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NEWS

Meno di un anno fa erano state ripescate (pagando 250 mila euro) in Lega Pro Forlì, Lupa Roma, Melfi, Racing Roma, Taranto, Vibonese Reggina, Olbia, Albinoleffe e Fondi.

Di queste due sono addirittura approdate ai play off (Albinoleffe e Fondi), due si sono salvate  Reggina e Olbia) e ben sei sono retrocesse (Forlì, Lupa Roma, Melfi, Racing Roma, Taranto e Vibonese).

Evidentemente i 250mila euro versati a fondo perduto hanno pesato nella costruzione delle rose compromettendo il loro camponato.

Fonte: Fol

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Questi i dati relativi alle presenze degli spettatori nelle sei partite di ritorno che si sono disputatre ieri e che hanno visto la retrocessione in serie D di Vibonese, Forlì, Lumezzane, Melfi, Tuttocuoio e Lupa Roma. Le foto si riferiscono alla  partita con più pubblico è stata il derby calabrese Vibonese-Catanzaro

Vibonese-Catanzaro 2.510
Fano-Forlì 2.498
Teramo-Lumezzane 2.248
Akragas-Melfi 1.984
Prato-Tuttocuoio 1.082
Carrarese-Lupa Roma 1.052

Fonte: Fol

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Vittoria per 4-1 della Robur Siena sul Saurorispescia nella partita di apertura del 31° torneo di calcio di Campagnatico, 27ª edizione del Trofeo Trovò riservato alla categoria Giovanissimi.
I bianconeri sono andati in vantaggio con Discepoli poi raggiunti dai grossetani con Bognomini. Nella ripresa i ragazzi di radice hanno calato il poker con le reti di Abbate e Mignani. Il Siena accede alle semifinali che si giocherannom venerdì 2 giugno.


Fonte: Fol

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Questo l'elenco completo delle nove squadre retrocesse dalla Lega Pro alla Serie D.

Girone A
Tuttocuoio
Lupa Roma
Racing Club Roma (retrocessa come ultima classificata)

Girone B
Forlì
Lumezzane
​Ancona (retrocessa come ultima classificata)

Girone C
Vibonese
Melfi
Taranto (retrocessa come ultima classificata)

Fonte: Fol


 

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Si sono giocate oggi le partite di ritorno dei playout di Lega Pro.
Questi i risultati:

Girone A
Carrarese-Lupa Roma 1-0 (1-0)
Prato-Tuttocuoio 0-0 (1-1)

Girone B
Teramo-Lumezzane 0-0 (1-1)
Fano-Forlì 2-1 (1-1)

Girone C
Akragas-Melfi 1-1(0-0)
Vibonese-Catanzaro 1-1 (2-3)
In neretto le squadre che si sono salvate.

Fonte: Fol

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Giovedì 1 giugno nel corso di una cena organizzata presso la propria sede verrà proclamato il vincitore di Robur Chef, il torneo gastronomico organizzato dal Siena Club Fedelissimi e che ha visto la partecipazione di sei gruppi di soci del club, del Siena Club Corrente Bianconera e del Siena Club Valdarbia.

Per prenotarsi inviare un sms al numero 3664053060 oppure una mail fedelissimi@sienaclubfedelissimi.it


Siena Club Fedelissimi


 

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La notizia più clamorosa arriva dalla Sicilia, visto che il Catania ha scelto Lucarelli (contratto biennale), che era al Messina. Alla Paganese è ufficiale la promozione di Salvatore Matrecano dalla Berretti con accordo triennale: prende il posto di Grassadonia, che è in ballo con Auteri per il Pisa ma che potrebbe anche sostituirlo a Matera. Anche la Fidelis Andria, al posto di Favarin, ha deciso di promuovere Loseto. Alla Pistoiese piace Marcolini (Santarcangelo) in coppia col d.s. Bravo. Il Cuneo neopromosso si separa da Iacolino e martedì incontra Gardano (Gozzano). La Feralpi Salò conferma Serena, idem il Fondi che va avanti con Pochesci.
Per quanto riguarda il Siena nei primi giorni della settimana ci dovrebbe essere l'annuncio del nuovo allenatore. Adesso i nomi sembrano ristretti a Gallo e Mignani con il secondo sicuramente più gradito dai tifosi.

