nei vari blog, né ho mai risposto ai vari interventi sulla stampa o in t,v per due motivi: in primis perché ho avuto problemi di altro tipo e gravità, in secondo luogo perché "scendere nell'arena" da parte mia avrebbe significato cadere esattamente nella trappola tesa da chi ha architettato tutto questo: penso sinceramente che il clima pesante che da tempo si respira a Siena (in merito a questa vicenda, forse connessa con altre...) non appartenga alla cultura di questa città..…

La mia porta è sempre stata aperta a chi mi ha chiesto spiegazioni...e sarà sempre aperta a chi le chiederà. 

E per questo ti aspetto; come aspetto altrimenti, o comunque successivamente, le tue personali scuse pubbliche al pari di quelle di chi, senza sapere e  senza conoscermi, mi ha offeso.

Sentirsi offeso fa parte della dignità di una persona e questa non può essere calpestata.

Tergiversare su tale formalizzazione equivale a far scorrere del tempo assumendosene la responsabilità; non procedere in tal senso  spingerebbe in altre direzioni.

Sono sicuro che ci siamo capiti e sono fiducioso che, fatto questo tuo passo, con l'evidenza della verità e il ritorno alla ragionevolezza, avremo occasione di dimenticare i fatti, condividendo serenamente  finalità e sforzi futuri.

Pietro Mele

P.S. A tua discrezione se pubblicare o meno la presente nel Fedelissimo on line.

 

Risposta di Lorenzo Mulinacci

Ciao Pietro,
innanzi tutto mi dispiace per i tuoi problemi personali di cui non ero a conoscenza.
Nei giorni concitati del passaggio di proprietà, in cui ho veramente creduto che potessimo di nuovo fallire, come tifoso mi sono trovato da solo a “combattere” la battaglia che ritenevo, e ritengo, giusta che chi ha la Robur come ragione di vita doveva fare per garantire un futuro alla società che ama.

Rileggendomi, a mente fredda, mi rendo conto che in alcune occasioni ho usato dei termini forti di cui non ho nessun problema a chiederti scusa.

Il concetto del mio ragionamento però rimane e mi sarebbe piaciuto anche confrontarmi con te anche pubblicamente sulle varie problematiche di questo estenuante passaggio di proprietà, che ancora è ben lontano da chiudersi.

Cosi come sarebbe stato utile a fare chiarezza un confronto pubblico su radio e TV con Anna Durio oppure Alessandra Amato.

Mi dispiace, perché non corrisponde a verità, che prima il Panti e ora te possiate legare il mio comportamento come al servizio della nuova proprietà.

Sai benissimo che un anno fa io presi posizione forte a favore della società attirandomi le ire di gran parte della tifoseria e sono stato l'ultimo a mollare” Ponte, e anche te, quando ho capito che non esisteva alternativa alla Durio, ma soprattutto non ho ancora capito perché ostacolare con tutti i mezzi il suo arrivo.

Chi pensa che io, oppure i Fedelissimi, possano essere al servizio di qualcuno ed agire di conseguenza evidentemente non ci conosce.

Comunque disponibile per parlarne a quattro occhi quando vuoi con la speranza, anche mia, di recuperare un rapporto di civile convivenza.

Fammi sapere dove e quando.

Saluti

Lorenzo Mulinacci

 

MAIL n° 2 di Pietro Mele

Caro Lorenzo, 
innanzitutto grazie della tua mail; riscoprire un'amicizia è un valore più grande che trovarne una nuova....ho anche capito, e sono sincero, che le tue parole non facessero parte della tua natura ma della smisurata passione, che come tutte le emozioni forti a volte può far andare fuori dalle righe. Apprezzo la tua mail scritta, lo sento, con cuore sincero.

Grazie. Ne avevo bisogno.