Fonte: Fol


 

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Si sono giocate ieri le partite dei quarti di finale del campionato Berretti. Questi i risultati e i marcatori

Fidelis Andria-Catania 0-2
Reti: Maccioni, Noce.

Renate-Modena 2-2
Reti:
Caselli (M), Ghidoni (M), Pizzi (R), Villa ®.

Livorno-Juve Stabia 0-1
Rete:
Chirullo

Como-Reggiana 3-2
Reti:
Qeros (C), Fusi rig. (C), Melesi (C), Rivi (R), Tamagnini (R)

Il ritorno si giocherà a campi invertiti venerdì 2 giugno. Juve Stabia e Catania, grazie a due vittorie esterne, ipotecano la qualificazione alla Final Four di Prato. Negli altri due incontri, le rimonte di Reggiana e Renate tengono tutto aperto in vista del match di ritorno. 

Fonte: Fol


 

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Il Siena parteciperà da venerdì 2 a domenica 4 giugno alla prima edizione del “Torneo Internazionale di Calcio Città di Montepulciano” organizzato dell’Unione Polisportiva Poliziana e del Comune di Montepulciano e riservato agli anni 2002-2003.

Parteciperanno nove squadre suddivise in 3 gironi di qualificazione.
Girone A
Poliziana, Robur Siena, F.C. Losanna ( Svizzera)
Girone B
Genoa, Arezzo, F.K. Vojvodina (Serbia)
Girone C
Sampdoria, Mantova, F.C. Zlin (Repubblica Ceca). 

Fonte: Fol


 

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I rossoneri chiudono a punteggio pieno il triangolare: dopo aver battuto la Cremonese, alla seconda giornata, oggi è stata la volta del Venezia, messo ko al Penzo. Ai rossoneri, peraltro, bastava anche un pareggio, alla luce della differenza reti che li vedeva in vantaggio sui lagunari per aver segnato un gol in più contro i grigiorossi. Ma la squadra di Stroppa ha fatto di più, calando il poker in casa degli uomini di Pippo Inzaghi. Foggia che sembra chiudere la pratica nella prima frazione, in virtù delle reti messe a segno da Deli, Vacca e Mazzeo (inframezzate dal momentaneo 1-2 di Geijo). Nella ripresa, però, la rete-lampo di Domizzi riaccende le speranze del Venezia, che però tramontano a cavallo di 33' e 35' quando, rispettivamente resta in 10 (espulso Geijo) e prende la quarta rete, di Deli. 

Fonte: Fol

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Si è svolto ieri 26 maggio, come annunciato, presso la sala conferenze della Chiesa di Vico Alto l’incontro promosso dal Blog Wiatutti per un ricordo, a dieci anni dalla sua scomparsa, del compianto e mai dimenticato Presidente Paolo De Luca “ L’Uomo dei Sogni”.

La serata condotta da Luciano Sardone e il blogger Simone Bernini, tifosi del Siena e amici dell’Ing. De Luca ha previsto una serie di interventi al fine di tratteggiarne la figura umana e sportiva.

Al cospetto di una platea composta da volti noti della tifoseria senese che hanno avuto modo di ripercorrere quella lunga cavalcata che ci portò da una serie B stentata ad una realtà nazionale di Serie A, i relatori si sono susseguiti piacevolmente. Ognuno cercando di tratteggiarne la figura: prima in famiglia con un emozionato Dario De Luca in rappresentanza della famiglia del De Luca. Poi a seguire con un interessante intervento di Marco Bianciardi che ne ha sottolineato e tratteggiato la dote innata di grandissimo comunicatore. Per passare poi ad altri aspetti con Tommaso Refini che ne hanno rimarcato le doti di condottiero sportivo, mai domo sempre pronto ad alzare quell’asticella fino all’impossibile ma che poi invece puntualmente veniva raggiunta e superata. Dote questa solo dei grandi.