LETTERA Allegata n° 2 di Pietro Mele

Giuro su ciò che ho più caro che quando mi sono buttato in quest'avventura l'ho fatto inizialmente per Siena prima ancora che per la Robur: la mia illusione era prendermi cura di un pezzetto di questa città da far rinascere... poi ho scoperto il mondo Robur... mi sono appassionato.... ho messo soldi come si fa in Contrada... ho scoperto la sporcizia del passato e la sporcizia della città....

Ho visto che Ponte non era ciò che pensavo, ma l'ho aiutato perché comunque  mi sentivo responsabile e perché si era sacrificato (anche da lui sono stato tradito)... ero arrivato al 26%, una public company che avrebbe controllato i budget per sempre.

Ero arrivato a -25% dalla meta quando Ponte dice che non metterà più un euro.... mi viene occultata la trattativa, mentre facevo proposta alternative... in parte storie che sai e che riprenderemo quando vuoi.

Ti racconterò delle umiliazioni subìte da Amato, Durio, Ponte, Sallustio... dei crediti del lavoro perso, delle spese legali....

Né Robur né alcun imprenditore voleva investire sulla Legge 147, l'ho fatto con la mia società, non ho chiesto soldi, ho proposto accordi scritti da un notaio pur di non perdere il risultato raggiunto ma per mesi non sono stato ricevuto...

Potevo fare azioni legali ma il Siena non si sarebbe iscritto....

Sono stato cacciato dal Cda per mancanza di affetto verso la società quando ho finanziamenti da riscuotere per 530 mila euro, fidejussione non liberata per 350 mila, lavori svolti (senza lucro ma spese anticipate) per circa 40 mila regolarmente a bilancio, crediti personali, in parte a bilancio, per qualche decina di migliaia di euro... non ho fatto per ora azioni legali.

Per quanto riguarda le quote sociali, la differenza  tra costi di acquisto e proventi da cessioni dà la somma versata nelle casse della Robur, cioè  circa 80 mila euro, sinceramente un po’ di più della più lauta sottoscrizione di un palio vinto e, avendo l’1,21%, la valorizzazione pagata è circa tripla di quella della Durio. 

Ho lavorato gratuitamente in Robur; da solo ho prodotto circa il 20% delle entrate-marketing, che fino al 2014 veniva “affittato” (!!!), combattendo il congenito fenomeno delle “stecche”. Gli sky box, di cui qualcuno si è riempito tanto la bocca sono costati 3 mila euro, recuperando quasi tutto a cambio merce e vendite.

E poi c’era da interfacciarsi con assessori che proponevano terreni da ricollocare per far risparmiare Imu ad altri enti (e successivamente mungitori di nuove mucchine per vendere aree di società sportive da risanare a cui appartenevano!!)

In più avrei da avere l'investimento sulla L.147 che sarebbe a carico della Società proponente e non di Robur, ma che i contendenti hanno fatto emergere per tirare il prezzo di acquisto-cessione come la trippa a proprio vantaggio.

Su di me solo il fiele di una canizza scatenata da una disinformazione mirata, sicuramente da parte tua in buona fede, ma non da parte di tutti: dal più umile tifoso fino a presidenti con collari di prestigiose appartenenze. 

Credo che sia legittimo salvaguardare la propria immagine, i propri crediti, il lavoro di persone e il reddito di famiglie che dipendono indirettamente da me. Ma non ho polemizzato perché ciò sarebbe stato di ostacolo ad un  futuro accettabile o migliore.

Ad oggi non ho elementi contabili che mi spettano per essere garante delle operazioni svolte e ciò a tutela dei tifosi e dell'istituzione e per interessarmi, appunto, di "futuro migliore".

Le deleghe riguardano cedente e acquirente (di cespiti non proprio "propri": Robur come la fontana di Trevi di Totò?) e non riguardano me. Si organizzino tra loro.

Io non voglio che la rinuncia a un diritto sia castrante per legittime illusioni, la cosa non penalizza niente, ma la comunicazione deviante è solo strumentale per interessi personali. Sia chiaro che la legge non mi dà obblighi, ma solo diritti.

Non cederò a ricatti, non ho paura, né deve averla chi agisce con intelligenza e si comporta con correttezza.