Infine la serata si è impreziosita degli aneddoti gustosi e a tratti struggenti di Stefano Osti segretario a quel tempo del Siena così come ora e che ne ha ripercorso le vicende, le partite e il rapporto fra De Luca, società, procuratori, giocatori, allenatori. In particolare con Papadopulo.

In una serata dominata da una sottile linea rossa di struggente malinconia ma che mai ha oltrepassato i limiti della retorica lasciando sempre spazio al sorriso e talvolta anche a fragorose risate e applausi a scena aperta oltre che i relatori, piano piano, anche la platea si è idealmente unita. Molti dei presenti quindi hanno voluto ricordare personalmente De Luca riportando ora un aneddoto ora una riflessione su quello che ha significato per Siena e i Senesi l’avvento di questa persona. L’Uomo dei Sogni appunto che ha saputo sempre, talvolta anche combattendo contro certi poteri forti di allora che mal digerivano la sua popolarità, mantenere le sue promesse al popolo Bianconero.

Da menzionare l’intervento di Giovanni Mazzini, storico imitatore personale del De Luca ai limiti della perfezione, ed alcuni brani audio riproposti e tratti dalle famose e storiche trasmissioni dei Roburloni e Siena-Germania 4 a 3.

La serata si è quindi conclusa con tanti sorrisi e con spensieratezza e, dopo avere salutato calorosamente Dario De Luca per la sua presenza e che ancora una volta non ha mancato di fare arrivare idealmente un abbraccio a tutta Siena e i senesi, molti dei presenti si sono trasferiti per una conviviale e informale cena innaffiata da un sincero vino rosso. Come sicuramente sarebbe piaciuto a Paolo De Luca. L’Uomo dei Sogni. (Federico Castellani)

Fonte: Fol

 

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Questo il programmadelle partite di ritorno dey play out di Lega Pro che decideranno chi al termine dei 180 minuti retrocede in serie D

Girone A (ore 17):
Carrarese-Lupa Roma (andata 1-0)
Prato-Tuttocuoio (1-1)

Girone B (ore 16.30):
Teramo-Lumezzane (1-1)
Fano-Forlì (1-1)

Girone C (ore 16.30 e 17):
Akragas-Melfi (0-0)
Vibonese-Catanzaro (2-3)

In caso di parità di punti e di reti si salva la squadra con il miglior piazzamento in classifica, ossia quella che gioca il ritorno in casa (niente tempi supplementari).

Fonte: Fol

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Venezia e Foggia si affronteranno oggi alle 16.30 nella partita decisiva per l'assegnazione della Supercoppa di Lega Pro. Hanno entrambi tre punti, ma i pugliesi contro la Cremonese hanno segnato un gol in più (3-1 a 2-1), quindi Inzaghi deve vincere per fare il Triplete (dopo la promozione in B e la Coppa Italia) e a Stroppa basta il pareggio.

Fonte: Fol

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Il Como ha ufficilizzato che sulla panchina lariana si siederà Mark Iuliano, ex mister del Latina in Serie B, mentre il DS sarà Nello De Nicola, nell'ultimo anno alla Racing Club Roma.

Fonte: Fol 

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Il Consiglio Federale ha approvato all’unanimità di fissare per la Lega Pro il contributo del ripescaggio a 300 mila euro più 200 mila euro con fideiussione e per la Lega B a 700 mila euro più 300 mila euro con fideiussione. In aggiunta alle altre preclusioni, non saranno ammesse al ripescaggio le Società ripescate nelle 5 stagioni sportive precedenti.