Non subisco condizionamenti da un "sistema" politico di bassa lega, tenuto ormai in piedi solo da un'ingiustificata paura di un  potere che non esiste più, né che deve esistere in uno stato democratico.

Proseguire sulla mia strada intrapresa, certo non di ostacolo alla "futura" (se lo sarà, ma  non attuale) proprietà, è da me ritenuto giusto anche alla luce degli ultimi elementi di pressione ricevuti, indegni e minacciosi: ritengo che Siena abbia  bisogno di requisiti morali diversi da quelli finora dimostrati, i quali sono indispensabili per ogni attività della vita civile,  non solo nello sport.

Stiamo uniti e non lasciamoci dividere.

Lasciami 2 giorni e poi chiamami quando vuoi... ci incontreremo e non si tratterà di racconti ma di documenti a sostegno degli stessi.

Con stima ed amicizia anche e soprattutto verso l'istituzione che rappresenti.

Pietro Mele

 

Tutto perchè io non ho nulla da nascondere.

Lorenzo Mulinacci

Elettronorge
 
Tosoni Auto

Nell’imminenza del campionato pensavo fosse lecito parlare di calcio. Pensavo che le tiritere legali e burocratiche fossero concluse. Pensavo, scioccamente, che la caduta, anche di stile, fosse completata e che, ovviamente, fosse ricominciata, seppur lenta e complessa, la risalita.

Invece no!

Risiamo a discettare di diritti usurpati e di diritti negati, torniamo a sfogliare il Codice Civile, a fare ricerche di dottrina e di giurisprudenza per sapere se il Siena, o Robur che sia, potrà vincere il campionato ovvero partecipare agli spareggi ovvero retrocedere.

Una volta, quando le cose sembravano facili, si leggeva il calendario, si sacramentava perché le partite difficile erano, come i grani del rosario, una dietro all’altra alla fine del campionato, ovvero si discuteva della rosa dei giocatori a disposizione del Mister di turno, riflettendo se c’era coerenza con la tattica di gioco praticata. Si argomentava e si litigava sui vari forum o più rusticamente nei bar di periferia o nelle Soc. di Contrada, facendo sbuffare chi riteneva la discussione di calcio impropria se non una vera onta alla sacralità del luogo.

Ora, invece, il presunto Mister di turno non se lo fila più nessuno, l’attenzione la prende il tifoso che sembra avere una qualche familiarità con le pandette.

Io,ve lo confesso, mi sono stancato, potrei dire anche in altro modo, ma non sarebbe elegante.

Ne ho fin sopra i capelli, che ho perso da tempo, di tutti i personaggi di questa pessima “pochade”.

Per cortesia, mi volete dire cosa avete intenzione di fare, quale progetto, per usare un termine “pallonaro”, state elaborando, quali sono gli obiettivi, come si intendono raggiungerli, con quali mezzi e quali uomini e, per concludere, in quali tempi.

Sono esigente? Non credo proprio, ho messo solo i famosi cinque interrogativi cui un qualsiasi progetto, anche il più asfittico, deve rispondere. Diversamente non si vince neanche la Provaccia.

Per ora, leggendo gli ultimi editti, che vi devo dire?

Mi auguro, come si usa dire in queste situazioni, che i “ragazzi” siano impermeabili e l’allenatore bravo ad isolarli.

E’ dal novembre scorso che diciamo queste strullate, a cui non crede più nessuno!

Un rituale FORZA SIENA ed uno spontaneo “te lo vai…..”

Andrea Sordi


 

Elettronorge
 
Tosoni Auto

Oggi, dopo la comunicazione relativa all’esercizio della prelazione avvenuta ieri, ma per ora nella veste di semplice socio di Robur Siena e stante l’imminente inizio del campionato, ho formulato i miei auguri e il mio incoraggiamento al signor Coltella, allenatore della squadra e al signor Dolci, direttore sportivo, nonostante che la Promittente Acquirente abbia negato la possibilità di fornirmi ufficialmente i loro numeri di telefono

Ho specificato loro che nulla deve cambiare riguardo l’impegno verso la Robur, stante il fatto che esiste una società che ha professionalità in ogni ruolo dell’organigramma, è autonoma nel proprio funzionamento e nella quale fra qualche tempo cambieranno solo le componenti proprietarie che sapranno apprezzare la dedizione e l’impegno dove espressi e senza pregiudicare la continuità aziendale e tecnico-sportiva.