Fonte: Fol


 

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Nella protesta che sta portando avanti il presidente Gravina c’è anche un esempio palese: squadre che arrivano dalla Lega Pro fanno bene (Spal in A, Cittadella e Benevento ai playoff. L’unica eccezione è il Pisa), mentre quelle che compiono il percorso inverso no (Lanciano e Como sono fallite, il Modena ci è andato vicino). L’ultimo caso è proprio il Latina, che ha appena rinunciato all’iscrizione alla C dopo l’ennesima asta andata deserta. Il capitano della squadra nerazzurra è Paolo Hernan Dellafiore, ex difensore dalla Robur adesso svincolato e pronto a ripartire.

Paolo, per te è stato davvero un annus horribilis. Retrocessione, fallimento della società e adesso rottura del legamento.

E’ una stagione cominciata male e finita peggio, con la ciliegina negativa sulla torta. Mi sono fatto male in rifinitura prima di Avellino, nella partitella, un contrasto proprio alla fine. Purtroppo è andata così, lunedì mi dovrei operare e poi comincerò la riabilitazione per recuperare il prima possibile. Il Latina è fallito e quindi sono svincolato. Vedremo se arriverà qualche richiesta.

Quando ti rivedremo in campo?

Per rigiocare le partite direi ottobre. Ora i tempi di recupero sono minori rispetto al passato, ma ci vorranno almeno quattro mesi e mezzo.

Il Latina ha riottenuto tre punti e ha chiuso non più all’ultimo posto. Chissà, senza il caos societario, cosa sarebbe successo.

A gennaio ci sono state cessioni importanti, già si era capita la situazione, poi ci hanno tolto 7 punti e non è facile scendere in campo sempre per vincere. Mentalmente influisce. Con dietro una società solida dico che ci saremmo salvati.

Società assente, penalizzazioni, odore di fallimento. Latina non ti ha ricordato Siena?

Sì, più o meno siamo sullo stesso discorso. A Siena c’era un altro tipo di squadra, molto più forte. Alla fine ci bastava un punto e potevamo tentare di andare in serie A. Credo però che se ci si comporta bene anche dal punto di vista societario la fortuna arriva dalla tua parte. In caso contrario, inconsciamente, il destino ti punisce.

Tutta quella stagione, poi concentrata nei minuti finali di Varese, è stata l’emblema della forza di gruppo e staff tecnico, supportati solamente dai tifosi.

Fino a dicembre eravamo riusciti, nonostante la penalizzazione, a camuffare la situazione. Poi da gennaio, senza il pagamento di stipendi, la situazione è iniziata a farsi pesante. Eravamo un gruppo coeso, col mister e con l’ambiente siamo riusciti a trovare la forza di arrivare fino in fondo. Ma ogni giorno ce n’era una. I fornitori, per dire, chiedevano i debiti e venivano al campo a portarsi via il materiale.

Dopo Siena hai giocato tre anni a Latina. Tolto l’epilogo, che bilancio dai dell’esperienza in neroazzurro?

Ho quasi sempre giocato, a guardar me stesso sono contento. Se sono riuscito ad avere spazio, vuol dire che qualcosa di positivo ho fatto.

Parma, Siena, Latina. Nei tuoi ultimi anni hai giocato in club simbolo del degrado calcistico.

A Parma per fortuna sono stato negli anni in cui non c’erano ancora problemi. Siena e Latina sono invece due esperienze negative. Provo una forte rabbia. Uno pensa a giocare, a divertirsi, a dare il meglio di sé e poi viene tutto vanificato.

Dal 2014 la Robur ha intrapreso un’altra strada.

Ho avuto modo di seguirla. Sono rimasto in contatto con Vergassola e conosco il team manager Ivan Sarra, che è di Latina. Ci scambiavamo diverse informazioni.

Due anni in Lega Pro e tantissime difficoltà.

E’ un campionato in cui ho giocato da ragazzino, ma seguo le serie minori anche oggi. Mi piace seguire ex compagni, do un’occhiata ai risultati. Purtroppo spesso capitano squadre che scendono di categoria e hanno difficoltà o falliscono. Dal punto di vista economico tra serie B e Lega Pro c’è una differenza importante.