Mi trovo costretto a smentire decisamente che nel progetto che intendo imbastire figuri un noto dirigente sportivo nazionale con il quale mi sarebbero state attribuite cene in piazza del Campo e quant’altro. Semplicemente non lo conosco. Tuttavia, vedo in questo sparlare e in tale diffusione di menzogne la continuazione di un disegno artefatto e di delegittimazione contro il quale mi tutelerò in ogni sede.

Ho apprezzato molto le scuse personali ricevute per iscritto dal Presidente del club Siena Fedelissimi alcuni giorni fa a cui ho ritenuto non dare pubblicizzazione.

Pertanto ritengo inspiegabile quello che mi viene riferito in merito a una posizione negativa espressa dal club Siena Fedelissimi e da altre componenti della tifoseria bianconera. Non mi spiego soprattutto il motivo di un giudizio così negativo e anticipato, espresso nei miei confronti nell’immediatezza di un mio atto legittimo che avevo comunicato di voler valutare.

Con molte di queste persone appassionate di sport e di senesità ho ricordi di vita cittadina condivisa e piacevole. Se riterranno di darmi il tempo di realizzare il mio insediamento, posso dire loro che sono pronto ad affrontare con la società cittadina i molti temi che riguardano lo sviluppo di una città e della sua società sportiva più rappresentativa con chiarezza e sincerità.

Nulla infine voglio aggiungere nel momento sulla Promittente Acquirente che ha agito con grande energia, ma che evidentemente è stata mal consigliata fin dall’inizio e che, senza motivo, ha negato a me e a tutti i soci di minoranza la possibilità di impostare un rapporto di sinergia a favore della Robur. Ho letto in un servizio delle cronache locali che ebbe a dichiarare: “Mele ha diritto di prendersi il tempo che occorre, vedremo cosa accadrà”. Quindi devo attendermi una sua serena accettazione ora che ho esercitato il diritto di prelazione.

Ultima precisazione. Ho il più ampio rispetto verso l’Amministrazione. Non credo che la medesima possa sostenere che gli mancano elementi di conoscenza sulla mia persona, né che io non mi sia adoperato più volte per incontrarla e per chiederle di contribuire al rispetto della legalità e alla tutela dei diritti dei soci senesi di minoranza.

Pietro Mele 

Banca Cras
 
Tosoni Auto

Sono ventidue i convocati dal tecnico del Pontedera Paolo Indiani in occasione della gara inaugurale del campionato con il Siena.

Portieri: Citti, Giacomel,
Difensori: Borri, Risaliti, Videtta, Vettori, Polvani,
Centrocampisti: Barca, Gemignani A., Della Latta, Gemignani D., Bonaventura, Corsinelli, Chella, Calò, Calcagni, Massa,
Attaccanti. Cais, Disanto, Udoh, Becuzzi, Manetti.


Fonte: Fol

Mages
 
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L’allenatore Giovanni Colella ha reso noto la lista dei 22 convocati in vista della partita di domani con il Pontedera. Assenti per squalifica Stankevicius e per affaticamento muscolare Doninelli e Bunino.

Portieri: Biagiotti, Ivanov, Moschin.
Difensori: Bordi, D’Ambrosio, Ghinassi, Lucarini, Masullo, Panariello, Romagnoli, Rondanini.
Centrocampisti: Castiglia, Gentile, Grillo, Guerri, Iapichino, Saric.
Attaccanti: De Feo, Firenze, Marotta, Mendicino, Ventre.

Fonte: Fol

Pronto Pizza
 
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