Conosci la nuova presidente?

No, ho letto qualcosa quando c’è stato il passaggio di proprietà. Me ne hanno parlato bene. Ho visto lo sfogo, penso l’abbia fatto perché ci tiene veramente a Siena e al Siena.

Saresti disponibile a scendere di categoria e legarti ad un progetto ambizioso con il Siena?

Uno ovviamente un occhio alla categoria lo dà, però venendo da questi ultimi anni penso che, arrivato a 32 anni, sia importante valutare serietà, il progetto e la stabilità di una società. Tornare in Lega Pro in una squadra come il Siena penso che non sarebbe un problema.

Se il Siena chiama, insomma, Dellafiore risponde.

Sicuramente sì. Non negherei mai una chiacchierata. Siena è una piazza importante, che merita di tornare dov’era. Ci si potrebbe sedere attorno ad un tavolo senza problemi. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol

 

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Massimo Morgia è stato deferito dalla sua ex squadra, L’Aquila Calcio. Ad annunciarlo è lo stesso ex allenatore della Robur sul suo profilo Facebook:

“A 66 anni, dopo 50 di calcio, per la prima volta vengo deferito alla procura federale dalla società per cui ho lavorato, L'Aquila calcio, e da cui mi sono dimesso. Ho molta fiducia nella giustizia e nell'avvocato a cui ho affidato il caso... comunque vada nulla cancellerà mai l'ennesima amarezza sul piano strettamente umano.... di un modo di fare calcio che proprio non mi appartiene....”.

Il deferimento, si legge, ha come oggetto alcune dichiarazioni rese nel corso di una conferenza stampa, dopo aver rassegnato le dimissioni, di Massimo Morgia nei confronti dell’amministratore unico del club Angelo Antonio Ranucci. Dichiarazioni poi pubblicate su organi di stampa e siti web.

Fonte: Fol

 

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Ci sono cinque persone sotto inchiesta per la cessione della Robur Siena, società del campionato di Lega Pro passata di mano lo scorso luglio. Il sindaco della città Bruno Valentini e l’attuale presidente Anna Durio sono stati iscritti nel registro degli indagati dal pm Antonino Nastasi, che ha appena chiesto sei mesi di proroga, per “violenza privata” assieme a tre tifosi, accusati anche di violazione di domicilio. L’inchiesta nasce dal clima infuocato che si respirava nelle ultime ore della trattativa fiume per la cessione della Robur dalle mani dell’imprenditore italo-svizzero Antonio Ponte alla Durio, chiusasi lo scorso 22 luglio dopo oltre sette mesi di braccio di ferro.

Secondo quanto riportato nella denuncia-querela presentata dall’ex presidente nello scorso ottobre, vi furono “ripetute condotte di intimidazione e minacce” nei suoi confronti durante il passaggio delle quote. “L’apice delle intimidazioni – scrisse il suo legale Christian Vannucchi – si è raggiunto il 21 luglio 2016”. È la notte in cui, nello studio del notaio Mandarini, Ponte sarebbe stato costretto “a sottoscrive procura ad operare in favore di Anna Durio”, a suo avviso “sotto minaccia di morte di alcuni facinorosi che lo costringevano a risalire nello studio, nonché sotto minaccia del sindaco Bruno Valentini di “togliergli la rete di protezione”. E il giorno seguente, “in tale clima di intimidazione”, l’ex presidente sarebbe stato ancora una volta costretto “a sottoscrivere la cessione delle proprie quote per un corrispettivo inferiore a quello per il quale lo stesso sarebbe stato disposto a cederle”.

La ricostruzione di Ponte è stata ribaltata dal sindaco Valentini, che ha spiegato in una nota diffusa dopo le anticipazioni del Corriere di Siena, come “per evitare un secondo fallimento della Robur, con le parti che non trovavano l’accordo, proposi che il Comune facesse da mediatore nella trattativa”. Il primo cittadino di Siena ha “agito nel pieno rispetto della libera volontà delle parti, in trasparenza e nell’esclusivo interesse della città” e si augura “che questa indagine venga rapidamente definita confermando il ruolo neutrale avuto dal Comune nella vicenda”, riservandosi di denunciare “coloro che mi avessero eventualmente calunniato”.

No comment, invece, dalla Durio che già nei mesi precedenti all’acquisto aveva chiesto a Ponte di rispettare i patti. La cessione del Siena, infatti, affonda le radici in un contratto preliminare firmato il 29 gennaio 2016 per il trasferimento delle quote di controllo della società alla Immobiliare Federico srl, veicolo attraverso cui Anna Durio è diventata proprietaria. Dal quel momento è però iniziato un infinito braccio di ferro, anche sui bilanci societari, per determinare l’esatto prezzo di vendita della Robur. Fino a quell’infuocata notte durante la quale Ponte, a suo avviso, fu costretto a cedere il Siena con la ‘violenza’.

Al termine dell’incontro nella sede del notaio, il sindaco usò parole durissime nei confronti di Ponte: “Ci sentiamo ingannati. Qui c’è gente che risponde solo al dio denaro, se può strappare 100mila euro in più, lo fa – disse ai microfoni dei giornalisti – C’è un arbitratore (sul prezzo si era espresso, infatti, il giudice arbitrale di Milano, ndr) che ha definito il valore e la signora Anna Durio ha addirittura messo sul tavolo un prezzo maggiore”. Ponte la pensa diversamente.

Il Fatto Quotidiano

 

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«Accusarmi di condotte illecite è ridicolo, mi riservo ogni azione legale nei confronti di chi può avermi calunniato». Sceglie di giocare in attacco il sindaco Bruno Valentini, in risposta alla notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati (con la presidente del Siena Anna Durio e alcuni tifosi bianconeri) per la vicenda della vendita della società bianconera da parte di Antonio Ponte. 

L’INCHIESTA è partita da una denuncia dell’ex presidente della Robur, in riferimento alle concitate fasi del passaggio delle quote all’imprenditrice ligure. Prima con il lungo incontro nella notte tra il 21 e il 22 luglio nello studio del notaio Mandarini, presente tra gli altri anche il sindaco e con molti tifosi nella sottostante via del Giglio. Poi con la cessione definitiva sottoscritta il giorno successivo nella residenza di Ponte. 
SECONDO la denuncia anche la condotta del sindaco, nello studio del notaio, si potrebbe configurare come violenza privata.Un’accusa che il primo cittadino rigetta con decisione, partendo da quelli che considera due punti fermi a garanzia di un comportamento corretto da parte sua. Il primo: «Proposi che il Comune facesse da mediazione fra le parti e ciò fu accettato da entrambi», ricorda Valentini. 
MA L’ACCORDO raggiunto in Comune la mattina del 21 luglio sembrava sul punto di saltare la sera stessa. «Col consenso di tutti, durante la notte mi recai, insieme ad altri due assessori, nello studio notarile», aggiunge. Il secondo punto: «I rappresentanti delle forze dell’ordine sono sempre stati presenti garantendo la sicurezza di tutti». Da qui la replica secca: «Accusarmi di una qualche condotta illecita è ridicolo e spero che ciò venga chiarito il prima possibile. Ho agito nel pieno rispetto della libera volontà delle parti, in trasparenza e nell’esclusivo interesse della città». 
SULL’INDAGINE il sindaco chiede velocità: «Comprendo che la magistratura debba compiere un atto dovuto, ma auspico che l’indagine venga rapidamente definita confermando il ruolo neutrale del Comune». Quindi l’annuncio di una possibile controquerela: «Mi riservo di intraprendere ogni azione legale nei confronti di coloro che mi avessero eventualmente calunniato, travisando il vero svolgimento dei fatti o attribuendomi comportamenti illeciti o violenti da me mai compiuti».  (O.P.)

Fonte: Fol

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